NJIIJN
“Roots To The Sky”

“Roots To The Sky” è l’unico full-length del Progetto parallelo Njiijn pubblicato nel corso del 2010, ed è un lavoro, che nelle sue intenzioni, sembra voler ripercorrere il tentativo da parte dell’uomo di trovare una propria via d’uscita dal caos giornaliero da cui siamo costantemente circondati. Un tentativo che, a differenza del suo cugino “Dremoanti”, risulterebbe fallito, perché ricercato attraverso la scienza e non attraverso quel qualcosa che potremmo definire sentimento religioso. Non voglio entrare nelle vesti di un filosofo da quattro soldi, ma credo che questa sia, almeno per il sottoscritto, un’ottima chiave di lettura per comprendere il senso di questo lavoro dei Njiijn. Un senso che ruota intorno ai due brani più lunghi del lavoro, ossia “-“ e “Transmission Failed, Return To The Hive”, dove la prima è un delirio di trasmissioni radio che per una ricca mezzora stordiscono ed alienano il povero ascoltatore, mentre la successiva sembra dare in apparenza un senso di pace attraverso una semplice chitarra acustica. Una pace che ben presto viene interrotta dall’entrata in scena di disturbanti feedback di chitarra, che hanno il compito di riportare l’ascoltatore verso il proprio caos quotidiano, in un loop continuo e senza possibilità di uscita. Più che un disco, la rigorosa continuità strutturale di questo “Roots To The Sky”, ne fanno una specie di audiolibro da dover ascoltare con attenzione, facendo caso ai minimi particolari. Se si affronta con questo spirito di ascolto, “Roots To The Sky” potrebbe risultare ricco di sorprese.

Contatti: Bandcamp
Etichetta: EEE Recordings
Anno di Pubblicazione: 2010
TRACKLIST: 01. Bathe In Flame; 02. Shadowy Figures In Backlit Corners; 03. Continuous Rebirth; 04. Roots To The Sky…; 05. …Branches In The Ground; 06. -; 07. Transmission Failed / Return To The Hive; 08. As It Is; 09. °
Durata: 77:05 min.

Autore: KarmaKosmiK

NJIQAHDDA
“Valsuaarpormiis”

Penultimo lavoro del 2010 a firma Njiqahdda, questo “Valsuaarpomiis” è una lunga suite divisa in due parti, intervallata però da una traccia di minor durata, “Savantuu Savoari”, che funge da intermezzo. La prima parte promette veramente bene, poiché viene messo in campo una delle migliori sequenze di riffs viste in questa annata. Il brano è totalmente destrutturato, e, sebbene l’apertura sia un classico strumming in clean guitar tipico della band, generalmente si viaggia a tempi molto sostenuti e nel quale sono inseriti degli stop and go piuttosto divertenti da ascoltare. L’intermezzo è, per così dire, di alleggerimento, visto che si tratta di una composizione dai toni più atmosferici, dove una chitarra in tremolo fa da sfondo ad una voce declamante ricca di effetti e distorsione. Successivamente, entra in gioco un delicato arpeggio delicato di chitarra, che accompagna con delicatezza una nenia appena sussurrata. Non un brano indimenticabile, ma credo che abbiamo una qualche importanza ai fini della suite dell’EP. Molto meglio la seconda parte, che si adagia su tempi maggiormente cadenzati vicino ad un certo Depressive melodico, è presente anche un lungo assolo di chitarra acustica, pur non impressionando come la traccia di apertura. Tutto sommato, non ci si può proprio lamentare di questo EP, niente di veramente imperdibile, ma può certamente trovarsi accanto a lavori ben più blasonati del duo americano.

Contatti: Bandcamp
Etichetta: EEE Recordings
Anno di Pubblicazione: 2010
TRACKLIST: 01. Valsuarpormiis I; 02. Savantuu Savoari; 03. Valsuarpormiis II
Durata: 37:37 min.

Autore: KarmaKosmiK

NJIQAHDDA
“Around The Covers”

Un lavoro dei Njiqahdda a cui non ero affatto preparato era questo “Around The Covers”, EP composto appunto di sole quattro cover, con delle scelte piuttosto particolari che spaziano dall’ultraclassico del Conte “En Ring Til å herske”, al Black Metal liquido dei Velvet Cacoon, ma anche con puntante su territori inconsueti per la band americana, come il Post-Metal dei Neurosis, o meglio ancora il Nu Metal dei Deftones. Il risultato finale, a parte un suono forse troppo piatto e poco rifinito, non è affatto da scartare a priore. Se con il Conte si punta sul sicuro con una versione molto simile all’originale, sono invece molto interessanti i rifacimenti di “Under The Surface” dei Neurosis, tratta dal capolavoro “Times Of Grace”, e quello di “Laudanum” degli schizzatissimi Velvet Cacoon dal loro folle e controverso “Genevieve”. Continua a leggere