AZAGHAL
“Helvetin Yhdeksän Piiriä”

Dopo l’ottimo riscontro ottenuto tra ascoltatori ed addetti ai lavori con il loro debutto “Mustamaa”, il nome degli Azaghal all’interno della scena Black Metal finlandese, e non solo, inizia a prendere decisamente quota grazie al successivo “Helvetin Yhdeksän Piiriä”, che tradotto dal finlandese significa il nono cerchio dell’inferno. Infatti, nonostante questo lavoro risulti uscito solo a pochi mesi di distanza dal suo predecessore, lo stile dei finlandesi inizia finalmente a diventare più personale, riuscendo ad allontanarsi sempre di più dal classico Darkthrone style, che tanto aveva caratterizzato il debut. La prima cosa che salta all’orecchio è sicuramente un miglioramento generale dei suoni, questa volta curati da Jani Loikas, polistrumentista che sarà al fianco di Narqath in svariati side-project quali Wyrd e Svartkraft sotto il nome di JL Nokturnal, che rendono le chitarre di Narqath decisamente affilate ed incisive. Da notare anche i progressi fatti da Varjoherra, i cui screaming, sebbene dotati di un’eco e un riverbero un pochino eccessivi, iniziano a diventare un vero e proprio segno di distinguo per il gruppo.

Rispetto all’esordio, gli Azaghal spingono decisamente sull’acceleratore, infarcendo il loro Black Metal di scuola darkthroniana con notevoli dosi di Thrash, senza far però mancare quel po’ di melodia che caratterizza da sempre la scuola finnica. Tra i brani da segnalare ci sono senza ombra di dubbio “Kun Aurinko Kuoli”, già apparsa nel 7″ “Harmageddon”, l’elaborata “Kohti Uuden Aikakauden Alkua”, vero e proprio manifesto del Black finlandese e la tremenda accoppiata iniziale “Kuningas Ruton Hovissa” e “Hän Joka on Tuleva”, che accolgono l’ascoltatore con fulminee mitragliate di chitarra e batteria, su cui si innesta la maligna voce di Varjoherra. Insomma, c’è poco da girarci intorno, “Helvetin Yhdeksän Piiriä” è sicuramente un gran bel disco, e non sono in pochi a considerarlo come il punto massimo raggiunto dal gruppo. Per quel che mi riguarda, tengo sempre a posizionarlo dietro al successivo split con i Mustan Kuun Lapset, dove gli Azaghal sciorineranno una incredibile sequenza di tracce da infarto, tra le quali il loro mitico inno “Black Terror Metal”.

BRIEF COMMENT: Released soon after their debut “Mustamaa”, Azaghal‘s second full length “Helvetin Yhdeksän Piiriä” shows a band that succeded to create nine songs less influenced by Darkthrone and more by Thrash Metal elements. The result is a crushing album that represents one of the best releases by the finnish band.

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Etichetta: Evil Horde Records
Anno di Pubblicazione: 1999
TRACKLIST: 01. Kuningas Ruton Hovissa; 02. Hän Joka On Tuleva; 03. Lailla Tuhannen Talvimyrskyn; 04. Transilvania; 05. Kun Aurinko Kuoli; 06. Harmagedon; 07. Kuoleman Holveissa; 08. Kohti Uuden Aikakauden Alkua; 09. Helvetin Yhdeksäs Piiri
Durata: 33:07 min.

Autore: KarmaKosmiK

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