AZAGHAL
“Teraphim”

Puntuali come un orologio svizzero, gli Azaghal tornano in pista a quasi un anno esatto di distanza da “Omega” con l’ottavo album della loro carriera, “Teraphim”. Se con “Kalivagi” Narqath era riuscito a rimettere in sesto un gruppo come i Wyrd, autori a mio avviso di una serie di uscita di basso livello, era lecito aspettarsi anche per il suo gruppo principale un come-back altrettanto valido e che potesse finalmente mettere fine ad una instabilità produttiva che durava almeno da più di un quinquennio. Infatti, lo stesso “Omega”, pur mostrando qua e là alcuni brani di qualità, nel complesso dava l’impressione di essere un lavoro “senza rotta” e solo a tratti genuinamente ispirato. “Teraphim”, al contrario, segue in maniera diretta e limpida la strada tracciata da “Kyy” e “Perkeleen Luoma”, ossia quella di un Black dai suoni moderni e robusti, fortemente imbottiti di Thrash. Non è affatto un caso, infatti, che la stessa “Kyy” venga riproposta con un nuovo arrangiamento a fine album, quasi a voler manifestare un senso di continuità con quei vecchi lavori. A livello di line-up c’è da registrare l’arrivo come bassista e live-vocal di Niflungr, già membro dei Wyrd come il batterista Chernobog, rendendo di fatto i due gruppi una sorta di entità unica. In effetti, nel riascoltare più volte il disco, una leggera impronta melodica dei Wyrd post “Vargtimmen” è evidentemente riscontrabile, dato che, spesso e volentieri, Narqath ricorre a brevi cenni melodici costruiti su una base ritmica mantenuta sparatissima lungo tutto il lavoro. “Filosofi”, per esempio, mostra un ritornello cantato con voce pulita da Narqath, come pure ci sono le armonizzazioni di chitarra sul riff portante dell’opener “Elilum – Suuri Tyhjyys”. Potrei fare altri esempi, ma sebbene queste influenze ci siano, non sono così marcate come su “Omega”, scongiurando fortunatamente una nuova sovrapposizione tra i due progetti. Infatti, gli Azaghal vogliono pestare e lo fanno senza pietà, aiutati anche da un produzione potente e moderna. Nonostante “Teraphim” punti tutto sulla velocità della ritmica, il primo highlight arriva però con il falso mid-tempo di “Hänen Musta Liekkinsä”, un pezzo tanto ammaliante ed atmosferico nella prima parte, quanto brutale e distruttivo nella seconda. Altro brano degno di nota è la lunga “Pimeyden Kutsu”, fantasticamente retro’ grazie ai suoi riff melanconici. Persino “Kyy”, considerata da molti uno dei cavalli di battaglia della band, ma detestata a lungo dal sottoscritto, riesce ad acquistare una veste decisamente affascinante, con un arrangiamento incredibilmente in bilico tra Black, Heavy e Thrash. Insomma, tagliando la testa al toro, dico senza tema di smentita che “Teraphim” riesce nel tentativo di dare nuovo ossigeno ai finlandesi, grazie ad una coerenza stilistica ritrovata e ad una manciata di brani azzeccati. Nonostante ciò, molte cose continuano a non convincere. La produzione, per quanto potente e moderna, plastifica e rende molto simili tra di loro i vari brani, soprattutto quelli più lanciati. Sarò più legato a sonorità lo-fi, ma storco sempre un po’ il naso di fronte a questi suoni così lindi e puliti. Inoltre, nonostante la potenza effettivamente espressa dalla band, i riff non sempre convincono, tranne quando la band ritorna su sentieri prettamente Black Metal, come nel caso di “Pimeyden Kutsu”. Tuttavia, per il sottoscritto questo “Teraphim” è sicuramente uno dei migliori lavori a firma Azaghal da “Codex Antitheus” a questa parte.

BRIEF COMMENT: Compared to their last releases, Azaghal‘s eighth album “Teraphim” is clearly more oriented to “Kyy”/“Perkeleen Luoma” era, decreasing Wyrd‘s influence shown on the previous “Omega”. The final result is a full length that gets close to the level of “Codex Antitheus”, so a good album with only few flaws.

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Etichetta: Moribund Records
Anno di pubblicazione: 2009
TRACKLIST: 01. Elilum – Suuri Tyhjyys; 02. XI Omega; 03. Filosofi; 04. Teraphim – Puhdistava Tuli; 05. Hänen Musta Liekkinsä; 06. Helvetin Ikuisessa Loistossa; 07. Uhrattu; 08. Pimeyden Kutsu; 09. Samaelin Kuiskaus; 10. Kyy
Durata: 47:29 min.

Autore: KarmaKosmiK

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