AZAGHAL
“Madon Sanat”

Questa cavalcata lungo la discografia degli Azaghal non poteva che concludersi con la loro ultima fatica “Madon Sanat”, rilasciata nel febbraio di questo anno per conto della Hammer Of Hate Records, label con cui Narqath e soci avevano già collaborato in occasione degli split con Black Death Ritual e Anal Blasphemy, oltre che con la ristampa di “Perkeleen Luoma”. Questo nuovo lavoro, traducibile come “Le parole del verme”, vede la line up praticamente stabile rispetto a “Nemesis”, con l’unica eccezione riscontrabile nell’arrivo del drummer Lima, in realtà già dietro le pelli in sede live sin dal 2012. Spulciando il libretto del cd, non si può non notare anche la presenza di due ex-membri di tutto rispetto, ossia Kalmah/V-Chaos, autore dell’intro “VSKP”, e, soprattutto, Varjoherra, accreditato però solo come backing vocalist.

Se avete avuto modo di leggere tutte le precedenti recensioni, dovreste essere in grado di immaginarvi già da soli come possa suonare questo nuovo “Madon Sanat”. Lo stile della band è ormai giustamente più che collaudato, anche se c’è da dire che in questa uscita i finlandesi mettono un po’ da parte le venature Thrash, presente comunque in pezzi come “Rutto Saatanan Aseena Tätä Maailmaa Vastaan”, in favore di un sound più tipicamente Black Metal e carico di una inaspettata atmosfera occulta. La produzione è decisamente potente, direi quasi live, ed è in grado di far risultare le chitarre di Narqath molto ruvide e sferzanti, lasciando comunque sempre spazio anche al basso distorto di Niflungr, autore di un notevole miglioramento per quanto riguarda il suo scream. A livello generale, il disco si mantiene su discreti livelli, forse mancando di qualche brano veramente killer. “Ruton Enkeli” è sicuramente tra le mie preferite, mostrando una buon alternanza tra scarni riff dal sapore Hellhammeriano e un chorus più melodico interpretato dalle clean vocal di Narqath. Di buon livello è anche l’oscura title-track, dove su una base estremamente tirata dal tipico riffing di matrice finlandese si innesta ancora una volta un chorus di voce pulita molto alla Wyrd. Per quanto riguarda la seconda parte del disco, mi sento invece di menzionare la furia di “Varjokuninkaat”, stemperata in chorus dalla melodia molto folkeggiante, oltre che la successiva “Uusi Maailma, Uusi Mahti”, in cui la band rallenta decisamente i tempi per proporre una strana apertura a base di chitarre acustiche. Tirando le somme, “Madon Sanat” continua degnamente la saga degli Azaghal, rivelandosi una release decisamente solida e sostanzialmente priva di grossi filler, ad esclusione forse di “Kanavoija”, che trovo alquanto insapore. D’altro canto, come detto poc’anzi, manca però un vero e proprio brano killer come “Vihasta Ja Veritöistä” o “Nemesis” nel precedente album, ma non ci possiamo comunque lamentare. Ora non rimane che attendere il ritorno in pista dei Wyrd, il famoso side project Folk Black di Narqath rimasto in stand by per diversi anni dopo l’interessante “Kalivagi”. Chiudo augurandomi che questo lungo viaggio tra le pieghe della discografia di una delle band di punta della scena finlandese sia risultata interessante, oltre che valido dal punto di vista giornalistico. Buona ripresa a tutti.

BRIEF COMMENT: Azaghal‘s tenth and new full length “Madon Sanat” is the last step on our journey through their discography. As you may expect, Narqath & co. haven’t changed their sound so much, releasing an album pretty close to their last ones. However, although there’s a lack of a killer song, the album has almost no breakdowns, so no doubt you will enjoy it if you are a Black Metal fans.

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Etichetta: Hammer Of Hate Records
Anno di pubblicazione: 2015
TRACKLIST: 01. VSKP (Intro); 02. Thanatos; 03. Madon Sanat; 04. Ruton Enkeli; 05. Kielletty Sakramentti; 06. Rutto Saatanan Aseena Tätä Maailmaa Vastaan; 07. Ziggurat; 08. Kanavoija; 09. Varjokuninkaat; 10. Uusi Maailma, Uusi Mahti; 11. Käärmeen Riitti
Durata: 49:31 min.

Autore: KarmaKosmiK

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