COEXISTENCE
“Contact With The Entity”

Questo “Contact With The Entity” rappresenta la prima solida testimonianza per questa giovane band che arriva dalla Toscana e che risponde al nome di Coexistence. Capitanati dal chitarrista e cantante Mirko Battaglia Pitiniello, il gruppo non si può dire certo formato da gente inesperta, vista la presenza in formazione di un bassista virtuoso come Christian Luconi, attivo anche nei Coram Lethe, e di Leonardo Bellavista, già chitarrista dei Vexovoid, una vecchia conoscenza di Hypnos Webzine. A completamento del quartetto troviamo il drummer Alessandro Formichi. Fatte le dovute presentazioni di rito, è tempo di presentare a voi lettori questo EP a firma Coexistence. Continua a leggere

OXYGEN DESTROYER
“Bestial Manifestations Of Malevolence And Death”

Prendete un Death Metal di chiara ispirazione old school, aggiungeteci qualche lieve reminiscenza Brutal e imbastardite il tutto con pesanti influenze Thrash. Sulla carta niente di troppo complicato, ma all’atto pratico questa formula spesso ha dato origine ad un pastone informe difficile da digerire, specie se supportato da delle produzioni che, con l’intento di dare un tocco rétro, finiscono invece per affossare definitivamente il tutto. Nel caso di questi Oxygen Destroyer, evidentemente dei fanatici di Godzilla, il risultato è per fortuna di segno opposto grazie a “Bestial Manifestations Of Malevolence And Death”, loro debutto sulla lunga distanza dopo una serie di demo e split, un album che, pur senza troppi picchi, veleggia costantemente con un buon passo e lascia intravvedere buoni spunti ed una certa abilità in fatto di songwriting. Continua a leggere

OUBLIETTE
“The Passage”

Sarà mai possibile mescolare l’epica feralità tipica dei Dissection con quelle gemme semi-acustiche che gli In Flames erano in grado di regalarci anni fa? A questa domanda che può sembrare tanto di un Frankenstein sonoro impossibile da conciliare, provano a rispondere gli Oubliette, un sestetto a stelle e strisce proveniente da una cittadina del Tennessee, con questo loro secondo full length intitolato “The Passage”. A chiamare in causa le due band svedesi non è il sottoscritto, bensì la stessa label, la The Artisan Era, capace di attirare la mia attenzione con la scritta in neretto “For fans of Dissection and In Flames”. Certo, scritta così la cosa potrebbe sembrare anche ridicola, però se ci pensate, l’ultimo lascito di Jon Nödtveidt, il controverso “Reinkaos”, fu un lavoro che richiamava fortemente i dettami del Melodic Death svedese. Tornando a parlare di questi Oubliette, non soltanto tentano di riportare in vita il Dissection sound, ma provano a farlo utilizzando una screamer alla voce, tale Emily Low. Una scelta sulla carta molto rischiosa, ma che in realtà si rivela piuttosto azzeccata. Continua a leggere

LOU QUINSE
“Lo Sabbat”

Trascorsa ormai più della metà di questo 2018, la nostra cara e vecchia Italia continua a vivere un momento di grazia a livello musicale. Infatti, dopo i viaggi ancestrali dei Towards Atlantis Lights e le atmosfere oniriche dei Messa, possiamo ora aggiungere alla lista di band che potranno dire la loro a fine anno anche i piemontesi Lou Quinse. Questo secondo lavoro intitolato “Lo Sabbat” è semplicemente un puro concentrato di energia. È voglia di scatenarsi nella danza fino a quando le gambe non sono più in grado di reggerti, oppure bere e fare casino fino a collassare senza pietà sul ciglio della piazza principale del proprio paese. Continua a leggere

HYENA RIDENS
“La Corsa”

Credo che la Overdub Recordings ci stia proprio prendendo gusto a mettermi in difficoltà, perché dopo i particolarissimi Cento Scimmie recensiti lo scorso luglio, ora tocca agli Hyena Ridens farmi mettere mano al dizionario per scovare i termini adatti per descrivere questo loro stranissimo mix musicale. Infatti, scherzi a parte, il trio capitanato da Gennaro Davide alla voce e basso, dopo un primo lavoro autoprodotto suonato in una classica line-up a 5 elementi, decide di mettersi in discussione, optando per una nuova forma più snella a soli 3 elementi, sacrificando completamente la chitarra elettrica. Una scelta estremamente rischiosa la loro, soprattutto per il fatto che gli Hyena Ridens non sono una band particolarmente sperimentale. Continua a leggere

VERANO’S DOGS
“Summoning The Hounds”

Da quando abbiamo dato vita a Hypnos Webzine non ricordo di aver mai preso delle grosse pause tra una recensore e l’altra. Generalmente il mese di agosto lo usavo per togliermi qualche sfizio e scrivere di intere discografie, vedasi il lavoro fatto su Azaghal e Therion, ma quest’anno, complice alcune situazioni lavorative, ho deciso di non fare praticamente nulla. Pur avendo tonnellate di roba da ascoltare, ho limitato i miei ascolti per future recensioni solo a questi Verano’s Dogs ed agli strani Hyena Ridens, di cui presto leggerete su queste pagine. Per il resto ho voluto spaziare tantissimo, sebbene la parte del leone quest’anno l’abbiano fatta i CCCP, che ho ascoltato praticamente in ogni giorno di ferie. Continua a leggere

GOAT WORSHIP
“Shore Of The Dead”

Ci risiamo, il connubio Black Metal e Sud America torna di nuovo su queste pagine, questa volta nel nome del progetto Goat Worship, una one man band brasiliana creata da Hades evidentemente ad immagine e somiglianza dei Bathory. Non che la cosa mi dispiaccia, ma con un simile monicker e una copertina vagamente truculenta, pensavo più ad un qualcosa vicino agli Anal Vomit, mentre l’ascolto di questo “Shore Of The Dead” porta come detto inevitabilmente e prepotentemente il pensiero alle sonorità che hanno reso seminali lavori come “Bathory” e “The Return…”. Proto-Black, Black/Thrash con ascendenze Punk, chiamatelo come volete, fatto sta che la strada tracciata dal compianto Quorthon in quei lavori viene qui percorsa in lungo e in largo, passando da dei pezzi più veloci, vedi “The Blood Countess” e “Final Solution”, ad altri più cadenzati e ritmati, come ad esempio “The Burning Of The Witches” o la title track. Continua a leggere

KVALVAAG
“Seid”

Anche se all’ultimo non mi ero deciso ad inserirlo tra le migliori uscite del 2016, il precedente lavoro dei norvegesi Kvalvaag, ovverosia il tutt’altro che disprezzabile “Malum”, mi aveva fatto conoscere una realtà che sembrava avere tutte le carte in regola per potere dare alle stampe un album in grado di smarcarla dal forte retaggio delle proprie influenze e di farne emergere compiutamente la personalità che già a sprazzi emergeva. Diventata nel frattempo un duo a tutti gli effetti con l’ingresso in pianta stabile di Carl Telal dietro le pelli, la creatura di Øyvind Kvalvågnes è riuscita nel breve volgere di due anni ad andare anche oltre a queste mie aspettative dando vita a “Seid”, un full length che non solo segna un ulteriore raffinamento del proprio sound, ma anche una complessiva crescita a livello di songwriting. Continua a leggere

LA BOTTEGA DEL TEMPO A VAPORE
“Viaggi InVersi”

A distanza di due anni dall’esordio acerbo de “Il Guerriero Errante”, i beneventani de La Bottega Del Tempo A Vapore tornano in scena con un nuovo full-lenght dall’affascinante titolo di “Viaggi InVersi”. Lasciata la Minotauro Records, la band approda ad un’altra etichetta italiana in continua espansione come Revalve Records, decidendo in questo nuovo capitolo della loro saga discografica di volgere il proprio sguardo sull’approfondimento degli stessi personaggi che componevano il concept del full length precedente. Mantenuta intatta la propria line-up, con il chitarrista Alessandro Zeoli in cabina di regia per la parte musicale ed Alfredo Martinelli per i testi e concept, La Bottega Del Tempo A Vapore riesce a portare a termine un album decisamente più solido e risolto del precedente. Continua a leggere

LIVE REPORT – KING CRIMSON
Auditorium Parco Della Musica (Roma) – 22/07/2018

Sembrerà una banalità ma vedere i King Crimson dal vivo è sempre una esperienza totalizzante, anche se questa volta ci fosse qualche piccolo dubbio in fondo alla mia mente su questo “Uncertain Times Tour”. Lungi da me dubitare del sommo Fripp, però nonostante il lungo e trionfale tour di reunion “The Elements Of King Crimson”, di cui scrissi un lungo resoconto circa un anno e mezzo fa, la band non ha avuto la minima intenzione di voler tornare in studio a comporre nuovo materiale, sebbene le uscite discografiche tra live, di cui consiglio vivamente l’ultimo “Live In Vienna”, ristampe, box e raccolte varie non sono affatto mancate. Certo, brani nuovi come “Suitable Grounds For The Blues” o “Meltdown” sono già stati presentati e ben registrati nell’ottimo “Radical Action (To Unseat the Hold of Monkey Mind)”, anche se non è che siano proprio tra i miei preferiti in assoluto. Inoltre, sbirciando su setlist.com per le varie scalette presentate non è che la band abbia modificato più di tanto sulla carta il proprio repertorio. Tuttavia, c’è poco da fare, quando Fripp chiama, bisogna solo che rispondere, e visto il tutto esaurito registrato nelle due date romane, evidentemente molti la pensano in questo modo. Continua a leggere

HEAVENBLAST
“Stamina”

Tra i vari generi che sono solito ascoltare tutti i giorni, il Power è forse quello che meno passa nel mio stereo. Certo, ogni tanto mi prende la mania di rimettere l’intera discografia dei bardi di Kleferd per giorni e giorni ma, eccetto questo dettaglio, non sono proprio un grande fan del genere. Più che altro, ho smesso ormai da parecchio tempo di seguire gli sviluppi del genere. Questo preambolo serve un po’ a giustificare il mio umile commento relativo a questa terza fatica a nome Heavenblast avente il titolo di “Stamina”. Ma andiamo con ordine. Gli Heavenblast non sono proprio dei novellini, anzi, ridendo e scherzando hanno alle spalle più di venti anni di esperienza, sebbene lo split avvenuto nel 2008 abbia portato a tre anni di stop forzato. Continua a leggere

IMMORTAL
“Northern Chaos Gods”

Lo ammetto, la notizia di un nuovo album da parte degli Immortal, il primo dopo la rottura col buon Abbath, non è che mi avesse fatto nascere chissà che febbrile attesa, e questo a prescindere dalla assenza o meno dell’istrionico frontman. Il singolo di anticipazione uscito sul finire di maggio aveva però riacceso qualche speranza in più per questo nuovo “Northern Chaos Gods”, un lavoro che, in misura ancora maggiore del suo predecessore “All Shall Fall”, avrebbe dovuto chiare in modo definitivo se il gruppo di Bergen avesse ancora qualcosa da dare o se fosse inevitabilmente destinato a una triste pensione come già accaduto a molte realtà storiche accasatesi alla corte della Nuclear Blast, una sorta di garanzia quando si tratta di mettere una pietra tombale alla creatività di un gruppo. Continua a leggere

CENTO SCIMMIE
“Fragile”

L’aggettivo che meglio si accosta a questo disco è senza alcun dubbio “particolare”. C’è davvero qualcosa di inafferrabile nel debutto discografico di questo quintetto originario di Padova. Qualsiasi inquadramento in predeterminate categorie della loro proposta musicale sembra scivolare via come un’anguilla insaponata. Non son sufficientemente pesanti per essere definiti Metal, ma allo stesso tempo l’atmosfera che si respira nel disco è cupa e opprimente, con la coppia di chitarre formata da Alessio OmettoAntonello Carrossa capace in qualche modo di infilare riff di chiara estrazione Metal, come per esempio in “Verme”. A complicare ancora di più la situazione, ci si mette anche la particolare timbrica di Andrea Coppo, che in alcuni casi, come nella onirica “Ipergiganti Gialli”, sembra quasi ricordare quella del cantante dei Negramaro, fortunatamente mettendo però da parte i suoi odiosi ghirigori vocali. Continua a leggere

SPELLBLAST
“Of Gold And Guns”

Parlare della miticia epoca del Far West avendo un nome quale Spellblast, potrebbe sembrare ai più una mossa azzardata, se non addirittura un controsenso. Soprattutto se hai alle spalle già tre album quasi tutti incentrati su tematiche dal gusto tipicamente fantasy. Eppure, se pensiamo che il precedente “Thirteen” era ispirato alla serie de “La Torre Nera” di Stephen King, allora questo innamoramento per pistoleri e saloon non risulta più così campato in aria. inoltre, c’è anche da dire che la band capitanata dal chitarrista Luca Arzuffi ha evitato di rendere una macchietta la sua visione del Western, mantenendo le proprie coordinate musicali su un robusto Power Metal, che strizza l’occhio sia alla Germania, un certo gusto barocco delle orchestrazioni non possono non rimandare che agli ultimi Blind Guardian, sia oltreoceano verso gli Iced Earth di mister Jon Schaffer. Continua a leggere

PARCO LAMBRO
“Parco Lambro”

Proporsi di suonare Jazz Rock sulla scia di gruppi storici come Area e Soft Machine e scegliersi un nome impegnativo come Parco Lambro, il parco milanese che nella metà degli anni settanta ospitò lo storico Festival del Proletariato Giovanile, può essere visto come un segno di totale arroganza o di completa fiducia nei propri mezzi. Per fortuna, l’omonimo debutto di questo quintetto bolognese è senza ombra di dubbio un capolavoro con la c maiuscola. Le loro composizioni sembrano essere uscite da un portale temporale direttamente dagli anni settanta, con schegge di Jazz Rock che si scontrano in maniera furiosa con la Psichedelia ed un acido Prog Rock che chiama in causa direttamente maestri come King Crimson o Magma. I Parco Lambro mostrano in queste loro lunghe tracce di avere grinta e personalità da vendere, per niente spaventati di voler suonare una musica così rétro, ma allo stesso tempo così viva e pulsante tra tripudi di moog e farfisa, sciabolate di chitarre elettriche e stoccate feroci di sax. Continua a leggere

DÉLÉTÈRE
“De Horae Leprae”

Senza voler addentrarmi in scomodi paragoni, da parecchi anni a questa parte la scena Black Metal canadese, specie quella di matrice francofona, ha raggiunto livelli di tutto rispetto sfornando diverse realtà parecchio interessanti, come testimoniato più volte su queste stesse pagine. Questa volta è il momento di concentrare la nostra attenzione sui Délétère, un duo attivo da una decina d’anno, in cui troviamo tra l’altro Atheos dei Monarque, che sembra avere un debole per il latino ed i morbi pestilenziali che flagellavano la popolazione medievale. Titoli come quello dell’album di debutto, “Les Heures De La Peste”, o dell’EP che me li ha fatti conoscere, “Per Aspera Ad Pestilentiam”, sono più che una dichiarazione d’intenti, e questo “De Horae Leprae”, con buona pace di Cicerone (ma sono in ottima compagnia), ne è la naturale continuazione. Continua a leggere

INTERVISTA WILL’O’WISP – Paolo Puppo

Lungamente atteso dal sottoscritto, il nuovo lavoro a firma Will’O’Wisp intitolato “Mot” è stato sicuramente uno dei dischi che più ho ascoltato negli ultimi mesi. Sanguinario e ferale, la band del chitarrista genovese Paolo Puppo tira fuori in questo contesto, l’opera più violenta della propria carriera. Come ho ampiamente scritto in sede di recensione, “Mot” si mantiene un lavoro certamente sopra le righe, sebbene continui a rimanermi qualche dubbio sull’effettiva riuscita di alcune tracce. Un motivo in più per contattare il sempre disponibile Paolo per una nuova intervista. Continua a leggere

LIVE REPORT – GODSPEED YOU! BLACK EMPEROR + THIS WILL DESTROY YOU
Villa Ada (Roma) – 04/07/2018

A distanza di poco meno di un anno torno a vedere dal vivo l’ensemble canadese dei Godspeed You! Black Emperor, ma in questa occasione a far da cornice al loro incredibile magma sonoro c’è la magnifica cornice verdeggiante di Villa Ada, che oltre a garantire un buon impianto sonoro, fornisce un ottimo rimedio all’afa estiva romana. Arrivato a destinazione qualche minuto prima delle nove, il tempo di raggiungere l’isolotto che da anni ormai ospita la rassegna “Villa Ada incontra il mondo”, mettersi in fila per i biglietti e entrare in zona concerto, ed ecco che un drone di chitarra inizia a spandersi per l’aere. Non essendomi affatto informato sulla presenza di eventuali band di supporto, scopro con mia grande sorpresa che a dividere il palco coi nostri ci sono nientemeno che i texani This Will Destroy You. Continua a leggere