MAERORMID
“XIII”

Ad oramai cinque anni da “Zenit”, tornano sulle nostre pagine col loro secondo lavoro sulla lunga distanza i perugini Maerormid, una band che non ha mai fatto dell’immobilismo sonoro la propria cifra stilistica. In questo loro vecchio/nuovo “XIII”, si tratta infatti di un album uscito nel maggio 2016 ma ripubblicato di recente dalla label polacca Via Nocturna, i nostri si addentrano in lidi Black/Doom in cui compaiono anche vaghe influenze Death alla primissimi Katatonia, quando non ascendenze dal sapore Dark Ambient. L’idea di ricorrere anche all’ausilio di un violino per accompagnarci in questo viaggio in cui a farla da padrone sono le sonorità cupe e soffocanti si rivela, se non originale, quantomeno efficace nel dare al tutto quel tocco in più di inquietudine e di malata atmosfera, non suonando infatti come un abbellimento pomposo ma avvicinandosi più agli stranianti lamenti, passatemi il termine, riproducibili con un theremin. Continua a leggere

VEXOVOID
“Call Of The Starforger”

Il confine tra manierismo e rilettura personale dei canoni di un certo genere è spesso molto labile e di ardua individuazione. Non posso quindi negare che mentre stavo ascoltando i primissimi minuti di questo “Call Of The Starforger”, esordio sulla lunga distanza per gli italiani Vexovoid, il timore fosse quello di trovarmi alle prese con una band appiattita sulle posizioni dei Vektor di “Terminal Redux”. Se già il loro monicker pareva infatti una crasi neanche troppo velata tra quello della band americana e quello dei Voivod, i titoli e le tematiche sci-fi sembravano proprio far pensare di trovarsi di fronte alla versione italiana della creatura di David DiSanto. Continua a leggere

EDITORIALE N°13
“Best Of 2017”

IN PRIMO PIANO

Prima di archiviare il 2017, Hypnos Webzine traccia l’usuale bilancio di fine anno con le classifiche personali dei membri dello staff. Con l’occasione, ringraziamo ancora una volta ogni band ed etichetta che ci ha inviato il proprio materiale, ricordando a tutti gli interessati che potete contattarci via mail o sulla nostra pagina Facebook. Continua a leggere

A PALE DECEMBER
“The Shrine Of Primal Fire”

Sarà che il loro monicker mi evocava quei “Pale Folklore” e “Requiem Of December” che, pure nella loro diversità, ho sempre amato o forse, più poeticamente, sarà che pareva esser perfetto per descrivere quel giorno in cui li ho ascoltati per la prima volta, fatto sta che mi ero fatto, più o meno inconsciamente, parecchie aspettative su questi A Pale December, un giovane duo milanese nato e portato avanti da Riccardo “Korpsvart” Di Bella ed Ernesto “Ymir” Ciotola. Quando questo accade, il rischio di rimanere deluso si nasconde sempre dietro l’angolo, specie se ci si trova alle prese con il debutto sulla lunga distanza di una band che si cimenta in uno tra i generi più inflazionati da un po’ di anni a questa parte, ovverosia l’Atmospheric Black Metal. A dispetto di tutto ciò, questo “The Shrine Of Primal Fire” va invece nella direzione opposta, rivelandosi un full length sì derivativo, ma solido e completo sotto parecchi punti di vista. Continua a leggere

EXHUMED
“Death Revenge”

Quando ormai già pensavo che la mia classifica di fine anno fosse praticamente cosa fatta, ecco che gli Exhumed arrivano a fil di sirena a farmici rimettere mano. Ma andiamo con ordine. Anche se han sempre portato avanti un Goregrind vicino ai miei gusti, gli americani non sono mai stati una band che ho seguito con regolarità, finendo il più delle volte per recuperare del tutto casualmente i loro lavori solo ad anni di distanza. Con questo “Death Revenge”, loro sesto full length che esce a quattro anni da “Necrocracy”, la situazione stava esattamente per ripetersi, ma questa volta l’imbeccata del buon KarmaKosmiK mi ha fatto accorgere per tempo di un’uscita che altrimenti chissà quando avrei ascoltato. Continua a leggere

NEID
“Noise Treatment”

A dieci anni dalla loro formazione i viterbesi Neid, ormai delle vecchie conoscenze per chi bazzica da queste parti già da un po’ di tempo, stanno per rilasciare un EP celebrativo che fin dal suo titolo, “Noise Treatment”, riflette molto bene lo spirito e l’attitudine che la band ha messo nella propria musica nel corso di tutti questi anni di onorata carriera. I cinque inediti (più una cover dei Crash Box) proposti sono altrettante schegge impazzite che sembrano uscire da una ideale jam session tra i Napalm Death e i Cripple Bastards dell’ultimo periodo, lanciate come sono a folle velocità con l’unico scopo di colpire dritto sui denti l’ascoltatore. Continua a leggere

AEGRUS
“Thy Numinous Darkness”

Black Metal e Finlandia, un binomio indissolubile che non accenna a venir meno col passare degli anni. Anche se molti dei nomi di spicco della scena non sempre sono riusciti a mantenersi su alti livelli, il loro ideale testimone è stato preso da numerose nuove leve che han tentato di portare avanti, con risultati non sempre memorabili, questo va detto, il tipico ed inconfondibile sound made in Suomi. Se tra queste dovessi fare dei nomi, uno dei primi che mi verrebbe in mente sarebbe quello degli Aegrus, un duo che dopo una gavetta piuttosto lungo si è messo in mostra nel 2015 con l’ottimo debutto “Devotion For The Devil”. Continua a leggere

JODÖDEN
“Sittandes I Sjön Med Vatten Över Huvudet”

Anche se ormai son già passate alcune settimane da quando ho cominciato ad ascoltarlo, questo “Sittandes I Sjön Med Vatten Över Huvudet”, esordio assoluto per il progetto che risponde al nickname del suo fondatore, Jodöden, continua a rimanere un lavoro che faccio fatica a inquadrare, enigmatico come è sin dalla copertina e dal titolo che suona qualcosa come “seduto nel lago con l’acqua sopra alla testa”. Forse per semplicità, o forse per mancanza d’altro, alcuni lo hanno pilatescamente accostato al calderone Atmospheric Black, ma in tutta sincerità mi sembra una definizione abbastanza fuorviante visto che si tratta di un album che, al netto della sua eterogeneità di fondo, difficilmente può essere circoscritto a tale genere. Continua a leggere

HORNWOOD FELL
“My Body, My Time”

Se già l’evoluzione musicale occorsa tra il debutto omonimo e “Yheri” sembrava lasciarlo presagire, quanto mi era stato detto in un’intervista da Marco Basili, che assieme al fratello Andrea è l’anima pulsante degli Hornwood Fell, suonava proprio come una una conferma del cambiamento come necessità per la band: “Mi è sempre molto difficile rimanere sugli stessi binari in tutto e per tutto, per non parlare di mio fratello […] Mi sono reso conto di non essere capace di portare avanti una cosa di questo tipo anche da un punto di vista emotivo. […] Per me sarebbe come vivere sempre nella stessa stanza: spostare i mobili, pitturare i muri di un altro colore non mi farebbe sentire meno costretto”. Non c’è quindi da stupirsi che i nostri tornino ora a farsi sentire con un nuovo lavoro, “My Body, My Time”, che incarna alla perfezione questo spirito che tende per sua intima natura ad una evoluzione continua. Continua a leggere

HAEMORRHAGE
“We Are The Gore”

Con buona pace di chi vorrebbe che il Metal si prendesse sempre fin troppo sul serio, la nostra musica preferita non ha mai lesinato di regalarci dei gruppi in grado di trattare con un qual certo humour la materia. Senza scomodare la lucida follia della buonanima di Seth Putnam e dei suoi Anal Cunt ed Impaled Northern Moonforest o band come i Cannabis Corpse che parodizzano titoli e tematiche dei più importanti album Death, ho sempre avuto un debole per quelle realtà Goregrind capaci di conciliare buone doti creative con spiccate dosi di dissacrante (auto)ironia. Prima dei Torsofuck e dei To Separate The Flesh From The Bones, chi aveva saputo incarnare perfettamente questa mia fissazione erano stati gli Haemorrhage, conosciuti per caso ai tempi di “Morgue Sweet Morgue”. Continua a leggere

CEMETERY WINDS
“Unholy Ascensions”

Vista la sua provenienza, quando sono andato ad ascoltare il debutto assoluto di quella che si è poi rivelata esser una one man band che risponde al nome di Cemetery Winds, pensavo che mi sarei trovato alle prese con un tutto sommato classico album di Black Metal finlandese. Janne Lukka, la mente che sta dietro a questo progetto e che per l’occasione si è fatto aiutare da Kari Kankaanpää e Marko Ala-Kleme alla voce e Juho Manninen al basso, con questo “Unholy Ascensions” ci porta invece su territori in bilico tra il Death ed il Black Metal, con sette pezzi che, per molti dei loro aspetti, potrebbero essere visti come il risultato di un’ideale jam session tra gli Entombed ed i Dissection. Continua a leggere

DARK MATTER SECRET
“Perfect World Creation”

Mettiamola così, se già pubblicare un primo lavoro sulla lunga distanza in grado di carpire l’attenzione non è così banale, farlo con un album interamente strumentale non è certo da tutti, a maggior ragione se si veleggia in territori Technical Death, un genere che troppo spesso sconfina in virtuosismi musicali tanto esasperati quanto fini a se stessi. Questi tre ragazzi russi che portano avanti il progetto a nome Dark Matter Secret hanno però la giusta dose di personalità e spregiudicatezza e hanno optato appunto per un disco in cui a farla da padrone sono soltanto gli strumenti, scelta come detto azzardata ma che in questo “Perfect World Creation” si rivela vincente. Continua a leggere

ENISUM
“Seasons Of Desolation”

Dopo aver meritatamente raccolto consensi un po’ ovunque con “Arpitanian Lands” e aver calcato parecchi palchi in giro per la penisola e l’Europa, gli Enisum tornano a farsi sentire dopo neanche due anni con questo nuovo “Seasons Of Desolation”. Consolidata la formazione con l’ingresso in pianta stabile di Leynir al basso, Dead Soul dietro le pelli ed Ephiliin alla voce femminile, la band piemontese ha pubblicato un lavoro che, complice il titolo e le tinte scure della copertina, in netto contrasto coi colori luminosi del predecessore, mi aveva fatto temere ci fosse stata una virata verso sonorità in odore di Depressive. Per fortuna si è trattato di un timore che è durato giusto il tempo di ascoltare i primi minuti di “Autumn Of Melancholy”, traccia che apre “Seasons Of Desolation” offrendo una confortante continuità stilistica e compositiva che dissipa ogni dubbio e ripropone i punti forti delle sonorità degli Enisum. Continua a leggere

DARKENHÖLD
“Memoria Sylvarum”

La fascinazione verso un Medioevo idealizzato e carico di suggestioni epiche ha sempre trovato nel corso degli anni terreno molto fertile tra numerosi gruppi Metal, non da ultimi i Darkenhöld, una band francese che abbiamo già avuto modo di ospitare sulle nostre pagine virtuali e che ora ritorna a far sventolare in alto il proprio vessillo. Per chi tra di voi si fosse perso i loro precedenti lavori, i transalpini sono tra i più convincenti fautori di un Black Metal in bilico tra influenze Symphonic e slanci in odore di Epic, non disdegnando brevi passaggi acustici come pure fraseggi di pregevole fattura nei vari assoli che impreziosiscono le composizioni. Continua a leggere

LUCIFERA
“Preludio Del Mal”

C’è davvero poco da fare, quando ci arriva qualcosa dal Sud America con in copertina dei satanassi in bianco e nero e con dei titoli eloquenti in merito all’adorazione del demonio, va da sé che sarò io a occuparmene. Eccomi così alle prese con questo “Preludio Del Mal”, il terzo full length per i Lucifera, una band colombiana attiva da ormai quasi dieci anni che per un certo periodo ha visto tra le sue fila una line up interamente femminile, mentre ora può contare sulla fondatrice A. Blasfemia al basso e alla voce ed il chitarrista D. HellRazor e sui nuovi arrivati Acid Witch alla seconda chitarra e C. Commander dietro le pelli. Continua a leggere

BLAZE OF SORROW
“Astri”

Da quando l’ho scoperto ed iniziato a seguire con il suo splendido “Echi”, il progetto Blaze Of Sorrow non mi ha mai deluso grazie soprattutto alla spiccata maturità compositiva del suo mastermind Peter, che non si è mai fossilizzato sullo stesso copione ma di volta in volta ha saputo rinnovare il proprio stile, rendendolo sempre più personale e riconoscibile. Con questo quinto lavoro sulla lunga distanza intitolato “Astri” la storia si ripete, con la band (ormai diventata di fatto un duo a tutti gli effetti con la presenza in pianta stabile di N. dietro alle pelli) che ha dalla sua una freschezza ed una poliedricità a livello di songwriting davvero invidiabile. Continua a leggere

ANTIPATHIC
“Autonomous Mechanical Extermination”

Davvero curioso come, pur occupandoci solo di rado di Brutal e derivati, la nostra lista di richieste sia sempre invasa da gruppi che propongono tali sonorità. Come se non bastasse, a queste si aggiungono pure i promo, che prima o poi dovremo iniziare seriamente a filtrare come tutto il resto, in cui a farla da padrone è ancora una volta questo genere. Ecco spiegato il motivo per cui mi trovo a scrivere del qui presente “Autonomous Mechanical Extermination”, EP di debutto assoluto di un progetto internazionale portato avanti dall’italiano Tato, già negli Zora e qui alla voce ed al basso, e dallo statunitense Chris, che in questo lavoro si occupa delle chitarre e della batteria. Sulla carta gli Antipathic dicono di voler fondere Death, Slam, Grind e Blackened Thrash ma, all’atto pratico, si trova ahimè poco o nulla di questi ultimi generi, con le tre tracce che si concentrano invece soprattutto sugli altri due aspetti, con la classica voce gutturale che si fa strada tra prevedibili stacchi Slam e ripartenze che soltanto nella title track riescono ad uscire un minimo dall’anonimato. Continua a leggere

ANAMNESI
“La Proiezione Del Fuoco”

Inutile nasconderlo, dopo aver apprezzato quel gioiellino che risponde al nome “Erimanto”, ero davvero curioso di vedere se Emanuele Prandoni sarebbe stato in grado di ripetersi ad alti livelli con il suo solo project Anamnesi. Come avevo avuto modo di dire in quella recensione, il poliedrico musicista sardo non si era infatti solo limitato a ricalcare abbastanza fedelmente i classici stilemi degli Spite Extreme Wing, ma li aveva interiorizzati in modo così convincente da assurgerne a loro erede spirituale, raggiungendo vette davvero di rara intensità. Con questo “La Proiezione Del Fuoco”, quarto lavoro sulla lunga distanza per la one man band isolana, la storia si ripete, con il nostro che ancora una volta ci delizia con una nuova perla a cui è difficile, se non quasi impossibile, trovare qualche difetto. Continua a leggere