LIVE REPORT – PUBLIC SERVICE BROADCASTING
Monk (Roma) – 10/11/2017

A distanza di circa un anno e mezzo, torno a vedere dal vivo il trio londinese dei Public Service Broadcasting. Se il precedente concerto si era tenuto presso il centralissimo Quirinetta, in questa nuova occasione l’evento si svolge al Monk, locale di cui diversi amici e colleghi mi han sempre parlato bene. La band capitanata dall’occhialuto Willgoose e’ in tour per promuovere il loro terzo disco “Every Valley”, uscito la scorsa estate ed il primo che li vede nell’attuale formazione a tre, dato l’innesto del simpatico bassista J.F. Abraham nel corso del precedente tour di supporto a “The Race For Space”. Personalmente, questo loro ultima fatica mi ha parzialmente deluso, poiché ha visto la band orientare il proprio sound verso un Post-Rock di matrice sempre più debitrice ai Mogwai, in parte abbandonando la parte elettronica che li ha sempre contraddistinti per tentando, in maniera piuttosto fallimentare a mio modesto avviso, di esplorare nuove strade con l’introduzione di vere e proprie parti cantate. Tuttavia, nulla toglie che la band abbia comunque portato a segno diversi brani di ottimo livello quali “The Pit”, “Go To The Road” e la violenta “All Out”, ma siamo comunque lontani dai livelli mostrati con i due precedenti album. Continua a leggere

VESPERTINA
“Glossolalia”

Ci sono lavori che necessitano di parecchi ascolti prima di rivelare completamente tutta la propria essenza musicale, mentre ci sono casi, purtroppo sempre meno frequenti, nei quali bastano poche note ascoltate per rapirti completamente. Questo è quanto mi è successo, visto che mi è bastato vedere il singolo di “Nuova York” per rimanere completamente soggiogato dalla splendida voce di Vespertina, alias Lucrezia Peppicelli, cantante di origine perugina che giunge al suo esordio discografico con questo splendido EP intitolato “Glossolalia”. Continua a leggere

VERTHEBRAL
“Regeneration”

Era da un po’ che non riprendevo in mano la mia amata pseudo-rubrica, simpaticamente intitolata “Pechino Express”, nella quale vado a recensire e presentare dei gruppi provenienti dalle nazioni più inconsuete ed esotiche. Quest’oggi tocca quindi al giovane quartetto paraguaiano Verthebral, al suo debutto con questo “Regeneration”, uscito lo scorso fine giugno per conto della Satanath Records. All’inizio, forse a causa di un ascolto piuttosto frettoloso o forse per l’opener “Place Of Death”, li avevo scambiati per un giovane clone dei Morbid Angel. Poi, riascoltando con più attenzione questo “Regeneration”, mi sono reso subito conto del mio errore di valutazione. Certo, qua e la’ richiami al buon Trey e compagnia radikult saltano ovviamente fuori, ma la vera stella polare dei Verthebral sono a mio avviso i Death di “Leprosy”. Continua a leggere

DAWN OF A DARK AGE
“The Six Elements, Vol. 5 Spirit / Mystères”

Tra i dischi lasciati a macerare lentamente nel corso di questi ultimi mesi c’è anche questo atteso ritorno del buon Vittorio Sabelli e del suo progetto Dawn Of A Dark Age. Persa la possibilità di poter mantenere le sue strette scadenze semestrali a causa della mancanza di una solida label di supporto, Vittorio al termine di una lunga ricerca ha trovato il giusto sostegno necessario nella label americana Razed Soul Productions, che lo scorso marzo ha rilasciato i due episodi conclusivi della sua serie “The Six Elements”, accorpando insieme gli episodi finali di “Spirit” e “Mystères”. Ad accompagnare il polistrumentista Vittorio in questo suo viaggio finale, troviamo nuovamente il valido supporto dietro le pelli di Aeternus (Handful Of Hate e Maerormid) e la presenza alle vocals di Luca Del Re (Silvans), con l’aggiunta anche di P-Kast alla viola e Marco Molino alle percussioni e marimba. Continua a leggere

LIVE REPORT – GODSPEED YOU! BLACK EMPEROR featuring THE HOLY BODY TATOO
Auditorium Conciliazione (Roma) – 14/10/2017

Onestamente non sono mai stato un fedelissimo seguace dei canadesi Godspeed You! Black Emperor, sebbene “F# A# ∞”, il loro disco che conosco meglio, sia un lavoro veramente notevole. I loro album sono dei veri e propri viaggi sonori, in cui è necessario immergersi completamente per poterne apprezzare le infinite sfumature presenti. Tuttavia, quando sono venuto a sapere prima di questa estate di un loro concerto nell’ambito del sempre più ricco Romaeuropa Festival, in formazione completa ed originale, e per di più piuttosto vicino a casa mia, non ho esitato a comprare immediatamente i biglietti. Continua a leggere

IN TORMENTATA QUIETE
“Finestatico”

Ascoltare un lavoro degli In Tormentata Quiete non è una cosa affatto semplice, troppe sono le possibilità di fraintendere o sottovalutare un testo o un brano. Niente è mai come sembra con un loro disco, ed è compito del sottoscritto cercare di andare oltre la superficie della loro musica per provare a trasmetterla a voi lettori. Non a caso ci sono andato con i piedi di piombo nei riguardi di questo loro nuovo “Finestatico”, prendendomi praticamente tutta l’estate per assimilarlo. Tra l’altro, ricordo di aver visto il video di anteprima della traccia “R136a1”, e di esserne rimasto un pochino deluso, poiché sentivo da questo brano che il loro stile era rimasto più o meno invariato rispetto al precedente e bellissimo “Cromagia”. Continua a leggere

PERVERSITY
“Idolatry”

Avevo già accennato di striscio ai Perversity in occasione della recensione dei loro connazionali, nonché compagni di etichetta, Gloom, dato che il loro quinto full-lenght intitolato “Idolatry” faceva parte dello stesso promo pack. Avendo alle spalle un’esperienza più che ventennale, i nostri cinque slovacchi si dimostrano sin dalle note dell’opener “Blackmoon Offerings” piuttosto abili nel riuscire ad interpretare in maniera convincente un Death Metal di chiara derivazione americana, con particolare riferimento ad un gruppo come i Morbid Angel, ma anche Cannibal Corpse e Hate Eternal. Continua a leggere

APNEICA
“Vulnerabile Risalita”

Tra gli album che più hanno occupato i miei ascolti durante l’estate appena trascorsa ci sono senza alcun ombra di dubbio questo nuovo lavoro firmato Apneica e l’inaspettato ritorno degli In Tormentata Quiete con “Zerostatica”. Ma se nel caso di questi ultimi abbiamo una ulteriore conferma della loro classe e talento (ne parlerò in dettaglio prossimamente su queste pagine), nel caso dei sardi purtroppo ho come la sensazione che questo loro “Vulnerabile Risalita” sia per certi versi una occasione mancata. Continua a leggere

DOWNCAST TWILIGHT
“Under The Wings Of The Aquila”

Come è nostra consuetudine, cassiamo in automatico qualsiasi promo che ci arriva in redazione la cui data di pubblicazione sia anteriore di sei mesi. Questo provvedimento è dovuto al fatto che la nostra redazione è estremamente limitata, ed è quindi necessario adottare questa soluzione al fine di rimanere un minimo sul pezzo. A tutto questo però ci sono delle deroghe, come nel qui presente caso dei Downcast Twilight. Arrivato inaspettatamente insieme ai Pereplut, questo debutto intitolato “Under The Wings Of The Aquila”, uscito per conto dei tizi della Stygian Crypt Productions quasi un anno fa, è semplicemente straordinario. Continua a leggere

GLOOM
“Catharsis”

I Gloom sono un quartetto slovacco proveniente dalla piccola cittadina di Sabinov che, nonostante una lunga permanenza nell’underground locale fin dal 2001, da allora è riuscito a pubblicare soltanto due full-lenght. Addirittura, il debutto “Nostalgia” risale all’ormai lontano 2006, e ci sono voluti quindi ben undici anni e l’intervento della Metal Age per avere tra le mie mani questo nuovo lavoro intitolato “Catharsis“. Arrivato nella mia modesta magione romana in un pacchetto contenente anche i Resurrected ed i Perversity, fa davvero strano, dopo due band Brutal, trovarsi di fronte ad un gruppo dalla melodia così fortemente marcata. Infatti, il loro Gothic Metal è figlio diretto degli HIM, ma anche dei Paradise Lost di “One Second”, con la calda voce di Martin Padzera che ricalca molto il timbro di Nick Holmes. Continua a leggere

NIAMH
“Corax”

Difficile dare una precisa collocazione di genere a questo quartetto originario di Vercelli che risponde al nome di Niamh. Infatti, se l’attacco Djent della iniziale “Putting The Fun In Funeral” di questo loro debutto intitolato “Corax” potrebbe far pensare ad un ennesimo clone dei Meshuggah, già fin dalla successiva “The Wow Factor”, un brano con delle notevoli finiture melodiche, si intuisce subito come questa sia solo una delle numerosa influenze che il gruppo ha cercato di riversare nel disco. La band sembra quasi galleggiare in una ipotetica zona di confine tra Metalcore, Nu Metal e Post-Hardcore, alternando parti muscolari, caratterizzate da un’accordatura ribassata, ai più tipici breakdown del genere, con il chorus cantato quasi sempre in pulito dal vocalist Mike. Continua a leggere

PEREPLUT
“B Стародавние Года…”

Andando a pescare tra i dischi che mi sono arrivati tra le mani questa estate, questo esordio dei russi Переплут, che dal cirillico viene traslitterato come Pereplut, è stato una piacevole sorpresa. Di solito non amo chissà quanto il Folk Metal, dal momento che spesso la commistione tra la strumentazione classica del Metal e strumenti e melodie popolari delle zone più assurde è portata avanti in maniera alquanto povera e superficiale. Ovviamente ci sono tante eccezioni, senza tenere conto del fatto che sarei un vero e proprio stupido a non riconoscere l’influenza che il Folk ha rivestito all’interno del Metal. Comunque, tagliando corto ed evitando così discorsi noiosi che penso di aver già fatto anche in passato, i nostri arrivano dalla lontana Tomsk e sono attivi sin dal 2011, sebbene il loro esordio discografico sia avvenuto solo qualche anno dopo con l’impronunciabile EP “В Заповедных Лесах Северной Стороны”, per poi giungere ad un deal con la Stygianl Crypt Productions per la realizzazione di questo loro primo full-lenght. Continua a leggere

CENTRIPETAL FORCE
“Eidetic”

Ascoltando la prima volta l’EP di esordio di questo terzetto italo inglese chiamato Centripetal Force, non si può che restare fin da subito avviluppati ed invischiati dai continui tecnicismi e cambi di tempo che il gruppo riversa nei tre lunghi brani di questo “Eidetic”. Una vera e propria forza centrifuga fatta di riff e strutture molto arzigogolate che hanno ben presente come riferimento la lezione dei grandi maestri come Watchtower, Death (ma soprattutto la meravigliosa appendice Heavy dei Control Denied), Atheist e Cynic. Il duo Carratta (batteria) – Saroglia (chitarre) cerca in tutti i modi di incasinare le proprie tracce con dei fill e degli stacchi di ogni tipo, dimostrando una padronanza tecnica assolutamente fuori dal comune, oltre che tentare di riprendere le file di un genere, il Technical Thrash, che a parte la parentesi Vektor, ha prodotto ben poco o nulla di particolarmente rilevante negli ultimi anni. Continua a leggere

RESURRECTED
“Resurrected”

Direi che l’uso della famosa locuzione latina nomen omen sia perfetto per aprire la recensione di questi tedeschi Resurrected, che infatti non a caso han deciso di intitolare il loro primo full-lenght dopo otto anni proprio con il loro nome. Un ritorno dal mondo dei morti verrebbe quasi da dire, dal momento che la band tedesca ha alle spalle una storia più che ventennale, ed una nutrita discografia, che però ha di colpo subito un brusco rallenatamento nel corso degli ultimi anni, limitando la propria produzione ad un paio di EP. Francamente, nonostante non sia dunque un gruppo di primo pelo, questi Resurrected sono a me completamente sconosciuti. Continua a leggere

PAGANIZER
“Land Of Weeping Souls”

Era da qualche tempo che avevo voglia di ascoltare almeno uno dei tanti progetti nei quali è impegnato Rogga Johansson. Il biondo chitarrista svedese ha infatti all’attivo decine e decine di progetti, tra cui i Megascavenger e Johansson & Speckmann, assieme al mastermind dei Master. Dal momento che l’etichetta indiana Transcending Obscurity ci ha proposto la recensione dell’ultimo nato sotto il nome Paganizer, non mi sono fatto assolutamente scappare l’occasione. Pur non conoscendo la precedente ed estremamente nutrita discografia della band, posso immaginare che i Paganizer abbiano da sempre proposto un Death Metal svedese dai suoni e riff totalmente devoti al genere. Infatti, questo “Land Of Weeping Souls” è un concentrato di riff che mandano evidenti richiami ai maestri del genere, ossia Grave, Dismember ed Entombed. Continua a leggere

L’ORA X
“Sottovoce”

La presenza di un progetto come questo L’Ora X suonerà un po’ strano ai nostri lettori, ma d’altronde credo che in questi anni di (dis)onorata carriera da scribacchino di aver dimostrato di possedere una curiosità ed apertura mentale a trecentosessanta gradi. Non so se questo sia un bene o un male, ma non nascondo che ogni tanto sento il bisogno di spostarmi verso generi poco affrontati su queste pagine. Tutta questa menata introduttiva serve a presentare questo duo romano chiamato L’Ora X, monicker dietro il quale ci sono i fratelli Mangano, Gabriele e Ilario, già membri dei ben più noti Yattafunk. In questo loro nuovo progetto, i due fratelli propongono un interessante connubio tra riffoni di stampo Nu-Metal, Rap e diverse concessioni alla melodia. Continua a leggere

BUIOINGOLA
“Il Nuovo Mare”

Questo “Il Nuove Mare” è un lavoro destinato quasi certamente a finire sulla mia top list di fine anno, ed è veramente un peccato che il terzetto italiano, nonostante i buoni riscontri del disco, abbia già annunciato il proprio scioglimento. Infatti, la qualità delle idee presenti ed il suono particolare che avvolge i loro brani era la dimostrazione totale di una band decisamente molto al di sopra della media, che se ne fregava altamente degli steccati di genere, pur di raggiungere l’obiettivo, ossia sbatterti in faccia il proprio mal di vivere. La chitarra di Diego Chuhan ha forti retaggi Black, sia come suoni che come riffing, ma ad essa si oppongono i ritmi ferocemente tribali di Thomas Gianardi, che ricorre spesso a suoni e loop campionati. Continua a leggere

THERION
“Les Épaves”

Come appendice al disco di cover “Les Fleurs Du Mal”, il buon Christopher decide di pubblicare per la sua etichetta Adulruna questo “Les Épaves”, una sorta di mini raccolta di quattro brani che sono stati esclusi da quell’album. Sempre mantenendo un filo diretto con Baudelaire, il titolo, che in italiano si traduce con i relitti, rimanda anche ad un’altra raccolta di poesie del genio francese, contenente versi che non avevano trovato spazio nel ben più conosciuto “Les Fleurs Du Mal”. Inaspettatamente, queste nuove cover non sono poi affatto male: ci sono infatti le classiche sgroppate Heavy (“L’Amour Est Bleu (Heavy Version)”, “Nous Ne Sommes Pas Des Anges” di France Gall, autore di cui dovrei sicuramente approfondire qualcosa in futuro, e “La Fermeture Éclaire”), ma i pezzi più particolari sono la stranissima “Ah-Hem-Ho-Hu-Err” e l’atmosferica versione di “L’Amour Est Bleu (Mellow Version)”, con una ottima prestazione vocale di Vikstrom. Continua a leggere