NUNSLAUGHTER
“Red Is The Color Of Ripping Death”

Come non volere bene ai Nunslaughter, veri e propri veterani dell’underground e soprattutto veri e propri alfieri del Death Metal più truce e marcio possibile, la cui discografia è in grado di rivaleggiare per corposità e prolificità con quella sterminata degli Agathocles. Diversi anni fa, dopo aver ascoltato lo splendido “Hells Unholy Fire”, riuscii a prendere qualche loro uscita del periodo, tra cui l’ottima compilation “Waiting To Kill Christ”, ma poi rinunciai a starci dietro visto l’enorme numero di uscite ed uno stile che bene o male rimaneva sempre uguale a sé stesso. Ora, a distanza di diversi anni dal precedente “Angelic Dread”, il buon Don Of The Dead torna a sorpresa con un nuovo full-lenght per conto della Hells Headbangers Records, intitolato “Red Is the Color of Ripping Death”, e che presenta pezzi inediti, mescolati a nuove versioni di vecchie tracce pescate dal loro immenso catalogo, tra cui una “Banished” risalente addirittura ad un rehearsal 2007 intitolato “Eastern Illusion”. La caratteristica del disco che maggiormente salta all’orecchio non è tanto la qualità dei brani, che si assestano sul loro solido Death Metal speziato con qualche slancio thrashettone o addirittura punk, ma la produzione. Continua a leggere

ENSHINE
“Transcending Fire”

Con l’ultimo full-lenght “Singularity” risalente ormai a sei anni fa, ero convinto che il progetto Enshine fosse definitivamente chiuso, ed ecco invece tornare fra di noi il duo Jari Lindholm – Sebastien Pierre con questo breve EP di quattro tracce, che possiamo interpretare come un preludio ad un nuovo lavoro di prossima uscita. Infatti, “Trascending Fire” contiene giusto tre tracce inedite, di cui una completamente strumentale, e la versione acustica di “Constellation”, tratta dal loro primo album “Origin”. I due nuovi brani sono in quello stile particolare ormai perfettamente cesellato dal buon Lindholm, nel quale un Death Metal di tradizione svedese viene completamente disciolto in trame sonore ricche di synth e dalle ambientazioni sci-fi. Tuttavia, pur riconoscendo la bontà delle tracce in questione, non riesco ad esserne pienamente coinvolto e tramortito, con il loro esordio che ancora rimane insuperato. Già dal successivo “Singularity”, ho iniziato ad avere la sensazione che il buon Jari sia rimasto incastrato alle ottime intuizioni dell’album di debutto, senza però riuscire ad andare oltre. Tra l’altro, questa estate mi sono anche riascoltato “Singularity”, di cui in passato non scrissi benissimo, e in parte anche rivalutato, anche se un brano con l’impatto di una “Cinders” non sono purtroppo riusciti più a scriverlo. Continua a leggere

V.A.
“Zappa (Original Motion Picture Soundtrack)”

Sebbene sia una cosa a cui penso dalla nascita della webzine, sono stato sempre restio a cimentarmi con recensioni di film o serie tv. Come ho ampiamente raccontato nella live report di “Koyaniqaatsi”, mi piace il cinema e mi vado anche a vedere cosa piuttosto di nicchia, ma sento di non essere adatto a scriverci sopra. Per questo motivo ho deciso di mascherare la recensione dell’acclamato docufilm di Alex Winter dedicato a Frank Zappa ed intitolato semplicemente “Zappa” con quella della sua ricca colonna sonora. Da amante totale del maestro italo-americano ero già a conoscenza di questo documentario, ma dubitavo fortemente che potesse arrivare in Italia, ed invece ci ha pensato la Nexodigital a farci questo a regalo e dare quindi modo ai tanti appassionati di poter assistere a questo sguardo intimo e personale su un artista su cui si è sempre detto tutto ed il contrario di tutto. Ovviamente, mettere insieme in sole due ore la vita di un musicista che praticamente viveva per comporre musica è praticamente impossibile, ed infatti il regista, supportato e coordinato dal terzo figlio di Zappa Ahmed, ha optato per una visione che mette davanti il Frank Zappa uomo, relegando la sua musica in una posizione leggermente arretrata. O meglio, ovviamente la musica non si può scindere dalla figura di Zappa, ed è infatti è una presenza costante e continua, sin dall’inizio del film con le immagini del suo ultimo concerto (improvvisato) in quel di Praga nel 1991, o le numerose volte in cui Zappa ripete che per lui i musicisti sono giusto un mezzo solo per poter sentire la musica che scrive. Continua a leggere

LIVE REPORT – PHILIP GLASS KOYAANISQATSI performed by PHILIP GLASS ENSEMBLE, ORCHESTRA e CORO dell’ACCADEMIA NAZIONALE di SANTA CECILIA and directed by MICHAEL RIESMAN
Auditorium – Parco della Musica (Roma) – 13/11/21

E’ davvero un grande piacere quello di poter riscrivere un live report dopo oltre un anno e mezzo, un piccolo passo verso una normalità che ancora fatichiamo a ritrovare. Inoltre, per il sottoscritto, non poteva esserci occasione migliore che avere l’opportunità di godere dal vivo la meravigliosa colonna sonora scritta da Philip Glass nel 1983 per l’altrettanto assurdo film di Godfrey Regio, “Koyaanisqatsi”. Ovviamente presenti la Philip Glass Ensemble, gli unici autorizzati a suonare dal vivo le musiche del maestro, e l’orchestra e coro del Santa Cecilia, diretti da Michael Riesman, che si occupò della conduzione orchestrale originale del film. La serata è stata un grande evento, non solo per aver assistito finalmente ad un evento musicale dal vivo, ma anche perché nutro per questo film un attaccamento molto personale, non solo per il film in se, di cui più avanti darò la mia personale interpretazione, ma anche per alcuni ricordi personali, ossia di quando un dodici-tredici anni fa frequentavo con costanza il cinema Azzurro Scipioni di Silvano Agosti, famoso per presentare nei suoi meravigliosi locali numerosi film d’essai. Continua a leggere

TETRARCHATE
“With The Sole Acquiescence To Lead Us”

I Tetrarchate sono una vecchia conoscenza per Hypnos Webzine, visto che la ex-collega Alonewalksfaster si occupò ben sette anni fa del loro EP “Symposium Of The Tetrarchs”. Da quel lontano 2014, di acqua sotto i ponti ne è passata tantissima, ed in questo lungo lasso di tempo la band marchigiana è riuscita a pubblicare il loro full-lenght di debutto, “Drakon Particles Worming In Our Bodies” del 2017, a cui fa seguito questo “With The Sole Acquiescence To Lead Us”, licenziato in autoproduzione lo scorso maggio. Lo stile proposto dai Tetrarchate è stato ben descritto nella già citata recensione dell’EP, e vede grandi dosi di Thrash Metal di chiara matrice Kreator, a cui vengono aggiunte anche piccole dosi di puro e scintillante Heavy Metal, capace di dare anche un tocco di epicità e sontuosità alle intricate e velocissime ritmiche imposte dalla band. La produzione mi piace molto, ha un suono asciutto che fa tanto primi anni Novanta e ben lontana dalle plasticosità odierne. Anche a livello di composizione, pur attingendo ad un patrimonio ben consolidato, i Tetrarchate sanno il fatto loro, mostrando anche un minimo di personalità in fase di songwriting, cosa al giorno d’oggi assolutamente non scontata. Continua a leggere