ANHEDONIST
“Netherwards”

“Netherwards” rappresenta il debutto degli statunitensi Anhedonist che, a soli due anni dal demo “The Drear”, hanno ottenuto un contratto con la Dark Descent Records per rilasciare il loro primo album. La band di Seattle riesce ad avvelenare anima e corpo in soli quaranta minuti, grazie al loro velenoso Death/Doom impregnato di morte e alienazione.

Gli Anhedonist sono abilissimi nel costruire pezzi di lunga durata (“Inherent Opprobrium” dura un quarto d’ora circa) che non perdono compattezza nel loro svolgersi. L’intensità è mantenuta alta dall’alternarsi di mid tempo avvilenti che creano un’atmosfera deprimente e funerea, e riff di matrice Death dotati di maggiore aggressività e velocità sui quali incombono le vocals catacombali di V.B. A ciò si aggiungono arpeggi e linee melodiche di chitarra cariche di sofferenza e dolore che, talvolta, sfociano improvvisamente nel pandemonio sonoro totale: nella parte centrale di “Saturnine” i pattern si fanno foschi e convulsi, dominati da un odio primitivo e senza fine. Per la sua lentezza soffocante e per gli scenari desolati privi di qualsivoglia forma di vita, alcuni passaggi, in particolare quelli di “Estrangement”, ricordano i My Dying Bride, nonostante gli Anhedonist presentino una vena molto più violenta e granitica rispetto agli inglesi. In “Inherent Opprobrium” le linee di chitarra sono paludose e stranianti, abili nel creare un’aura malsana e decadente mentre “Carne Liberatus” è la track più devastante dell’album: i protagonisti indiscussi della prima parte sono le movenze caotiche e i riff vorticosi mentre la seconda sezione è dominata da una marcia incalzante sovrastata da pattern marziali. Il tutto è avvolto da un sapore spettrale e sulfureo, sound che ricorda band quali Vassafor e Denouncement Pyre.

Gli Anhedonist ci trascinano in abissi reconditi e privi di speranza, dove la vita e la luce sono un lontano ricordo mentre la desolazione e la malinconia diventano l’unica realtà possibile. “Netherwards” è un altro degli highlights di questo 2012: c’e solo da sperare che gli statunitensi proseguano su questo percorso vista la personalità che hanno sfoderato in questo primo full length.

BRIEF COMMENT: In “Netherwards”, one of the most intriguing full length of 2012, Anhedonist are able to create an unique blend of Doom and Death Metal thanks to visceral and crushing guitar riffs that evoke an oppressive and bleak atmosphere.

Etichetta: Dark Descent Records
Anno di pubblicazione: 2012
TRACKLIST: 01. Saturnine; 02. Estrangement; 03. Carne Liberatus; 4. Inherent Opprobrium
Durata: 40:14 min.

Autore: Nivehlein

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