BOARDS OF CANADA
“Tomorrow’s Harvest”

“Tomorrow’s Harvest” è il miglior album del 2013 per la sottoscritta, almeno per il momento. I Boards Of Canada spezzano col botto un digiuno durato ben otto anni che faceva quasi temere il peggio, anche se il duo scozzese di elettronica è noto per essere refrattario alle tendenze: rarissimi live, quattro studio album e sei EP in più di vent’anni di carriera, dei quali annunciano l’uscita per mezzo di messaggi subliminali o della numerologia. Come ammesso in una delle poche interviste rilasciate, i Boards Of Canada sono stati fortemente influenzati, per questo lavoro, da compositori di colonne sonore quali Mark Isham, Riz Ortolani e Wendy Carlos, soprattutto del periodo tra gli anni ’70 e ’80.

In poco più di un’ora di musica i due fratelli scozzesi mettono in mostra tutta la loro esperienza e perizia nella cura e nella ricercatezza dei suoni: sembra quasi un ossimoro parlare di sfumature nei beat elettronici, ma vi posso assicurare che i Boards Of Canada sono abili nel stimolare le nostre orecchie con sonorità insolite e innovative. Gli scenari dipinti da pezzi come “Sundown”, “Come To Dust” e “White Cyclosa” sono desolati e intrisi di quella calma apparente e agghiacciante allo stesso tempo che segue ad un evento apocalittico. Questo forte senso di quieta rassegnazione di fronte all’ineluttabilità di questi fatti viene sublimato in “Reach For The Dead”, dove si tocca la perfezione: sonorità siderali, pulsioni costanti e angosciose avvolte da un iniziale manto claustrofobico che si dirada progressivamente, arricchendosi di tonalità ariose ma sempre dai riverberi sinistri. “Cold Earth” è un altro highlight di quest’album in cui i due scozzesi tessono trame soffuse e cristalline seppur velate di malinconia e introspezione; in “New Seeds” siamo trascinati in una dimensione futuristica e surreale mentre con “Palace Posy” emergono strutture sincopate e dagli echi ambigui. Tra i pezzi che restano impressi al primo ascolto per le movenze insolite, non posso non citare “Jacquard Causeway”, per le sue sonorità liquide e caleidoscopiche che si scompongono e ricompongono continuamente creando un senso di straniamento e confusione totale, la plumbea e opprimente “Uritual” e l’ermetica e nebulosa “Collapse”. Per ogni canzone si potrebbero scrivere fiumi di parole ma sarebbe comunque impossibile avvicinarsi al coinvolgimento emotivo che “Tomorrow’s Harvest” suscita su di noi, ennesimo tassello di una discografia pressoché perfetta e in grado di imporsi come modello di paragone nel mondo dell’Elettronica e non solo. Consigliato agli amanti della musica in ogni sua forma e non solo ai cultori dell’Elettronica e dell’Ambient.

BRIEF COMMENT: We had to wait eight years, but it was worth it. “Tomorrow’s Harvest”, Boards Of Canada‘s comeback, is not only one of the best album of the year, but it also teaches a lesson of Electronic and Ambient music with its ambiguous and apocalyptic atmospheres combined with dreamlike and melancholy tunes and disturbing vocal samples, highlighting once again the incomparable skills of the scottish duo to manipulate electronic sounds.

Etichetta: Warp Records
Anno di pubblicazione: 2013
TRACKLIST: 01. Gemini; 02.Reach For The Dead; 03. White Cyclosa; 04. Jacquard Causeway; 05. Telepath; 06. Cold Earth; 07. Transmisiones Ferox; 08. Sick Times; 09. Collapse; 10. Palace Posy; 11. Split Your Infinities; 12. Uritual; 13. Nothing Is Real; 14. Sundown; 15. New Seeds; 16. Come To Dust; 17. Semena Mertvykh
Durata: 62:07 min.

Autore: Nivehlein

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