DEAR
“Out Of Africa”

Lo ammetto, ci ho pensato seriamente se fosse il caso o meno di scrivere su Hypnos Webzine una recensione riguardante questo progetto chiamato DeaR, nome dietro il quale si cela il polistrumentista e scrittore torinese Davide Riccio. Il motivo? Sicuramente, una serie di ascolti iniziali poco focalizzati da parte del sottoscritto, che, memore dell’ottimo connubio Rock-Africa del progetto di qualche anno fa I Hate My Village, ero già predisposto all’ascolto di un qualcosa che in qualche modo lo ricordasse. Invece, con questo DeaR, lo spiazzamento avviene sin dalle prime note di “Halfway To You”, una strana ballad dal sapore quasi Grunge, con tanto di delicate distorsioni di chitarra che appaiono ogni tanto, per poi proseguire su dei brani dove invece le percussioni tribali cercano di prendere il sopravvento. Un sound strano, che però, specialmente sulla title-track funziona a meraviglia, attraverso un ibrido tra atmosfere africane stilizzate e Darkwave anni ’80. Bene, una delle mie sensazioni di “Out Of Africa”, è che il lavoro abbia come obbiettivo il voler spiazzare continuamente l’ascoltatore attraverso salti inaspettati verso generi musicali totalmente distanti da loro. Continua a leggere

DEATH SS
“Ten”

Tiro dritto al punto senza farvi perdere troppo tempo, l’ascolto di questo “X” è stato veramente una gradita sorpresa per il sottoscritto. La cosa particolare di questa nuova uscita firmata da Steve Sylvester e soci è che “X” è un lavoro, che pur pescando tranquillamente tra le varie incarnazioni del gruppo, e quindi senza creare effettivamente nulla di particolarmente nuovo, che mostra una band in grado di firmare un buon numero di tracce dal livello davvero elevato e dotato dalla rara capacità di stamparsi in testa, per poi rimanerci decisamente a lungo. Certo, i richiami agli album pre-2012 sono decisamente evidenti, soprattutto ai due capolavori “Do What Thou Wilt” e “Panic”, sia per i synth, puntuali e mai invadenti del fedele Freddy Delirio, ma anche per una certa semplicità e linearità di scrittura, che furono una loro precisa caratteristica di quel periodo. Continua a leggere

DANIELE MAMMARELLA
“Moonshine”

Avevamo già ospitato sulle nostre pagine il talentuoso chitarrista abruzzese Daniele Mammarella con il suo interessante esordio “Past, Present And Let’s Hope”, un buon disco di fingerstyle guitar capace di guardare sia al Blues che al Folk celtico. A distanza di tre anni, il buon Daniele ritorna con questo suo nuovo lavoro, rilasciato sempre dalla Music Force ed intitolato “Moonshine”, contenente tredici brani per una durata di circa quaranta minuti. Pur presentando uno stile che in linea di massima segue quanto ascoltato sul lavoro precedente, “Moonshine” mostra non solo una produzione decisamente migliore, capace di sviscerare con sottile precisione l’impressionante bagaglio tecnico di Daniele, cogliendone perfettamente dinamiche e sfumature, ma anche una maggiore varietà compositiva da cui traspare una forte malinconia, probabilmente dovuta ai duri lockdown che ci siamo lasciati alle spalle. Continua a leggere

DUEL
“In Carne Persona”

“Valley Of Shadows” fu stato veramente un fulmine a ciel sereno, una vera e propria lezione su come deve essere suonato il Rock nella sua forma più semplice e basilare. Un concentrato di brani, che pur discendendo direttamente dai 70s, era capace di risvegliare anche un morto, oltre che dare una speranza anche noi vecchi rincoglioniti ancora rassegnati ad accettare il mondo digitale con le sue distorsioni laccate ed i suoi batteristi ipertecnici e precisi, ma freddi ed impersonali come un frigorifero. Ecco i Duel servono a questo, a ricordarci le nostre origini con la loro idea umana e carnale di musica, che credo si riversi anche nella scelta di un titolo quale “In Carne Persona”. A livello stilistico non ci sono grandi variazioni sul loro stile, si avverte sicuramente un senso di cupezza maggiore, che li avvicina spesso e volentieri a sonorità non molto distanti da quelle degli ultimi Alice In Chains, mentre il suono delle chitarre appare più secco e tagliente, un ulteriore passo in avanti verso sonorità che guardano sempre meno al classico Stoner di marca Kyuss. Continua a leggere

DAY BEFORE US
“As My Spirit Wanders Free”

Con i Day Before Us ho sempre avuto un rapporto speciale, “Prélude à l’âme D’élégie” ed “Ode À La Nuit D’Ombre” sono stati due lavori a dir poco fantastici, capaci di finire anche nelle mie classifiche di fine anno, dal momento che la loro Dark Wave dalle tinte neoclassiche è per il sottoscritto un vero portale per altri mondi fantastici, dove l’unica azione da compiere è quello di mettere un bel paio di cuffie e scacciare via il disturbante mondo reale. Tuttavia, nell’ascoltare questo nuovo “As My Spirit Wanders Free” non nascondo di aver avuto diversi problemi nel trovare una chiave di accesso sicura. Forse settembre non era il mese più indicato per iniziare il suo ascolto, impegnato com’ero nella tumultuosa e caotica ripresa delle attività lavorative dopo la sospensione agostana, ma ritengo che forse ci sia in ballo qualcosa di più. Continua a leggere