A’ REPIT
“I Canti Della Veglia”

Non so voi cari lettori, ma io ho sempre avuto una certa diffidenza sul fatto che il Folk Metal fosse il modo migliore per rappresentare gli umori ed i sentimenti più viscerali di un particolare territorio geografico. Non nego affatto che in passato ci siano stati esempi di rara maestria e bravura anche in questo campo, ma l’uso smodato di violini, fisarmoniche o qualche altro strumento tradizionale mi ha sempre dato l’idea di un tentativo forzato di incanalarsi in un determinato contesto musicale, più che un modo sincero di approcciarsi alle radici musicali della propria terra. Ho sempre trovato più affascinante il percorso del buon Astru, se vogliamo riferirci a tempi più recenti potrei citare gli Scuorn, dove la componente Metal, parlo in generale, si innestava in maniera perfetta su una base che era prima di tutto culturale, prima che musicale. Tutto questo discorso iniziale serve ad introdurre questi A’ Repit, duo composto da Gypaetus, ex membro dei Nefarium, e Skarn, membro attivo in diversi progetti quali Entirety e Nurmur, il cui particolare nome richiama dei particolari santuari presenti in alta Italia, nei quali venivano portati i bambini nati morti e, dietro alcuni particolari rituali religiosi, potevano essere brevemente riportati in vita ed essere così in grado di ricevere il battesimo. E’ importante dare una breve descrizione del loro nome, poiché attorno ad esso ruota tutto il senso del progetto, e nel quale la parte folcloristica non è dovuta a zufoli particolari o particolari ritmi musicali, bensì alla semplice, si fa per dire, ricreazione di questa particolare credenza religiosa tipica delle loro terre. Non serve molto, a volte basta una semplice preghiera recitata da un bambino per creare un’atmosfera sospesa ed essere trasportati all’interno di una piccola chiesetta nascosta tra i monti. Infatti, seppur fortemente influenzati dagli Ulver, Satyricon e Dimmu Borgir degli esordi, gli A’ Repit riescono a non cadere in un mero citazionismo musicale, dando un’interessante profondità alle loro composizioni. Difficile citare un brano piuttosto che un altro, anche se “Bezoar” è la prima incastrarsi nelle profondità del vostro inconscio, ritagliandosi un ruolo particolare rispetto al resto delle tracce, con quel feeling a la “Dark Medieval Times”, che al giorno d’oggi risulta davvero difficile da trovare in altri contesti. Forse non tutto il disco riesce a mantenersi sempre pienamente ispirato, ma non possiamo assolutamente lamentarci. Insomma, questi A’ Repit sono una ennesima conferma dell’alta qualità che questo 2021 post-pandemia ci sta fortunatamente regalando.

Contatti: Facebook
Etichetta: Naturmacht Productions
Anno di Pubblicazione: 2021
TRACKLIST: 01. Signore Delle cime; 02. Bezoar; 03. Amnios; 04. Seungoga; 05. Masnada; 06. Processione; 07. Il Passo Delle Cenge; 08. La Roccia Di Jean Grat; 09. Ventre Di Lupo; 10. Vengeance From Beyond (Mortuary Drape cover); 11. Essenza
Durata: 53:26 min.

Autore: KarmaKosmiK

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