CARCASS
“Swansong”

Sono passati ben diciassette anni da quel canto del cigno dei Carcass che si è poi rivelato solo temporaneo grazie all’uscita di “Surgical Steel” di qualche mese fa. All’epoca “Swansong” fu letteralmente distrutto sia dalla critica sia dai fan per la sua svolta “commerciale” e melodica che di fatto lo spingeva distante anni luce dal capolavoro “Hearwork”, pietra miliare del Death Metal uscito solo tre anni prima.

Ora, diciamo subito che è sempre difficile essere il successore di quello che viene definito come l’apice compositivo della carriera, e se poi parliamo di una band del calibro dei Carcass, la questione si complica ulteriormente. A distanza di quasi vent’anni posso dire che questo non è un lavoro da buttare ma neanche così memorabile, soprattutto se pensiamo alle potenzialità e alle capacità delle menti che lo hanno partorito nonostante, in questo caso, si registri la dipartita di Ammot. Al di là del fatto che non si toccano le vette compositive degli album precedenti e che i brani sono palesemente più lineari e “catchy”, di fronte alla pochezza creativa che imperversa nell’attuale scena Metal e musicale in generale, “Swansong” non appare così blasfemo come spesso lo si dipinge. I fraseggi di pezzi come “Keep On Rotting In The Free World” o “Room 101” entrano subito in testa per non lasciarla più, grazie ad un groove malsano e trascinante dalla forte ascendenza Rock. Uno dei punti deboli di questo capitolo discografico dei Carcass sono, a mio avviso, le ritmiche: se all’interno di ogni singolo brano appaiono anche abbastanza variegate, a livello globale si rivelano ripetitive e monotone così che, se escludiamo una manciata di brani, resta difficile trovare un qualcosa che distingua un brano dall’altro. Quello che manca è il mordente, quella potenza morbosa e brutale che sgorgava incessante nelle produzioni passate degli anglosassoni e che qua torna solo parzialmente, come un ricordo sbiadito, grazie alle vocal raschianti di Jeff Walker. L’unico punto di forza sono proprio le soluzioni melodiche incarnate da chitarre morbide e voraci che si stagliano su riff immediati e rocciosi che di Death Metal hanno ben poco. Un disco insomma da non condannare in toto ma che sicuramente manca del fascino e della personalità stratosferica che ha reso i Carcass tra le band più importanti di sempre in campo Metal.

BRIEF COMMENT: Groovy and excoriating guitar melodies supported by solid and turbulent patterns can’t avoid mediocrity to Swansong, last album of Carcass‘ first “life” in which their personality and inspired songwriting seem to be vanished into repetitive songs.

Etichetta: Earache Records
Anno di pubblicazione: 1996
TRACKLIST: 01. Keep On Rotting In The Free World; 02. Tomorrow Belongs To Nobody; 03. Black Star; 04. Cross My Heart; 05. Childs Play; 06. Room 101; 07. Polarized; 08. Generation Hexed; 09. Firm Hand; 10. R**k The Vote; 11. Don’t Believe A Word; 12. Go To Hell
Durata: 49:45 min.

Autore: Nivehlein

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