CHELIDON FRAME
“A Desert Displays”

Metto temporaneamente da parte per una settimana le recensioni dell’anno corrente per potervi parlare di un lavoro che sto ascoltando da diverso tempo, ma di cui non ero ancora riuscito a trovare l’ispirazione per scrivere alcunché, ossia del nuovo EP del progetto Chelidon Frame dal titolo “A Desert Displays”. Uscito lo scorso ottobre in un elegante formato tape per conto della label italiana Sounds Against Humanity, questo nuovo lavoro da parte del suo mastermind Alessio Premoli, pur essendo di breve durata, mi ha comunque dato diversi grattacapi al momento di buttare giù una recensione. Infatti, pur avendolo ascoltato diverse volte, ed avendo ben chiaro che si tratta di un buon lavoro, continuava a rimanere in qualche modo piuttosto sfuggente alle mie orecchie. Probabilmente sono io che sto iniziando a flippare dopo questa lunga e sfiancante, e per fortuna solo mentalmente, pandemia, ma, eccetto la centrale “And Numbers Are Mortal” che risulta la più classicamente Ambient del lotto, mi risulta molto complicato darvi una idea del resto del lavoro. Continua a leggere

COEXISTENCE
“Collateral Dimension”

Saranno ormai un paio di mesi che sono bloccato nell’ascolto di questo “Collateral Dimension”, primo full-lenght dei nostrani Coexistence, che arriva dopo circa un paio d’anni dall’EP “Contact With With The Entity”, recensito anch’esso su queste pagine virtuali. Ho scritto bloccato, perché in effetti, dopo numerosi ascolti ancora non riesco a venirne a capo. I Coexistence hanno una tecnica di altissimo livello, con il basso di Christian Luconi a dettare legge, e della quale riescono anche di abusarne, evitando un eccessivo incasinamento delle loro composizioni. Eppure, ancora non sono riuscito a buttare giù questa solida barriera che si pone tra il sottoscritto e la loro musica. Certamente la loro Cynic-dipendenza è ben visibile, ma meno invadente rispetto all’EP di esordio; non vado matto per le vocals di Mirko Battaglia Pittiniello, che ritengo un po’ troppo monotone a lungo andare, ma che alla fine riesce in ogni caso a portare a casa la pagnotta con una buona sufficienza. A forza di ragionarsi su, credo che questa mia personale difficoltà risieda in una certa freddezza di fondo, capace di bloccarmi in qualche modo. Continua a leggere

CANNIBALI COMMESTIBILI
“Cannibali Commestibili”

In un periodo buio come quello attuale, dove i nostri comportamenti ed abitudini vengono completamente stravolti nell’arco di qualche settimana, gli unici rifugi per tenere botta a tutto questo, rimangono per il sottoscritto, la musica e la lettura. Certo, concerti ed eventi sono stati tutti cancellati a tempo indefinito, ma fortunatamente, grazie alle personali collezioni musicali lentamente costruite nel tempo, o ai servizi di streaming quali Bandcamp, Spotify o Youtube, possiamo avere a disposizione una quantità pressoché illimitata dei nostri gruppi o artisti preferiti. Perciò, è qui chiudo questa mia breve chiosa su questo periodo di quarantena, se siamo bloccati in casa o sentiamo la mancanza di attività sociali, non ci buttiamo giù pensando a cosa potrà succedere in futuro, pensiamo alla giornata, magari sfruttando questo periodo utilizzando proprio la musica. Esploriamo nuovi gruppi o nuovi generi, completiamo qualche discografia che diciamo sempre di approfondire ma poi per motivi di tempo rimandiamo sempre. Insomma, quello che voglio dire è di mantenere una nostra calma interiore e, per quanto difficile possa essere, teniamo duro e non molliamo. Continua a leggere

CRYPTAE
“Vestigial”

Senza ripetere quanto scritto nella recensione degli Old Forest su quello che penso della scena attuale Black Black Metal, devo ammettere che sono rimasto abbastanza incuriosito da questa lunghissima traccia del duo olandese Cryptae. Infatti, questa lunga “Vestigial” cerca di riportare il Black Metal al suo grado zero, non solo a livello di produzione, ma anche, e soprattutto, a livello di atmosfere. Le chitarre sono cupissime, come se fossero in realtà dei bassi distorti, mentre la batteria, nella semplicità dei suoi patterns, sembra quasi voler mostrare un aspetto ritualistico dell’intera composizione. La voce, invece, si prodiga in growling vocals bassissimi, più adatti ad un Brutal sanguinolento, che al Black. Insomma, un miscuglio allucinante in cui fanno anche capolino piccoli momenti noise o vaghi richiami al Burzum del debutto omonimo, ed il tutto incastrato in soli venti minuti scarsi, che rendono questo “Vestigial” un lavoro decisamente bizzarro e fuori dagli schemi. Continua a leggere

CLEISURE
“Hydrogen Box”

Tra le uscite presenti nel promo pack inviatomi ad inizio estate dalla Overdub Recordings, quella dei Cleisure sin da subito mi aveva incuriosito più di tutti. Sia dalla particolare e colorata copertina, che dalle note rilasciate dalla casa discografica, si presagiva che questo trio potesse avere del materiale piuttosto strano e particolare. Ed infatti, questo loro debutto sulla lunga distanza chiamato “Hydrogen Box” è un disco veramente particolare, ma capace di colpire in pieno sin dal primo ascolto. Infatti, la band campana è capace di tirare fuori dal fantomatico cilindro uno stranissimo incrocio fra un Punk Rock melodico ed un frenetico Garage Rock, dove la chitarra di Terenzio Procaccino si esibisce in schitarrate rapide e serrate, ben sorrette da una sezione ritmica assolutamente formidabile e ricca di groove composta da Cristian Zicola (basso) e Mattia Procaccino (batteria). Quello che mi è più piaciuto di questo “Hydrogen Box” è il suo essere totalmente privo di fronzoli, otto brani che solo in un paio di casi superano i quattro minuti, mantenendo in questo aspetto una certa attitudine Punk. Continua a leggere