BRANT BJORK
“Brant Bjork”

Il fatto di aver intitolato questo tredicesimo album usando semplicemente il suo nome, è chiaramente un segnale che il musicista americano avesse in mente di realizzare un qualcosa di estremamente intimo e personale. Questa mia idea è ulteriormente rafforzata dal fatto di aver registrato praticamente tutto da solo, non avvalendosi di collaborazioni esterne come invece era avvenuto per il precedente “Mankind Woman”. Tuttavia, a parte questi fatti di contorno, c’è anche un suono che ben si distanzia dal tipico fuzz con il quale siamo abituati ad associare al buon Brant. Infatti, le chitarre risultano molto compresse ed appena distorte, che però ben si abbinano a questo stile blues rock tipicamente anni Settanta proposto in questa sede. Di fatto, non si fa fatica ad immaginare Brant suonare questi brani in un infimo localino texano situato in mezzo al deserto, pieno di attempati bikers in gilet di pelle intenti ad ascoltarlo. Pur non essendo un lavoro trascinante e di appeal come il precedente, “Brant Bjork” ha comunque dalla sua un paio di piccoli gioiellini sonori che meritano di essere certamente menzionati. Il primo è “Jesus Was A Bluesman”, un blues Rock che mi ricorda alcune cose degli Alice In Chains, soprattutto nei fill di chitarra solista, ricco di riferimenti religiosi, e dotato di una intensa prestazione vocale. L’altro è invece la conclusiva “Been So Long”, brano di sola voce e chitarra acustica, nel quale si riesce a rivivere la magia acustica di “Très Dias”. Eppure, oltre a questi due ottimi brani, sarebbero anche da citare l’opener “Jungle In The Sound”, la cavalcata desertica di “Duke Of Dynamite” e “Stardust & Diamond Eyes”, brani semplici, ma comunque d’impatto che ben si adattano allo stile di Bjork. Tuttavia, lungi da me voler parlare male di questo lavoro, ma non riesco a togliermi di dosso la sensazione che al disco manchi un po’ di verve, soprattutto nelle tracce più vicine allo stile tipico di Brant. E’ vero che tutto risulta ridotto ai minimi termini, sia in termini di produzione che composizione, però qualcosina in più si poteva certamente fare in fase di scrittura. Per esempio, una “Shitkickin’ Now” si poteva tranquillamente evitare, ma sono comunque sensazioni personali. È chiaro che se avete seguito da lungo tempo il percorso musicale del buon Brant, non mancherete di apprezzare anche questo suo nuovo capitolo discografico, ma è alquanto probabile che proverete una flebile sensazione di disappunto.

BRIEF COMMENT:Brant Bjork is an intimate record from the american musician, full of his love for the 70s and with a sound less powerful respect to the previous “Mankind Woman”. It’s mandatory to quote “Jesus Is Blues Man”, a very intense song, and the closing track “Been So Long”, that recalls the acoustic magic of “Tres Dias”.

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Etichetta: Heavy Psych Sound Records
TRACKLIST: 01. Jungle In The Sound; 02. Mary (You’re Such A Lady); 03. Jesus Was A Bluesman; 04. Cleaning Out The Ashtray; 05. Duke Of Dynamite; 06. Shitkickin’ Now; 07. Stardust & Diamond Eyes; 08. Been So Long
Durata: 37:42 min.

Autore: KarmaKosmiK

   

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