DUEL
“Valley of Shadows”

A noi poveri recensori capita spesso di stare là a lambiccarci il cervello, domandosi che strada possa aver imboccato il Metal al giorno d’oggi e che tipo di evoluzioni possa ancora fare in futuro. Oppure, ancor più banalmente, si perde tempo a fare confronti con il passato e a ricordare tempi andati e che sicuramente non torneranno più. Tuttavia, fortunatamente esistono gruppi come i Duel che se ne sbattono altamente di tutte queste cose e con la loro musica ci fanno ritornare con i piedi per terra. Alla fine, si torna sempre alla lezione dei Ramones, ossia, noi possiamo inventarci tutto quello che vogliamo per creare tutte le nuove forme musicali che vogliamo, ma alla fine della fiera, ci bastano solo pochi accordi ficcati in serie per farci muovere il culo e farci stare bene. La stessa cosa vale per i Duel, il gruppo capitanato dal cantante e chitarrista Tom Frank, che insieme al bassista Shaun Avants, facevano in passato parte della prima incarnazione degli Scorpion’s Child, rockband americana di cui parlai in occasione di un live report degli Uncle Acid & The Deadbeats. Continua a leggere

DAY BEFORE US
“Ode À La Nuit D’Ombre”

È sempre un gran piacere ricevere un nuovo lavoro del polistrumentista e compositore Philip Blanche, come sempre accompagnato dalla straordinaria voce di Natalya Romashina. La loro Dark Wave di stampo fortemente neoclassico si è sempre attestata su livelli decisamente alti, ed anche il qui presente “Ode À La Nuit D’Ombre” non fa assolutamente eccezione. La sola cover del disco, presa dal dipinto “Fantasy / Fairy Tale” del pittore lituano Mikalojus Konstantinas Čiurlionis, è capace di trasportarti immediatamente in un mondo alternativo, onirico e sospeso, ma allo stesso tempo, anche fatato e fiabesco. Nei quaranta minuti scarsi di questo loro “Ode À La Nuit D’Ombre” sembra quasi di vivere una fiaba sonora, ottimamente introdotto dall’oscuro crescendo dell’opener “In The Depth Of This Infinite Night” che successivamente confluisce poi in un coro a cappella, per poi adagiare l’ascoltatore in una pioggia di note delicate di synth. Una traccia che sarebbe riduttivo definire un capolavoro, quasi cortometraggio condensato in poco di più di cinque minuti. Continua a leggere

DARK MIRROR OV TRAGEDY
“The Lord Ov Shadows”

Sono passati ormai quasi cinque anni da quando mi occupai per la prima volta all’interno della mia super rubrica “Pechino Express” di questa numerosa band chiamato Dark Mirror Ov Tragedy. In particolare, si trattava della recensione del loro terzo lavoro intitolato “The Lunatic Chapters of Heavenly Creatures”, che mi aveva alquanto incuriosito al punto tale di andare a realizzare insieme a loro una interessante intervista. Adesso si ripresentano con questo nuovo lavoro dal titolo “The Lord Ov Shadows”, inizialmente edito lo scorso agosto dalla misconosciuta Radtone Music, e poi ripubblicato a fine gennaio per conto della nostrana Sliptrick Records. In tutto questo tempo, la band sembra aver mantenuto quasi del tutto intatta la propria line-up, con il solo avvicendamento al piano e tastiera con l’entrata di Genie ed il passaggio a mezzo servizio, ossia in forma di guest, della violinista Arthenic. Con questa loro nuova uscita discografica, il nostro sestetto sudcoreano tenta una mossa estremamente coraggiosa, quale quella di proporre praticamente solo tre brani di lunga durata, più una intro (“Chapter I. Creation Of The Alter Self”) ed un intermezzo (“Chapter IV. Acquainted With The Nocturnal Devastation” ), che poi in realtà vanno ad unificarsi senza alcun tipo d’interruzione in una monotraccia di quasi cinquanta minuti. Continua a leggere

DOWNCAST TWILIGHT
“Wrath Of The Anunnaki”

Aspettavo con moltissimo interesse questo secondo lavoro dei Downcast Twilight, visto che il precedente “Under The Wings Of The Aquila” si era rivelato una sorpresa del tutto inaspettata. In questo nuovo “Wrath Of The Annunaki”, la band capitanata dal chitarrista Jan “2thousandarrows” Tamb, che ricordiamo ha anche preso parte al progetto Folkearth, lascia le epiche atmosfere dell’antica Roma, per recarsi ancor più indietro nel tempo alla scoperta dei Sumeri e del loro fatidico incontro con gli Anunnaki, divinità che molti scrittori ritengono degli esseri extraterrestri venuti da qualche stella lontana, nonché veri creatori della specie umana. Continua a leggere

DARKENED NOCTURN SLAUGHTERCULT
“Mardom”

Dopo un lungo silenzio durato ormai ben sei anni, con questo “Mardom” tornano a farsi sentire i Darkened Nocturn Slaughtercult, un gruppo verso cui nutro da sempre una particolare predilezione. Riuscire ad esser il più obiettivo e distaccato possibile in questi casi non mi è quindi per niente facile, ma proverò comunque a farlo. E per farlo, inizio a riannodare le fila del discorso per vedere dove eravamo rimasti. Nei loro precedenti full length, Onielar e soci avevano portato avanti con inflessibile costanza un Black Metal old school fino al midollo e refrattario a qualsiasi tipo di modernismo o a qualsivoglia cedimento sull’onda lunga del loro debutto sulla lunga distanza, ossia quel diamante grezzo che risponde al nome di “Follow The Calls For Battle”. Continua a leggere

DUIRVIR
“Endless Grave, Endless Memories”

Ho in passato più volte ribadito di non essere molto attratto dall’Atmospheric Black Metal, sottogenere che in questi ultimi anni ha letteralmente invaso con una miriade di uscite discografiche il sempre più asfittico panorama musicale, ed ero perciò un pochino restio a mettere mani ed orecchie su questo secondo EP dei Duirvir. Tuttavia, nonostante le mie stupide e ridicole preoccupazioni, ho trovato questo “Endless Grave, Endless Memories”, un lavoro piuttosto interessante, probabilmente ancora acerbo, ma con parecchi spunti ricchi di potenziale. I Duirvir etichettano la loro proposta come Melodic Black/Doom Metal, e citano come band di riferimento nomi come Agalloch ed Alcest, ma anche cose piuttosto inaspettate come Behemoth, i magnifici Isole o gli Swallow Of The Sun. Continua a leggere

DETH CRUX
“Mutant Flesh”

Inizio questa recensione con il chiedere scusa a tutti coloro che hanno scritto nell’ultimo mese alla nostra mail senza ricevere risposta, ma purtroppo per cause lavorative ho dovuto prendermi una bella pausa. Ora che il momento critico è passato, posso ritornare ad occuparmi con maggiore tranquillità della webzine, e ricominciare ad ascoltare alcune delle richieste giunte in redazione negli ultimi mesi. Una delle pochissime cose che ho ascoltato con regolarità in tutto questo lungo periodo è questo debutto degli americani Deth Crux intitolato “Mutant Flesh” e rilasciato dalla Sentient Ruin Laboratories. Il quintetto di Los Angeles propone nel suo primo lavoro sulla lunga distanza un esempio da manuale di come suonare Gothic Rock nella scia di mostri sacri quali Bauhaus o The Sisters Of Mercy. Continua a leggere

DEWFALL
“Hermeticus”

Tra le varie richieste giunte nella nostra redazione nel corso di questi ultimi mesi, avevo trovato fin dall’inizio particolarmente attraente quella riguardante proprio il presente “Hermeticus” dei pugliesi Dewfall. Come sono solito fare, mi annoto i vari nomi che ritengo più papabili per una possibile recensione, confidando in tempi migliori per poter affrontare infine l’ascolto e la recensione. Poi, qualche tempo fa ho parlato con una persona che era stata al recente concerto romano dei Taake e che mi aveva detto di essere rimasta impressionata da una delle band di apertura, di cui al momento non ricordava affatto il nome. Facendo rapidamente una ricerca, ecco che risalta fuori il nome dei Dewfall, facendo balzare di colpo il mio interesse nei loro riguardi. Quello che è certo è che i Dewfall si meritano senz’altro tutto questo picco di attenzione, dal momento che questo loro “Hermeticus” è un lavoro che, nonostante un calo piuttosto evidente nella seconda metà del disco, merita senza dubbio totale supporto. Continua a leggere

DUIR
“Obsidio”

Nell’ascoltare questo “Obsidio”, secondo EP a firma dei veneti Duir, si ha come la sensazione di tornare con la mente a cavallo del secolo quando, passata la prima ondata Black norvegese, era tutto una rincorsa ad ascoltare i gruppi più astrusi provenienti da ogni angolo dell’Europa. Dall’ortodossia feroce di pazzoidi come i mitici Maniac Butcher fino alle contaminazioni con il Folk dei vari gruppi provenienti dalle aree dell’ex Unione Sovietica, era tutto uno scoprire nuove realtà che cercavano un proprio percorso musicale, nonostante una qualità sonora che il più delle volte raggiungeva livelli veramente infimi. Eppure, in tutto quel caos sonoro, si percepiva sempre una passione che oggigiorno è sempre più difficile trovare. Ebbene, l’ascoltare questi Duir mi ha riportato un po’ a quel periodo. Continua a leggere

DÉLÉTÈRE
“De Horae Leprae”

Senza voler addentrarmi in scomodi paragoni, da parecchi anni a questa parte la scena Black Metal canadese, specie quella di matrice francofona, ha raggiunto livelli di tutto rispetto sfornando diverse realtà parecchio interessanti, come testimoniato più volte su queste stesse pagine. Questa volta è il momento di concentrare la nostra attenzione sui Délétère, un duo attivo da una decina d’anno, in cui troviamo tra l’altro Atheos dei Monarque, che sembra avere un debole per il latino ed i morbi pestilenziali che flagellavano la popolazione medievale. Titoli come quello dell’album di debutto, “Les Heures De La Peste”, o dell’EP che me li ha fatti conoscere, “Per Aspera Ad Pestilentiam”, sono più che una dichiarazione d’intenti, e questo “De Horae Leprae”, con buona pace di Cicerone (ma sono in ottima compagnia), ne è la naturale continuazione. Continua a leggere

DEADLY CARNAGE
“Through The Void, Above The Suns”

Anche se ad esser sincero non sono mai riuscito ad apprezzarlo fino in fondo, il Post-Black in tutte le sue varie contaminazioni rimane un ascolto che di tanto in tanto mi concedo volentieri. L’idea di andare a sentire una band che con le precedenti uscite aveva ricevuto dei giudizi positivi un po’ da tutte le parti quindi mi stuzzicava, al punto che mi sono avvicinato con più di qualche aspettativa a questo “Through The Void, Above The Suns”. In questo loro quarto full length i Deadly Carnage, a dispetto di un monicker che sembrerebbe promettere ben altro e che riflette i loro inizi in territori prettamente Black, si cimentano appunto in un Post-Black intriso di influenze Doom e Post-Rock formalmente ineccepibile e ambizioso, essendo stato il tutto sviluppato tra l’altro come un concept album. Continua a leggere

DARK ANGELS
“Venomous Embrace”

E no, purtroppo mi dispiace deludere i nostri cari lettori, ma questo “Venomous Embrace” non è l’insperato successore del mitico “Time Does Not Heal”, bensì il quarto full length di questo sestetto ceco avente il nome di Dark Angels, al plurale. Tuttavia, a parte l’infelice scelta del proprio nome, che potrebbe portare fuori strada più di qualche ascoltatore, questo “Venomous Embrace” è un lavoro che potrebbe suscitare l’interesse di tutti gli amanti del Gothic Doom di diretta discendenza inglese, ossia My Dying Bride e Paradise Lost, ma anche qualcosina dei Cradle Of Filth nelle parti più cattive. D’altronde, questi Dark Angels non sono una band alle prime armi, avendo una esperienza più che decennale ed un alchimia tra i vari componenti più che rodata, dal momento che quasi tutti loro suonano anche in un altro progetto Gothic a nome After Rain. Continua a leggere

DAWN OF A DARK AGE
“The Six Elements, Vol. 5 Spirit / Mystères”

Tra i dischi lasciati a macerare lentamente nel corso di questi ultimi mesi c’è anche questo atteso ritorno del buon Vittorio Sabelli e del suo progetto Dawn Of A Dark Age. Persa la possibilità di poter mantenere le sue strette scadenze semestrali a causa della mancanza di una solida label di supporto, Vittorio al termine di una lunga ricerca ha trovato il giusto sostegno necessario nella label americana Razed Soul Productions, che lo scorso marzo ha rilasciato i due episodi conclusivi della sua serie “The Six Elements”, accorpando insieme gli episodi finali di “Spirit” e “Mystères”. Ad accompagnare il polistrumentista Vittorio in questo suo viaggio finale, troviamo nuovamente il valido supporto dietro le pelli di Aeternus (Handful Of Hate e Maerormid) e la presenza alle vocals di Luca Del Re (Silvans), con l’aggiunta anche di P-Kast alla viola e Marco Molino alle percussioni e marimba. Continua a leggere

DOWNCAST TWILIGHT
“Under The Wings Of The Aquila”

Come è nostra consuetudine, cassiamo in automatico qualsiasi promo che ci arriva in redazione la cui data di pubblicazione sia anteriore di sei mesi. Questo provvedimento è dovuto al fatto che la nostra redazione è estremamente limitata, ed è quindi necessario adottare questa soluzione al fine di rimanere un minimo sul pezzo. A tutto questo però ci sono delle deroghe, come nel qui presente caso dei Downcast Twilight. Arrivato inaspettatamente insieme ai Pereplut, questo debutto intitolato “Under The Wings Of The Aquila”, uscito per conto dei tizi della Stygian Crypt Productions quasi un anno fa, è semplicemente straordinario. Continua a leggere

DARK MATTER SECRET
“Perfect World Creation”

Mettiamola così, se già pubblicare un primo lavoro sulla lunga distanza in grado di carpire l’attenzione non è così banale, farlo con un album interamente strumentale non è certo da tutti, a maggior ragione se si veleggia in territori Technical Death, un genere che troppo spesso sconfina in virtuosismi musicali tanto esasperati quanto fini a se stessi. Questi tre ragazzi russi che portano avanti il progetto a nome Dark Matter Secret hanno però la giusta dose di personalità e spregiudicatezza e hanno optato appunto per un disco in cui a farla da padrone sono soltanto gli strumenti, scelta come detto azzardata ma che in questo “Perfect World Creation” si rivela vincente. Continua a leggere

DARKENHÖLD
“Memoria Sylvarum”

La fascinazione verso un Medioevo idealizzato e carico di suggestioni epiche ha sempre trovato nel corso degli anni terreno molto fertile tra numerosi gruppi Metal, non da ultimi i Darkenhöld, una band francese che abbiamo già avuto modo di ospitare sulle nostre pagine virtuali e che ora ritorna a far sventolare in alto il proprio vessillo. Per chi tra di voi si fosse perso i loro precedenti lavori, i transalpini sono tra i più convincenti fautori di un Black Metal in bilico tra influenze Symphonic e slanci in odore di Epic, non disdegnando brevi passaggi acustici come pure fraseggi di pregevole fattura nei vari assoli che impreziosiscono le composizioni. Continua a leggere

D8 DIMENSION
“ProGr 0”

Sono veramente contento che, a distanza di ben quattro anni, mi sia arrivata sulla mail la richiesta di recensire il nuovo lavoro della band livornese dei D8 Dimension. Il loro EP di debutto “Octocrura” fu infatti una piacevole sorpresa per il sottoscritto, con ritmiche geometriche e compatte di derivazione Fear Factory mescolate ad un approccio industrial-elettronico, e con la presenza di un vero cantante di razza come Tepe, con il suo timbro alla Layne Staley, che creavano una miscela decisamente interessante e dall’elevato potenziale futuro. Ora, i cinque livornesi tornano a farsi vivi con un vero e proprio full-lenght, intitolato “ProGr 0” e totalmente autoprodotto. Disponibile in streaming sia su Youtube che su Bandcamp, “ProGr 0” è un deciso passo in avanti per i nostri, soprattutto in virtù dello sviluppo di uno stile maggiormente personale. Innanzitutto, la sezione ritmica, pur rimanendo ancora abbastanza legata a delle ritmiche squadrate e schiacciasassi, mostra chitarre che riescono comunque a rendersi più varie, toccando diversi stili nella costruzione dei riff, si vedano per esempio le chitarre armonizzate della conclusiva “Y: Salt On Carthage”. Continua a leggere

DAY BEFORE US
“Nihil Interit”

E’ passato poco più di un anno da quando ho recensito in modo entusiasta le sonorità elegiache e crepuscolari dell’artista francese Philippe Blache e del suo progetto a nome Day Before Us, ed ecco giungere in maniera del tutto inaspettata il suo seguito “Nihil Interit”. Sebbene le coordinate stilistiche scelte da Blache rimangano più o meno ancorate a quanto mostrato nel debutto, fin dalle due tracce d’apertura “Saint Of Grief” e “Vigils Of Time” si nota una decisa sterzata verso sonorità più minimali e dilatate, con la delicata voce di Natalya Romashina a fare il suo ingresso solamente nella terza traccia “Per Aspera Ad Astra”. Continua a leggere