BEGERITH
“A.D.A.M.”

Sebbene abbia più volte dimostrato di avere una mentalità aperta a qualsiasi genere ed anche di mostrare sempre il massimo rispetto verso tutti i gruppi e le label che nel corso degli anni ci hanno spedito del materiale, capita purtroppo anche a me che vi siano dei casi in cui il gusto personale finisca per sovrastare la mia “professionalità”, in nome della quale cerco di mantenere un giudizio quanto più possibile obiettivo. Tutto questo inutile ma necessario preambolo mi serve per dire in maniera più onesta possibile che, per quanto io possa aver ascoltare questo disco dei Begerith, un quartetto russo trapiantato in Polonia, non riesco ad andare oltre una forte sensazione di noia. Non me ne vogliano i quattro che, per carità, il loro Black Death di totale derivazione Behemoth, a cui si aggiungono qua e là anche qualche speziatura a là Nile, lo portano a casa senza problemi. Una produzione bella pulita e scintillante, tira bene a lucido il loro ricco campionario di riff, a cui si aggiungono le tematiche religioso esoteriche, che tanto vanno di moda, e la scelta di celare i loro nomi dietro ad un generico Begerith affiancato da un numero romano crescente per creare un po’ di alone di mistero che non guasta mai. Sebbene, poi, basti andare su Metal Archives per trovare tutta la loro storia passata spiattellata nei minimi dettagli con nomi e cognomi. E comunque, il mio problema di fondo non è nemmeno tutta questa confezione scintillante che circonda questi Begerith, quanto il semplice fatto che a me i Behemoth da “Satanica” in poi hanno sempre annoiato a morte, tanto per usare parole gentili. Mi piacevano quando giocavano a copiare i norvegesi nei loro primi lavori, tirando fuori anche cose di buon livello con “Sventevith” e “Grom”, ma la svolta Death di “Satanica” non è proprio mai riuscita a comunicarmi nulla. E pensare che mi comprai pure il cd usato su qualche mail order a poco meno di cinque euro, per tentare di rimediare in qualche modo, ma niente. Stesso discorso per i dischi successivi, di cui avrò ascoltato dei brani sparsi, ma senza trovare nemmeno un briciolo d’interesse. Capirete quindi che se l’influenza principale di questi giovani Begerith non riesce ad andarmi giù, mi sembra piuttosto logico che anche questo “A.D.A.M.” mi scorra addosso senza crearmi interesse. Comunque, se siete sopravvissuti a questa mia spiegazione, l’unica cosa che posso ancora dire riguardo a questi Begerith è ripetere il fatto che se vi piacciono le ultime cose dei Behemoth, non farete alcune fatica a farvi piacere anche questi giovani russi. Io intanto mi rimetto “Sventevith”.

BRIEF COMMENT: “A.D.A.M” is the second full length by Begerith, a Russian band that is now based in Warsaw whose songwriting and sound is totally devoted to Behemoth‘s last albums. So, check it out if you like Nergal&co.

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Etichetta: Minotauro Records
Anno di pubblicazione: 2017
TRACKLIST: 01. Nome Fatas Hiss Mortus; 02. A.D.A.M. I; 03. A.D.A.M. II; 04. A.D.A.M. III; 05. A.D.A.M. IV; 06. A.D.A.M. V; 07. A.D.A.M. VI; 08. A.D.A.M. VII; 09. A.D.A.M. VIII; 10. A.D.A.M. IX; 11. A.D.A.M. X
Durata: 51:19 min.

Autore: KarmaKosmiK

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