DARKENHÖLD
“Memoria Sylvarum”

La fascinazione verso un Medioevo idealizzato e carico di suggestioni epiche ha sempre trovato nel corso degli anni terreno molto fertile tra numerosi gruppi Metal, non da ultimi i Darkenhöld, una band francese che abbiamo già avuto modo di ospitare sulle nostre pagine virtuali e che ora ritorna a far sventolare in alto il proprio vessillo. Per chi tra di voi si fosse perso i loro precedenti lavori, i transalpini sono tra i più convincenti fautori di un Black Metal in bilico tra influenze Symphonic e slanci in odore di Epic, non disdegnando brevi passaggi acustici come pure fraseggi di pregevole fattura nei vari assoli che impreziosiscono le composizioni. Continua a leggere

D8 DIMENSION
“ProGr 0”

Sono veramente contento che, a distanza di ben quattro anni, mi sia arrivata sulla mail la richiesta di recensire il nuovo lavoro della band livornese dei D8 Dimension. Il loro EP di debutto “Octocrura” fu infatti una piacevole sorpresa per il sottoscritto, con ritmiche geometriche e compatte di derivazione Fear Factory mescolate ad un approccio industrial-elettronico, e con la presenza di un vero cantante di razza come Tepe, con il suo timbro alla Layne Staley, che creavano una miscela decisamente interessante e dall’elevato potenziale futuro. Ora, i cinque livornesi tornano a farsi vivi con un vero e proprio full-lenght, intitolato “ProGr 0” e totalmente autoprodotto. Disponibile in streaming sia su Youtube che su Bandcamp, “ProGr 0” è un deciso passo in avanti per i nostri, soprattutto in virtù dello sviluppo di uno stile maggiormente personale. Innanzitutto, la sezione ritmica, pur rimanendo ancora abbastanza legata a delle ritmiche squadrate e schiacciasassi, mostra chitarre che riescono comunque a rendersi più varie, toccando diversi stili nella costruzione dei riff, si vedano per esempio le chitarre armonizzate della conclusiva “Y: Salt On Carthage”. Continua a leggere

DAY BEFORE US
“Nihil Interit”

E’ passato poco più di un anno da quando ho recensito in modo entusiasta le sonorità elegiache e crepuscolari dell’artista francese Philippe Blache e del suo progetto a nome Day Before Us, ed ecco giungere in maniera del tutto inaspettata il suo seguito “Nihil Interit”. Sebbene le coordinate stilistiche scelte da Blache rimangano più o meno ancorate a quanto mostrato nel debutto, fin dalle due tracce d’apertura “Saint Of Grief” e “Vigils Of Time” si nota una decisa sterzata verso sonorità più minimali e dilatate, con la delicata voce di Natalya Romashina a fare il suo ingresso solamente nella terza traccia “Per Aspera Ad Astra”. Continua a leggere

DAEMONIAC
“Spawn Of The Fallen”

Anche se ho sempre cercato di seguire la scena Metal con una certa attenzione, soltanto da quando ho iniziato a scrivere per delle ‘zine mi sono davvero reso conto di quante realtà siano alla ricerca di un posto al sole al suo interno. La scrematura che giocoforza vado a fare per decidere chi andare a recensire mi porta sempre più ad una divisione che distingue tra gruppi originali, “proposte interessanti ma simili a…” e “pessime copie di…”. Detto che finora nella prima categoria sono finite davvero ben poche band, devo purtroppo constatare che il grosso della roba finisce nel calderone dei pessimi cloni, con solo una minima parte che riesce a trasmettere qualcosa che vada al di là della noia e del già ampiamente sentito. Continua a leggere

DETERIOROT
“In Ancient Beliefs”

Come già detto in occasione della ristampa/compilation degli Hybernoid, è assolutamente da lodare il lavoro di ristampe da parte della Xtreem Music, abile nell’andare a rovistare tra le uscite di gruppi minori degli anni ’90 per riproporle con un artwork nuovo di zecca e l’aggiunta di qualche rarità. In questa recensione, vado ad occuparmi di questi misconosciuti, almeno per quanto mi riguarda, Deteriorot. Questo quartetto americano, capitanato dal cantante/chitarrista Paul Zavaleta, nonostante sia attivo sulla scena da quasi trent’anni, possono contare su una discografia decisamente limitata, in cui spiccano solamente due full-lenght: il qui recensito “In Ancient Beliefs”, rilasciato originariamente dalla Repulse nel 2001, e “The Faithless”, uscito quasi dieci anni dopo per la Xtreem Music. Continua a leggere

DAMNATION GALLERY
“Transcendence Hymn”

“When Death SS and Opera IX meet Mercyful Fate and Hell the chant of Damnation Gallery can be heard”. Una descrizione davvero ambiziosa, non c’è che dire, quella di questo giovane quartetto genovese che risponde per l’appunto al nome di Damnation Gallery. Presentarsi al pubblico in questo modo, mettendosi subito a confronto con maestri di tale portata può denotare sia una certa sfrontatezza, che una piena sicurezza nei propri mezzi. Indubbiamente un EP composto da soli tre pezzi veri e propri, a cui si aggiungono un intro ed un outro, non potrà fornire certo un quadro completo sulle reali capacità del quartetto, ma almeno potrà permettere di capire se quanto scritto nell’incipit della recensione corrisponda o meno al vero. Continua a leggere

DEATHWOOD
“…And If It Were True?”

Al termine Horror Punk, le prime due immagini che mi vengono in mente sono quasi ovviamente i Misfits ed i loro ciuffoni unti, oppure i The Cramps con tutto il loro scalcagnato carrozzone di B-Movie e freak di vario tipo. Per questo motivo, al primo ascolto di questo “…And If It Were True?”, primo lavoro sulla lunga distanza del quartetto abruzzese Deathwood, son rimasto alquanto spiazzato dai loro suoni estremamente puliti e melodici, sebbene l’irruenza tipica del Punk rimanga ben visibile sia nei tempi sostenuti ottimamente tenuti dal batterista Buz sia nelle ritmiche di chitarra della coppia The ButcherFreak M, che mostrano una diretta discendenza dai grandi Ramones. Infatti, è proprio a questi ultimi che la band si ispira maggiormente, sebbene il loro Punk Rock’n’Roll scanzonato venga rivisto attraverso un wall-of-sound decisamente più moderno, e che a tratti mi ricorda molto i The Offspring di “The Kids Aren’t All Right”. Continua a leggere

DISEMBALLERINA
“Poison Gown”

Come poter mettere in forma musicale le forti emozioni generate da una dolorosa veglia funebre sfruttando degli schemi musicali affini al Doom, ma utilizzando soltanto una chitarra classica, un violoncello ed una viola? Alla base di questo enorme paradosso si trova la chiave di lettura di quanto proposto da questo terzetto americano chiamato Disemballerina, che nella scarsa mezz’ora a disposizione di questa quarta release intitolata “Poison Gown” ci introduce in un universo sonoro nel quale un immenso dolore viene rilasciato in una maniera quasi sussurrata, avvolgendosi intorno agli intrecci di viola e violoncello della coppia Myles DonovanJennifer Christensen, con la chitarra di Ayla Holland a destreggiarsi tra arpeggi decadenti e dei pizzicati falsamente dinamici. Continua a leggere

DEVOIDER
“The Inaccessible Pole Of Void”

I Devoider sono una giovane band pesarese che, dopo un inizio fatto di cover di classici del Heavy/Thrash con il nome di Sine Requiae, ha deciso nel 2011 di dedicarsi alla composizione di pezzi propri e di orientare il proprio sound verso un grezzissimo Thrash Black Metal ispirato a primi Bathory, Toxic Holoucaust e Venom. Adottato per l’occasione il nuovo monicker Devoider, il quartetto ha registrato in poco tempo un primo demo di tre tracce, “Circle Of Void” e “Degenerate Sons”, che funge da base per questo primo full-lenght autoprodotto che porta il titolo di “The Inaccesible Pole Of Void”, che vede il gruppo stabilizzarsi nella seguente formazione: Mirco Tombari alla voce, Andrea Biondi alla chitarra e Andrea Aratari al basso, questi ultimi due già nei Tetrarchate, e Federico Tecchi dietro le pelli a completare la line-up. Continua a leggere

DOMINHATE
“Emissaries Of Morning”

Dopo quasi dieci anni di gavetta coronati con il più che valido album d’esordio “Towards The Light” uscito nel 2014, i pordenonesi Dominhate non han perso tempo e si son rimessi subito al lavoro registrando questo nuovo “Emissaries Of Morning”, che testimonia la loro voglia di battere il ferro finché è caldo. Detto che le parole che accompagnavano questo EP mi avevano si incuriosito ma, allo stesso tempo, fatto in parte temere di trovarmi alle prese con l’ennesimo gruppo che promette mari e monti ed invece nasconde una pochezza disarmante, nel caso del quartetto friulano ho constatato fortunatamente che le loro dichiarazioni d’intenti alla fine sono state rispettate. I nostri descrivono la loro musica come un ideale connubio tra il Death dei mostri sacri del genere ed un approccio che non disdegna qualche contaminazione moderna e, in effetti, nel debutto e nei venti minuti scarsi di questo EP si sente tutto il loro viscerale amore per Morbid Angel, Incantation o Immolation (giusto per citare alcuni dei nomi che mi sono venuti in mente durante l’ascolto) coniugato ad una rilettura abbastanza personale di certi cliché. Continua a leggere

DISGUSTING PERVERSION
“Morbid Obsessions”

A giudicare dal monicker e dalla copertina scelti, questi baldi tedeschi originari di Kaufberen, ridente paese della Bavaria, avrebbero potuto essere l’ennesima band nata e cresciuta nel segno del Brutal tutto muscoli, sangue e frattaglie varie, e invece questi Disgusting Perversion risultano essere una specie di band tributo al genio mai indimenticato di Chuck Schuldiner. Infatti, in questo loro EP di debutto “Morbid Obsessions”, i primi tre lavori a firma Death, specie “Leprosy”, vengono letteralmente saccheggiati dalla band tedesca. Dalla scelta dei riff, veramente molto semplici e lineari, all’armonizzazione di chitarra tipiche del periodo di “Spiritual Healing”, fino all’utilizzo di frequenti assoli di stampo melodico, tutto richiama alla mente il genio di Schuldiner. Continua a leggere

FURIOUS BARKING / DESMODUS
“Italian Thrash Relics Vol. 1”

Interessante iniziativa quella portata avanti dalle italiane Rude Awakening Records e DeathStorm Records e che dovrebbe portare alla realizzazione di una serie di split album, intitolati “Italian Thrash Relics”, nei quali verranno ripubblicati una serie di EP o demo di gruppi Thrash italiani attivi alla fine degli anni ottanta/inizio anni novanta ormai introvabili. Una iniziativa che ritengo sia assolutamente lodevole, data la genuinità di una scena come quella italiana in cui molte band non ebbero mai la reale possibilità di poter cogliere quanto seminato. A scontrarsi in questo primo volume sono gli ascolani Furious Barking, che ripresentano in questa nuova veste il loro EP “De-Industrialized” del 1991, e i goriziani Desmodus, dei quali viene riesumato il loro unico lavoro del 1992, “Human Wreck”. Continua a leggere

DARKESTRAH
“Turan”

Inutile negarlo, i Darkestrah sono uno di quei gruppi che seguo sempre con un occhio di riguardo e che, sino ad ora, non ha mai tradito le mie aspettative. Certo, ad ogni nuova uscita ho sempre un briciolo di timore che la loro vena compositiva possa avere una fisiologica flessione ma, tutto sommato, la loro formula ormai collaudata, pur passata la sbornia dell’effetto sorpresa, sembra reggere bene il passar degli anni. Questa volta però la situazione si presentava più spinosa, perché i kirghizi dovevano far fronte all’abbandono di Kriegtalith, la storica vocalist e vera anima del gruppo assieme al batterista Asbath, sostituita per l’occasione dal per me sconosciuto Merkith. Se a questo aggiungete la curiosità di vedere se i nostri avessero ancor più accentuato la componente epica comparsa prepotentemente nel precedente “Manas”, allora capite bene che questo “Turan” aveva tutte le carte in regola per essere un netto punto di rottura rispetto al loro passato. Continua a leggere

DAY BEFORE US
“Prèlude À l’Âme d’Êlègie”

Bellissimo. Mi basterebbe semplicemente questa parola per chiudere subito la recensione di “Prèlude À l’Âme d’Êlègie”, quarto full-lenght del progetto francese Day Before Us pubblicato nel corso dello scorso dicembre dalla conterranea label Opn. Infatti, sin dalla prima volta che ho premuto play, sono stato immediatamente rapito dalle splendide sonorità elegiache e crepuscolari create magistralmente dal mastermind Philippe Blache. Un suono intriso del romanticismo più puro, che d’incanto ti trasportano dentro un quadro di Friedrich, dove la bellezza della natura più selvaggia si mostra davanti a noi poveri mortali. Tutto questo viene meravigliosamente rappresentato dai synth di Blache, dove Ambient, Dark Wave e Neoclassicismo si uniscono per dare vita a scenari di incomparabile bellezza in cui anche il tempo sembra quasi volersi arrestare. Continua a leggere

DAWN OF A DARK AGE
“The Six Elements, Vol. 4 AIR”

Visto l’importante salto di qualità fatto con il precedente “The Six Elements, Vol. 3 FIRE”, una release con cui il mastermind Vittorio Sabelli è riuscito finalmente a realizzare pienamente la particolarissima visione di un Black Metal immerso completamente in un contesto di pura avanguardia musicale, non potevo non dare piena priorità a questo nuovo quarto capitolo. Questo “The Six Elents, Vol. 4: AIR” presenta subito diverse novità, soprattutto in ambito di line-up, con l’arrivo alla voce di Lys degli Enisum, qui già ampiamente incensati grazie al loro ultimo “Arpitanian Lands”, e, soprattutto, con l’ingresso di un batterista in carne ed ossa come Daniele Tasciotti in arte Aeternus, drummer già attivo in band del calibro di Handful Of Hate e Massemord. Continua a leggere

DONNIE’S LEACH 88
“Replacing Moments”

Dietro lo strano e particolare nome Donnie’s Leach 88, si nascondono due musicisti italiani, Alessandro Bucci, di cui abbiamo già parlato in passato con il suo progetto “Maka Isna”, e Francesco Lenzi, attivo con i Quadro D’Autore e gli Assassini Del Pop, che han unito le loro forze sul finire del 2014 allo scopo di creare una musica sperimentale ispirata dal famoso film “Donnie Darko”, a cui allude appunto il monicker scelto per il progetto. Lo stile del duo tende a far inglobare in sonorità sintetiche, come l’Elettronica e l’Ambient, strani riff di chitarra di matrice Rock Blues, al fine di creare delle strambe atmosfere in cui il grottesco ed il surreale giocano un ruolo importante. Continua a leggere

DISLOYAL
“Godless”

Nonostante provengano geograficamente dalla Polonia, i Disloyal propongono un Death dall’alto tasso tecnico e d’ispirazione americana, con i Morbid Angel nelle vesti di loro principali padri putativi, e con questo “Godless” riemergono da un silenzio compositivo durato quasi otto anni, tanto il tempo che separa questo nuovo lavoro dal precedente “Prophecy”, durante il quale hanno dovuto far fronte alla defezione del chitarrista/cantante Tomasz “Macabre” Korzeniowski, sostituito in seguito dietro al microfono da Krzysztof Bendarowicz e dal chitarrista Artyom Serdyuk, il quale aveva già partecipato alle sessioni di “Prophecy” come turnista al basso. Insomma, una nuova line-up tutta al servizio del drummer Jaroslaw Paprota, che rimane così l’unico membro fondatore della band. Continua a leggere

DEAD TWILIGHT
“Endless Torment”

Storia abbastanza travagliata quella del terzetto siciliano Dead Twilight. Nato nel 2001 dalle ceneri di un gruppo Death, tali Pantheism, e passato attraverso vari cambi di line up e diversi periodi di inattività, a partire dal 2014 il progetto è rinato per iniziativa di uno dei suoi fondatori, Luca Bellante, che per l’occasione si è avvalso dell’aiuto di Marco “Asavargr” alla voce e C.S. Jack al basso per arrivare al debutto sulla lunga distanza dopo due demo, usciti nel 2006 e nel 2011. “Endless Torment”, questo il titolo del lavoro, si presenta come un viscerale atto d’amore e di dedizione nei confronti di un Death Metal che si rifà, neanche troppo velatamente, ai lavori più cupi e claustrofobici di acts come Cannibal Corpse, Nile e Grave, giusto per citare i primi nomi che mi sono venuti in mente durante l’ascolto. Continua a leggere