FROZEN SAND
“Fractals: A Shadow Out Of Lights”

Difficile catalogare in maniera semplicistica la proposta di questo giovane gruppo del novarese, che dopo diversi anni di dura gavetta è riuscito alla fine ad autoprodurre il tanto agognato album di debutto. Infatti, nonostante una produzione a tratti un po’ grezza e confusionaria, questo “Fractals: A Shadow Out Of Lights” mostra una band capace di integrare in maniera convincente il Prog Metal di chiara discendenza Dream Theater, concedendosi anche qualche deragliamento in ambito Djent, con delle sane sfuriate in doppia cassa tipicamente Power Metal, riuscendo sempre a rimanere focalizzato su delle linee melodiche convincenti. A parte l’indiscussa elevata preparazione tecnica del quintetto, la vera arma vincente dei Frozen Sand è, a mio modesto avviso, il vocalist Luca Pettinaroli, un vero e proprio camaleonte del microfono. Continua a leggere

FORGOTTEN WOODS
“As The Wolves Gather + Sjelv Av Natten”

Sarò sincero, all’inizio, per questa scintillante ri-edizione di “As The Wolves Gather” rilasciata da ATMF, avevo l’intenzione di riprendere e di riadattare una mia vecchia recensione pubblicata per una vecchia webzine con cui collaboravo anni fa in occasione di un tributo ai grandi Forgotten Woods. Poi, riascoltando di nuovo dopo tanti anni il disco, ho deciso di lasciare perdere e di sfruttare questa ristampa per lasciarmi nostalgicamente andare a ricordi e sensazioni. Infatti, ho sempre avuto un debole non da poco per la band di Rune Vedaa e Olav Berland, e sono state davvero tante le volte che ho messo su nel mio stereo “The Curse Of Mankind” per poi lasciarmi assorbire completamente dall’ascolto della lunghissima “The Starlit Waters / I, The Mountain”, assaporandone, come se fosse un ottimo vino, le vocal burzumiane, gli arpeggi malinconici e quel retrogusto Rock che loro si son sempre portati dietro di nascosto. Ma d’altronde, i Forgotten Woods non son davvero mai stati facilmente inquadrabili come un gruppo Black Metal. Spesso ignorati dai più per via di un’immagine assolutamente anonima e priva di qualsiasi eccesso, anzi definiti diverse volte come un derivato di seconda mano di Burzum. Continua a leggere

FEN
“Winter”

Anche se li ascolto già da diverso tempo, per un motivo o per l’altro non ho mai parlato su queste pagine virtuali dei Fen, un gruppo inglese attivo ormai da una decina d’anni che è andato sempre più ritagliandosi un proprio spazio nell’affollato panorama musicale, scrollandosi via via di dosso l’ingombrante “spettro” degli Agalloch. Che i nostri abbiano mandato a memoria la lezione impartita dall’ormai ex band di Portland è, per carità, innegabile, ma album dopo album hanno saputo declinarla in forme e modi che, di fatto, han permesso loro di ampliare i propri orizzonti sonori e di assumere una propria fisionomia ben definita. Continua a leggere

FALLS OF RAUROS
“Vigilance Perennial”

Quando ormai qualche mese fa mi è arrivata l’anteprima di questo nuovo lavoro dei Falls Of Rauros, mi ci sono buttato a capofitto con la piena convinzione di trovare un album che doveva esser come o meglio dei precedenti. Anche se poi così effettivamente è stato, chissà perché il primissimo approccio con “Vigilance Perennial” non mi aveva soddisfatto del tutto, tanto che ho sentito come il bisogno di lasciarlo decantare per un po’, mettendolo da parte nell’intima speranza che, ad un nuovo ascolto, potesse darmi ancora qualcosa di più. In un certo senso era come se avessi bisogno di metabolizzare la nuova metamorfosi subita dalla band americana, o quantomeno questa è l’impressione imputabile alla marcata differenza di percezione che ho avuto quando sono andato a riprendere in mano dopo qualche settimana questa loro quarta fatica sulla lunga distanza. Continua a leggere

FORTERESSE
“Thèmes Pour La Rébellion”

Quando ormai dieci anni fa ho iniziato a scandagliare in modo più approfondito quel che già allora era il fittissimo sottobosco delle realtà Black non scandinave, uno dei primi gruppi in cui mi sono imbattuto sono stati gli allora esordienti Forteresse, che con il loro magnifico “Métal Noir Québécois” rivendicavano con fierezza fin da tale titolo la loro identità francofona, tratto distintivo della loro discografia che li accomunava a molte altre realtà della scena canadese come Brume d’Automne, Monarque e Csejthe. Per tanti motivi, non ultimo il fatto che di li in avanti i nostri addolcirono, se così si può dire, il proprio suono aggiungendoci parecchie dosi di atmosfericità a discapito di un riffing più diretto, quello è stato l’unico album del gruppo del Québec che ho apprezzato in tutto e per tutto, quindi l’arrivo della richiesta di recensione del loro nuovo “Thèmes Pour La Rébellion” non mi aveva acceso chissà quale entusiasmo, giusto soltanto un po’ di curiosità visto il buon ritorno con la recente “Wendigo” (2014), uscita nello split a quattro “Légendes”. Continua a leggere

FROZEN OCEAN
“The Prowess Of Dormition”

Puntuale come un orologio svizzero, il musicista russo Vaarwel ed il suo progetto Frozen Ocean tornano sulle nostre pagine virtuali a distanza di un anno dalla svolta elettronica di “Prills Of Remembrance”. Questo nuovo lavoro, un EP intitolato “The Prowess Of Dormition”, denota un ritorno a sonorità marcatamente Atmospheric Black, con il classico riffing che viene però reinterpretato in un modo alquanto particolare. Nonostante Vaarwel si mantenga abbastanza fedele allo stile qui proposto, in realtà quello che esce fuori è un Black Metal si freddo, ma allo stesso tempo anche molto solare, quasi a voler rappresentare l’intenso e brillante riflesso prodotto dal paesaggio innevato presente in copertina. Continua a leggere

FURIOUS BARKING / DESMODUS
“Italian Thrash Relics Vol. 1”

Interessante iniziativa quella portata avanti dalle italiane Rude Awakening Records e DeathStorm Records e che dovrebbe portare alla realizzazione di una serie di split album, intitolati “Italian Thrash Relics”, nei quali verranno ripubblicati una serie di EP o demo di gruppi Thrash italiani attivi alla fine degli anni ottanta/inizio anni novanta ormai introvabili. Una iniziativa che ritengo sia assolutamente lodevole, data la genuinità di una scena come quella italiana in cui molte band non ebbero mai la reale possibilità di poter cogliere quanto seminato. A scontrarsi in questo primo volume sono gli ascolani Furious Barking, che ripresentano in questa nuova veste il loro EP “De-Industrialized” del 1991, e i goriziani Desmodus, dei quali viene riesumato il loro unico lavoro del 1992, “Human Wreck”. Continua a leggere

FLESHLESS
“Devoured Beyond Recognition”

Dopo aver visitato gli sporchi bassifondi newyorkesi con i Criminal Element, ci spostiamo in quel di Decín, una piccola città settentrionale della Repubblica Ceca, per parlare di un’altra release targata Metal Age Productions e di questi veterani macellai che rispondono al nome di Fleshless. La storia della band affonda le sue origini fin dal 1990, quando i nostri si chiamavano ancora Zvrator, monicker poi cambiato nel ben più diretto nome attuale nel 1993. Da allora, il quartetto ne ha fatta parecchia di strada, registrando ben otto full-lenght, compreso il qui presente “Devoured Beyond Recognition”, l’ultimo dei quali risale però a quasi quattro anni fa, “Slaves Of The God Machine”, ed una manciata di split e demo. La line-up è rimasta praticamente intatta da dieci anni a questa parte e vede alle vocal Vladimir Prokoš, il suo compare sin dai tempi degli Zvrator Ludek Huzán alla chitarra, Michal Filipi, ex Lykathea Aflame a completare la coppia di asce, e Vitys alla batteria a chiudere la formazione. Inoltre, dalle note biografiche allegate al promo non sembra essere presente un bassista o, quantomeno, qualcuno che lo suoni. Il fatto viene anche confermato dall’ascolto del disco, con le chitarre che risultano essere molto cristalline anche nei toni bassi. Continua a leggere

INTERVISTA FUNERAL MARMOORI – Il Capitano

Rimasti molto affascinati dall’Heavy Doom a tinte psichedeliche presente nel loro secondo full-lenght, edito dalla Minotauro Records, “The Deer Woman”, era d’obbligo per noi di Hypnos Webzine andare ad approfondire tutto quel che gira intorno al monicker Funeral Marmoori. Fortunatamente, abbiamo trovato ne Il Capitano un interlocutore decisamente voglioso di raccontare, anche in toni ironici, il proprio mondo musicale. Continua a leggere

FINAL DAYS SOCIETY
“Icebreaker”

E’ un suono che arriva direttamente dalle fredde e gelate lande del Nord Europa quello concepito dai Final Days Society, quintetto svedese proveniente dalla cittadina di Växjö, il cui suono chiaro e cristallino come una bianca coltre nevosa sotto un luminoso sole invernale non può fare altro che riportare alla mente i padri indiscussi del Post-Rock, ossia gli immensi Sigur Ròs. Capitanati dal bassista e cantante d’origine thailandese Suwat Khanh, i nostri giungono con “Icebreaker” alla loro terza fatica discografica in circa dieci anni di attività, proponendo un lavoro che sembra voler mettere in musica i forti contrasti naturali delle fredde lande del Nord. Continua a leggere

FUNERAL MARMOORI
“The Deer Woman”

Come prima recensione fatta in questo 2016, l’ascolto di “The Deer Woman”, secondo full lenght del quartetto toscano Funeral Marmoori, non può che rappresentare un ottimo auspicio per il prosieguo. Infatti, questo Heavy Doom di chiara estrazione St. Vitus ed incestato con oscure influenze settantiane tramite l’utilizzo intrigante di un organo Farfisa, è davvero pane per i miei denti. Ma facciamo brevemente un passo indietro ed introduciamo per bene la band. Formatisi nel 2008 da una idea del Capitano (voce e chitarra) e del Boss (batteria), già insieme nel gruppo Stoner Gum, a cui in seguito si aggiungono Nadin (organo Farfisa & synth Juno-d) ed il bassista Marco Trentanove, con questa line-up i Funeral Marmoori registrano nel 2011 il loro debutto “Vol. 1”, pubblicato per conto della BloodRock Records. In seguito, la band farà molta attività live, suonando con gruppi del calibro di Orange Goblin e Karma To Burn, per arrivare poi alla attuale line-up con l’ingresso in pianta stabile della bassista Annalisa ed al contratto con la Minotauro Records, etichetta che rilascia questo secondo opus intitolato “The Deer Woman”. Continua a leggere

FORNACE
“My Journey Is Ending But The Torment Will Be Eternal”

Davvero curiosa la storia dei Fornace. Nati nel 2000 per volontà di Possessed e Gnoll e passati attraverso molti cambi di line up che ne han rallentato non poco l’attività, con l’uscita del debutto sulla lunga distanza “Pregnant Is The Night”, datato 2012, sembrava che la strada si fosse finalmente messa in discesa. E invece no, perché negli ultimi anni il gruppo è andato incontro all’ennesimo cambio di formazione che, ironia della sorte, ha visto i nostri ritornare ad essere un duo, con i soli Possessed (basso e voce) e Mastiff (chitarre) a garantire continuità al progetto, supportati in questa occasione dal turnista Paolo Mingoni dietro le pelli. Tutte queste vicissitudini hanno finito inevitabilmente per riverberarsi anche sul piano musicale, con il suono dei Fornace che si è fatto più cupo e, per certi versi, più malinconico, come sembra trapelare anche dal titolo dell’album, ossia “My Journey Is Ending But The Torment Will Be Eternal”. Continua a leggere

FILII ELIAE
“Cimiterivm”

Tenendo fede a quanto anticipatoci da Ossibvs Ignotis nell’intervista rilasciata a inizio settembre, i Filii Eliae tornano sulle scene dopo poco tempo con questo nuovo “Cimiterivm”, un lavoro che fin dal titolo funereo riflette perfettamente il cambio di direzione intrapreso dai fratelli Figliolia verso lidi sonori quasi prettamente Doom, dove prevalgono maggiormente l tempi rallentati e il ricorso a spettrali synth. “Cimiterivm” è un vero e proprio viaggio tra i cimiteri di provincia ormai dimenticati, alla scoperta di mausolei ed ossari sporchi, impegnati di morte e carne in decomposizione. Continua a leggere

FROZEN OCEAN
“Prills Of Remembrance”

Dopo averci fatto vagare nello spazio più profondo con il bellissimo “The Dyson Swarm”, l’instancabile Vaarwel ritorna con un nuovo ed ambizioso lavoro composto nel corso dello scorso anno e pubblicato all’inizio di questo 2015 in modo totalmente indipendente. In questo “Prills Of Remembrance”, che potremmo tradurre in maniera semplificata come gocce di memoria, Vaarwel decide di mettere da parte completamente qualsiasi riferimento al Metal oltre che a droni di qualsiasi tipo, in favore di un sound totalmente elettronico, ricco di melodie e dettagli, oltre che supportato da semplici ritmiche Trip-Hop. Continua a leggere

FUNERARY BELL
“Graveyard Sèance”

E’ veramente con grande piacere che vado a recensire un nuovo lavoro dei finlandesi Funerary Bell, un gruppo che dopo l’uscita del loro interessante album di debutto “The Coven” aveva fatto perdere un pochino le proprie tracce. Una sola tape autoprodotta rilasciata nel 2013 (“Horrific TransCosmic Overture”) è davvero ben poca cosa per una band in grado di coniugare il Black Metal della propria terra natia con un Death/Doom di stampo inglese. Le attese per una nuova release erano dunque sicuramente alte ma purtroppo per il sottoscritto e per i fan che lo avrebbero apprezzato, questo “Graveyard Sèance” non è il tanto atteso nuovo album, che forse vedrà luce nel secondo semestre di questo anno, bensì un piccolo EP di antipasto uscito per conto della Saturnal Records e contenente due sole tracce per una durata di circa dodici minuti. Continua a leggere

FALLS OF RAUROS
“Believe In No Coming Shore”

Se è vero che il terzo album rappresenta uno dei banchi di prova più delicati perché sancisce, senza quasi più possibilità di ulteriori appelli, la definitiva o meno maturità compositiva di un gruppo, nel caso dei Falls Of Rauros si può con sicurezza affermare che l’ostacolo è stato superato, e anche brillantemente. Formatosi nel 2005 in quel di Portland (Maine), il quartetto americano si era già fatto notare fin dagli esordi con dei buoni lavori, tra cui spiccavano il debutto “Hail Wind And Hewn Oak” e il successivo “The Light That Dwells In Rotten Woods”, ma solo quest’anno è sembrato essersi definitivamente scrollato di dosso l’ingombrante ombra degli Agalloch, band che quasi sicuramente ha avuto una grande influenza nella loro formazione musicale. Continua a leggere

FULL MOON RITUAL
“Emperor Of The Age Of Disorder”

Formatosi solo nel 2010 ma con alle spalle già un demo e un debutto sulla lunga distanza (“Nightcall Comes From The Forest”), il trio pugliese Full Moon Ritual sembra non voler perdere tempo avendo già dato alle stampe il proprio secondo full length, cioè il qui presente “Emperor Of The Age Of Disorder”. Se una simile prolificità potrebbe far pensare ad un gruppo che punta più sulla quantità che sulla qualità, ebbe ci si convince facilmente del contrario anche dopo un primo sommario ascolto di questo nuovo capitolo discografico, un lavoro di Black Metal nudo e crudo che difficilmente potrà lasciare indifferenti gli amanti di questo genere. Continua a leggere

FRENTRUM
“Demo”

Generalmente quando ricevo lavori estremamente brevi da recensire tendo sempre ad operare una sospensione del giudizio sulla band in questione, limitandomi soltanto a descrivere a grandi righe quanto ascoltato nel breve lasso di tempo e aspettare release più sostanziose per farmi una idea sulla reale qualità musicale espressa. Lo stesso potrei dire per questo nuovo/vecchio progetto chiamato Frentrum, concepito inizialmente nel 1996 dal mastermind Ant, già vocalist dei Malanoctem, e poi ripreso successivamente nel 2013, che esordisce con questo “Demo” contenente solamente tre brani di cui una cover di “Transilvanian Hunger” dei Darkthrone. Se la presenza di quest’ultima cover potrebbe far pensare all’ennesima band copia carbone dei maestri norvegesi, in realtà le due tracce inedite “Dalle Profondità Dell’Uomo” e “E Che Tornino A Bruciare…” smentiscono categoricamente questa possibilità. Continua a leggere