CARCASS
“Necroticism – Descanting The Insalubrious”

Chiuse le macellerie messicane a nome “Reek Of Putrefaction” e “Symphonies Of Sickness”, con le quali la band inglese aveva aperto le porte del Grind ad un’ampia schiera di band assetate di sangue e frattaglie varie, i Carcass cambiarono le proprie zone di caccia e, sotto le mentite spoglie di rassicuranti uomini di scienza, tornarono ad utilizzare ospedali, obitori e sale operatorie come base dei propri massacri sonori. Assoldato il guitar hero ex-Carnage, Michael Amott, il quartetto capitanato da Bill Sterr diede vita ad uno dei dischi che (forse) più di tutti ha influenzato la storia del Death Metal, “Necroticism – Descanting The Insalubrious”.

Eliminato il marciume ribollente degli esordi, i Carcass, coadiuvati nuovamente da Colin Richardson in cabina di regia, decisero di ripulire quasi totalmente il loro tipico sound, preferendo suoni di chitarra più limpidi e definiti, ma sempre affilati come rasoi, e anche di incrementare in maniera esponenziale la complessità delle proprie canzoni. I Carcass approdarono così definitivamente in piena zona Death Metal, pur presentando anche delle ben mascherate influenze Heavy Metal, che domineranno il successivo “Heartwork”, e dei continui ma assolutamente fantastici scambi solistici tra i due axe-men. Eppure, nonostante questo apparente immorbidimento sonoro, i nostri riuscirono a non perdere un grammo della loro potenza sonora ed a mantenere un senso di forte straniamento e malessere (vedasi come esempio l’introduzione di “Pedigree Butchery”, nella quale la band riesce anche ad infilare un arpeggio acustico all’interno di un soffocante ed intricato mid-tempo). La voce di Jeff rimane asprigna e malefica come sempre, Ken Owen martella e conduce la banda di macellai con enorme perizia attraverso la continua pioggia di riff sciorinata dalla coppia AmottSteer, impegnati anche in continue parti solistiche, mostrando entrambi una raffinatezza davvero inaspettata (soprattutto per il secondo) negli assoli. Ritengo quindi che sia davvero inutile stare nuovamente a parlare dei brani che compongono “Necroticism – Descanting the Insalubrious”, poichè chiunque abbia masticato un po’ di Death Metal non potrà che conoscere a memoria “Corporal Jigsore Quandary” e il suo memorabile stacco iniziale di batteria, oppure la cavalcata maideniana di “Incarnent Solvent Abuse”. D’altronde se esistono gruppi (giustamente) celebrati come Exhumed o Impaled si deve soprattutto a questo disco ed al precedente “Symphonies Of Sickness”. Insomma, capolavoro.

BRIEF COMMENT: With “Necroticism – Descanting The Insalubrious”, Carcass arrived definitely at the world of Technical Death Metal and, once again, it’s time for a new masterpiece. Joined by Swedish guitar-hero Michael Amott, Carcass decided to increase the complexity of their tracks and to add a well-hidden influence from the classic Heavy Metal, producing a well balanced sound between the furious Death Metal riffing and the melodies of the various guitar solos, that in the future will influence an incalculable number of bands.

Etichetta: Earache Records
Anno di Pubblicazione: 1991
TRACKLIST: 01. Inpropagation; 02. Corporal Jigsore Quandary; 03. Symposium Of Sickness; 04. Pedigree Butchery; 05. Incarnated Solvent Abuse; 06. Carneous Cacoffiny; 07. Lavaging Expectorate Of Lysergide Composition; 08. Forensic Clinicism / The Sanguine Article
Durata: 48:08 min.

Autore: KarmaKosmiK

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