DAY BEFORE US
“As My Spirit Wanders Free”

Con i Day Before Us ho sempre avuto un rapporto speciale, “Prélude à l’âme D’élégie” ed “Ode À La Nuit D’Ombre” sono stati due lavori a dir poco fantastici, capaci di finire anche nelle mie classifiche di fine anno, dal momento che la loro Dark Wave dalle tinte neoclassiche è per il sottoscritto un vero portale per altri mondi fantastici, dove l’unica azione da compiere è quello di mettere un bel paio di cuffie e scacciare via il disturbante mondo reale. Tuttavia, nell’ascoltare questo nuovo “As My Spirit Wanders Free” non nascondo di aver avuto diversi problemi nel trovare una chiave di accesso sicura. Forse settembre non era il mese più indicato per iniziare il suo ascolto, impegnato com’ero nella tumultuosa e caotica ripresa delle attività lavorative dopo la sospensione agostana, ma ritengo che forse ci sia in ballo qualcosa di più. Continua a leggere

W O L F C L U B
“Just Drive – Part 1”

Siete ancora contrariati dall’insuccesso dei nuovi lavori di Timecop1980 o The Midnight e state attendendo con ansia il successore di “Dark All Day” dei Gunship come rimedio a queste delusioni? Ebbene, anche se siete semplicemente amanti di quel ramo della Synthwave più tendente al Pop e velata di quel manto nostalgico, allora non dovete farvi scappare questo “Just Drive – Part 1” del progetto W O L F C L U B, rilasciato lo scorso marzo dalla onnipresente NewRetroWave Records, e la cui seconda parte è stata rilasciata i primi di Agosto e di cui mi occuperò più avanti. Infatti, i due producer inglesi Steven Wilcoxson e Chris Martin, tirano fuori dal loro cilindro dodici brani zuccherosissimi che guardano senza ritegno al Pop anni ’80, ma di cui non riuscirete più a staccarvi. Almeno tre quarti del lavoro sono composti da vere e proprie hit che vi ritroverete a canticchiare nei momenti più impensati, come è capitato al sottoscritto che si è svegliato una mattina ed ha avuto in testa “Promise” per tutto il giorno. La capacità dei W O L F C L U B è quella di tirar fuori delle melodie appiccicosissime, ma sempre mantenendo forte quel legame sonoro e concettuale con la Synthwave, dove nostalgia e malinconia svolgono un ruolo predominante. Continua a leggere

UNALEI
“Galatea”

Arrivato alle mie orecchie solo quest’estate, sebbene la sua pubblicazione risalga dicembre 2020, non potevo assolutamente esimermi dallo scrivere qualcosa su questo “Galatea”, secondo full-lenght del polistrumentista Federico Sanna con il suo progetto Unalei. Frutto di un lavoro di composizione e produzione durato ben quattro anni, “Galatea” segna un profondo punto di rottura con il proprio passato musicale, per gettarsi a capofitto e senza reti di protezione verso un suono che affonda le proprie radici nelle tradizioni popolari del Sud Italia, ed in particolare del Salento (“Anarada” e “Gloria”), relegando il Metal e le sue distorsioni giusto ad alcuni interventi di contorno. Eppure, nonostante questo incredibile cambio di direzione, l’influenza dei Novembre continua ad essere presente, seppur labile e mai perfettamente inquadrabile, ma è comunque innegabile che le calde atmosfere che si sprigionano da questo “Galatea” abbiano dei chiari rimandi ai quei capolavori che rispondono al nome di “Novembrine Waltz” e “Materia”. Continua a leggere

FULCI
“Exhumed Information”

A circa due anni di distanza dal precedente “Tropical Sun”, che ha praticamente lanciato alla grande la carriera dei Fulci, il terzetto campano ritorna in maniera piuttosto inaspettata con questo “Exhumed Information”, album ispirato a quello che se non erro è il penultimo film girato dal Maestro. Un giallo piuttosto atipico e dai toni vagamente soprannaturali, che vedeva tra i protagonisti la recentemente scomparsa Karina Huff, più conosciuta come la fidanzatina inglese di De Sica in “Sapore di Mare”, Duilio Del Prete, il mitico Necchi del primo “Amici Miei”, oltre ad un giovanissimo e irriconoscibile Lorenzo Flaherty nei panni di Gianni, il fidanzato della Huff. Questo “Exhumed Information” è un lavoro piuttosto strambo per i Fulci, poiché presenta giusto cinque tracce del loro tipico Death Metal fortemente influenzato dai maestri americani, lasciando sostanzialmente la seconda parte del disco al misterioso progetto TV-Crimes, che invece guardano direttamente al mondo della Synthwave e delle colonne sonore degli anni ottanta, spezzando praticamente il disco in due parti ben nette e distinte. Continua a leggere

MEGA DRIVE
“Neuroframe”

Ritorno a parlare di Synthwave con questa nuova recensione dedicata a uno dei pezzi grossi del genere, un nome che troverete in gran parte delle playlist riguardanti la Dark Synthwave presenti su Spotify o Youtube, ossia i Mega Drive. Nato come progetto di un Dj Producer texano, il nome Mega Drive si è costruito nel tempo un notevole zoccolo duro di ascoltatori, anche grazie ad una notevole produttività che ha portato alla pubblicazione di undici full-lenght in quasi dieci anni di attività, e tra cui consiglio l’ascolto di “198XAD” del 2004. Questo nuovo “Neuroframe”, uscito nel maggio di quest’anno, esce a meno di un anno di distanza dal precedente “Sequencer”, e dai i titoli fin qui citati intuirete da soli che il genere proposto è un qualcosa che possiamo porre a cavallo tra la Dark Synthwave e l’Outrun. Rispetto ai Kick Puncher, che si muovono su coordinate simili, i Mega Drive possiedono un suono più ricco e coinvolgente, con meno richiami a videogiochi anni Ottanta. L’inizio del disco è davvero superbo con l’accoppiata “Extraction”“Wire Rot” che ci trasportano immediatamente nei quartieri malfamati di Night City, la fittizia città creata per il gioco di ruolo Cyberpunk. Continua a leggere