NECANDI HOMINES
“Da’at”

Formati per metà da due membri dei ben più noti Infernal Angels, i Necandi Homines riassumono la loro proposta musicale presente in questo loro debutto “Da’aT” per conto di Vacula Productions con un sintetico Black Doom. In realtà, quanto si ascolta in questo loro primo lavoro sulla lunga distanza è certamente qualcosa di più complesso e di complicata definizione. Solamente l’iniziale e spettrale “Memento”, che vede la partecipazione alle vocal di Federica Priscilla Nicodemo, affonda le proprie radici in un suono gelido e minimale, a cavallo tra un desolato Dark Ambient e vaghissimi spunti di Dark Wave, da rintracciarsi nelle scheletriche melodie di una chitarra ultra effettata. Continua a leggere

JODÖDEN
“Sittandes I Sjön Med Vatten Över Huvudet”

Anche se ormai son già passate alcune settimane da quando ho cominciato ad ascoltarlo, questo “Sittandes I Sjön Med Vatten Över Huvudet”, esordio assoluto per il progetto che risponde al nickname del suo fondatore, Jodöden, continua a rimanere un lavoro che faccio fatica a inquadrare, enigmatico come è sin dalla copertina e dal titolo che suona qualcosa come “seduto nel lago con l’acqua sopra alla testa”. Forse per semplicità, o forse per mancanza d’altro, alcuni lo hanno pilatescamente accostato al calderone Atmospheric Black, ma in tutta sincerità mi sembra una definizione abbastanza fuorviante visto che si tratta di un album che, al netto della sua eterogeneità di fondo, difficilmente può essere circoscritto a tale genere. Continua a leggere

LIVE REPORT – PUBLIC SERVICE BROADCASTING
Monk (Roma) – 10/11/2017

A distanza di circa un anno e mezzo, torno a vedere dal vivo il trio londinese dei Public Service Broadcasting. Se il precedente concerto si era tenuto presso il centralissimo Quirinetta, in questa nuova occasione l’evento si svolge al Monk, locale di cui diversi amici e colleghi mi han sempre parlato bene. La band capitanata dall’occhialuto Willgoose e’ in tour per promuovere il loro terzo disco “Every Valley”, uscito la scorsa estate ed il primo che li vede nell’attuale formazione a tre, dato l’innesto del simpatico bassista J.F. Abraham nel corso del precedente tour di supporto a “The Race For Space”. Personalmente, questo loro ultima fatica mi ha parzialmente deluso, poiché ha visto la band orientare il proprio sound verso un Post-Rock di matrice sempre più debitrice ai Mogwai, in parte abbandonando la parte elettronica che li ha sempre contraddistinti per tentando, in maniera piuttosto fallimentare a mio modesto avviso, di esplorare nuove strade con l’introduzione di vere e proprie parti cantate. Tuttavia, nulla toglie che la band abbia comunque portato a segno diversi brani di ottimo livello quali “The Pit”, “Go To The Road” e la violenta “All Out”, ma siamo comunque lontani dai livelli mostrati con i due precedenti album. Continua a leggere

VESPERTINA
“Glossolalia”

Ci sono lavori che necessitano di parecchi ascolti prima di rivelare completamente tutta la propria essenza musicale, mentre ci sono casi, purtroppo sempre meno frequenti, nei quali bastano poche note ascoltate per rapirti completamente. Questo è quanto mi è successo, visto che mi è bastato vedere il singolo di “Nuova York” per rimanere completamente soggiogato dalla splendida voce di Vespertina, alias Lucrezia Peppicelli, cantante di origine perugina che giunge al suo esordio discografico con questo splendido EP intitolato “Glossolalia”. Continua a leggere

VERTHEBRAL
“Regeneration”

Era da un po’ che non riprendevo in mano la mia amata pseudo-rubrica, simpaticamente intitolata “Pechino Express”, nella quale vado a recensire e presentare dei gruppi provenienti dalle nazioni più inconsuete ed esotiche. Quest’oggi tocca quindi al giovane quartetto paraguaiano Verthebral, al suo debutto con questo “Regeneration”, uscito lo scorso fine giugno per conto della Satanath Records. All’inizio, forse a causa di un ascolto piuttosto frettoloso o forse per l’opener “Place Of Death”, li avevo scambiati per un giovane clone dei Morbid Angel. Poi, riascoltando con più attenzione questo “Regeneration”, mi sono reso subito conto del mio errore di valutazione. Certo, qua e la’ richiami al buon Trey e compagnia radikult saltano ovviamente fuori, ma la vera stella polare dei Verthebral sono a mio avviso i Death di “Leprosy”. Continua a leggere

DAWN OF A DARK AGE
“The Six Elements, Vol. 5 Spirit / Mystères”

Tra i dischi lasciati a macerare lentamente nel corso di questi ultimi mesi c’è anche questo atteso ritorno del buon Vittorio Sabelli e del suo progetto Dawn Of A Dark Age. Persa la possibilità di poter mantenere le sue strette scadenze semestrali a causa della mancanza di una solida label di supporto, Vittorio al termine di una lunga ricerca ha trovato il giusto sostegno necessario nella label americana Razed Soul Productions, che lo scorso marzo ha rilasciato i due episodi conclusivi della sua serie “The Six Elements”, accorpando insieme gli episodi finali di “Spirit” e “Mystères”. Ad accompagnare il polistrumentista Vittorio in questo suo viaggio finale, troviamo nuovamente il valido supporto dietro le pelli di Aeternus (Handful Of Hate e Maerormid) e la presenza alle vocals di Luca Del Re (Silvans), con l’aggiunta anche di P-Kast alla viola e Marco Molino alle percussioni e marimba. Continua a leggere

LIVE REPORT – GODSPEED YOU! BLACK EMPEROR featuring THE HOLY BODY TATOO
Auditorium Conciliazione (Roma) – 14/10/2017

Onestamente non sono mai stato un fedelissimo seguace dei canadesi Godspeed You! Black Emperor, sebbene “F# A# ∞”, il loro disco che conosco meglio, sia un lavoro veramente notevole. I loro album sono dei veri e propri viaggi sonori, in cui è necessario immergersi completamente per poterne apprezzare le infinite sfumature presenti. Tuttavia, quando sono venuto a sapere prima di questa estate di un loro concerto nell’ambito del sempre più ricco Romaeuropa Festival, in formazione completa ed originale, e per di più piuttosto vicino a casa mia, non ho esitato a comprare immediatamente i biglietti. Continua a leggere

HORNWOOD FELL
“My Body, My Time”

Se già l’evoluzione musicale occorsa tra il debutto omonimo e “Yheri” sembrava lasciarlo presagire, quanto mi era stato detto in un’intervista da Marco Basili, che assieme al fratello Andrea è l’anima pulsante degli Hornwood Fell, suonava proprio come una una conferma del cambiamento come necessità per la band: “Mi è sempre molto difficile rimanere sugli stessi binari in tutto e per tutto, per non parlare di mio fratello […] Mi sono reso conto di non essere capace di portare avanti una cosa di questo tipo anche da un punto di vista emotivo. […] Per me sarebbe come vivere sempre nella stessa stanza: spostare i mobili, pitturare i muri di un altro colore non mi farebbe sentire meno costretto”. Non c’è quindi da stupirsi che i nostri tornino ora a farsi sentire con un nuovo lavoro, “My Body, My Time”, che incarna alla perfezione questo spirito che tende per sua intima natura ad una evoluzione continua. Continua a leggere

IN TORMENTATA QUIETE
“Finestatico”

Ascoltare un lavoro degli In Tormentata Quiete non è una cosa affatto semplice, troppe sono le possibilità di fraintendere o sottovalutare un testo o un brano. Niente è mai come sembra con un loro disco, ed è compito del sottoscritto cercare di andare oltre la superficie della loro musica per provare a trasmetterla a voi lettori. Non a caso ci sono andato con i piedi di piombo nei riguardi di questo loro nuovo “Finestatico”, prendendomi praticamente tutta l’estate per assimilarlo. Tra l’altro, ricordo di aver visto il video di anteprima della traccia “R136a1”, e di esserne rimasto un pochino deluso, poiché sentivo da questo brano che il loro stile era rimasto più o meno invariato rispetto al precedente e bellissimo “Cromagia”. Continua a leggere

PERVERSITY
“Idolatry”

Avevo già accennato di striscio ai Perversity in occasione della recensione dei loro connazionali, nonché compagni di etichetta, Gloom, dato che il loro quinto full-lenght intitolato “Idolatry” faceva parte dello stesso promo pack. Avendo alle spalle un’esperienza più che ventennale, i nostri cinque slovacchi si dimostrano sin dalle note dell’opener “Blackmoon Offerings” piuttosto abili nel riuscire ad interpretare in maniera convincente un Death Metal di chiara derivazione americana, con particolare riferimento ad un gruppo come i Morbid Angel, ma anche Cannibal Corpse e Hate Eternal. Continua a leggere

HAEMORRHAGE
“We Are The Gore”

Con buona pace di chi vorrebbe che il Metal si prendesse sempre fin troppo sul serio, la nostra musica preferita non ha mai lesinato di regalarci dei gruppi in grado di trattare con un qual certo humour la materia. Senza scomodare la lucida follia della buonanima di Seth Putnam e dei suoi Anal Cunt ed Impaled Northern Moonforest o band come i Cannabis Corpse che parodizzano titoli e tematiche dei più importanti album Death, ho sempre avuto un debole per quelle realtà Goregrind capaci di conciliare buone doti creative con spiccate dosi di dissacrante (auto)ironia. Prima dei Torsofuck e dei To Separate The Flesh From The Bones, chi aveva saputo incarnare perfettamente questa mia fissazione erano stati gli Haemorrhage, conosciuti per caso ai tempi di “Morgue Sweet Morgue”. Continua a leggere

APNEICA
“Vulnerabile Risalita”

Tra gli album che più hanno occupato i miei ascolti durante l’estate appena trascorsa ci sono senza alcun ombra di dubbio questo nuovo lavoro firmato Apneica e l’inaspettato ritorno degli In Tormentata Quiete con “Zerostatica”. Ma se nel caso di questi ultimi abbiamo una ulteriore conferma della loro classe e talento (ne parlerò in dettaglio prossimamente su queste pagine), nel caso dei sardi purtroppo ho come la sensazione che questo loro “Vulnerabile Risalita” sia per certi versi una occasione mancata. Continua a leggere

DOWNCAST TWILIGHT
“Under The Wings Of The Aquila”

Come è nostra consuetudine, cassiamo in automatico qualsiasi promo che ci arriva in redazione la cui data di pubblicazione sia anteriore di sei mesi. Questo provvedimento è dovuto al fatto che la nostra redazione è estremamente limitata, ed è quindi necessario adottare questa soluzione al fine di rimanere un minimo sul pezzo. A tutto questo però ci sono delle deroghe, come nel qui presente caso dei Downcast Twilight. Arrivato inaspettatamente insieme ai Pereplut, questo debutto intitolato “Under The Wings Of The Aquila”, uscito per conto dei tizi della Stygian Crypt Productions quasi un anno fa, è semplicemente straordinario. Continua a leggere

CEMETERY WINDS
“Unholy Ascensions”

Vista la sua provenienza, quando sono andato ad ascoltare il debutto assoluto di quella che si è poi rivelata esser una one man band che risponde al nome di Cemetery Winds, pensavo che mi sarei trovato alle prese con un tutto sommato classico album di Black Metal finlandese. Janne Lukka, la mente che sta dietro a questo progetto e che per l’occasione si è fatto aiutare da Kari Kankaanpää e Marko Ala-Kleme alla voce e Juho Manninen al basso, con questo “Unholy Ascensions” ci porta invece su territori in bilico tra il Death ed il Black Metal, con sette pezzi che, per molti dei loro aspetti, potrebbero essere visti come il risultato di un’ideale jam session tra gli Entombed ed i Dissection. Continua a leggere

GLOOM
“Catharsis”

I Gloom sono un quartetto slovacco proveniente dalla piccola cittadina di Sabinov che, nonostante una lunga permanenza nell’underground locale fin dal 2001, da allora è riuscito a pubblicare soltanto due full-lenght. Addirittura, il debutto “Nostalgia” risale all’ormai lontano 2006, e ci sono voluti quindi ben undici anni e l’intervento della Metal Age per avere tra le mie mani questo nuovo lavoro intitolato “Catharsis“. Arrivato nella mia modesta magione romana in un pacchetto contenente anche i Resurrected ed i Perversity, fa davvero strano, dopo due band Brutal, trovarsi di fronte ad un gruppo dalla melodia così fortemente marcata. Infatti, il loro Gothic Metal è figlio diretto degli HIM, ma anche dei Paradise Lost di “One Second”, con la calda voce di Martin Padzera che ricalca molto il timbro di Nick Holmes. Continua a leggere

NIAMH
“Corax”

Difficile dare una precisa collocazione di genere a questo quartetto originario di Vercelli che risponde al nome di Niamh. Infatti, se l’attacco Djent della iniziale “Putting The Fun In Funeral” di questo loro debutto intitolato “Corax” potrebbe far pensare ad un ennesimo clone dei Meshuggah, già fin dalla successiva “The Wow Factor”, un brano con delle notevoli finiture melodiche, si intuisce subito come questa sia solo una delle numerosa influenze che il gruppo ha cercato di riversare nel disco. La band sembra quasi galleggiare in una ipotetica zona di confine tra Metalcore, Nu Metal e Post-Hardcore, alternando parti muscolari, caratterizzate da un’accordatura ribassata, ai più tipici breakdown del genere, con il chorus cantato quasi sempre in pulito dal vocalist Mike. Continua a leggere

PEREPLUT
“B Стародавние Года…”

Andando a pescare tra i dischi che mi sono arrivati tra le mani questa estate, questo esordio dei russi Переплут, che dal cirillico viene traslitterato come Pereplut, è stato una piacevole sorpresa. Di solito non amo chissà quanto il Folk Metal, dal momento che spesso la commistione tra la strumentazione classica del Metal e strumenti e melodie popolari delle zone più assurde è portata avanti in maniera alquanto povera e superficiale. Ovviamente ci sono tante eccezioni, senza tenere conto del fatto che sarei un vero e proprio stupido a non riconoscere l’influenza che il Folk ha rivestito all’interno del Metal. Comunque, tagliando corto ed evitando così discorsi noiosi che penso di aver già fatto anche in passato, i nostri arrivano dalla lontana Tomsk e sono attivi sin dal 2011, sebbene il loro esordio discografico sia avvenuto solo qualche anno dopo con l’impronunciabile EP “В Заповедных Лесах Северной Стороны”, per poi giungere ad un deal con la Stygianl Crypt Productions per la realizzazione di questo loro primo full-lenght. Continua a leggere

CENTRIPETAL FORCE
“Eidetic”

Ascoltando la prima volta l’EP di esordio di questo terzetto italo inglese chiamato Centripetal Force, non si può che restare fin da subito avviluppati ed invischiati dai continui tecnicismi e cambi di tempo che il gruppo riversa nei tre lunghi brani di questo “Eidetic”. Una vera e propria forza centrifuga fatta di riff e strutture molto arzigogolate che hanno ben presente come riferimento la lezione dei grandi maestri come Watchtower, Death (ma soprattutto la meravigliosa appendice Heavy dei Control Denied), Atheist e Cynic. Il duo Carratta (batteria) – Saroglia (chitarre) cerca in tutti i modi di incasinare le proprie tracce con dei fill e degli stacchi di ogni tipo, dimostrando una padronanza tecnica assolutamente fuori dal comune, oltre che tentare di riprendere le file di un genere, il Technical Thrash, che a parte la parentesi Vektor, ha prodotto ben poco o nulla di particolarmente rilevante negli ultimi anni. Continua a leggere