CANNIBALI COMMESTIBILI
“Cannibali Commestibili”

In un periodo buio come quello attuale, dove i nostri comportamenti ed abitudini vengono completamente stravolti nell’arco di qualche settimana, gli unici rifugi per tenere botta a tutto questo, rimangono per il sottoscritto, la musica e la lettura. Certo, concerti ed eventi sono stati tutti cancellati a tempo indefinito, ma fortunatamente, grazie alle personali collezioni musicali lentamente costruite nel tempo, o ai servizi di streaming quali Bandcamp, Spotify o Youtube, possiamo avere a disposizione una quantità pressoché illimitata dei nostri gruppi o artisti preferiti. Perciò, è qui chiudo questa mia breve chiosa su questo periodo di quarantena, se siamo bloccati in casa o sentiamo la mancanza di attività sociali, non ci buttiamo giù pensando a cosa potrà succedere in futuro, pensiamo alla giornata, magari sfruttando questo periodo utilizzando proprio la musica. Esploriamo nuovi gruppi o nuovi generi, completiamo qualche discografia che diciamo sempre di approfondire ma poi per motivi di tempo rimandiamo sempre. Insomma, quello che voglio dire è di mantenere una nostra calma interiore e, per quanto difficile possa essere, teniamo duro e non molliamo.  Venendo finalmente a parlare di questo trio originario del trentino ed avente lo strambo nome di Cannibali Commestibili, non posso che parlarne bene visto che il loro stile musicale discende direttamente dai grandiosi Verdena dei fratelli Ferrari. Infatti, guidati da Fabrizio, membro di quella specie ormai sempre più rara di batteristi\cantanti, il trio si propone in questo debutto con uno Stoner Rock che rispecchia molto i Verdena del loro capolavoro “Requiem”, ma capace anche di adattare ritmiche sghembe tipiche dei Soundgarden, privilegiando l’impatto sonoro rispetto alla melodia. Infatti, il suono del terzetto è pressoché perfetto, con il fuzz della chitarra di Daniel in primo piano, sorretto da una sezione ritmica rocciosa e compatta, ma non priva di piccole finezze. Gli unici difetti che posso trovare in questo loro omonimo debutto è la voce di Fabrizio, che a lungo andare trovo un po’ troppo monotona, ed una seconda parte che cala in maniera un po’ troppo brusca, mostrando qualche colpo a vuoto di troppo come lo scialbo country-western di “Pioggia Acida” o la poco trascinante e piatta “Ingranaggio Facile”, che richiama qualcosa dei Queens Of The Stone Age. Tuttavia, possiamo rovesciare questo punto di vista sottolineando il fatto che le prime quattro tracce sono di un livello veramente alto, con “Qualche Corpo” a prendersi la palma del brano migliore del disco, e che non sono riusciti a mantenere quel livello per tutta la durata del disco. Comunque sia, qualche momento di défaillance in un debutto ci può tranquillamente stare. D’altronde, la cosa più importante è che il loro talento, unito a capacità tecniche di buon livello, sia mostrato senza problemi. Ora si tratta semplicemente di continuare a lavorare e trovare la propria strada, e da quanto ascoltato in questo debutto, non credo che la salita sia così irta.

BRIEF COMMENT: Eponymous debut for this trio called Cannibali Commestibili that proposes a Stoner Rock in a style reminiscent of the Verdena of their masterpiece Requiem. A sound rich of fuzz that privileges the sound impact over the melody, also thanks to an excellent rhythmic section, compact and rich of inventiveness. Not a perfect record, but the first four songs certainly deserve a listening.

Contatti: Facebook
Etichetta: Overdub Recordings
Anno di Pubblicazione: 2019
TRACKLIST: 01. Gordon Pym; 02. Goditi Il Silenzio; 03. Qualche Corpo; 04. L.A.; 05. Pioggia Acida; 06. Nylon; 07. Ingranaggio Fragile; 08. Dr. Darrow; 09. Luna In Cenere
Durata: 38:49 min.

Autore: KarmaKosmiK

   

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