CORPSEFUCKING ART
“Splatterphobia”

È davvero impossibile per me poter parlare in termini negativi dei Corpsefucking Art, veri e propri alfieri del Brutal Death italiano. Mi pare di averli visti dal vivo più volte quand’ero un giovane studente universitario e mi capitava di frequentare piuttosto assiduamente serate Metal e concerti. Se non ricordo male, un paio di volte mi capitò anche di scambiare qualche chiacchiera con Andrea, e farmi dare anche qualche dritta su gruppi da ascoltare e cose di questo genere. Certo, ammetto che l’unico lavoro che possiedo della band è “War Of The Toilet Gear” targato 2005, ma questo non diminuisce il rispetto che possiedo per questo gruppo storico romano. “Splatterphobia” arriva a quasi quattro anni dal precedente “Quel Cimitero Accanto Alla Villa”, e vede l’innesto di Mario Di Giambattista proveniente dai Devangelic alla seconda chitarra e di Southern Bastard, già nei Southern Drinkstruction, in qualità di nuovo vocalist. Continua a leggere

CRIPPLE BASTARDS
“La Fine Cresce Da Dentro”

A poco più di quattro anni da “Nero In Metastasi”, i Cripple Bastards tornano a farsi sentire con questo “La Fine Cresce Da Dentro”, loro settima fatica sulla lunga distanza. Ecco, la recensione potrebbe chiudersi qui, e non per un mio maldestro tentativo di trasporre in parole l’urgenza e la concisione espressiva tipica del Grind, ma per un motivo molto più prosaico: non serve spendere molte parole sui Cripple Bastards, o si amano o si odiano, non possono esistere mezze misure. Gli astigiani capitanati dal buon Giulio The Bastard del resto non hanno mai fatto fortunatamente nulla per rendere più appetibile la propria proposta ed anche questa volta tirano dritti per la propria strada a suon di mazzate tra i denti, forti di una attitudine che non è cambiata di una virgola da quella degli esordi. Ciò detto, anche se questo lavoro esce nell’anno in cui ricorre il trentennale della creazione della band, sarebbe comunque sin troppo facile voler vedere in questa loro nuova fatica una sorta di riassunto di ciò che è stato. Continua a leggere

COEXISTENCE
“Contact With The Entity”

Questo “Contact With The Entity” rappresenta la prima solida testimonianza per questa giovane band che arriva dalla Toscana e che risponde al nome di Coexistence. Capitanati dal chitarrista e cantante Mirko Battaglia Pitiniello, il gruppo non si può dire certo formato da gente inesperta, vista la presenza in formazione di un bassista virtuoso come Christian Luconi, attivo anche nei Coram Lethe, e di Leonardo Bellavista, già chitarrista dei Vexovoid, una vecchia conoscenza di Hypnos Webzine. A completamento del quartetto troviamo il drummer Alessandro Formichi. Fatte le dovute presentazioni di rito, è tempo di presentare a voi lettori questo EP a firma Coexistence. Continua a leggere

CENTO SCIMMIE
“Fragile”

L’aggettivo che meglio si accosta a questo disco è senza alcun dubbio “particolare”. C’è davvero qualcosa di inafferrabile nel debutto discografico di questo quintetto originario di Padova. Qualsiasi inquadramento in predeterminate categorie della loro proposta musicale sembra scivolare via come un’anguilla insaponata. Non son sufficientemente pesanti per essere definiti Metal, ma allo stesso tempo l’atmosfera che si respira nel disco è cupa e opprimente, con la coppia di chitarre formata da Alessio OmettoAntonello Carrossa capace in qualche modo di infilare riff di chiara estrazione Metal, come per esempio in “Verme”. A complicare ancora di più la situazione, ci si mette anche la particolare timbrica di Andrea Coppo, che in alcuni casi, come nella onirica “Ipergiganti Gialli”, sembra quasi ricordare quella del cantante dei Negramaro, fortunatamente mettendo però da parte i suoi odiosi ghirigori vocali. Continua a leggere

COMACOZER / BLOWN OUT
“In Search Of Highs Volume One”

Non credo si debbano spendere troppe parole per presentare il terzetto australiano dei Comacozer ai nostri lettori, dal momento che in tutti questi anni abbiamo seguito con molta attenzione il loro percorso discografico. Sin dai loro primi vagiti con l’EP “Deloun” fino alla svolta completamente psichedelica dell’ultimo “Kalos Eidos Skopeo”, abbiamo sempre raccontato e descritto nei minimi dettagli le mie/nostre impressione sulle atmosfere generate dal terzetto formato da Rick (chitarre), Rich (basso) e Andrew (batteria). In questa nuova uscita, i Comacozer si presentano in compagnia dei britannici Blown Out, rilasciando una lunga e monolitica traccia (intitolata “Binbeal”) che riempie un’intera facciata di questo split. Nei suoi diciotto minuti di durata, ci troviamo di fronte ad un brano dalle atmosfere notturne e sognanti, un flusso di coscienza musicale che dipinge una onirica notte trascorsa nel deserto australiano. Sebbene a livello musicale non vi sia nulla di veramente differente dal loro precedente album, “Binbeal” si lascia ben ascoltare per tutta la sua durata, avvolgendo in un sottile manto psicotropo l’ascoltatore. Continua a leggere

CHARUN
“Mundus Cereris”

Se proprio dovessi scegliere solo tre aggettivi per descrivere questo terzo lavoro a firma Charun, sceglierei affascinante, notturno e prevedibile. Certo, questi aggettivi piazzati così, senza alcun contesto di contorno, potrebbe far sembrare che il sottoscritto sia andato in contro a qualche crisi schizofrenica. Eppure, questa è in estrema sintesi la visione che mi sono fatto di questo “Mundus Cereris”, che vede il quartetto capitanato dal chitarrista Nicola Olla spostare il proprio Post-Metal sempre più verso lidi più tipici del Post-Rock, mettendo ancor più in evidenza l’alternanza tra momenti soffusi ed esplosioni ricche di gain di chitarra distorta. Continua a leggere

CHAOS AND TECHNOCRACY
“Chaos And Technocracy”

Credo di aver già scritto quanto mi piaccia andare alla riscoperta di vecchie e poco conosciute realtà musicali, soprattutto italiane, che negli anni ’90 si sbattevano senza sosta per trovare un canale di sfogo alla loro musica. Purtroppo, a prescindere dalla qualità che ognuno si porta in dote, era già tanto se si riusciva a trovare una etichetta che ti permettesse di pubblicare qualche demo od EP. L’Italia, lo sapete certamente meglio di me, non era di sicuro un paese facile dove poter suonare Metal. Oggi è indubbiamente più facile registrare un demo, basta un pc decente, e metterlo in mostra tramite le varie risorse di internet. Eppure, son convinto che se si avesse la possibilità di andare a spulciare tra vecchi demo e registrazioni di quell’epoca, salterebbe ancora fuori qualche piccolo gioiello nascosto. Continua a leggere

CARDINALS FOLLY
“Deranged Pagan Sons”

Davvero simpatici questi tre baldi finlandesi che rispondono al nome di Cardinals Folly. Pur non avendone mai sentito parlare prima di oggi, nel corso di un decennio il trio di Helsinki è riuscito a mettere insieme una bella discografia fatta di ben quattro full-lenght, di cui l’ultimo è proprio il qui presente “Deranged Pagan Sons”, ed un paio di EP. A colpire sin dal primissimo ascolto sono due fattori contrastanti, uno positivo, che mostra un suono diretto e senza troppi fronzoli, con la chitarra di Juho Kilpelä a dominare incontrastata la scena, e quello negativo riguardante la voce di Mikko Kääriäinen, che tra l’altro è anche il bassista, che risulta essere non proprio adorabile nei primi ascolti. Continua a leggere

COMACOZER
“Kalos Eidos Skopeo”

Davvero instancabili gli australiani Comacozer, che a nemmeno un anno di distanza dall’ottimo exploit di “Astra Planeta”, ritornano a raccontarci le loro ultime esperienze psicotrope e relativi trip mentali col qui presente “Kalos Eidos Skopeo”. Questo nuova fatica, ancora una volta uscito sotto l’egida della Headspin Records, mostra una prima e importante novità innanzitutto a livello di line-up, con l’ingresso del nuovo tastierista Frank Attard, a cui spetta il compito di ampliare e dare profondità alle atmosfere create dalla band. Infatti, sin dall’opener “Axis Mundi”, si nota come i Comacozer, per questa loro fatica discografica, abbiano puntato quasi esclusivamente sull’aspetto psichedelico del loro suono, fatto di chitarre ricche di effetti e dal forte sapore orientaleggiante, con il lato più prettamente Stoner che viene ulteriormente messo un pochino da parte. Continua a leggere

CHELIDON FRAME
“(Null) Point Ex_”

Era da un po’ di tempo che non avevo più notizie di Alessio Premoli e del suo progetto Ambient a nome Chelidon Frame, quand’ecco giungermi la richiesta di recensione per questo breve EP digitale dall’indecifrabile titolo “(Null) Point Ex_”. Rilasciato in autoproduzione la scorsa estate e disponibile gratuitamente sulla pagina Bandcamp del progetto, il nuovo lavoro mostra solamente due nuove composizioni, con la title-track nata nel corso di una specie di happening artistico a Milano, nel quale veniva richiesto di creare qualcosa relativo al tema della luce in relazione al maestro Anton Bruckner. Continua a leggere

CRUELTY FORCE
“Cruelty Void”

Capisco che in un panorama ormai dominato da produzioni sempre più perfette e plasticose, molti gruppi tendano a tornare ad un suono più “nudo e crudo” con il quale rivendicare la propria integrità stilistica e musicale. Ma nel caso dei qui presenti Cruelty Force credo proprio che ci si sia spinti un po’ troppo oltre. Infatti, il duo romano formato da Angelo (chitarra e voce) e Mario (batteria) nel loro voler presentare la propria interpretazione di uno Speed/Thrash venato da qualche passaggio Black, in questa demo autoregistrata ed autoprodotta “Cruelty Void” hanno scelto di adottare un sound assolutamente grezzo e spartano, che ricorda da vicino alcune demo/rehearsal degli anni ’90 che si ascoltavano più per fare i completisti di qualche determinata band, che per vero e proprio merito musicale. Continua a leggere

CEMETERY WINDS
“Unholy Ascensions”

Vista la sua provenienza, quando sono andato ad ascoltare il debutto assoluto di quella che si è poi rivelata esser una one man band che risponde al nome di Cemetery Winds, pensavo che mi sarei trovato alle prese con un tutto sommato classico album di Black Metal finlandese. Janne Lukka, la mente che sta dietro a questo progetto e che per l’occasione si è fatto aiutare da Kari Kankaanpää e Marko Ala-Kleme alla voce e Juho Manninen al basso, con questo “Unholy Ascensions” ci porta invece su territori in bilico tra il Death ed il Black Metal, con sette pezzi che, per molti dei loro aspetti, potrebbero essere visti come il risultato di un’ideale jam session tra gli Entombed ed i Dissection. Continua a leggere

CENTRIPETAL FORCE
“Eidetic”

Ascoltando la prima volta l’EP di esordio di questo terzetto italo inglese chiamato Centripetal Force, non si può che restare fin da subito avviluppati ed invischiati dai continui tecnicismi e cambi di tempo che il gruppo riversa nei tre lunghi brani di questo “Eidetic”. Una vera e propria forza centrifuga fatta di riff e strutture molto arzigogolate che hanno ben presente come riferimento la lezione dei grandi maestri come Watchtower, Death (ma soprattutto la meravigliosa appendice Heavy dei Control Denied), Atheist e Cynic. Il duo Carratta (batteria) – Saroglia (chitarre) cerca in tutti i modi di incasinare le proprie tracce con dei fill e degli stacchi di ogni tipo, dimostrando una padronanza tecnica assolutamente fuori dal comune, oltre che tentare di riprendere le file di un genere, il Technical Thrash, che a parte la parentesi Vektor, ha prodotto ben poco o nulla di particolarmente rilevante negli ultimi anni. Continua a leggere

CAPTAIN CRIMSON
“Remind”

Con il 2017 che ormai ha compiuto il giro di boa, posso già affermare che sono veramente molto pochi i lavori di questo anno solare che mi hanno pienamente convinto e che possono avere qualche chance di finire nella mia top 5. Per fortuna il 2016 continua ancora a tirare fuori cose interessanti, come sicuramente il secondo lavoro di questi svedesi chiamati Captain Crimson che, sulla scia del revival degli anni settanta che sta invadendo il mercato da un po’ di anni a questa parte, tirano fuori dal cilindro un disco veramente interessante intitolato “Remind”, fortemente ispirato all’Hard Rock dei Deep Purple, e dotato di una ruspante influenza Blues, senza però disdegnare passaggi di chiara marca Stoner ed un sound gustosamente metallico e sferragliante. E pensare che ai primi ascolti rimasi alquanto deluso, poiché la mia mente bacata, senza nemmeno leggere la bio di presentazione, aveva immediatamente accostato il nome della band alle follie di Captain Beefhart ed alla preparazione tecnica e strumentale dei King Crimson. Continua a leggere

COSMOS
“Atlas”

Detto onestamente, non saprei proprio cosa possa aver di così particolare da dire questo “Atlas”, EP di debutto del quartetto francese Cosmos, dal momento che il suo Post-Rock rimanda in maniera pesante alle alternanze piano-forte tipiche dei Mogwai. Eppure, nonostante ciò, una volta ascoltato, è in grado di tornare continuamente in mente, costringendomi a riascoltarlo anche più e più volte durante i miei spostamenti in macchina in Canada. In particolare, il mood ombroso e malinconico di questo lavoro sembrava ben sposarsi con i paesaggi ancora parzialmente innevati della Chemin du Roi, la strada che da Montreal porta a Quebec City. Le stesse chitarre, così ricche di delay e riverbero, richiamavano fortemente l’enorme fiume San Lorenzo che si intravedeva spesso e volentieri dalla strada. Continua a leggere

CORPS-SANS-ORGANES
“Deleuze Edition”

Come chi tra di voi ci legge da qualche tempo ormai sa, tutto ciò che gravita nell’orbita del Technical non è certo in cima alla lista delle mie preferenze, vuoi per una certa tendenza a ricercare ad ogni costo un riffing cervellotico spesso a scapito dell’integrazione con il resto, vuoi per una mia maggiore inclinazione verso quel tipo di musica che va dritta al punto senza troppi fronzoli ed arabeschi. Visto però che non rinuncio mai ad un ascolto per partito preso, capita qualche volta che, tra questo tipo di uscite, ne sbuchi fuori qualcuna in grado non dico di entusiasmarmi ma quantomeno di non farmi passare la voglia di sentirla già dopo pochi minuti. Continua a leggere

COMACOZER
“Astra Planeta”

I più attenti di voi ricorderanno forse che avevo già avuto modo di parlare in passato degli australiani Comacozer e più precisamente del loro secondo EP “Deloun”, qui recensito circa un anno e mezzo fa. Pur apprezzando il loro Stoner in chiave psichedelico, mi ero fatto l’idea che la loro musica fosse decisamente più adatta per infinite live session improvvisate e condite da un alto tasso di sostanze psicotrope piuttosto che per “l’immobilismo” di album in studio. Ora, il trio capitanato dal chitarrista Rick ritorna con questo nuovo full-lenght, il cui titolo “Astra Planeta” è già tutto un programma. Continua a leggere

INTERVISTA CHIRAL – Chiral

Anche se è passato soltanto poco più di un anno da quando lo abbiamo intervistato su queste stesse pagine, Chiral non ha di certo perso tempo e, con i suoi tre progetti, ha tenuto fede alla sua prolificità regalandoci, da ultimo, “Gazing Light Eternity”. Inevitabile quindi andare a sentire le sue sensazioni legate a questa uscita e le attese per il futuro.
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