BATUSHKA
“Raskol”

Come spesso mio solito, mi tocca andare sempre controcorrente, visto che nonostante il grande effetto mediatico scaturito da “Liturgiya”, non sono riuscito ad esserne pienamente conquistato. Non lo so, avevo una forte impressione che tutto l’armamentario derivato dalla chiesa ortodossa, tra concept, costumi e cori, servisse semplicemente da copertura ad una proposta in realtà piuttosto semplice e priva di reali innovazioni. Certo, i cori liturgici erano molto belli, ed il tutto aveva una bella confezione, ma dopo diversi ascolti ho comunque smesso di ascoltarlo per passare ad altro. Poi, senza stare a raccontare in dettaglio ciò che tutti sanno, la band si è splittata in due entità distinte, una formazione con il nome scritto in latino Batushka, capitanata dal vocalist Bartłomiej Krysiuk, e l’altra con la scritta in cirillico con protagonista il chitarrista Krzysztof Drabikowski. Insomma, un caso che ha generato chiacchiere su chiacchiere, manco fossimo al livello del caso BugoMorgan sanremese. Ora, non ho ascoltato i due lavori successivi prodotti da questi due progetti paralleli, di cui cito giusto “Hospodi”, uscito niente meno che per la Metal Blade, e quindi mi sono approcciato a questo “Raskol” in maniera piuttosto easy, sfruttando semplicemente il fatto che questo promo compariva insieme a quello degli incredibili Eternal Rot. Infatti, dopo tutto questo chiacchierio e scambio virtuale su Internet, mi era salita curiosità di vedere cosa ci fosse di realmente musicale in almeno una delle due band. Per chi fosse interessato al background culturale di questo “Raskol”, in breve posso dire che i cinque brani presenti sono ispirati allo Sticherarion, di cui inserisco il link diretto a Wikipedia per un approfondimento diretto, ma andando dritti al sodo, questo “Raskol” non riesce purtroppo a mutare affatto la mia umile opinione. Tutto il pacchetto è curato nei minimi dettagli, a partire da una produzione potente e definita, ma continuo ad avere il grosso sentore di non trovarci tutte queste idee. Apprezzo molto l’opener “Irmos I”, il cui passaggio iniziale tra blast beat ed il successivo rallentamento con ingresso dei cori è veramente d’effetto, e qualche passaggio di “Irmos III”. Però, la sensazione che si vada sempre a un po’ a riproporre la struttura della prima traccia con poche variazioni è veramente forte. Per carità, alla lunga i brani in qualche modo si fanno apprezzare, anche grazie ad una durata piuttosto contenuta dell’intero lavoro, però nella mia lunga serie di ascolti non sono riuscito a tenere la concentrazione oltre il terzo brano. Forse sarò stato troppo duro, o semplicemente questo tipo di Black Metal non è proprio la mia cup of the, o forse questo “Raskol” non è uscito così bene. That’s all folks.

Contatti: Facebook
Etichetta: Witching Hour Productions
Anno di Pubblicazione: 2020
TRACKLIST: 01. Ирмос I / Irmos I; 02. Ирмос II / Irmos II; 03. Ирмос III / Irmos III; 04.Ирмос IV / Irmos IV; 05. Ирмос V / Irmos V
Durata: 30:30 min.

Autore: KarmaKosmiK

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