CLEISURE
“Hydrogen Box”

Tra le uscite presenti nel promo pack inviatomi ad inizio estate dalla Overdub Recordings, quella dei Cleisure era quella che più sin da subito mi aveva incuriosito più di tutti. Sia dalla particolare e colorata copertina, che dalle note rilasciate dalla casa discografica, si presagiva che questo trio potesse avere del materiale piuttosto strano e particolare. Ed infatti, questo loro debutto sulla lunga distanza chiamato “Hydrogen Box” è un disco veramente particolare, ma capace di colpire in pieno sin dal primo ascolto. Infatti, la band campana è capace di tirare fuori dal fantomatico cilindro uno stranissimo incrocio fra un Punk Rock melodico ed un frenetico Garage Rock, dove la chitarra di Terenzio Procaccino si esibisce in schitarrate rapide e serrate, ben sorrette da una sezione ritmica assolutamente formidabile e ricca di groove composta da Cristian Zicola (basso) e Mattia Procaccino (batteria). Quello che mi è più piaciuto di questo “Hydrogen Box” è il suo essere totalmente privo di fronzoli, otto brani che solo in un paio di casi superano i quattro minuti, mantenendo in questo aspetto una certa attitudine Punk. Continua a leggere

RELINQUISHED
“Addictivities (Pt. I)”

Terzo full-lenght in carriera e prima parte di una lunga opera musicale dedicata alle terribili esperienze legate alle dipendenze da droghe, un corposo biglietto da visita quello che presentano sul nostro sito questo quintetto austriaco che risponde al nome di Relinquished. Uscito inizialmente in digitale intorno alla metà dello scorso dicembre, e successivamente licenziato anche in versione fisica dalla tedesca NRT Records, questo “Addictivities (Part 1)” è un lavoro che sin da subito mi ha dato del grosso filo da torcere. Il loro riferimento principale sono essenzialmente gli ultimi Dark Tranquillity, a cui aggiungono sovente delle atmosfere opprimenti e claustrofobiche che richiamano spesso e volentieri gli ultimi Katatonia. I cinque austriaci non disdegnano nemmeno di infilare qualche improvvisa sfuriata di puro Death svedese, o persino Black Metal. Continua a leggere

SOMMOSSA
“Autentica”

Per i trevigiani Sommossa vale un po’ il discorso fatto per i loro compagni di etichetta The Vasto, ovverosia hanno un monicker che sembra voler ispirare rabbia e rivolta anche se poi all’ascolto si rivelano di natura completamente diversa. Fortunatamente, le similitudini finiscono qui poiché i Sommossa, guidati dalla calda voce del chitarrista Diego Bizzarro, sono riusciti in qualche maniera ad attirare la mia attenzione. Infatti, la proposta musicale del trio si potrebbe definire come uno strano incrocio tra Rock Alternativo, Post-Grunge e canzone d’autore, dal quale emergono con forza la già citata voce di Bizzarro, che mi ha ricordato uno strano incrocio tra il Renga dei Timoria e Manuel Agnelli, ed il potente basso di Paolo Martini, che insieme al suo compare Marco Tirenna alle pelli, formano una solida e variegata base ritmica. Continua a leggere

LIVE REPORT – KING CRIMSON
Umbria Jazz Arena Santa Giuliana (Perugia) – 18/07/19

Dopo un’annata che mi ha visto praticamente lontano dai concerti, con punte di sfighe clamorose come una trasferta lavorativa a Pavia il giorno dei Neurosis ad Ostia antica, niente e nessuno poteva impedirmi di assistere al mio terzo concerto in quattro anni dei King Crimson. In occasione del cinquantenario della band, Fripp e soci decidono di fare un grande regalo ai fedelissimi fan italiani proponendo ben quattro date. Per vari motivi, tra cui anche il fatto che il concerto rientrava nell’ampio programma dell’Umbria Jazz, decido di optare per la splendida cornice di Perugia. Nonostante una giornata calda e priva di nubi, a circa venti minuti dall’inizio del concerto, una maledetta nuvola in stile Fantozzi si posiziona sopra l’arena di Santa Giuliana e decide di voler rompere le palle ai fedelissimi sudditi del Re Cremisi. Completamente sprovvisti di ombrelli o keeway, cerchiamo rapidamente riparo, nonché acquistiamo per la “modica” cifra di cinque euro una tristissima mantellina di plastica. Fortunatamente, l’aura mistica di Robert Fripp ci protegge ed a pochi minuti dall’inizio del concerto, la nube se ne va e possiamo di nuovo accomodarci per goderci a pieno il concerto. Continua a leggere

VARGRAV
“Reign In Supreme Darkness”

Sul finire dell’anno scorso mi era capitato di sentire qualche brano del disco d’esordio del progetto a nome Vargrav, una one man band finlandese dietro il cui monicker troviamo V-Khaoz, una vecchia conoscenza della scena della terra dei mille laghi per avere alle proprie spalle diverse militanze in vari gruppi, tra cui spiccano gli Azaghal. Come sia approdato a mettere in piedi questa nuova esperienza musicale non mi è dato saperlo, ma il fine ultimo credo forse di poterlo indovinare, dal momento che “Netherstorm” e il qui presente “Reign In Supreme Darkness” sono due full length emblematici di un modo di intendere il Black Metal che si rifà totalmente alle sonorità dei primi anni novanta. Continua a leggere

ALESSANDRO ANGELONE
“Stars_at_dawn”

Nonostante sia un lavoro acustico, “Stars_at_dawn” del chitarrista pescarese Alessandro Angelone è a suo modo una opera che potremmo definire estrema. Infatti, Angelone si presenta a noi con undici brevi composizioni, dove la sua chitarra acustica è l’unica ed incontrastata protagonista del disco. D’altronde, guardando la biografia fornita dall’etichetta, il nostro è senza alcun dubbio un virtuoso di questo strumento in particolare, avendo conseguito tutti gli otto livelli di chitarra acustica presso il Trinity College of London. Continua a leggere

INNER SHRINE
“Heroes”

Il nome Inner Shrine mi ha riportato immediatamente alla mente gli anni d’oro della mitica label fiorentina Dragonheart Records, capace di iniziare la propria carriera con un filotto di lavori davvero ottimi, tra cui ovviamente spiccava l’immortale debutto dei Domine “Champion Eternal”. Tra gli altri nomi da menzionare lanciati da questa etichetta, vi erano certamente gli Inner Shrine con il loro debutto “Nocturnal Rhymes Entangled In Silence” ed i Macbeth col pregevole esordio “Romantic Tragedy’s Crescendo”. Più di venti anni sono trascorsi da quel glorioso passato ma, nonostante varie vicissitudini e innumerevoli cambi di line-up, il mastermind Luca Liotti è riuscito sempre a portare avanti il glorioso nome degli Inner Shrine. Parlando a titolo personale, non nascondo che il loro debut all’inizio non mi fece subito una bella impressione, e che mi servirono parecchi ascolti per farmelo piacere. Ora come ora l’unica cosa che rimane impressa del periodo era che non mi piacevano per niente le vocals femminili, poi qualche tempo fa, vista la mia intenzione di occuparmi di questo nuovo “Heroes”, decisi di rimettere mano a quel cd impolverato sulla mia libreria. Continua a leggere

THE VASTO
“In Darkness”

Da un nome come The Vasto, francamente mi sarei aspettato un lavoro carico di cieca violenza sonora, magari privo di compromessi e scevro da qualsivoglia compromesso sonoro. Invece, il quartetto ferrarese prova a stupire l’ascoltatore con un sound che si pone esattamente a cavallo tra un Groove Metal molto lineare in riff e songwriting, tipo Sepultura o qualcosa dei Machine Head, ed un Post-HC ricco in feedback ed acide dissonanze. “In Darkness” si rivela essere sin dai primi ascolti un disco molto omogeneo, dove le otto tracce presenti mostrano tutte il medesimo stile compositivo. Se da un lato questo può effettivamente essere un punto di forza per la band, dall’altra non posso nascondere che spesso c’è una certa ripetitività di fondo che sfocia in noia. Continua a leggere

KRIGERE WOLF
“Eternal Holocaust”

Uno degli aspetti che più apprezzo del poter scrivere del nostro genere preferito è che, tra una richiesta e l’altra, a volte capita di imbattersi in band che abbiamo già avuto modo di ospitare sulle nostre pagine, avendo così l’opportunità di andare a vedere come si è evoluta la situazione. Se poi si tratta di un gruppo in cui avevo intravisto del potenziale, come nel caso dei Krigere Wolf, la soddisfazione è ancora maggiore. Così, dopo averli scoperti nel 2014 con “Sacrifice To Valaskjàlf” ed esserne stato ancora più positivamente colpito con “Infinite Cosmic Evocation”, questo “Eternal Holocaust” rappresenta un ulteriore tassello che va a confermare quanto di buono i nostri hanno fatto nel corso degli anni, senza dimenticare che in tutto questo tempo la line up sembra aver trovato una maggiore solidità, con il mastermind Riccardo Costantino che rinnova il sodalizio con Salvatore Leonardi, sempre alla sei corde, e torna ancora ad affidarsi all’aiuto di Gabriele Catania, già visto nel precedente album, e Valerio Cimino alla voce. Continua a leggere

OREYEON
“Ode To Oblivion”

Nonostante i miei ritardi cronici nello scorrere la lista di lavori da recensire per la webzine, senza spoilerare le mie prossime recensioni, devo ammettere che questo 2019 si sta rivelando già da questo primo semestre una annata piuttosto proficua e decisamente degna di interesse. Per quello che riguarda l’oggetto di questa recensione, senza fare troppi inutili giri di parole posso dire subito che questo secondo lavoro degli Oreyeon, e prima uscita per la nostrana Heavy Psych Sounds Records, rischia seriamente di finire in cima alla mia top 5 di fine anno. Sebbene fosse segnato nella “to-do-list” da un po’ di tempo, la spinta che mi ha portato all’ascolto di questo “Ode To Oblivion” è stato il resoconto letto su un’altra webzine sulla loro recente prestazione allo Tube Cult Festival, a cui prima o poi dovrò assolutamente partecipare. Sebbene sia un lavoro da godersi e scoprire con tutta tranquillità, sin dalle prima note di “T.I.O.” è scattata subito una totale empatia verso lo stile del gruppo. Continua a leggere

THRONE OF FLESH
“Dogma”

Nati nell’estate del 2018 dall’incontro di tre veterani della scena Death Metal nazionale, ossia il chitarrista Flavio Tempesta (Disease, ex-Sudden Death ed altri gruppi), il growler Joseph Di Porto (ex-Bestial Vomit) ed il bassista Giuseppe Tato Tantangelo (Glacial Fear, Antipathic e Zora), i Throne Of Flesh giungono in pochi mesi all’esordio con questo demo autoprodotto intitolato “Dogma”, avendo come obiettivo primario quello di ricreare un Death old school assolutamente puro e privo di qualsiasi contaminazione. Non a caso la band mette in bella vista tra le proprie influenze sulla loro pagina Bandcamp, maestri come Morbid Angel, Deicide, Entombed o Autopsy. Continua a leggere

ENISUM
“Moth’s Illusion”

Arrivati prepotentemente alla ribalta con “Arpitanian Lands” e confermatisi su alti livelli come testimoniano gli ottimi responsi ricevuti sia da fan che dagli addetti ai lavori col seguente “Seasons Of Desolation”, tutto si può dire degli Enisum tranne che si siano seduti sugli allori. Giusto il tempo di portare il loro nome su numerosi palchi dell’Italia e dell’Europa ed eccoli già pronti a tornare con un nuovo album d’inediti. “Moth’s Illusion”, questo il titolo della loro sesta fatica sulla lunga distanza, ci dimostra ancora una volta come i piemontesi stiano vivendo una fase particolarmente ispirata e feconda della loro carriera. Se da un lato infatti tornano gli elementi cardine del loro Black Metal atmosferico ed evocativo con chiare influenze cascadiche, allo stesso tempo i nostri vanno ad approfondire tutta una serie di soluzioni melodiche che avevano fatto già ampiamente la loro comparsa soprattutto in “Seasons Of Desolation”. Continua a leggere

DARK MIRROR OV TRAGEDY
“The Lord Ov Shadows”

Sono passati ormai quasi cinque anni da quando mi occupai per la prima volta all’interno della mia super rubrica “Pechino Express” di questa numerosa band chiamato Dark Mirror Ov Tragedy. In particolare, si trattava della recensione del loro terzo lavoro intitolato “The Lunatic Chapters of Heavenly Creatures”, che mi aveva alquanto incuriosito al punto tale di andare a realizzare insieme a loro una interessante intervista. Adesso si ripresentano con questo nuovo lavoro dal titolo “The Lord Ov Shadows”, inizialmente edito lo scorso agosto dalla misconosciuta Radtone Music, e poi ripubblicato a fine gennaio per conto della nostrana Sliptrick Records. In tutto questo tempo, la band sembra aver mantenuto quasi del tutto intatta la propria line-up, con il solo avvicendamento al piano e tastiera con l’entrata di Genie ed il passaggio a mezzo servizio, ossia in forma di guest, della violinista Arthenic. Con questa loro nuova uscita discografica, il nostro sestetto sudcoreano tenta una mossa estremamente coraggiosa, quale quella di proporre praticamente solo tre brani di lunga durata, più una intro (“Chapter I. Creation Of The Alter Self”) ed un intermezzo (“Chapter IV. Acquainted With The Nocturnal Devastation” ), che poi in realtà vanno ad unificarsi senza alcun tipo d’interruzione in una monotraccia di quasi cinquanta minuti. Continua a leggere

DOWNCAST TWILIGHT
“Wrath Of The Anunnaki”

Aspettavo con moltissimo interesse questo secondo lavoro dei Downcast Twilight, visto che il precedente “Under The Wings Of The Aquila” si era rivelato una sorpresa del tutto inaspettata. In questo nuovo “Wrath Of The Annunaki”, la band capitanata dal chitarrista Jan “2thousandarrows” Tamb, che ricordiamo ha anche preso parte al progetto Folkearth, lascia le epiche atmosfere dell’antica Roma, per recarsi ancor più indietro nel tempo alla scoperta dei Sumeri e del loro fatidico incontro con gli Anunnaki, divinità che molti scrittori ritengono degli esseri extraterrestri venuti da qualche stella lontana, nonché veri creatori della specie umana. Continua a leggere

DARKENED NOCTURN SLAUGHTERCULT
“Mardom”

Dopo un lungo silenzio durato ormai ben sei anni, con questo “Mardom” tornano a farsi sentire i Darkened Nocturn Slaughtercult, un gruppo verso cui nutro da sempre una particolare predilezione. Riuscire ad esser il più obiettivo e distaccato possibile in questi casi non mi è quindi per niente facile, ma proverò comunque a farlo. E per farlo, inizio a riannodare le fila del discorso per vedere dove eravamo rimasti. Nei loro precedenti full length, Onielar e soci avevano portato avanti con inflessibile costanza un Black Metal old school fino al midollo e refrattario a qualsiasi tipo di modernismo o a qualsivoglia cedimento sull’onda lunga del loro debutto sulla lunga distanza, ossia quel diamante grezzo che risponde al nome di “Follow The Calls For Battle”. Continua a leggere

DUIRVIR
“Endless Grave, Endless Memories”

Ho in passato più volte ribadito di non essere molto attratto dall’Atmospheric Black Metal, sottogenere che in questi ultimi anni ha letteralmente invaso con una miriade di uscite discografiche il sempre più asfittico panorama musicale, ed ero perciò un pochino restio a mettere mani ed orecchie su questo secondo EP dei Duirvir. Tuttavia, nonostante le mie stupide e ridicole preoccupazioni, ho trovato questo “Endless Grave, Endless Memories”, un lavoro piuttosto interessante, probabilmente ancora acerbo, ma con parecchi spunti ricchi di potenziale. I Duirvir etichettano la loro proposta come Melodic Black/Doom Metal, e citano come band di riferimento nomi come Agalloch ed Alcest, ma anche cose piuttosto inaspettate come Behemoth, i magnifici Isole o gli Swallow Of The Sun. Continua a leggere

DETH CRUX
“Mutant Flesh”

Inizio questa recensione con il chiedere scusa a tutti coloro che hanno scritto nell’ultimo mese alla nostra mail senza ricevere risposta, ma purtroppo per cause lavorative ho dovuto prendermi una bella pausa. Ora che il momento critico è passato, posso ritornare ad occuparmi con maggiore tranquillità della webzine, e ricominciare ad ascoltare alcune delle richieste giunte in redazione negli ultimi mesi. Una delle pochissime cose che ho ascoltato con regolarità in tutto questo lungo periodo è questo debutto degli americani Deth Crux intitolato “Mutant Flesh” e rilasciato dalla Sentient Ruin Laboratories. Il quintetto di Los Angeles propone nel suo primo lavoro sulla lunga distanza un esempio da manuale di come suonare Gothic Rock nella scia di mostri sacri quali Bauhaus o The Sisters Of Mercy. Continua a leggere

EXPERIOR OBSCURA
“Iter In Nebula”

Se in passato, specie in ambito Black Metal, era facile imbattersi in band che volevano rimanere nell’anonimato per alimentare un alone di mistero, complice l’avvento di internet da un bel po’ di anni a questa parte si è oramai affermata una tendenza radicalmente opposta, con una ricerca sempre più spasmodica di un briciolo di visibilità tramite i vari canali comunicativi che la rete ha messo a disposizione. Un simile preambolo serve per introdurre gli Experior Obscura, che rappresentano una parziale eccezione alla regola, ponendosi a metà strada tra questi due atteggiamenti: se infatti i nostri hanno una pagina su quasi tutti i social network a carattere musicale, d’altra parte in nessuna di queste potrete trovare troppe informazioni che li riguardano, salvo che la mente di tutto è Nefastus, già noto per essere attivo nei Malvento. Continua a leggere