APNEICA
“Vulnerabile Risalita”

Tra gli album che più hanno occupato i miei ascolti durante l’estate appena trascorsa ci sono senza alcun ombra di dubbio questo nuovo lavoro firmato Apneica e l’inaspettato ritorno degli In Tormentata Quiete con “Zerostatica”. Ma se nel caso di questi ultimi abbiamo una ulteriore conferma della loro classe e talento (ne parlerò in dettaglio prossimamente su queste pagine), nel caso dei sardi purtroppo ho come la sensazione che questo loro “Vulnerabile Risalita” sia per certi versi una occasione mancata. Continua a leggere

ANTIPATHIC
“Autonomous Mechanical Extermination”

Davvero curioso come, pur occupandoci solo di rado di Brutal e derivati, la nostra lista di richieste sia sempre invasa da gruppi che propongono tali sonorità. Come se non bastasse, a queste si aggiungono pure i promo, che prima o poi dovremo iniziare seriamente a filtrare come tutto il resto, in cui a farla da padrone è ancora una volta questo genere. Ecco spiegato il motivo per cui mi trovo a scrivere del qui presente “Autonomous Mechanical Extermination”, EP di debutto assoluto di un progetto internazionale portato avanti dall’italiano Tato, già negli Zora e qui alla voce ed al basso, e dallo statunitense Chris, che in questo lavoro si occupa delle chitarre e della batteria. Sulla carta gli Antipathic dicono di voler fondere Death, Slam, Grind e Blackened Thrash ma, all’atto pratico, si trova ahimè poco o nulla di questi ultimi generi, con le tre tracce che si concentrano invece soprattutto sugli altri due aspetti, con la classica voce gutturale che si fa strada tra prevedibili stacchi Slam e ripartenze che soltanto nella title track riescono ad uscire un minimo dall’anonimato. Continua a leggere

ANAMNESI
“La Proiezione Del Fuoco”

Inutile nasconderlo, dopo aver apprezzato quel gioiellino che risponde al nome “Erimanto”, ero davvero curioso di vedere se Emanuele Prandoni sarebbe stato in grado di ripetersi ad alti livelli con il suo solo project Anamnesi. Come avevo avuto modo di dire in quella recensione, il poliedrico musicista sardo non si era infatti solo limitato a ricalcare abbastanza fedelmente i classici stilemi degli Spite Extreme Wing, ma li aveva interiorizzati in modo così convincente da assurgerne a loro erede spirituale, raggiungendo vette davvero di rara intensità. Con questo “La Proiezione Del Fuoco”, quarto lavoro sulla lunga distanza per la one man band isolana, la storia si ripete, con il nostro che ancora una volta ci delizia con una nuova perla a cui è difficile, se non quasi impossibile, trovare qualche difetto. Continua a leggere

ANGUISH DIMENSION
“Children Of The Wolves”

Dietro questo progetto a nome Anguish Dimension, si cela nient’altro che il musicista romagnolo Alessandro Bucci, di cui abbiamo ampiamente parlato in passato a proposito della sua altra creatura Donnie’s Leach 88 e soprattutto della serie di Ambient elettronico denominata “Maka Isna”. Questa volta il nostro, insieme al collega romano Hugo Spezzacatene, tenta di dare vita a strane e nuove contaminazioni di Black Metal atmosferico con “Children Of The Wolves”, EP d’esordio autoprodutto uscito lo scorso agosto e disponibile per l’ascolto ed il download sulla pagina Bandcamp del gruppo. Sin dalla prima traccia, “Inside The Camp Of Death”, si nota un approccio alla produzione decisamente low-fi, fatto di chitarre estremamente zanzarose e con una drum machine piuttosto invadente. Continua a leggere

ABYSMAL GRIEF
“20th Anniversary Box”

Posso aggiungere davvero poche parole sugli Abysmal Grief, una delle poche band tricolori degne di garantire la piena discendenza da quel suono oscuro e maledetto ideato dal duo Steve Sylvester e Paul Chain. Ricordo ancor oggi il mio primo approccio con la band ligure, un viaggio notturno in macchina in cui mi ascoltai un infinito numero di volte il singolo “Exsequia Occulta”, che mi era stato da poco registrato da un mio amico totalmente fissato con il Doom, ed il cui unico commento fu “questi spaccano, cazzo!”. Sin dalle prime note, andai in una sorta di trance che mi ha portato a sentire e risentire quei due maledetti pezzi, mentre viaggiavo in solitaria di notte sulla via Aurelia. Continua a leggere

AZOOMA
“The Act Of Eye”

Sono molto contento di inaugurare il nostro nuovo sito, fresco fresco di implementazione, con questo ritorno in grande stile degli iraniani Azooma. Sbucati veramente dal nulla con un interessante EP di debutto intitolato “A Hymn Of The Vicious Monster”, i nostri si sono presi il loro tempo per dare un seguito a questo esordio, nel quale, oltre a presentare una ottima interpretazione del Death Metal di matrice americana, erano anche presenti interessanti tentativi di unione con la musica tradizionale della loro terra d’origine. Il risultato di questo biennio di duro lavoro compositivo è questo nuovo “The Act Of Eye”, una lunga e complessa opera, che si snoda per una intera ora attraverso otto brani. A livello stilistico, gli Azooma han mantenuto intatto il loro trademark, aumentando allo stesso tempo in modo esponenziale il tasso tecnico delle composizioni, sfociando in parecchi momenti in pieno territorio Prog Death. Continua a leggere

ADE
“Carthago Delenda Est”

Arrivato come un fulmine a ciel sereno in questo inizio di settembre, “Carthago Delenda Est” dei romani Ade si è da subito imposto alla mia attenzione, guadagnandosi in breve tempo la mia menzione come disco dell’estate 2016. Eppure, nonostante il combo romano sia arrivato già al terzo full length, devo ammettere candidamente di non averne mai sentito parlare prima, ed è solo grazie al loro deal con la spagnola Xtreem Music, che sovente ci manda le sue uscite, che ne son venuto a conoscenza. Beh, d’altronde, essendo romani, e per di più vestiti da antichi romani, con testi e musica totalmente incentrata sulla storia dell’antica Roma, come poter non andare a sentirli? E infatti, sin dal primo ascolto, il gruppo comandato da Fabivs colpisce duro e a fondo con un sound che si pone a metà strada tra il Death americano dei maestri Morbid Angel e Nile ed un utilizzo di ritmiche spezzate ed intricate che mi han ricordato molto quelle dei Decapitated del loro capolavoro “Nihility”. Continua a leggere

ARTICHOKES
“A Wish Is…”

Chissà quale particolare motivo avrà portato questo trio proveniente da Imperia a scegliere come nome della propria band Artichokes, che per chi non masticasse molto l’inglese significa “carciofo”. Essendo romano di nascita, e pontino per adozione, la terra dei carciofi per eccellenza, non potevo non rimanere incuriosito da un gruppo che adottasse tale nome, perciò ho accettato di andare a recensire questo loro debutto “A Wish Is…”. Registrato presso gli “A Secret Underground Lab” di Imperia grazie all’aiuto di Francesco Genduso, gli Artichokes si affacciano sulla scena underground italiana proponendo una loro particolare versione di Post-Rock strumentale, accoppiato ad una vena Alternative Rock, distillata dai sempreverdi Verdena, chiamati direttamente in causa col loro “Solo Un Grande Sasso” e il meraviglioso “Requiem”. Continua a leggere

LIVE REPORT – SONISPHERE 2016
Ippodromo delle Capannelle (Roma) (24/07/2016)

PREMESSA

C’era molta attesa e tanta curiosità per questa nuova calata dei Maiden in quel di Roma, a cui poi è stato costruito attorno il Sonisphere di quest’anno con l’aggiunta di nomi importanti quali Sabaton, Saxon ed Anthrax. L’uscita di “The Book Of Souls” è stato oggetto di numerose discussioni la scorsa estate, nonchè c’era anche la speranza che il nostro Bruce fosse perfettamente ristabilito dopo l’annus horribilis che aveva vissuto per la sua inaspettata malattia. Per questi motivi, all’annuncio della presenza degli Iron Maiden al Rock In Roma non ho saputo dire di no, ed insieme a quattro amici ho prontamente acquistato il biglietto. Difficilmente qui su Hypnos Webzine diamo risalto alle uscite discografiche di gruppi importanti quali i Maiden, però due parole su “The Book Of Souls” vorrei spenderle. Premetto, che dalla reunion con Bruce, ho seguito con molta attenzione le varie mosse della band, ritenendo che, sempre a mio personalissimo avviso, eccetto un “Dance Of Death” non pienamente riuscito, sono sempre riusciti a mantenersi su dei livelli quantomeno accettabili, tirando fuori anche un quasi capolavoro come “A Matter Of Life & Death”. Quindi, potete ben capire, che alle prime reazione strapositive apparse sul web all’ascolto di questo doppio album, non ho potuto fare a meno di buttarmi a scatola chiusa sull’acquisto della versione digibook. Tuttavia, nonostante abbia ascoltato il disco con buona costanza per parecchi mesi, continuo a non esserne pienamente convinto, trovando diversi brani dei filler francamente evitabili, e che forse il buon Bruce avrebbe avuto bisogno di un po’ di tempo in più per rimettersi in forma con la voce. Diventa quindi evidente come questo concerto risultasse anche un modo per chiarirmi maggiormente le idee anche sull’effettiva qualità del disco. Comunque sia, basta chiacchiere e veniamo al concerto. Continua a leggere

INTERVISTA ATOM MADE EARTH – Daniele Polverini

Dopo essersi messi in luce con l’ottimo esordio “Border Of Human Sunset”, gli Atom Made Earth sono da poco tornati a farsi sentire con “Morning Glory”, un album che ne ha confermato tutte le qualità, introducendo anche qualche elemento di discontinuità con il recente passato. Hypnos Webzine è tornata così a tastare il polso della situazione con il sempre disponibile Daniele Polverini, il fondatore della band. Continua a leggere

ASHBRINGER
“Yūgen”

L’anno scorso, proprio in questo periodo, avevo lasciato il progetto Ashbringer alle prese con il non certo facile compito di bissare l’ottima prestazione fornita con il full length di debutto “Vacant”, un lavoro già di per se molto valido che mi faceva ben sperare per il futuro. Anche se sono passati soltanto pochi mesi da quel momento, in questo breve lasso di tempo è avvenuta una rivoluzione, tanto inattesa quanto radicale, che da puro e semplice solo project ha fatto diventare Ashbringer un gruppo a tutti gli effetti, questo grazie all’ingresso in formazione di altri quattro elementi, che sono andati ad affiancare il mastermind Nick Stanger, che ora si occupa solo di chitarra e voce. La curiosità che già di per se avrei nutrito nei confronti di questa seconda fatica della band americana è diventata quindi ancor più forte e ad essa si è inevitabilmente contrapposto il timore che questa drastica scelta avesse, non dico stravolto, ma quantomeno cambiato il perfetto equilibrio che regnava nel debutto. Continua a leggere

ASHES OF NOWHERE
“Emptiness”

Prima di mettermi definitivamente alle spalle le richieste di recensione arrivateci sul finire del 2015, non potevo proprio ignorare questo misterioso terzetto italiano che risponde al nome di Ashes Of Nowhere e che dal nulla se ne esce fuori con questo interessantissimo debutto intitolato “Emptiness”. Sin dalla prima traccia “Empty World”, si intuisce l’elevato potenziale posseduto dalla band, capace di proporre un Black Metal melodico dalla forte ascendenza svedese, con l’ombra dell’ineguagliato “Vittra” che si staglia continuamente durante l’ascolto, ma dal songwriting assolutamente convincente e in cui la melodia dei riff, che costituisce l’elemento fondamentale del loro sound, viene supportata da una produzione a dir poco perfetta. Continua a leggere

ATOM MADE EARTH
“Morning Glory”

Insieme al devastante come-back degli Hate & Merda, questo secondo full length dei marchigiani Atom Made Earth era nella mia personale lista di album imperdibili in uscita nel 2016. Se il duo fiorentino non fallisce la sua missione nichilista e distruttrice, la stessa cosa si può dire del quartetto originario di Castelfidardo, che con il qui presente “Morning Glory” si conferma come uno dei gruppi più interessanti della nostra penisola. Forti di una collaborazione con l’etichetta Red Sound Records e di una produzione praticamente perfetta, in cui compare anche un nome di peso quale James Plotkin (O.L.D. e Khanate) in fase di mastering, gli Atom Made Earth riescono nell’impresa di dare un seguito credibile ma di fatto piuttosto distante dal fantastico debutto “Border Of Human Sunset”. Continua a leggere

AUSTRALASIA
“Notturno”

Fin dalla breve introduzione di “Nebula”, si ha subito la sensazione di entrare in un mondo sonoro dalle tonalità oscure ma non di meno mancante di dettagli e sfavillanti sprazzi di luce e colori. Nella sua terza uscita a firma Australasia col qui presente “Notturno”, il mastermind Gian Spallato si spinge e cimenta nella creazione totale di un proprio universo sonoro, nel quale il Post-Rock, lo Shoegaze e l’Elettronica, per non parlare poi di qualche spruzzata Post-Black che emerge qua e là, vengono plasmati a pieno piacimento del suo autore, al fine di fornire all’ascoltatore una sorta di cammino iniziatico nella mente creativa del compositore stesso. L’assenza quasi totale di parti cantate, fa’ eccezione la stupenda “Invisible” che si avvale di alcuni vocalizzi da parte di Mina Carlucci dei Vostok, unita ad un ampio uso di melodie dall’ampio respiro, possono portare facilmente a sottovalutare parzialmente l’operato di Spallato. Continua a leggere

INTERVISTA ARCANA OPERA – Alexander Wyrd

Con lo splendido “De Noir”, gli Arcana Opera si sono confermati una band che ha fatto dell’ecletticità musicale e dell’estrema cura dei propri testi il proprio biglietto da visita. Non potevamo perciò non andare ulteriormente a fondo nel loro universo andando a tastare il polso della situazione con il leader e vocalist Alexander Wyrd. Continua a leggere

Live Report – AMORPHIS
Orion (Ciampino/Roma) 30/03/2016

Il resoconto di qualche live era un tassello che sicuramente mancava al nostro nostro sito, ma per svariati motivi noi di Hypnos Webzine non siamo assidui frequentatori di concerti. Certo, all’epoca della mia adolescenza e post-adolescenza, ero il tipo che non si perdeva alcun tipo di concerto Metal presente a Roma, ma col passare degli anni la mia presenza a tali eventi è andata sempre più scemando. Tuttavia, dopo aver rivisto ormai un anno fa i Blind Guardian dopo la bellezza di quasi quindici anni, questa volta tocca agli Amorphis, che vidi nel lontano 1998, in un tour di supporto ai My Dying Bride, in tour con “Like The Gods Of The Sun”, ed assieme ai compianti Evereve, al loro debutto discografico con il bellissimo “Seasons”. Continua a leggere

ABBATH
“Abbath”

Se si scrive Immortal ma si legge Abbath e Demonaz, non c’è da stupirsi che quando questo sodalizio artistico ha assunto nuove forme o è venuto meno, i progetti dei suoi interpreti siano stati paragonati a quanto fatto dagli stessi nella band madre. Tralasciando i Bömbers, puro divertissement in stile Möthorhead, è successo con gli I e con l’omonimo progetto di Demonaz ed ovviamente accade ora con l’uscita del debutto ” in solitaria” di Olve Eikemo, che in questa occasione s’è fatto aiutare dall’ex Gorgoroth King Ov Hell al basso e dal già defezionario Kevin Foley, alias Creature, alla batteria. Partiamo però dall’unico punto fisso nonché motore del progetto, quell’Abbath che in questo eponimo debutto riprende il discorso sviluppato dagli Immortal a partire da “At The Heart Of Winter”, lavoro che guarda caso segnava l’inizio della forzata assenza di Demonaz, ma che nel farlo sembra più accontentarsi di coglierne gli stereotipi che non l’essenza profonda. Continua a leggere