CARCASS
“Reek Of Putrefaction”

“Brutal. Heavy. Fast”. Con queste brevi ma assai significative parole lo storico batterista Ken Owen descriveva “Reek Of Putrefaction” in un’intervista di una decina di anni fa. E non poteva essere altrimenti, dato che i Carcass, nati seguendo le orme dei Napalm Death, nel loro debutto seppero trapiantare la velocità e la furia distruttiva del Grind in un contesto brutale e morboso, gettando di fatto le basi per quello che poi sarebbe diventato il Goregrind.

Perché se oggi è perfino scontato e banale trovare copertine truculente e testi da far impallidire un trattato di anatomia patologica, all’uscita di “Reek Of Putrefaction” tutto questo non era per niente ovvio, e il disturbante artwork dell’album segnò un vero e proprio punto di svolta tanto quanto i 22 brani che, in poco meno di quaranta minuti, vomitavano ogni sorta di orrore medico e umorismo nero. Guardato con gli occhi di oggi, il debutto dei Carcass può persino non impressionare per abilità tecniche o a causa della produzione decisamente ruvida e talvolta al limite della cacofonia, ma resta il fatto che pezzi come “Genital Grinder”, “Regurgitation Of Giblets”, “Pyosisified (Rotten To The Gore)” e “Festerday”, giusto per limitarmi a citare quelli che preferisco, mantengono intatto tutto il loro marciume e il loro fascino, e non è difficile pensare all’impatto che devono aver avuto su di un pubblico ancora non avvezzo a queste sonorità. Brano dopo brano ci si trova così circondati da schegge impazzite create da una mano sadica che va a scavare nei recessi più profondi della psiche, dando libero sfogo a pulsioni e ossessioni insane e macabre, sviscerate con meticolosa perversione e servite con un unico scopo, risultare disturbanti ma allo stesso tempo inoculare un veleno impossibile da estirpare una volta entrato in circolo. Perché “Necroticism: Descanting The Insalubrious”, “Heartwork” e magari anche “Symphonies Of Sickness” viene voglia di riascoltarli in loop, ma “Reek Of Putrefaction” no, eppure la sua impronta non svanisce con il passare del tempo ma anzi se ne alimenta, ed è così che torna prepotentemente alla mente ogniqualvolta sentiamo il bisogno di esorcizzare la morte e il suo fetore di putrefazione.

BRIEF COMMENT: Grafting the blasting speed of Grind into a brutal and morbid background, Carcass‘ debut album “Reek of Putrefaction” gave birth to a subgenre that later would be known as Goregrind. Starting from the disturbing artwork to the purulent production, everything in this record has indeed a single goal: to poison listeners’ mind with insane and sick visions of medical horrors and black humor.

Etichetta: Earache Records
Anno di pubblicazione: 1988
TRACKLIST: 01. Genital Grinder; 02. Regurgitation Of Giblets; 03. Maggot Colony; 04. Pyosisified (Rotten To The Gore); 05. Carbonized Eye Sockets; 06. Frenzied Detruncation; 07. Vomited Anal Tract; 08. Festerday; 09. Fermenting Innards; 10. Excreted Alive; 11. Suppuration; 12. Foeticide; 13. Microwaved Uterogestation; 14. Feast On Dismembered Carnage; 15. Splattered Cavities; 16. Psychopathologist; 17. Burnt To A Crisp; 18. Pungent Excruciation; 19. Manifestation Of Verrucose Urethra; 20. Oxidised Razor Masticator; 21. Mucopurulence Excretor; 22. Malignant Defecation
Durata: 39:41 min.

Autore: Iconoclasta

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