ENSHINE
“Transcending Fire”

Con l’ultimo full-lenght “Singularity” risalente ormai a sei anni fa, ero convinto che il progetto Enshine fosse definitivamente chiuso, ed ecco invece tornare fra di noi il duo Jari Lindholm – Sebastien Pierre con questo breve EP di quattro tracce, che possiamo interpretare come un preludio ad un nuovo lavoro di prossima uscita. Infatti, “Trascending Fire” contiene giusto tre tracce inedite, di cui una completamente strumentale, e la versione acustica di “Constellation”, tratta dal loro primo album “Origin”. I due nuovi brani sono in quello stile particolare ormai perfettamente cesellato dal buon Lindholm, nel quale un Death Metal di tradizione svedese viene completamente disciolto in trame sonore ricche di synth e dalle ambientazioni sci-fi. Tuttavia, pur riconoscendo la bontà delle tracce in questione, non riesco ad esserne pienamente coinvolto e tramortito, con il loro esordio che ancora rimane insuperato. Già dal successivo “Singularity”, ho iniziato ad avere la sensazione che il buon Jari sia rimasto incastrato alle ottime intuizioni dell’album di debutto, senza però riuscire ad andare oltre. Tra l’altro, questa estate mi sono anche riascoltato “Singularity”, di cui in passato non scrissi benissimo, e in parte anche rivalutato, anche se un brano con l’impatto di una “Cinders” non sono purtroppo riusciti più a scriverlo. Continua a leggere

EDITORIALE N°16
“Best Of 2020”

Non serve stare a spiegare quanto questo 2020 sia stato un anno particolarmente duro e complicato, e per quanto sia stato possibile, ho cercato di tirare avanti con Hypnos Webzine cercando di mantenere una inaspettata regolarità. Tuttavia, il fatto di aver retto da solo tutto il peso della webzine sulle mie spalle, mi ha costretto a riflettere molto sul senso di portare ancora avanti questo piccolo, minuscolo progetto editoriale. Sono sempre stato fiero del nostro status di piccola, ma indipendente, webzine, e non mi sono mai interessato di andare a vedere il numero di contatti raggiunti con le singole recensioni. Ora, a distanza di tanti anni dal nostro debutto, le cose intorno a me sono molto cambiate. Il tempo per ascoltare musica è diminuito drasticamente, e non nascondo che il mio interesse nel seguire nuovi gruppi diminuisce ogni giorno che passa. Per carità, non voglio passare per il vecchio nostalgico che rimpiange gli anni passati, ma sento di avere poca affinità con quello che oggi si definisce Metal, probabilmente dovuto al semplice fatto che quello che ero dodici anni ora non lo sono più. Vorrei tranquillizzarvi subito, non ho intenzione di chiudere al momento Hypnos Webzine, la voglia di continuare a scrivere e sentire musica nuova c’è ancora, semplicemente voglio dire che ho iniziato a pensarci su. Questo è solo un piccolo sfogo personale, dovuto forse al fatto di essere solo al comando, e non essere stato in grado di attirare nessun nuovo collaboratore. Detto questo, ringrazio ancora una volta ogni band ed etichetta che ha inviato il proprio materiale, ricordando a tutti gli interessati che potete contattarci via mail o sulla nostra pagina Facebook.

Lo staff di Hypnos Webzine

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ETERNAL ROT
“Putridarium”

In questo maledetto 2020 che sta lentamente e dolorosamente arrivando alla sua conclusione, questi Eternal Rot, sono senza alcun dubbio la mia sorpresa musicale dell’anno. Per carità, ho ascoltato di certo ottimi lavori, tra i quali cito giusto i Giobia o i Nero Or The Fall Of Rome, però mancava ancora quel disco che ti facesse veramente saltare dalla sedia, soprattutto in un contesto musicale più estremo. Questo terzetto polacco riesce con questo “Putridarium”, loro secondo full-lenght, a tirare fuori dal cilindro un incredibile incrocio tra Death svedese e Doom, riuscendo nella loro fangosità a risultare persino onirici e psichedelici. Dalle mie parole potrebbe sembrare che la loro proposta risulti piuttosto cervelottica o astratta, ma in realtà la parola d’ordine per gli Eternal Rot, è semplicità. Ascoltatevi la seconda traccia “Serenity Through Maniacal Flagellation with Decomposing Limbs” e stupitevi. Il riffing di chitarra di Mayer, ed i pattern di batteria di Psycholadek, è quanto di più semplice e lineare si possa trovare in giro. Continua a leggere

EDITORIALE N°15
“Best Of 2019”

Prima di archiviare il 2019, Hypnos Webzine traccia l’usuale bilancio di fine anno con le classifiche personali dei membri dello staff. Con l’occasione, ringraziamo ancora una volta ogni band ed etichetta che ci ha inviato il proprio materiale, ricordando a tutti gli interessati che potete contattarci via mail o sulla nostra pagina Facebook.

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ESOGENESI
“Esogenesi”

Il complimento più grande che potrei fare a questi Esogenesi è quello di dire loro di essere vecchi, o retro se proprio vogliamo mantenere un certo aplomb. Non fraintendetemi, il quintetto milanese guidato dal vocalist Davide Roccato è composto da ragazzi giovani e talentuosi, quello per cui ho utilizzato l’aggettivo vecchio riguarda la loro scelta di andare a ripescare delle sonorità Death Doom di inizio anni novanta, per intenderci quello che suonavano i primi My Dying Bride, Anathema o Paradise Lost, e non volerne affatto aggiornare il canone ai tempi moderni. Growl cavernoso e da manuale, batteria scandita, chitarre dalla distorsione secca ed un basso a puntellare con efficacia le trame chitarristiche, ma anche capace di trovare il proprio spazio. Tuttavia, questi Esogenesi, oltre ai già menzionati maestri del Death Doom inglese, mi ricordano tantissimo gli Isole, un gruppo da me venerato in gioventù, capaci di abbinare la lentezza esasperante del genere a delle melodie fortemente malinconiche. Non c’è nulla di veramente innovativo in questo debutto, eppure il sentire un lavoro di tale qualità, ci si rende conto di quanto mi mancava ascoltare cose di questo genere. Continua a leggere