AZAGHAL
“Mustamaa”

Ormai affermati e conosciuti come una delle band più di spicco della scena finlandese, gli Azaghal ginsero con questo “Mustamaa”, parola che è la traduzione finnica di “Mordor”, al traguardo del primo full-lenght. Formatisi quattro anni prima per volontà dell’attivissimo Narqath e del batterista Kalma inizialmente con il nome Belfegor, monicker con cui pubblicarono anche un demo, il nome cambiò in Nargoventor prima, e nel definitivo Azaghal poi. Importante fu l’entrata in pianta stabile nel 1997 dello storico vocalist Varjoherra, con il quale fu registrato il primo rehearsal nel dicembre dello stesso anno, nastro che fu poi ri-registrato in modo professionale e rilasciato con il titolo di “Noituuden Torni” nel marzo del 1998. Il gruppo continuò a lavorare duramente nella composizione, e tre mesi dopo rientrò in studio per incidere il secondo demo, lo stupendo “Kristinusko Likeissa”, e la sua prima testimonianza ufficiale, il 7” “Harmageddon”, uscito in 500 copie per conto della Aftermath. È proprio con queste due release che il nome degli Azaghal inizia a circolare e non passa molto tempo prima che la band venga contattata dalla Melancholy Productions, poi Iso666, per la realizzazione di un 12”, il qui presente “Mustamaa”, in seguito ristampato anche in formato cd, un lavoro che, pur essendo influenzato dai Darkthrone, basti vedere la copertina che richiama alla mente Fenriz e compagni, mostra però già i primi segni di una band decisa a farsi valere e con qualche carta interessante in mano da giocare.

Il disco è diviso in due parti, le prime quattro tracce sono registrate nei familiari Cursed Studio, mentre le restanti negli Hellkult, che suppongo quindi autoprodotte da Narqath. Si nota infatti uno stacco netto a livello di produzione, più naturale e secca nella prima parte, compressa ed un po’ più confusionaria nella seconda. I brani presenti sono ripresi sia dai demo che scritti ex-novo per l’occasione, come nel caso dell’iniziale “Yhta Yon Kanssa”, un brano che inizia con un semplice arpeggio di chitarra per poi attaccare con la scarica di blastbeat di Kalma e un riffone darkthroniano. Interessante anche l’intreccio di voci, pulita ad opera di Narqath e distorta di Varjoherra, che sicuramente apre il disco nel migliore dei modi, anche se un riff plagiato agli Ulver potrebbe far storcere il naso a qualcuno. E quando intendo plagiato, significa proprio uguale!!! Per fortuna ci pensa la titletrack a far dimenticare questa “caduta di stile”: un brano che emana una tristezza a non finire, sia nel testo che nelle linee vocali lamentose di Narqath, con anche lo screaming di Varjoherra a risultare veramente espressivo e convincente. Più diretta e senza fronzoli è la successiva “Kuolema Kristukselle”, che si concede una piccolissima incursione in territori Thrash pur non mancando di quel feeling arcano e malinconico che aveva “Mustamaa”. “De Vermis Mysteriis” si attesta su tempi più rallentati e claustrofobici, utilizzando riff che ad un primo ascolto possono sembrare molto banali, tanto da trovare questo brano molto strano e da apprezzarlo saltuariamente e solo in determinati stati d’animo. Su “Portinvartija” è invece il basso distorto ad introdurre il pezzo con un riff molto lineare, che poi si sviluppa in modo abbastanza canonico, senza alcuna sorpresa; senza dubbio il brano più debole dell’intero lavoro. A “Juudas” il compito di risollevare egregiamente il disco: un brano veloce dal tiro incredibile, grazie anche a dei riff la cui melodia è decisamente molto catchy. Veramente rabbiosa anche la prestazione di Varjoherra, che in questa song raggiunge l’apice della sua espressività. La successiva “Kosto” mostra i primi tentativi di incorporare in maniera più decisa il Thrash con il Black Metal, risultando però un brano discreto ma niente di più. Spetta poi a “Viimeinen Taistelu” il compito di chiudere in maniera ottima “Mustamaa” con un songwriting che racchiude al meglio le caratteristiche del sound degli Azaghal, ossia riffing in tremolo di classicissima scuola Black Metal con uno spiccato gusto per melodie malinconiche, voci stridule e vomitevoli e tanta tanta sporcizia sonora. Tirando le somme, “Mustamaa” si rivela un esordio sicuramente non privo di pecche e per certi versi ancora acerbo, ma indubbiamente degno di nota ed in grado di far conoscere al meglio la prima fase della storia musicale degli Azaghal.

BRIEF COMMENT: Released in 1999 after some demos, “Mustamaa” is the debut album by Finnish Black Metal masters Azaghal. This record shows a band a bit immature and totally devoted to Darkthrone‘s sound, but still able to compose high quality tracks like the title-track, “Kuolema Kristukselle” and the explosive “Juudas”.

Contatti: Facebook
Etichetta: ISO666
Anno di pubblicazione: 1999
TRACKLIST: 01. Yhtä Yön Kanssa; 02. Mustamaa;03. Kuolema Kristukselle; 04. De Vermis Mysteriis; 05. Portinvartija; 06. Juudas; 07. Kosto; 08. Viimeinen Taistelu
Durata: 36:53 min.

Autore: KarmaKosmiK

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