SARGEIST
“Unbound”

Preparando questa recensione del nuovo full length, il quinto, dei Sargeist sono andato a risentirmi “Let The Devil In” e “Feeding The Crawling Shadows”, non tanto per riannodare le fila del discorso, ma più che altro per vedere quanto il mio giudizio fosse mutato. Anche se il loro ricordo era ancora abbastanza vivo pur non avendoli quasi più ascoltati per intero, col tempo quei quattro o cinque pezzi risentiti qua e là mi avevano messo la classica pulce nell’orecchio, ed ora devo ammettere che il mio parere si è quasi ribaltato. La cosa di per se non sarebbe poi così rilevante, eppure questo mio “pentimento” mi ha portato ad avvicinarmi a questo “Unbound” con un approccio più equilibrio e meno umorale e, in buona sostanza, scevro da aspettative da fan. Continua a leggere

NASTY SURGEONS
“Infectious Stench”

A poco più di un anno e mezzo dal loro interessante esordio con “Exhumation Requiem”, ecco ritornare i quattro macellai di Burgos che rispondono al nome di Nasty Surgeons. “Infectious Stench” è il loro nuovo attacco sonoro, fatto di undici tracce che confermano il loro totale amore per il Carcass sound. In effetti, c’è davvero ben poco di aggiungere a quanto già scrissi in occasione del loro precedente lavoro, se non il fatto che la band ha compiuto il passo definitivo verso la completa Carcass-izzazione del proprio sound, mettendosi ormai in piena scia di gruppi come Exhumed o Impaled, perdendo quasi completamente quelle piccole incursioni nel Death di scuola svedese che avevo tanto apprezzato in “Exhumation Requiem”. Ovviamente non sto dicendo che il disco sia brutto o quant’altro, e comunque un clone dei Carcass non si rifiuta mai a prescindere, ma più che altro si potrebbe dire il disco ruoti intorno alle sonorità di “Symphony Of Sickness” riviste sotto gli occhi degli Exhumed, dove le tonnellate di riffs riversate da Raul Weaver e Gonzalo Dalle vengono spesso e volentieri riempiti con brevi assoli di discreta fattura. Continua a leggere

LIVE REPORT – FRANK ZAPPA played by ENSEMBLE GIORGIO BERNASCONI and directed by PETER RUNDEL
Auditorium Parco Della Musica (Roma) – 10/10/2018

Credo di aver più volte ribadito nei miei vari articoli la grande predilezione che nutro nei confronti nell’opera omnia di Zappa. Tuttavia, sebbene le mie preferenze vadano verso il periodo delle Mothers Of Invention ed il periodo “jazzato” di fine anni sessanta inizio anni settanta con album come “Hot Rats” o “Waka/Jawaka”, non ho mai più di tanto approfondito il Zappa più dedito alla classica contemporanea. Ricordo ancora la definizione che sentii fare ad un commesso di un vecchio negozio di usato a San Lorenzo, oggi purtroppo chiuso, che definì questi lavori come suoni di orchestrine impazzite. In effetti, un po’ questa cosa mi è sempre rimasta addosso, ma quando la scorsa estate venni a sapere della riproposizione del suo ultimo lavoro “The Yellow Shark”, con tanto dell’originale direttore di orchestra dell’epoca Peter Rundel, non ci pensai due volte ad acquistare il biglietto. Continua a leggere

AURORA BOREALIS
“Apokalupsis”

Arrivati alla soglia dei venticinque anni di attività, gli americani Aurora Borealis dell’immarcescibile Ron Vento tornano a distanza di quattro anni da “Worldshapers” con questo loro settimo sigillo intitolato “Apokalupsis”. Sempre accompagnato dal fedele bassista Jason Ian-Vaughn Eckert, insieme a Ron sin dai tempi del debut “Praise The Archaic Lights Embrace”, e dal batterista Mark Green, in questo nuovo lavoro, il cantante e chitarrista americano si lancia in un particolarissimo concept album che vuole mescolare in maniera piuttosto singolare science-fiction e religione. Infatti, partendo dalla caduta degli angeli ribelli, il buon Ron immagina che questi simpatici scocciatori venissero rinchiusi dal buon dio all’interno di stelle lontanissime, e che dopo secoli e secoli alcuni di loro fossero in grado di scappare dalla loro prigione. Continua a leggere

KYTERION
“Inferno II”

Letteratura e Metal non formano certo un binomio così insolito, basti anche solo pensare alle legioni di band ispirate dagli scritti di Tolkien e Lovecraft. Anche per la poesia, per quanto in misura minore, non mancano degli esempi, vedi i vari Baudelaire, Coleridge, Blake, Milton o il nostro Dante, che più di qualche spunto lo ha offerto con la Divina Commedia. Questo connubio però non è tuttavia sempre stato sinonimo di qualità, anzi talvolta ha dato vita a concept pacchiani se non al limite del ridicolo. Quando mi sono capitati tra le mani i Kyterion ed il loro “Inferno II”, secondo capitolo di una ambiziosa trilogia incentrata per l’appunto sulla prima cantica dell’opera dantesca, non nascondo che la curiosità si mescolava a qualche dubbio, anche perché il già arduo compito in cui questi bolognesi si erano cimentati prevedeva un ulteriore grado di difficoltà dato dall’utilizzo diretto dei versi del poeta fiorentino. Continua a leggere

BRANT BJORK
“Tres Dias”

Pur amando alla follia la fulgida epopea dei Kyuss, mi porto addosso da anni la mancanza di non aver mai seguito la lunga e prosperosa carriera del suo batteria Brant Bjork. Certo, non nascondo di aver mai seguito più di tanto nemmeno i più conosciuti Queens Of The Stone Age dell’altra metà creativa dei Kyuss, ossia Josh Homme. Comunque sia, a colmare tale vuoto ci pensa la Heavy Psych Sounds, che ha avviato una prima serie di ristampe dell’intera discografia solista del nostro Brant. Non sapendo da dove iniziare, ho deciso di pescare un po’ a naso, e tra i vari dischi proposti dall’etichetta ho optato per “Tres Dias”. Per chi conosce l’artista americano, saprà certamente che questo “Tre Dias” è un disco un po’ atipico. Continua a leggere

LELAHELL
“Alif”

In concomitanza con la ripartenza del programma TV “Pechino Express”, da cui molto umilmente ho tratto il nome per questa mia fantomatica rubrica che racconta di gruppi provenienti dalle aree più inaspettate del pianeta, scendiamo anche noi nel Nord Africa, e più precisamente in Algeria, per parlare di questo secondo album dei Lelahell dal titolo “Alif”. Uscito per Metal Age Productions, “Alif” ci mostra un Death dal taglio prettamente moderno in cui a dettare i tempi ci sono la chitarra affilatissima del suo mastermind Redouane Aouameur, e il bombardamento a tappeto d’un mostro di tecnica come il batterista Hannes Grossmann (ex Obscura e Necrophagist, nonché da poco anche drummer dei Tryptikon di sua divinità Tom G. Warrior). La band adotta uno stile estremamente veloce e tecnico, nel quale fanno spesso capolino brevi riffs o assoli che provano ad innestare il background algerino di Aoumameur all’interno delle composizioni del disco. Continua a leggere

COEXISTENCE
“Contact With The Entity”

Questo “Contact With The Entity” rappresenta la prima solida testimonianza per questa giovane band che arriva dalla Toscana e che risponde al nome di Coexistence. Capitanati dal chitarrista e cantante Mirko Battaglia Pitiniello, il gruppo non si può dire certo formato da gente inesperta, vista la presenza in formazione di un bassista virtuoso come Christian Luconi, attivo anche nei Coram Lethe, e di Leonardo Bellavista, già chitarrista dei Vexovoid, una vecchia conoscenza di Hypnos Webzine. A completamento del quartetto troviamo il drummer Alessandro Formichi. Fatte le dovute presentazioni di rito, è tempo di presentare a voi lettori questo EP a firma Coexistence. Continua a leggere

OXYGEN DESTROYER
“Bestial Manifestations Of Malevolence And Death”

Prendete un Death Metal di chiara ispirazione old school, aggiungeteci qualche lieve reminiscenza Brutal e imbastardite il tutto con pesanti influenze Thrash. Sulla carta niente di troppo complicato, ma all’atto pratico questa formula spesso ha dato origine ad un pastone informe difficile da digerire, specie se supportato da delle produzioni che, con l’intento di dare un tocco rétro, finiscono invece per affossare definitivamente il tutto. Nel caso di questi Oxygen Destroyer, evidentemente dei fanatici di Godzilla, il risultato è per fortuna di segno opposto grazie a “Bestial Manifestations Of Malevolence And Death”, loro debutto sulla lunga distanza dopo una serie di demo e split, un album che, pur senza troppi picchi, veleggia costantemente con un buon passo e lascia intravvedere buoni spunti ed una certa abilità in fatto di songwriting. Continua a leggere

OUBLIETTE
“The Passage”

Sarà mai possibile mescolare l’epica feralità tipica dei Dissection con quelle gemme semi-acustiche che gli In Flames erano in grado di regalarci anni fa? A questa domanda che può sembrare tanto di un Frankenstein sonoro impossibile da conciliare, provano a rispondere gli Oubliette, un sestetto a stelle e strisce proveniente da una cittadina del Tennessee, con questo loro secondo full length intitolato “The Passage”. A chiamare in causa le due band svedesi non è il sottoscritto, bensì la stessa label, la The Artisan Era, capace di attirare la mia attenzione con la scritta in neretto “For fans of Dissection and In Flames”. Certo, scritta così la cosa potrebbe sembrare anche ridicola, però se ci pensate, l’ultimo lascito di Jon Nödtveidt, il controverso “Reinkaos”, fu un lavoro che richiamava fortemente i dettami del Melodic Death svedese. Tornando a parlare di questi Oubliette, non soltanto tentano di riportare in vita il Dissection sound, ma provano a farlo utilizzando una screamer alla voce, tale Emily Low. Una scelta sulla carta molto rischiosa, ma che in realtà si rivela piuttosto azzeccata. Continua a leggere

LOU QUINSE
“Lo Sabbat”

Trascorsa ormai più della metà di questo 2018, la nostra cara e vecchia Italia continua a vivere un momento di grazia a livello musicale. Infatti, dopo i viaggi ancestrali dei Towards Atlantis Lights e le atmosfere oniriche dei Messa, possiamo ora aggiungere alla lista di band che potranno dire la loro a fine anno anche i piemontesi Lou Quinse. Questo secondo lavoro intitolato “Lo Sabbat” è semplicemente un puro concentrato di energia. È voglia di scatenarsi nella danza fino a quando le gambe non sono più in grado di reggerti, oppure bere e fare casino fino a collassare senza pietà sul ciglio della piazza principale del proprio paese. Continua a leggere

HYENA RIDENS
“La Corsa”

Credo che la Overdub Recordings ci stia proprio prendendo gusto a mettermi in difficoltà, perché dopo i particolarissimi Cento Scimmie recensiti lo scorso luglio, ora tocca agli Hyena Ridens farmi mettere mano al dizionario per scovare i termini adatti per descrivere questo loro stranissimo mix musicale. Infatti, scherzi a parte, il trio capitanato da Gennaro Davide alla voce e basso, dopo un primo lavoro autoprodotto suonato in una classica line-up a 5 elementi, decide di mettersi in discussione, optando per una nuova forma più snella a soli 3 elementi, sacrificando completamente la chitarra elettrica. Una scelta estremamente rischiosa la loro, soprattutto per il fatto che gli Hyena Ridens non sono una band particolarmente sperimentale. Continua a leggere

VERANO’S DOGS
“Summoning The Hounds”

Da quando abbiamo dato vita a Hypnos Webzine non ricordo di aver mai preso delle grosse pause tra una recensore e l’altra. Generalmente il mese di agosto lo usavo per togliermi qualche sfizio e scrivere di intere discografie, vedasi il lavoro fatto su Azaghal e Therion, ma quest’anno, complice alcune situazioni lavorative, ho deciso di non fare praticamente nulla. Pur avendo tonnellate di roba da ascoltare, ho limitato i miei ascolti per future recensioni solo a questi Verano’s Dogs ed agli strani Hyena Ridens, di cui presto leggerete su queste pagine. Per il resto ho voluto spaziare tantissimo, sebbene la parte del leone quest’anno l’abbiano fatta i CCCP, che ho ascoltato praticamente in ogni giorno di ferie. Continua a leggere

GOAT WORSHIP
“Shore Of The Dead”

Ci risiamo, il connubio Black Metal e Sud America torna di nuovo su queste pagine, questa volta nel nome del progetto Goat Worship, una one man band brasiliana creata da Hades evidentemente ad immagine e somiglianza dei Bathory. Non che la cosa mi dispiaccia, ma con un simile monicker e una copertina vagamente truculenta, pensavo più ad un qualcosa vicino agli Anal Vomit, mentre l’ascolto di questo “Shore Of The Dead” porta come detto inevitabilmente e prepotentemente il pensiero alle sonorità che hanno reso seminali lavori come “Bathory” e “The Return…”. Proto-Black, Black/Thrash con ascendenze Punk, chiamatelo come volete, fatto sta che la strada tracciata dal compianto Quorthon in quei lavori viene qui percorsa in lungo e in largo, passando da dei pezzi più veloci, vedi “The Blood Countess” e “Final Solution”, ad altri più cadenzati e ritmati, come ad esempio “The Burning Of The Witches” o la title track. Continua a leggere

KVALVAAG
“Seid”

Anche se all’ultimo non mi ero deciso ad inserirlo tra le migliori uscite del 2016, il precedente lavoro dei norvegesi Kvalvaag, ovverosia il tutt’altro che disprezzabile “Malum”, mi aveva fatto conoscere una realtà che sembrava avere tutte le carte in regola per potere dare alle stampe un album in grado di smarcarla dal forte retaggio delle proprie influenze e di farne emergere compiutamente la personalità che già a sprazzi emergeva. Diventata nel frattempo un duo a tutti gli effetti con l’ingresso in pianta stabile di Carl Telal dietro le pelli, la creatura di Øyvind Kvalvågnes è riuscita nel breve volgere di due anni ad andare anche oltre a queste mie aspettative dando vita a “Seid”, un full length che non solo segna un ulteriore raffinamento del proprio sound, ma anche una complessiva crescita a livello di songwriting. Continua a leggere

LA BOTTEGA DEL TEMPO A VAPORE
“Viaggi InVersi”

A distanza di due anni dall’esordio acerbo de “Il Guerriero Errante”, i beneventani de La Bottega Del Tempo A Vapore tornano in scena con un nuovo full-lenght dall’affascinante titolo di “Viaggi InVersi”. Lasciata la Minotauro Records, la band approda ad un’altra etichetta italiana in continua espansione come Revalve Records, decidendo in questo nuovo capitolo della loro saga discografica di volgere il proprio sguardo sull’approfondimento degli stessi personaggi che componevano il concept del full length precedente. Mantenuta intatta la propria line-up, con il chitarrista Alessandro Zeoli in cabina di regia per la parte musicale ed Alfredo Martinelli per i testi e concept, La Bottega Del Tempo A Vapore riesce a portare a termine un album decisamente più solido e risolto del precedente. Continua a leggere

LIVE REPORT – KING CRIMSON
Auditorium Parco Della Musica (Roma) – 22/07/2018

Sembrerà una banalità ma vedere i King Crimson dal vivo è sempre una esperienza totalizzante, anche se questa volta ci fosse qualche piccolo dubbio in fondo alla mia mente su questo “Uncertain Times Tour”. Lungi da me dubitare del sommo Fripp, però nonostante il lungo e trionfale tour di reunion “The Elements Of King Crimson”, di cui scrissi un lungo resoconto circa un anno e mezzo fa, la band non ha avuto la minima intenzione di voler tornare in studio a comporre nuovo materiale, sebbene le uscite discografiche tra live, di cui consiglio vivamente l’ultimo “Live In Vienna”, ristampe, box e raccolte varie non sono affatto mancate. Certo, brani nuovi come “Suitable Grounds For The Blues” o “Meltdown” sono già stati presentati e ben registrati nell’ottimo “Radical Action (To Unseat the Hold of Monkey Mind)”, anche se non è che siano proprio tra i miei preferiti in assoluto. Inoltre, sbirciando su setlist.com per le varie scalette presentate non è che la band abbia modificato più di tanto sulla carta il proprio repertorio. Tuttavia, c’è poco da fare, quando Fripp chiama, bisogna solo che rispondere, e visto il tutto esaurito registrato nelle due date romane, evidentemente molti la pensano in questo modo. Continua a leggere

HEAVENBLAST
“Stamina”

Tra i vari generi che sono solito ascoltare tutti i giorni, il Power è forse quello che meno passa nel mio stereo. Certo, ogni tanto mi prende la mania di rimettere l’intera discografia dei bardi di Kleferd per giorni e giorni ma, eccetto questo dettaglio, non sono proprio un grande fan del genere. Più che altro, ho smesso ormai da parecchio tempo di seguire gli sviluppi del genere. Questo preambolo serve un po’ a giustificare il mio umile commento relativo a questa terza fatica a nome Heavenblast avente il titolo di “Stamina”. Ma andiamo con ordine. Gli Heavenblast non sono proprio dei novellini, anzi, ridendo e scherzando hanno alle spalle più di venti anni di esperienza, sebbene lo split avvenuto nel 2008 abbia portato a tre anni di stop forzato. Continua a leggere