AMBRA
“Cor”

A dispetto di un nome che potrebbe far pensare ad un incredibile come-back alle origini dell’ex-presentatrice di “Non è la Rai”, questo debutto da parte di un giovane quintetto proveniente da Ljubljana è un disco dall’atmosfere claustrofobiche e dai toni totalmente neri come la pece. Sebbene la loro musica sia ben distante da generi come il Black o il Doom, gli Ambra nutrono il proprio malessere riprendendo quelle sonorità più “sick” provenienti da Seattle a cavallo degli anni novanta. Le prime due band di quell’incredibile ondata musicale che vengono associate a tali sentimenti sono senz’alcun dubbio Soundgarden e Alice In Chains. Bene, gli Ambra riescono a combinare in maniera del tutto efficace i labirinti sonori di “Louder Than Love” con la cappa di malessere e disperazione emanata dall’omonimo degli Alice In Chains. Continua a leggere

ALESSANDRO ANGELONE
“Stars_at_dawn”

Nonostante sia un lavoro acustico, “Stars_at_dawn” del chitarrista pescarese Alessandro Angelone è a suo modo una opera che potremmo definire estrema. Infatti, Angelone si presenta a noi con undici brevi composizioni, dove la sua chitarra acustica è l’unica ed incontrastata protagonista del disco. D’altronde, guardando la biografia fornita dall’etichetta, il nostro è senza alcun dubbio un virtuoso di questo strumento in particolare, avendo conseguito tutti gli otto livelli di chitarra acustica presso il Trinity College of London. Continua a leggere

AARA
“So Fallen Alle Tempel”

Quando arriva una richiesta dalla Naturmacht, oramai mi viene istintivo aspettare di trovarmi alle prese con un gruppo che veleggia tra l’Atmospheric Black Metal e l’Ambient. Anche con questi Aara, un duo elvetico formatosi l’anno scorso e alla prima esperienza sulla lunga distanza, è andata così, ma una volta che sono andato a dare un’occhiata più da vicino a questo loro “So Fallen Alle Tempel” sul Bandcamp della label tedesca mi sono balzati all’occhio due particolari che in qualche modo mi hanno incuriosito e attratto magneticamente: da una parte l’artwork, con quella che sembra proprio essere una rielaborazione grafica del duomo di Milano, dall’altra un commento che faceva riferimento ad un non meglio precisato connubio tra il Black e i canti gregoriani. Sarà che certe copertine mi riportano inevitabilmente al “De Mysteriis Dom Sathanas”, sarà che in questi giorni ho dato una possibilità, però poi pentendomene, alla nuova trasposizione sul piccolo schermo de “Il Nome Della Rosa”, fatto sta che mi sono trovato nella giusta disposizione di spirito per andare a scoprire cosa si celasse dietro questo nuovo progetto. Continua a leggere

AZAGHAL
“Valo Pohjoisesta”

A lungo ho associato il nome Narqath ai soli Wyrd ed Hellkult, venendo a sapere relativamente più tardi che l’eclettico musicista finlandese aveva le mani in pasta anche in parecchie altre band, su tutte gli Azaghal, il suo progetto principale. L’occasione, o per meglio dire l’input, per andare oltre un ascolto veloce e conoscere più da vicino la loro vasta discografia è arrivata molti anni dopo con lo speciale curato da KarmaKosmiK, che mi ha fatto apprezzare alcune cose messe forse troppo frettolosamente da parte, su tutti “Of Beast And Vultures”. L’uscita di questo “Valo Pohjoisesta”, l’undicesimo full length per i nostri, mi stava però passando sotto il naso senza che me ne accorgessi, salvo averlo recuperato all’ultimo grazie al singolo anticipatore, la title track, un bel biglietto da visita che mi ha preso subito bene forse anche per il suo riff iniziale che mi ha ricordato in qualche modo gli Enslaved di “Blodhemn” (vedi “I Lenker Til Ragnarok “). Continua a leggere

APNEICA
“Tra Rocce E Cortecce”

Gli Apneica sono oramai diventati un appuntamento fisso per il sottoscritto, dal momento che li seguo con molta attenzione da “Pulsazioni…Conversione”, EP datato 2014. Li considero un gruppo estremamente valido, sebbene ancora alla ricerca di un proprio stile capace di mediare la pesantezza del Doom con la melodia, seguendo un po’ lo stile dei Novembre. Per chi non avesse letto le mie precedenti recensione del gruppo, si può dire che in generale la band era in grado di sbalordirti sempre con una killer track di elevato livello qualitativo, ma che non venivano poi seguiti da brani altrettanto intensi, lasciando, almeno a me, un po’ l’amaro in bocca. Ora, un po’ a sorpresa, ritornano in pista con un nuovo EP dall’affascinante titolo “Tra Rocce E Cortecce”, con una line-up decisamente rinnovata dall’arrivo del nuovo batterista Giuseppe Fancellu, dalla seconda voce femminile di Piera Demurtas, ma soprattutto dalle Launeddas, un particolare flauto tradizionale sardo, suonate da Andrea Pisu. Continua a leggere

AUTOTHEISM
“Clstvm – Dogma Sculptured In The Flesh”

Nati nel 2016 come side project di stampo Death che riunisce nostre vecchie conoscenze già nei Blessed Dead, Cerebral Extinction, Riexhumation ma anche (Echo), gli Autotheism esordiscono in breve tempo tramite autoproduzione con “Hives MMXVII”, un EP contenente due singole tracce. Non passa nemmeno un anno, che il quintetto tenta una carta ancora più azzardata con il rilascio di questo “Clstvm – Dogma Sculptured In The Flesh”, monotraccia di diciassette minuti ascoltabile tramite il Bandcamp del progetto, nel quale gli Autotheism cercano di trovare una fusione tramite Death Metal, Post Metal e Dark Ambient. Una folle ed opprimente colonna sonora di una umanità in piena decadenza dei propri principi sia filosofici che morali, imprigionati in un dogma che li guiderà inevitabilmente verso l’autodistruzione. Un concept senza dubbio impegnativo ed ambizioso quello dei nostri, che però a mio avviso non riesce ad essere del tutto convincente. Continua a leggere

AFTER FOREST
“Act II & III”

Attendevo con molto interesse una nuova uscita da parte dei finlandesi After Forest, dato che il loro EP di esordio “Act I” mostrava una band capace di dare lustro al Death Metal melodico di maestri come Edge Of Sanity od Opeth. Concepito inizialmente come un lavoro diviso in tre parti, alla fine per qualche motivo a me ignoto i nostri hanno deciso di unire le due parti rimanenti di questa trilogia in unico full length intitolato, sulla scia del predecessore, semplicemente “Act II & III”. Certamente la morte improvvisa del precedente batterista Juha Tujunen, deve aver giocato un ruolo primario e determinante sia nel processo di registrazione che in quello compositivo. Continua a leggere

AURORA BOREALIS
“Apokalupsis”

Arrivati alla soglia dei venticinque anni di attività, gli americani Aurora Borealis dell’immarcescibile Ron Vento tornano a distanza di quattro anni da “Worldshapers” con questo loro settimo sigillo intitolato “Apokalupsis”. Sempre accompagnato dal fedele bassista Jason Ian-Vaughn Eckert, insieme a Ron sin dai tempi del debut “Praise The Archaic Lights Embrace”, e dal batterista Mark Green, in questo nuovo lavoro, il cantante e chitarrista americano si lancia in un particolarissimo concept album che vuole mescolare in maniera piuttosto singolare science-fiction e religione. Infatti, partendo dalla caduta degli angeli ribelli, il buon Ron immagina che questi simpatici scocciatori venissero rinchiusi dal buon dio all’interno di stelle lontanissime, e che dopo secoli e secoli alcuni di loro fossero in grado di scappare dalla loro prigione. Continua a leggere

AUGURY
“Illusive Golden Age”

Come credo di aver già avuto modo di raccontare in qualche altra recensione, ho ormai la tendenza a preferire sempre più cose semplici e d’impatto, e di rimanere sempre meno affascinato da gruppi che suonano nei tempi composti più allucinati che esistano. Per ovvi motivi, da questo escludo i due pilastri della mia esistenza, ossia i King Crimson, che andrò a breve a rivedere in quel di Roma a fine luglio, e la buon’anima di Frank Zappa. Ma loro giustamente trascendono l’umano ed è quindi peccato anche solo giudicarli. Tornando a tema, non è che mal sopporti i musicisti ultra-dotati, capaci di macinare scale e leak di chitarra, ma è che poi stringi stringi, non è che rimanga molto della loro musica. Tra l’altro, nel corso degli ultimi anni, la capacità tecnica dei musicisti è andata aumentando esponenzialmente, ma a questo non è seguita una vera e propria ondata di rivoluzione in ambito Metal. Quello che voglio dire è in sostanza che alla parola tecnica, non corrisponde ahimè in automatico un’altrettanta buona capacità compositiva. Tuttavia, ero comunque curioso di ascoltare questi Augury. Continua a leggere

AFRAID OF DESTINY
“Agony”

Nato inizialmente col nome di Vitam Nihil Est nel febbraio del 2011, il progetto del polistrumentista veneto Adimere, si è sviluppato in maniera più concreta solamente un anno dopo, con il cambio di monicker nell’attuale Afraid Of Destiny. In tale nuova forma, Adimere rilascerà nel 2013 ben tre lavori: un demo, uno split a tre nel quale sono state inserite anche le prime registrazioni sotto il nome di Vitam Nihil Est e l’altro suo progetto Neoclassical Suicide, nonché il primo full-lenght dal titolo “Tears Of Solitude”. Ci vorranno poi altri quattro anni per portare a compimento questo “Agony”, sebbene Adimere abbia comunque continuato a pubblicare del nuovo materiale, di cui cito giusto lo split fatto insieme agli About Abortions, nostre vecchie conoscenze su queste pagine. Continua a leggere

A PALE DECEMBER
“The Shrine Of Primal Fire”

Sarà che il loro monicker mi evocava quei “Pale Folklore” e “Requiem Of December” che, pure nella loro diversità, ho sempre amato o forse, più poeticamente, sarà che pareva esser perfetto per descrivere quel giorno in cui li ho ascoltati per la prima volta, fatto sta che mi ero fatto, più o meno inconsciamente, parecchie aspettative su questi A Pale December, un giovane duo milanese nato e portato avanti da Riccardo “Korpsvart” Di Bella ed Ernesto “Ymir” Ciotola. Quando questo accade, il rischio di rimanere deluso si nasconde sempre dietro l’angolo, specie se ci si trova alle prese con il debutto sulla lunga distanza di una band che si cimenta in uno tra i generi più inflazionati da un po’ di anni a questa parte, ovverosia l’Atmospheric Black Metal. A dispetto di tutto ciò, questo “The Shrine Of Primal Fire” va invece nella direzione opposta, rivelandosi un full length sì derivativo, ma solido e completo sotto parecchi punti di vista. Continua a leggere

AEGRUS
“Thy Numinous Darkness”

Black Metal e Finlandia, un binomio indissolubile che non accenna a venir meno col passare degli anni. Anche se molti dei nomi di spicco della scena non sempre sono riusciti a mantenersi su alti livelli, il loro ideale testimone è stato preso da numerose nuove leve che han tentato di portare avanti, con risultati non sempre memorabili, questo va detto, il tipico ed inconfondibile sound made in Suomi. Se tra queste dovessi fare dei nomi, uno dei primi che mi verrebbe in mente sarebbe quello degli Aegrus, un duo che dopo una gavetta piuttosto lungo si è messo in mostra nel 2015 con l’ottimo debutto “Devotion For The Devil”. Continua a leggere

APNEICA
“Vulnerabile Risalita”

Tra gli album che più hanno occupato i miei ascolti durante l’estate appena trascorsa ci sono senza alcun ombra di dubbio questo nuovo lavoro firmato Apneica e l’inaspettato ritorno degli In Tormentata Quiete con “Zerostatica”. Ma se nel caso di questi ultimi abbiamo una ulteriore conferma della loro classe e talento (ne parlerò in dettaglio prossimamente su queste pagine), nel caso dei sardi purtroppo ho come la sensazione che questo loro “Vulnerabile Risalita” sia per certi versi una occasione mancata. Continua a leggere

ANTIPATHIC
“Autonomous Mechanical Extermination”

Davvero curioso come, pur occupandoci solo di rado di Brutal e derivati, la nostra lista di richieste sia sempre invasa da gruppi che propongono tali sonorità. Come se non bastasse, a queste si aggiungono pure i promo, che prima o poi dovremo iniziare seriamente a filtrare come tutto il resto, in cui a farla da padrone è ancora una volta questo genere. Ecco spiegato il motivo per cui mi trovo a scrivere del qui presente “Autonomous Mechanical Extermination”, EP di debutto assoluto di un progetto internazionale portato avanti dall’italiano Tato, già negli Zora e qui alla voce ed al basso, e dallo statunitense Chris, che in questo lavoro si occupa delle chitarre e della batteria. Sulla carta gli Antipathic dicono di voler fondere Death, Slam, Grind e Blackened Thrash ma, all’atto pratico, si trova ahimè poco o nulla di questi ultimi generi, con le tre tracce che si concentrano invece soprattutto sugli altri due aspetti, con la classica voce gutturale che si fa strada tra prevedibili stacchi Slam e ripartenze che soltanto nella title track riescono ad uscire un minimo dall’anonimato. Continua a leggere

ANAMNESI
“La Proiezione Del Fuoco”

Inutile nasconderlo, dopo aver apprezzato quel gioiellino che risponde al nome “Erimanto”, ero davvero curioso di vedere se Emanuele Prandoni sarebbe stato in grado di ripetersi ad alti livelli con il suo solo project Anamnesi. Come avevo avuto modo di dire in quella recensione, il poliedrico musicista sardo non si era infatti solo limitato a ricalcare abbastanza fedelmente i classici stilemi degli Spite Extreme Wing, ma li aveva interiorizzati in modo così convincente da assurgerne a loro erede spirituale, raggiungendo vette davvero di rara intensità. Con questo “La Proiezione Del Fuoco”, quarto lavoro sulla lunga distanza per la one man band isolana, la storia si ripete, con il nostro che ancora una volta ci delizia con una nuova perla a cui è difficile, se non quasi impossibile, trovare qualche difetto. Continua a leggere

ANGUISH DIMENSION
“Children Of The Wolves”

Dietro questo progetto a nome Anguish Dimension, si cela nient’altro che il musicista romagnolo Alessandro Bucci, di cui abbiamo ampiamente parlato in passato a proposito della sua altra creatura Donnie’s Leach 88 e soprattutto della serie di Ambient elettronico denominata “Maka Isna”. Questa volta il nostro, insieme al collega romano Hugo Spezzacatene, tenta di dare vita a strane e nuove contaminazioni di Black Metal atmosferico con “Children Of The Wolves”, EP d’esordio autoprodutto uscito lo scorso agosto e disponibile per l’ascolto ed il download sulla pagina Bandcamp del gruppo. Sin dalla prima traccia, “Inside The Camp Of Death”, si nota un approccio alla produzione decisamente low-fi, fatto di chitarre estremamente zanzarose e con una drum machine piuttosto invadente. Continua a leggere

ABYSMAL GRIEF
“20th Anniversary Box”

Posso aggiungere davvero poche parole sugli Abysmal Grief, una delle poche band tricolori degne di garantire la piena discendenza da quel suono oscuro e maledetto ideato dal duo Steve Sylvester e Paul Chain. Ricordo ancor oggi il mio primo approccio con la band ligure, un viaggio notturno in macchina in cui mi ascoltai un infinito numero di volte il singolo “Exsequia Occulta”, che mi era stato da poco registrato da un mio amico totalmente fissato con il Doom, ed il cui unico commento fu “questi spaccano, cazzo!”. Sin dalle prime note, andai in una sorta di trance che mi ha portato a sentire e risentire quei due maledetti pezzi, mentre viaggiavo in solitaria di notte sulla via Aurelia. Continua a leggere

AZOOMA
“The Act Of Eye”

Sono molto contento di inaugurare il nostro nuovo sito, fresco fresco di implementazione, con questo ritorno in grande stile degli iraniani Azooma. Sbucati veramente dal nulla con un interessante EP di debutto intitolato “A Hymn Of The Vicious Monster”, i nostri si sono presi il loro tempo per dare un seguito a questo esordio, nel quale, oltre a presentare una ottima interpretazione del Death Metal di matrice americana, erano anche presenti interessanti tentativi di unione con la musica tradizionale della loro terra d’origine. Il risultato di questo biennio di duro lavoro compositivo è questo nuovo “The Act Of Eye”, una lunga e complessa opera, che si snoda per una intera ora attraverso otto brani. A livello stilistico, gli Azooma han mantenuto intatto il loro trademark, aumentando allo stesso tempo in modo esponenziale il tasso tecnico delle composizioni, sfociando in parecchi momenti in pieno territorio Prog Death. Continua a leggere