ALOR
“Haerfest”

Sarà che certi avvenimenti ed incontri finiscono per influenzare inevitabilmente anche le proprie prerogative musicali, o forse solo che ogni tanto diventa necessario distaccarsi da certe sonorità per non finirne saturati, fatto sta che ultimamente mi sono ritrovato sempre più spesso ad ascoltare questo debutto del progetto Alor, one man band spagnola nata l’anno scorso su iniziativa di Mikael Black e subito portata all’esordio.

Costruito su un ormai consolidato connubio tra influenze Neofolk e momenti Dark Metal, “Haerfest” non spicca certo per originalità o eclettismo, anzi a dirla tutta è abbastanza ancorato agli stilemi canonizzati dagli Ulver in “Kveldssanger”, dagli Agalloch nel sublime “The Mantle” o dagli Empyrium, non mancando neppure di strizzare l’occhio a certe movenze di Alcest ed Opeth nei momenti in cui subentrano le chitarre elettriche. E allora perché vale la pena soffermarsi su questa uscita che sembra apparentemente una copia pedissequa di lavori ben più blasonati? Durante i numerosi ascolti di questi giorni me lo sono chiesto più volte, e l’unica risposta che ho saputo darmi è che, pur mostrando qua e là qualche “citazione” (si sentano le prime note di “Lundensgaturnar”, pericolosamente simili all’apertura di “Ulvsblakk” dei succitati Ulver), “Haerfest” riesce a trasportarti in una dimensione eterea e fuori dal tempo, in cui i vari brani si susseguono dipingendo a tinte forti paesaggi dominati ora da scenari malinconici e crepuscolari ora da squarci dai colori più fulgidi e vividi, in una policromia sonora ricca di cangianti sfaccettature tutte da scoprire. Si passa infatti senza soluzione di continuità dagli accenni Post-Rock/Shoegaze di pezzi come “While The Fall Paints These Woods In Red” e “Näken” o delle conclusive “Wooden Whispers” e “There Are Eyes In The Dusk”, alle struggenti atmosfere create dalle strumentali “When At Night The Shadows Rise”, “Lundensgaturnar” e “Monanleoht”, in un viaggio che va a raccontare una Natura ancestrale e incontaminata. A coronamento di questo meraviglioso affresco troviamo inoltre un artwork che ricorre ad alcune opere di un pittore che non necessita di presentazioni in ambito Black Metal, Theodor S. Kittelsen, le cui raffinate illustrazioni contribuiscono ad enfatizzare quell’atmosfera così soavemente trasognante che trasuda dai solchi dell’album.

BRIEF COMMENT: Though it’s highly ispired by the works of Ulver, Agalloch and Empyrium, with its debut album “Haerfest”, spanish one man band Alor is able to carry listeners into a timeless dimension thanks to dreamy and mesmerizing atmospheres.

Contatti: Bandcamp
Etichetta: Northern Silence Productions
Anno di pubblicazione: 2014
TRACKLIST: 01. While The Fall Paints These Woods In Red; 02. When At Night The Shadows Rise; 03. Lundensgaturnar; 04. Näken; 05. Monanleoht; 06. Wooden Whispers; 07. There Are Eyes In The Dusk
Durata: 43:08 min.

Autore: Iconoclasta

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