CHELIDON FRAME
“A Desert Displays”

Metto temporaneamente da parte per una settimana le recensioni dell’anno corrente per potervi parlare di un lavoro che sto ascoltando da diverso tempo, ma di cui non ero ancora riuscito a trovare l’ispirazione per scrivere alcunché, ossia del nuovo EP del progetto Chelidon Frame dal titolo “A Desert Displays”. Uscito lo scorso ottobre in un elegante formato tape per conto della label italiana Sounds Against Humanity, questo nuovo lavoro da parte del suo mastermind Alessio Premoli, pur essendo di breve durata, mi ha comunque dato diversi grattacapi al momento di buttare giù una recensione. Infatti, pur avendolo ascoltato diverse volte, ed avendo ben chiaro che si tratta di un buon lavoro, continuava a rimanere in qualche modo piuttosto sfuggente alle mie orecchie. Probabilmente sono io che sto iniziando a flippare dopo questa lunga e sfiancante, e per fortuna solo mentalmente, pandemia, ma, eccetto la centrale “And Numbers Are Mortal” che risulta la più classicamente Ambient del lotto, mi risulta molto complicato darvi una idea del resto del lavoro. Continua a leggere

ANDREA MAININI
“Ocean”

Questo “Ocean”, debutto in autoproduzione del polistrumentista Andrea Mainini, è un lavoro che sin da subito mette in chiaro che le sue radici risiedono nel Post-Rock più tradizionale, ossia quello di maestri del genere quali Mogwai o Explosion In The Sky. Tuttavia, questo suo volersi mantenersi saldamente all’interno dei confini di questo genere è per nostra fortuna solo un aspetto di facciata, dal momento che con il crescere degli ascolti si evidenzia quanto la musica di Andrea risulti influenzata da molteplici stili. Certo, la traccia di apertura “Post-Trauma” con il suo crescendo da manuale o il lento scorrere di “Sunny Day” potrebbero certamente far pensare l’esatto contrario, eppure basta andare oltre ed ascoltare “Mindfulness” per comprendere quanto il suo mastermind sia affamato di nuovi input. Continua a leggere

THE SCALAR PROCESS
“Coagulative Matter”

Finita questa piccola appendice dedicata ai Njiqahdda, possiamo tornare alle recensioni ordinarie, dando inizio finalmente all’anno corrente, e dopo i multiversi dei Fractal Generator, torniamo ad occuparci di Technical Death Metal attraverso il debutto assoluto di questi francesi chiamati The Scalar Process. Questo “Coagulative Matter” ci fa decisamente ben sperare, almeno dal punto di vista prettamente musicale su questo 2021, vista la sua estrema ricercatezza ed una discreta dose di originalità. Capitanati dal chitarrista Eloi Nicod, questi The Scalar Process riescono a coniugare in maniera piuttosto intelligente, la macinazione di note a tutta velocità tipica dei Necrophagist a passaggi maggiormente rilassati ed atmosferici di chiara derivazione Cynic, capaci di aggiungere un sapore quasi mistico e trascendentale alla release. Inoltre, a vantaggio della band c’è anche un vocalist veramente dotato come Mathieu Lefevre, che alza ulteriormente il livello qualitativo schierato in campo. Continua a leggere

NJIQAHDDA
“Nji Taaevaasti Vortaa Est Flaami”

Con questo “Nji Taaevaasti Vortaa Est Flaami” siamo finalmente arrivati alla fine di questa lunga scorpacciata di uscite relative al 2010, anno di vero e proprio delirio compositivo da parte del duo americano. Ben venticinque lavori divisi tra la band madre ed i progetti paralleli di Njiijn e Oaks Of Bethel, uno sforzo veramente inumano, ma che a mio avviso non ha portato grossi risultati. Una maggiore oculatezza avrebbe sicuramente giovato, ma questo è stato e quindi amen, spero se non altro che abbiate apprezzato anche il mio impegno come scribacchino. Comunque sia, a chiudere l’anno troviamo questo ennesimo EP monotraccia, diviso in due parti e, senza spenderci nemmeno troppe parole sopra, è certamente un brano discreto, perfettamente in linea con quanto raccontato nel corso di tutte queste recensioni. Ci sono dei buoni riffs, ma c’è anche quella fastidiosa sensazione di brano costruito appiccicando a forza segmenti diversi. Tuttavia, il brano non è lunghissimo e si riesce a digerirlo senza alcun problema. Detto questo, possiamo quindi terminare momentaneamente questo speciale, che riesumeremo la prossima estate e che verterà sul 2011, annata nel quale il duo ha fortunatamente limitato la propria smania compositiva, anche se la quantità di release pubblicate rimane certamente alta.

Contatti: Bandcamp
Etichetta: EEE Recordings
Anno di Pubblicazione: 2010
TRACKLIST: 01. Nji Taaevaasti Vortaa Est Flaami; 02. Coda
Durata: 17:56 min.

Autore: KarmaKosmiK

NJIIJN
“Roots To The Sky”

“Roots To The Sky” è l’unico full-length del Progetto parallelo Njiijn pubblicato nel corso del 2010, ed è un lavoro, che nelle sue intenzioni, sembra voler ripercorrere il tentativo da parte dell’uomo di trovare una propria via d’uscita dal caos giornaliero da cui siamo costantemente circondati. Un tentativo che, a differenza del suo cugino “Dremoanti”, risulterebbe fallito, perché ricercato attraverso la scienza e non attraverso quel qualcosa che potremmo definire sentimento religioso. Non voglio entrare nelle vesti di un filosofo da quattro soldi, ma credo che questa sia, almeno per il sottoscritto, un’ottima chiave di lettura per comprendere il senso di questo lavoro dei Njiijn. Un senso che ruota intorno ai due brani più lunghi del lavoro, ossia “-“ e “Transmission Failed, Return To The Hive”, dove la prima è un delirio di trasmissioni radio che per una ricca mezzora stordiscono ed alienano il povero ascoltatore, mentre la successiva sembra dare in apparenza un senso di pace attraverso una semplice chitarra acustica. Una pace che ben presto viene interrotta dall’entrata in scena di disturbanti feedback di chitarra, che hanno il compito di riportare l’ascoltatore verso il proprio caos quotidiano, in un loop continuo e senza possibilità di uscita. Più che un disco, la rigorosa continuità strutturale di questo “Roots To The Sky”, ne fanno una specie di audiolibro da dover ascoltare con attenzione, facendo caso ai minimi particolari. Se si affronta con questo spirito di ascolto, “Roots To The Sky” potrebbe risultare ricco di sorprese.

Contatti: Bandcamp
Etichetta: EEE Recordings
Anno di Pubblicazione: 2010
TRACKLIST: 01. Bathe In Flame; 02. Shadowy Figures In Backlit Corners; 03. Continuous Rebirth; 04. Roots To The Sky…; 05. …Branches In The Ground; 06. -; 07. Transmission Failed / Return To The Hive; 08. As It Is; 09. °
Durata: 77:05 min.

Autore: KarmaKosmiK