CEMETERY WINDS
“Unholy Ascensions”

Vista la sua provenienza, quando sono andato ad ascoltare il debutto assoluto di quella che si è poi rivelata esser una one man band che risponde al nome di Cemetery Winds, pensavo che mi sarei trovato alle prese con un tutto sommato classico album di Black Metal finlandese. Janne Lukka, la mente che sta dietro a questo progetto e che per l’occasione si è fatto aiutare da Kari Kankaanpää e Marko Ala-Kleme alla voce e Juho Manninen al basso, con questo “Unholy Ascensions” ci porta invece su territori in bilico tra il Death ed il Black Metal, con sette pezzi che, per molti dei loro aspetti, potrebbero essere visti come il risultato di un’ideale jam session tra gli Entombed ed i Dissection. Continua a leggere

CENTRIPETAL FORCE
“Eidetic”

Ascoltando la prima volta l’EP di esordio di questo terzetto italo inglese chiamato Centripetal Force, non si può che restare fin da subito avviluppati ed invischiati dai continui tecnicismi e cambi di tempo che il gruppo riversa nei tre lunghi brani di questo “Eidetic”. Una vera e propria forza centrifuga fatta di riff e strutture molto arzigogolate che hanno ben presente come riferimento la lezione dei grandi maestri come Watchtower, Death (ma soprattutto la meravigliosa appendice Heavy dei Control Denied), Atheist e Cynic. Il duo Carratta (batteria) – Saroglia (chitarre) cerca in tutti i modi di incasinare le proprie tracce con dei fill e degli stacchi di ogni tipo, dimostrando una padronanza tecnica assolutamente fuori dal comune, oltre che tentare di riprendere le file di un genere, il Technical Thrash, che a parte la parentesi Vektor, ha prodotto ben poco o nulla di particolarmente rilevante negli ultimi anni. Continua a leggere

CAPTAIN CRIMSON
“Remind”

Con il 2017 che ormai ha compiuto il giro di boa, posso già affermare che sono veramente molto pochi i lavori di questo anno solare che mi hanno pienamente convinto e che possono avere qualche chance di finire nella mia top 5. Per fortuna il 2016 continua ancora a tirare fuori cose interessanti, come sicuramente il secondo lavoro di questi svedesi chiamati Captain Crimson che, sulla scia del revival degli anni settanta che sta invadendo il mercato da un po’ di anni a questa parte, tirano fuori dal cilindro un disco veramente interessante intitolato “Remind”, fortemente ispirato all’Hard Rock dei Deep Purple, e dotato di una ruspante influenza Blues, senza però disdegnare passaggi di chiara marca Stoner ed un sound gustosamente metallico e sferragliante. E pensare che ai primi ascolti rimasi alquanto deluso, poiché la mia mente bacata, senza nemmeno leggere la bio di presentazione, aveva immediatamente accostato il nome della band alle follie di Captain Beefhart ed alla preparazione tecnica e strumentale dei King Crimson. Continua a leggere

COSMOS
“Atlas”

Detto onestamente, non saprei proprio cosa possa aver di così particolare da dire questo “Atlas”, EP di debutto del quartetto francese Cosmos, dal momento che il suo Post-Rock rimanda in maniera pesante alle alternanze piano-forte tipiche dei Mogwai. Eppure, nonostante ciò, una volta ascoltato, è in grado di tornare continuamente in mente, costringendomi a riascoltarlo anche più e più volte durante i miei spostamenti in macchina in Canada. In particolare, il mood ombroso e malinconico di questo lavoro sembrava ben sposarsi con i paesaggi ancora parzialmente innevati della Chemin du Roi, la strada che da Montreal porta a Quebec City. Le stesse chitarre, così ricche di delay e riverbero, richiamavano fortemente l’enorme fiume San Lorenzo che si intravedeva spesso e volentieri dalla strada. Continua a leggere

CORPS-SANS-ORGANES
“Deleuze Edition”

Come chi tra di voi ci legge da qualche tempo ormai sa, tutto ciò che gravita nell’orbita del Technical non è certo in cima alla lista delle mie preferenze, vuoi per una certa tendenza a ricercare ad ogni costo un riffing cervellotico spesso a scapito dell’integrazione con il resto, vuoi per una mia maggiore inclinazione verso quel tipo di musica che va dritta al punto senza troppi fronzoli ed arabeschi. Visto però che non rinuncio mai ad un ascolto per partito preso, capita qualche volta che, tra questo tipo di uscite, ne sbuchi fuori qualcuna in grado non dico di entusiasmarmi ma quantomeno di non farmi passare la voglia di sentirla già dopo pochi minuti. Continua a leggere

COMACOZER
“Astra Planeta”

I più attenti di voi ricorderanno forse che avevo già avuto modo di parlare in passato degli australiani Comacozer e più precisamente del loro secondo EP “Deloun”, qui recensito circa un anno e mezzo fa. Pur apprezzando il loro Stoner in chiave psichedelico, mi ero fatto l’idea che la loro musica fosse decisamente più adatta per infinite live session improvvisate e condite da un alto tasso di sostanze psicotrope piuttosto che per “l’immobilismo” di album in studio. Ora, il trio capitanato dal chitarrista Rick ritorna con questo nuovo full-lenght, il cui titolo “Astra Planeta” è già tutto un programma. Continua a leggere

INTERVISTA CHIRAL – Chiral

Anche se è passato soltanto poco più di un anno da quando lo abbiamo intervistato su queste stesse pagine, Chiral non ha di certo perso tempo e, con i suoi tre progetti, ha tenuto fede alla sua prolificità regalandoci, da ultimo, “Gazing Light Eternity”. Inevitabile quindi andare a sentire le sue sensazioni legate a questa uscita e le attese per il futuro.
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CHRONIC HANGOVER
“Nero Inferno Italiano”

Dopo l’ottima rivisitazione del Black Sabbath sound ad opera degli Ufosonic Generator, questa volta l’attenta Minotauro Records pesca nel brulicante underground italiano un altro bel jolly che risponde al nome Chronic Hangover. “Nero Inferno Italiano” è un ottimo album di debutto che mostra la grande capacità del quartetto romano nel costruire una solida base composta in egual misura da un ottimo Heavy d’annata e da un ruspante e vivacissimo Hard Rock, riuscendo a contaminarlo con fulminei passaggi ad alto tasso psichedelico, l’apertura della title-track è praticamente un omaggio a “Welcome To Machine” dei Pink Floyd, o con altri di stampo country western, come nella conclusiva “Lucifer In The Sky With Diamonds”. Continua a leggere

CRONAUTA
“The Bullring”

Il progetto Cronauta è nato nel 2010 col preciso scopo di sublimare in un sound unico e personale l’eclettismo del Mathcore con l’istintività fisica del Post-Hardcore. Il primo risultato degli sforzi di questo quartetto originario di Finale Emilia arriva nel volgere di un anno con l’uscita dell’autoprodotto “Taking A Flight Through Sunrise, Cormorano Riding”, a cui fa seguito due anni dopo lo split a sei intitolato “New Birds No Beards” per conto della Upupa Produzioni, che nel febbraio di quest’anno si occuperà, insieme alla 5FeetUnder Records, anche di questo nuovo lavoro chiamato “The Bullring”. L’influenza primaria della band è senza alcun dubbio quella dei Dillinger Escape Plan, che vengono reinterpretati in una forma meno caotica e brutale, ma dotata comunque di una abrasività che definirei quasi Punk. Continua a leggere

CHIRAL
“Gazing Light Eternity”

Un anno fa, più o meno proprio in questi stessi giorni, tra le numerose richieste di recensione arrivò anche quella di una one man band italiana che finì subito per attrarre la mia attenzione grazie all’ottima prestazione fornita su “Night Sky”, ripetendosi qualche mese più tardi con il breve ma intenso EP “Snow//Heritage”. Tenendo fede alla sua inesauribile vena compositiva, Chiral, questo il nome del progetto in questione, torna ora a farsi sentire con “Gazing Light Eternity”, in uscita a breve, che è sì la naturale prosecuzione del processo evolutivo portato avanti con i precedenti lavori, ma allo stesso tempo è anche un album che ne prende in parte le distanze rimescolando nuovamente le carte in tavola. Continua a leggere

CICONIA
“Winterize”

Anche se qualcuno a ben vedere l’ho anche apprezzato, gli album strumentali sono sempre stati un tipo di uscita che non mi ha mai intrigato troppo, vuoi perché spesso i musicisti puntano su virtuosismi tanto intricati quanto fini a se stessi, vuoi perché per scrivere questo tipo di pezzi non basta solo non metter la voce, ma bisogna pensarli in modo tale che questa assenza non si faccia sentire, cosa tutt’altro che banale. In tutta onesta è stato dunque con poche aspettative che mi sono avvicinato a questo “Winterize”, debutto sulla lunga distanza dei Ciconia, trio spagnolo attivo già da qualche anno e con alle spalle un debutto sulla lunga distanza ed un EP, anche perché a questa mia diffidenza si aggiungeva il fatto che le note riportavano che si trattava di Prog-Rock con ascendenze Metal. Continua a leggere

CHELIDON FRAME
“Imago”

A poco più di un anno di distanza dalla recensione fatta per il suo bel debutto “Framework”, il progetto Ambient Chelidon Frame portato avanti dal poliedrico musicista italiano Alessio Premoli ritorna sulle nostre pagine con questo nuovo album intitolato “Imago”. Se il precedente era una specie di antologia con vari brani composti in un lungo periodo di tempo e pubblicati sotto svariate forme, “Imago” è invece un lavoro in cui trovano posto soltanto brani inediti grazie ai quali Premoli cerca di riversare in note la disperazione e le difficoltà del mondo moderno. Come per “Framework”, anche questo non è un disco facile, dal momento che musicalmente si spazia senza logica di sorta tra tipiche partiture Dark Ambient (“Mikveh”, dotata anche di uno scheletrico pattern percussivo, o “Phase 0: Explorer”), sinistri rumori dai vaghi toni industriali (“Adache” o “On This Horrible Machine”) e sprazzi di delicata malinconia (vedi “Phase 1: Peak XV”), che accerchiano senza possibilità di fuga il povero ascoltatore. Continua a leggere

COMMON GRAVE
“Dust Of My Existence”

Ne è servito di tempo ai Common Grave per riuscire a dare un seguito all’interessante full length di debutto “Il Male Di Vivere”, lavoro in cui il quintetto veneto aveva mostrato in una forma compiuta un’originale e personale formula che univa il Black Metal di matrice norvegese a riff ed atmosfere maggiormente debitrici al Doom. Ora, a distanza di ben sette anni e anche grazie all’accordo con l’etichetta ucraina Vacula Productions, i Common Grave tornano sulle scene con questo nuovo “Dust Of My Existence” e con una formazione rimasta praticamente invariata ad eccezione del bassista Kaalt, entrato in sostituzione del precedente AR andato via nel 2009. L’album inizia in maniera alquanto strepitosa con due brani di livello elevatissimo, quali la title-track e la successiva “On Gray Paths We Move”, in cui il sound della band viene sviluppato in maniera quasi perfetta. Continua a leggere

CHIRAL
“Snow//Heritage”

Come già ci aveva anticipato in sede di intervista, Chiral non ha perso tempo ed è subito tornato a farsi sentire con il suo omonimo progetto. Dopo l’eccellente “Night Sky”, ero molto curioso di vedere dove sarebbe andato questa volta a parare l’eclettismo del musicista italiano, quanto mai incline nelle precedenti uscite a mutar anche radicalmente pelle al proprio sound, passando dal ruvido Black/Death degli esordi ad un più raffinato Atmospheric Black Metal di forte ascendenza Cascadian. Questa sua inclinazione al cambiamento viene confermata anche in questo “Snow//Heritage”, un EP di quattro tracce in cui il nostro abbandona in parte le atmosfere del precedente album per concentrarsi su di un approccio più orientato verso una dimensione Neofolk/acustica, pur non dimenticando, come vedremo, le sue radici. Continua a leggere

CLAWED FOREHEAD
“My Domain”

Confesso fin da subito che non sono mai stato un gran entusiasta del cosiddetto Cello Metal, che a partire dalle cover dei Metallica ri-arrangiate dagli Apocalyptica, ha iniziato lentamente a farsi strada tra gli appassionati di Metal e generi affini. Questa scelta di sostituire chitarre e bassi elettrici con violini, violoncelli e contrabbassi, mi è sempre sembrato un po’ un esotico divertissement più che una scelta stilista sensata che portasse un qualche tipo di innovazione all’interno del Metal. L’unico gruppo che mi ha destato un pizzico di curiosità sono stati i tedeschi Coppelius, che con le loro stravaganze a livello di costumi e la loro teatralità esasperata mi sono sembrati gli unici che avessero realmente qualcosa di originale da dire. Tutto questa introduzione serve per andare a parlare di questi Clawed Forehead, un gruppo multietnico con sede a Brno che giunge con il qui presente “My Domain”, uscito per conto della Metal Age Productions, alla terza prova sulla lunga distanza. Continua a leggere

CHARUN
“Stige”

Forse ricorderete che ho già parlato (bene) del quartetto cagliaritano dei Charun più o meno un anno fa quando mi occupai, pur molto in ritardo, del loro EP di debutto intitolato “De Ortu Solis” uscito nel 2013. Ora, quasi a farmi perdonare, sto scrivendo di questo nuovo “Stige” praticamente a ridosso della sua data di pubblicazione. Tante cose sono di sicuro cambiate in seno ai Charun nel corso di questi tre anni, e questo si riflette nel nuovo lavoro. Trovato il supporto di una coppia di etichette quali Cave Canem e As Above So Below Records, il gruppo capitanato dal chitarrista Nicola Olla si ripresenta in una veste quasi completamente nuova, a partire dall’elegante digipack del disco, fino alla estrema cura dedicata in fase di produzione. Continua a leggere

CRIMINAL ELEMENT
“Criminal Crime Time”

Attingendo dal voluminoso promo pack inviatomi dalla slovacca Metal Age Productions, non potevo che iniziare i miei ascolti con questi Criminal Element. D’altronde avere una copertina così tamarra, ma allo stesso tempo fieramente Metal per via di tutti quei piccoli dettagli che si possono trovare al suo interno, non poteva certo non attirare sin da subito la mia attenzione. Solo in seguito, andando un attimo a spulciare la bio allegata al lavoro, ho scoperto che dietro questi quattro aspiranti gangster da bassifondi newyorkesi, si celava un progetto messo insieme nel 2001 da due ex Dying Fetus, ovverosia John Voyles, chitarrista sul capolavoro “Destroy The Opposition” e poi passato negli altrettanto grandiosi Misery Index insieme a Jason Netherton, e Vince Matthews, vocalist sul successivo “Stop At Nothing”, che per varie ragioni non furono in grado di concretizzare veramente il tutto se non dal 2005. Continua a leggere

INTERVISTA CHIRAL – Chiral

Sempre attenti a dare spazio alle realtà emergenti, questa volta abbiamo incontrato Chiral e il suo omonimo solo project in occasione dell’uscita del suo ultimo album “Night Sky”, uno dei full length più interessanti di questo anno. Ecco quello che è venuto fuori durante questa lunga e piacevole chiacchierata. Continua a leggere