TOBLAKAI
“Puritans Hand”

La scelta di un moniker come Toblakai, preso da una delle razze più assurde uscite dalla penna di Steven Erikson nella sua lunghissima saga dei Malazan, mi ha portato subito a ripensare agli stupendi Caladan Brood ed al loro unico lavoro “Echoes Of Battle”, incredibile copia americana dei Summoning ma totalmente immersa nei mondi e nelle storie dello scrittore canadese. Tuttavia, appena si preme play e parte questo “Puritans Hand”, si capisce fin dalle prime note quanto il campo di gioco tra le due band sia totalmente distante, dal momento che il trio austriaco in questione si propone in uno sporco e ruvido mix di Heavy e Black, vagamente contornato da un alone di epicità. Continua a leggere

COEXISTENCE
“Collateral Dimension”

Saranno ormai un paio di mesi che sono bloccato nell’ascolto di questo “Collateral Dimension”, primo full-lenght dei nostrani Coexistence, che arriva dopo circa un paio d’anni dall’EP “Contact With With The Entity”, recensito anch’esso su queste pagine virtuali. Ho scritto bloccato, perché in effetti, dopo numerosi ascolti ancora non riesco a venirne a capo. I Coexistence hanno una tecnica di altissimo livello, con il basso di Christian Luconi a dettare legge, e della quale riescono anche di abusarne, evitando un eccessivo incasinamento delle loro composizioni. Eppure, ancora non sono riuscito a buttare giù questa solida barriera che si pone tra il sottoscritto e la loro musica. Certamente la loro Cynic-dipendenza è ben visibile, ma meno invadente rispetto all’EP di esordio; non vado matto per le vocals di Mirko Battaglia Pittiniello, che ritengo un po’ troppo monotone a lungo andare, ma che alla fine riesce in ogni caso a portare a casa la pagnotta con una buona sufficienza. A forza di ragionarsi su, credo che questa mia personale difficoltà risieda in una certa freddezza di fondo, capace di bloccarmi in qualche modo. Continua a leggere

ORION (Chile)
“Mysterivm Cosmographicvm”

Dopo lo Swedish Thrash dei Suicide Nation e quello più di stampo Bay Area dei Metalriff, torno a parlare di una band cilena con questi Orion, da non confondere con l’omonima band indiana recensita ormai diversi anni fa, autori di questo interessante debutto dal titolo “Mysterivm Cosmographicvm”. A differenza dei loro concittadini sopra menzionati, questi Orion puntano su una deriva più estrema del Thrash, dove sopra una solida base di Slayer, vengono innestati richiami a quel proto-qualcosa, Death o Black che sia, che caratterizzava i seminali debutti di Sepultura o Sarcofago. Nonostante non siano un gruppo di primo pelo, la cui nascita sembra risalire al 2002, gli Orion riescono ad evocare un genuino recupero di tali sonorità, non solo in termini di suoni, sporchi e cafoni come difficilmente se ne trovano al giorno d’oggi, ma anche di reale coinvolgimento in quello che fanno. Continua a leggere