NJIQAHDDA / NJIIJN / FUNERAL ECLIPSE / OAKS OF BETHEL
“Departures Of The Golden Temple”

Se non ricordo male, questo split-vetrina intitolato “Departures Of The Golden Temple” e composto da quattro tra i vari progetti del duo e venne pubblicato in un periodo piuttosto problematico per la sua etichetta. Tuttavia, le cose si rimetteranno prontamente a posto, e tutto il tempo perso verrà abbondantemente recuperato l’anno successivo. A parte queste note contestuali, “Departures Of The Golden Temple” è un buon lavoro d’entrata per chi si vuole approcciare con le tonnellate di progetti fatti dal duo americano, visto che troviamo insieme Njiqahdda, Njiijn, Oaks Of Bethel e i Funeral Eclipse, che a dir la verità non ho mai avuto modo di ascoltare prima. Ad aprire le danze ci sono i Njiqahhda, che portano in dote tre tracce piuttosto complesse e che si snodano in maniera contorta tra passaggi tirati e momenti più tecnici e cervellotici, mescolando Black Metal e Death Metal senza alcun tipo di remora, ma in maniera perfettamente coerente con la trasformazione stilistica in atto nel progetto. La produzione è molto secca e pulita, ben lontano dai classici suoni low-fi del passato, ed anche i brani non sono affatto male, sebbene necessitino di diversi ascolti per essere digeriti, con “Pass Into Oblivion” che anticipa di molto le sonorità del prossimo “Serpents In The Sun”. Continua a leggere

FLASH ARNOLD
“The Pump”

Trovate che i W O L F C L U B siano troppi orientati al pop o che gli Hotel Pools siano troppo musica da aperitivo, ma volete comunque ascoltare qualcosa di tamarro e puramente anni Ottanta? Beh, sono sicuro che Flash Arnold, nickname per il producer finlandese Tuukka Rissanen, farà sicuramente al caso vostro. Infatti, grazie alla piccola label ceka Keytar Records, con questo “The Pump” possiamo godere di tutti i migliori brani rilasciati durante il triennio 2012 – 2014 in totale autoproduzione. A partire dalla famosa “The Pump”, traccia praticamente immancabile su qualunque playlist Synthwave da spararsi in palestra, ascoltare questo best of è come fare un viaggio nel tempo indietro verso gli anni Ottanta. Risulta impossibile non far partire i propri ricordi, di fronte a tracce che raccolgono a piene mani da quel periodo, e la cosa incredibile è l’elevata qualità media posseduta da ogni singola traccia. Continua a leggere

V.A.
“Zappa (Original Motion Picture Soundtrack)”

Sebbene sia una cosa a cui penso dalla nascita della webzine, sono stato sempre restio a cimentarmi con recensioni di film o serie tv. Come ho ampiamente raccontato nella live report di “Koyaniqaatsi”, mi piace il cinema e mi vado anche a vedere cosa piuttosto di nicchia, ma sento di non essere adatto a scriverci sopra. Per questo motivo ho deciso di mascherare la recensione dell’acclamato docufilm di Alex Winter dedicato a Frank Zappa ed intitolato semplicemente “Zappa” con quella della sua ricca colonna sonora. Da amante totale del maestro italo-americano ero già a conoscenza di questo documentario, ma dubitavo fortemente che potesse arrivare in Italia, ed invece ci ha pensato la Nexodigital a farci questo a regalo e dare quindi modo ai tanti appassionati di poter assistere a questo sguardo intimo e personale su un artista su cui si è sempre detto tutto ed il contrario di tutto. Ovviamente, mettere insieme in sole due ore la vita di un musicista che praticamente viveva per comporre musica è praticamente impossibile, ed infatti il regista, supportato e coordinato dal terzo figlio di Zappa Ahmed, ha optato per una visione che mette davanti il Frank Zappa uomo, relegando la sua musica in una posizione leggermente arretrata. O meglio, ovviamente la musica non si può scindere dalla figura di Zappa, ed è infatti è una presenza costante e continua, sin dall’inizio del film con le immagini del suo ultimo concerto (improvvisato) in quel di Praga nel 1991, o le numerose volte in cui Zappa ripete che per lui i musicisti sono giusto un mezzo solo per poter sentire la musica che scrive. Continua a leggere

FULCI
“Exhumed Information”

A circa due anni di distanza dal precedente “Tropical Sun”, che ha praticamente lanciato alla grande la carriera dei Fulci, il terzetto campano ritorna in maniera piuttosto inaspettata con questo “Exhumed Information”, album ispirato a quello che se non erro è il penultimo film girato dal Maestro. Un giallo piuttosto atipico e dai toni vagamente soprannaturali, che vedeva tra i protagonisti la recentemente scomparsa Karina Huff, più conosciuta come la fidanzatina inglese di De Sica in “Sapore di Mare”, Duilio Del Prete, il mitico Necchi del primo “Amici Miei”, oltre ad un giovanissimo e irriconoscibile Lorenzo Flaherty nei panni di Gianni, il fidanzato della Huff. Questo “Exhumed Information” è un lavoro piuttosto strambo per i Fulci, poiché presenta giusto cinque tracce del loro tipico Death Metal fortemente influenzato dai maestri americani, lasciando sostanzialmente la seconda parte del disco al misterioso progetto TV-Crimes, che invece guardano direttamente al mondo della Synthwave e delle colonne sonore degli anni ottanta, spezzando praticamente il disco in due parti ben nette e distinte. Continua a leggere

FROZEN WREATH
“Memento Mori”

Dopo l’interessante ristampa dei Witcher di cui ho parlato qualche mese fa, l’ungherese Filosofem Records sottopone alla mia attenzione anche il debutto di questo nuovo progetto chiamato Frozen Wreath, che vede coinvolti il pluristrumentista Zoltán Szele e lo stesso boss dell’etichetta, Roland Neubauer, nelle vesti di vocalist. Dovendo dare una descrizione di questo “Memento Mori”, direi che il suo scopo principale è quello di recuperare il feeling dei Satyricon e Dimmu Borgir degli esordi, attraverso una produzione sporca ma non dozzinale, dove la chitarra ha certamente un ruolo centrale, ma parte della sua atmosfera viene anche costruita con un sapiente uso dei synth. Certo, alcuni dei suoni scelti non sono proprio il massimo, come nel caso dell’opener “Megsárgult Fényképek”, ma se non altro hanno il pregio di suscitare forti richiami al glorioso passato del Black Metal norvegese. Tuttavia, quello che è senza alcun dubbio uno dei suoi pregi principali, è però anche il suo limite maggiore. Continua a leggere