KICK PUNCHER
“LiveDieRepeat”

Dopo Timecop1983 e LuKHasH, per questa terza recensione dedicata allo scintillante mondo della Synthwave, rimaniamo ancora all’interno del catalogo della NewRetroWave Records per parlare di questo misterioso producer australiano che risponde al nome di Kick Puncher. Avevo già avuto a che fare con questo progetto tramite l’interessante compilation “Magnatron III”, sempre edita dalla NewRetroWave, dove il nostro era presente con la traccia “Last Resolve”. In realtà, quello che mi ha convinto a scrivere di questo suo secondo full-lenght “LiveDieRepeat”, è stata la opening track “Hunter-Killer” che ho scovato all’interno della enorme playlist di Spotify “New Synthwave 2021”, che oltre ad aggiornarmi sulle ultime uscite nel genere, mi accompagna frequentemente nelle mie sedute di jogging. Parlando dell’album, “LiveDieRepeat” è un buon disco di Dark Synthwave, con soventi incursioni in ambito Outrun, oltre che flirtare estemporaneamente con l’Ambient su “Love Lost” e “The Warrior’s Dance”, capace anche di piazzare una manciata di brani veramente cazzuti che meritano di stare in qualsiasi playlist del genere. Continua a leggere

INCARCERATION
“Empiricism”

Mi scuso enormemente con voi lettori di Hypnos Webzine, ma in questi ultimi tempi mi sono dedicato davvero poco al sito, oltre che ad ascoltare le varie richieste arrivate in quest’ultimo mese. Non so il perché, ma avevo bisogno di uno stop per ricaricare le batterie, e riprendere poi con slancio per il nuovo e prossimo speciale dedicato ai Njiqahdda. Parlando di questi Incarceration, quartetto brasiliano trapiantato in Germania, confesso di aver deciso di recensirli solamente perché mi faceva simpatia per il nome. Si lo so è una motivazione sicuramente idiota, ma nulla toglie che questo breve EP di quattro pezzi intitolato “Empiricism” spacca veramente. Non conosco affatto la loro precedente discografia, piuttosto circoscritta a dir la verità, e composta da due split, un EP ed un full-length, “Catharsis” del 2016. Tuttavia, ripeto, quello mostrato in questi venti minuti scarsi è veramente spettacolare. Sapete che non sono uno che si lascia andare a superlativi molto facilmente, ma è innegabile che il suono di questi Incarceration è uno dei migliori ascoltati quest’anno, sporco ma non caotico, potente ma non compresso, permettendosi anche il lusso di infilare assoli slayeriani o piccoli passaggi melodici, senza compromettere la loro forza d’urto. Ma cosa fanno esattamente? Beh, prendete la velocità inaudita dei Marduk di “Panzer Division Marduk” ed aggiungeteci qualche passaggio più atmosferico di Black svedese, io direi più che altro Necrophobic ed ecco inquadrato più o meno il sound dei brasiliani. Venti minuti di puro massacro, ma contestualizzato in brani sensati e che non sono solo mattonate di rumore in piena faccia. Insomma, non perdete altro tempo ed andate a scovarvi questo “Empiricism”, merita davvero.

Contatti: Facebook
Etichetta: Dawnbreed Records
Anno di Pubblicazione: 2021
TRACKLIST: 01. Chthonic Pulse; 02. Psychic Totality; 03. Beneath The Chains Of Existence; 04. Chasms Of Metaflesh
Durata: 21:21 min.

Autore: KarmaKosmiK

WITCHER
“Néma Gyász”

Piccola premessa, dopo una piccola pausa per casini lavorativi, con questa recensione facciamo una piccola infrazione dalla nostra solita policy riguardante il periodo di pubblicazione dei lavori da recensire, per andare a parlare di questo “Néma Gyász” del duo ungherese dei Witcher, pubblicato sul finire del 2020, ma che, in seguito a varie sfighe postali, è riuscito a giungere tra le mie mani solo recentemente. Se proprio dobbiamo essere precisi, l’uscita di questo lavoro risale originariamente 2012, e questa di cui parlo in codesta sede è la ristampa effettuata dalla Filosofem Records, etichetta di cui dovrebbero essere proprietari gli stessi membri della band, che, oltre ad avere una copertina leggermente diversa, viene aggiunto anche un brano inedito intitolato “Keresztúton”. Tralasciando questi dettagli tecnici, posso subito dire che sarebbe stato davvero un peccato se questo cd non fosse mai arrivato, poiché questi Witcher sono veramente interessanti. Non ho informazioni sul fatto che il loro nome e la loro proposta sia influenzata dall’opera di Sapkowski, fortunato autore della saga fantasy omonima, ma è certo che ogni singola nota di questo “Néma Gyász” è profondamente immersa in un immaginario fantasy. Continua a leggere

1782
“From The Graveyard”

Provenienti dalla provincia di Sassari, i 1782 sono un terzetto composto da Marco Nieddu (voce e chitarra), Gabriele Fancellu (batteria e backing vocals) e Francesco Pintore (basso, nonché anche membro degli Apneica), il cui nome rende omaggio a tutte le streghe assassinate dal bigottismo religioso di diverse generazioni. Mi ero avvicinato a questo loro secondo lavoro dal titolo “From The Graveyard”, dopo aver sentito parlare bene del loro self-title debut del 2018, ma che non ho avuto modo di poter ascoltare, ma ero già a conoscenza che i principali riferimenti nel sound della band erano maestri Doom quali Black Sabbath ed Electric Wizard, anche se io aggiungerei anche i primi Cathedral, ed era quindi ben chiaro che la band guardasse a questi riferimenti per la creazione di un Doom lento ed ossessivo, nonché molto rispettoso di queste discendenze, capace di evocare atmosfere ipnotiche e sulfuree attraverso le marce chitarre di Nieddu ed i colpi di basso distorto di Pintore. Pur amando alla follia questo genere, “From The Graveyard” non è riuscito a fare più di tanto breccia nelle mie orecchie. Probabilmente, se li avessi ascoltati dal vivo, sarei stato tutto il tempo con la testa a fare headbanging al ritmo dei colpi di Fancellu, ma in questa sede li ho trovati un po’ troppo nella media e dotati di un suono non proprio perfetto. Continua a leggere

A’ REPIT
“I Canti Della Veglia”

Non so voi cari lettori, ma io ho sempre avuto una certa diffidenza sul fatto che il Folk Metal fosse il modo migliore per rappresentare gli umori ed i sentimenti più viscerali di un particolare territorio geografico. Non nego affatto che in passato ci siano stati esempi di rara maestria e bravura anche in questo campo, ma l’uso smodato di violini, fisarmoniche o qualche altro strumento tradizionale mi ha sempre dato l’idea di un tentativo forzato di incanalarsi in un determinato contesto musicale, più che un modo sincero di approcciarsi alle radici musicali della propria terra. Ho sempre trovato più affascinante il percorso del buon Astru, se vogliamo riferirci a tempi più recenti potrei citare gli Scuorn, dove la componente Metal, parlo in generale, si innestava in maniera perfetta su una base che era prima di tutto culturale, prima che musicale. Tutto questo discorso iniziale serve ad introdurre questi A’ Repit, duo composto da Gypaetus, ex membro dei Nefarium, e Skarn, membro attivo in diversi progetti quali Entirety e Nurmur, il cui particolare nome richiama dei particolari santuari presenti in alta Italia, nei quali venivano portati i bambini nati morti e, dietro alcuni particolari rituali religiosi, potevano essere brevemente riportati in vita ed essere così in grado di ricevere il battesimo. Continua a leggere