AURORA BOREALIS
“Apokalupsis”

Arrivati alla soglia dei venticinque anni di attività, gli americani Aurora Borealis dell’immarcescibile Ron Vento tornano a distanza di quattro anni da “Worldshapers” con questo loro settimo sigillo intitolato “Apokalupsis”. Sempre accompagnato dal fedele bassista Jason Ian-Vaughn Eckert, insieme a Ron sin dai tempi del debut “Praise The Archaic Lights Embrace”, e dal batterista Mark Green, in questo nuovo lavoro, il cantante e chitarrista americano si lancia in un particolarissimo concept album che vuole mescolare in maniera piuttosto singolare science-fiction e religione. Infatti, partendo dalla caduta degli angeli ribelli, il buon Ron immagina che questi simpatici scocciatori venissero rinchiusi dal buon dio all’interno di stelle lontanissime, e che dopo secoli e secoli alcuni di loro fossero in grado di scappare dalla loro prigione. Incazzati come iene, questi demoni individuano nel genere umano, la razza prediletta del buon dio, la perfetta valvola di sfogo per la loro vendetta. Assoggettata una razza aliena per questi scopi, iniziano la loro ricerca attraverso il tempo e lo spazio, per ritrovare la nostra cara e vecchia terra, e dare così il via alla loro apocalisse finale. Questo è in poche righe, la descrizione della storia che gli Aurora Borealis descrivono nelle undici tracce che compongono questo “Apokalupsis”. A livello di stile, il trio americano continua imperterrito nella sua fusione tra elementi tipici del Death americano, tra cui è facile riconoscere influenze di Morbid Angel e Immolation, con l’alta velocità del Black Metal. La produzione è molto anni novanta per quanto riguarda le chitarre, dotate di un sound ruvido e graffiante, che però non sempre si accordano bene alla batteria metronomo di Green. “Apokalupsis” non è un brutto disco, ed è possibile sempre trovare ottimi spunti strumentali all’interno delle singoli pezzi. Purtroppo, ascoltando tutto il disco di fila, si ha un po’ la stessa sensazione di cui parlavo nella recensione dei Lelahell, ossia di una estrema monoliticità a livello compositivo, che con l’aggiunta di vocal praticamente uguali a se stesse rende l’ascolto di questo lavoro abbastanza pesante da digerire. E’ davvero un peccato, poiché l’esperienza e la classe non mancano affatto, ma con un vecchio lupo di mare come Ron Vento questo mi pare scontato, però non mi posso assolutamente ritenere soddisfatto di questo “Apokalupsis”.

BRIEF COMMENT: Four years after their last “Worldshapers”, Ron Vento and his project Aurora Borealis are back with “Apokalupsis”. Though the Black/Death played in their seventh full length is not bad at all, in the long run it tends to be a bit too monotonous.

Contatti: Sito Ufficiale
Etichetta: Casus Belli Musica
Anno di pubblicazione: 2018
TRACKLIST: 01. And After; 02. Even Angels Sin; 03. Phlegethon; 04. Arrival; 05. Sarkikos; 06. Dozakh; 07. Magor Missabib; 08. The Great Expanse; 09. Esoterica; 10. Apokalupsis; 11. Lo-Ruhamah
Durata: 40:51 min.

Autore: KarmaKosmiK

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