HORNWOOD FELL
“My Body, My Time”

Se già l’evoluzione musicale occorsa tra il debutto omonimo e “Yheri” sembrava lasciarlo presagire, quanto mi era stato detto in un’intervista da Marco Basili, che assieme al fratello Andrea è l’anima pulsante degli Hornwood Fell, suonava proprio come una una conferma del cambiamento come necessità per la band: “Mi è sempre molto difficile rimanere sugli stessi binari in tutto e per tutto, per non parlare di mio fratello […] Mi sono reso conto di non essere capace di portare avanti una cosa di questo tipo anche da un punto di vista emotivo. […] Per me sarebbe come vivere sempre nella stessa stanza: spostare i mobili, pitturare i muri di un altro colore non mi farebbe sentire meno costretto”. Non c’è quindi da stupirsi che i nostri tornino ora a farsi sentire con un nuovo lavoro, “My Body, My Time”, che incarna alla perfezione questo spirito che tende per sua intima natura ad una evoluzione continua. Continua a leggere

HAEMORRHAGE
“We Are The Gore”

Con buona pace di chi vorrebbe che il Metal si prendesse sempre fin troppo sul serio, la nostra musica preferita non ha mai lesinato di regalarci dei gruppi in grado di trattare con un qual certo humour la materia. Senza scomodare la lucida follia della buonanima di Seth Putnam e dei suoi Anal Cunt ed Impaled Northern Moonforest o band come i Cannabis Corpse che parodizzano titoli e tematiche dei più importanti album Death, ho sempre avuto un debole per quelle realtà Goregrind capaci di conciliare buone doti creative con spiccate dosi di dissacrante (auto)ironia. Prima dei Torsofuck e dei To Separate The Flesh From The Bones, chi aveva saputo incarnare perfettamente questa mia fissazione erano stati gli Haemorrhage, conosciuti per caso ai tempi di “Morgue Sweet Morgue”. Continua a leggere

HASTUR
“The Black River”

Dopo alcuni giorni di assenza forzata a causa di motivi prettamente tecnici, torno a macinare recensioni per voi lettori di Hypnos Webzine parlando del tanto sospirato debutto dei genovesi Hastur. Attivi sin dalla prima metà degli anni novanta, i nostri non devono aver avuto molta fortuna con la loro carriera dal momento che han dovuto attendere più di vent’anni per arrivare a pubblicare il loro primo full-lenght intitolato “The Black River”. Tutto ciò per merito della costanza e della tenacia del batterista Hayzmann, unico superstite della formazione originale, che è riuscito a rimettere in pista il gruppo con l’innesto di due ex membri dei Sacradis, Napalm (voce e chitarra) e Grinder (basso), e di Docdeath alla seconda chitarra. Continua a leggere

HELLISH GOD
“Impure Spiritual Forces”

Gli Hellish God sono un terzetto che si è formato l’anno scorso per volere del batterista Luigi Contenti, già con un passato nei Vesper, insieme al chitarrista dei Burst Bowel Michele Di Ioia, ai quali si è poi aggiunto Tya, il vocalist di Antropofagus e Mindful Of Pripyat. Trovato un accordo con la Lord Of The Flies Records, viene dato quindi alle stampe il loro esordio “Impure Spiritual Force”, un EP di quattro tracce di puro Death Metal di scuola americana sulla falsa riga dei primi Deicide. In un periodo in cui il Death sta puntando quasi esclusivamente su sonorità estremamente tecniche ed arzigogolate, un’uscita di questo tipo è sicuramente ben accetta, pur sapendo in anticipo che non ci saranno molte sorprese al riguardo. Continua a leggere

HUMAN VIVISECTION
“The Perpetual Gap”

Se vi siete mai chiesti il perché le recensioni che faccio siano praticamente sempre positive, beh, è presto detto: prendo in considerazione soltanto quello che mi piace. Il fatto che ci siano arrivati due promo fisici, questo ed un altro di cui parlerò in un’altra occasione, mi ha costretto, a causa della nostra politica di accettazione, a sorbirmi questo “The Perpetual Gap”, full length di debutto dei belgi Human Vivisection. Trattandosi di Brutal (non lo avreste mai detto, vero?) non è che mi aspettassi poi di trovarmi di fronte a qualcosa che mi avrebbe fatto rivalutare completamente il genere ma, da fruitore occasionale di queste sonorità, speravo di avere a che fare con un album che quantomeno non mi annoiasse. Pia illusione. Continua a leggere

HYBERNOID
“The Last Day Begins?”

La Xtreem Music è da sempre interessata ad andare a scovare gruppi attivi negli ’80 e nei ’90, che per svariati motivi sono rimasti quasi sempre misconosciuti e poco considerati da etichette e fans, e ristamparne i principali full-lenght con annessi lavori minori, come EP o demo, ormai introvabili. Nel caso dei qui recensiti Hybernoid, confesso candidamente che si tratta di una band di cui non avevo mai sentito parlare prima e che mi ha attratto principalmente per la copertina scelta per questo lavoro. Ogni tanto mi diletto in letture incentrate sull’archeologia misteriosa, e quelle quattro statue fotografate in mezzo a quella che sembrerebbe una giungla, mi hanno subito riportato alla mente le teorie sugli antichi astronauti di Sitchin o i fantastici viaggi di fantasia di Kolosimo su oscure e dimenticate popolazioni pre-Inca. Ovviamente, questi sono solo film mentali del sottoscritto, sebbene i testi degli Hybernoid mantengano una qualche connotazione con tematiche sci-fi. Ma, a parte questo, l’ascolto di questo “The Last Day Begins?”, che venne originariamente pubblicato nel lontano 1994 dalla mitica Displeased Records, mi ha lasciato alquanto a bocca aperta. Continua a leggere

HIGH PRIEST OF SATURN
“Son Of Earth And Sky”

Anche se non mi posso certamente definire un fanatico del genere, di tanto in tanto non mi dispiace ascoltare qualcosa in bilico tra il Doom e lo Stoner o qualcosa che affonda le proprie radici nel suono dei gruppi più influenti sulla scena negli ’60 e ’70. Questa volta l’occasione mi si è presentata con questo “Son Of Earth And Sky”, secondo lavoro sulla lunga distanza dei norvegesi High Priest Of Saturn, un quartetto che avevo avuto modo di conoscere con l’omonimo debutto e che aveva saputo colpirmi fin da subito con le sue sonorità tanto canoniche quanto magnetiche. Nei cinque nuovi pezzi che propongono, i nostri evolvono in parte la propria proposta ed allo stesso tempo alzano ancor più il livello rispetto al precedente album, piazzando senza soluzione di continuità dei riffoni saturi e pesanti impreziositi di volta in volta da sapienti incursioni di Hammond e inaspettate aperture di chitarra dal sapore Psychedelic Rock. Continua a leggere

HATE & MERDA
“La Capitale Del Male”

Dopo la bordata devastatrice assestataci con “L’Anno Dell’Odio”, l’improvvisa notizia che gli Hate & Merda avrebbero pubblicato il suo attesissimo seguito per fine gennaio mi ha subito “obbligato” ad andare a rompere le scatole alla Toten Schwan Records, in modo da avere in maniera repentina il tanto sospirato promo. Perciò, di nuovo a parlare dei due merdaioli toscani, che tornano a squartarci l’anima con questo “La Capitale Del Male”. Sempre supportati da un lunga catena di etichetta, fra le quali ricordo la già citata Toten Schwan Records, Dio)))Drone ed Utu Conspiracy, oltre che corredati da una copertina perfetta nel descrivere la desolazione umana musicata dal duo, gli Hate & Merda proseguono imperterriti ed in maniera perfettamente coerente il loro percorso di devastazione musicale iniziato con il precedente ed esplosivo debutto. Continua a leggere

INTERVISTA HORNWOOD FELL – Marco Basili

Dopo l’ottimo esordio uscito lo scorso anno, i laziali Hornwood Fell sono tornati subito al lavoro dando vita a “Yheri”, un album che ha ulteriormente messo in mostra tutto il loro talento. Come di consueto, abbiamo approfittato dell’occasione per una chiacchierata con Marco Basili, il leader della band assieme al fratello Andrea. Continua a leggere

HYPOTHERMIA
“Svartkonst”

Anche se gli Hypothermia a cui mi sento più fortemente legato sono quelli del periodo che va dai loro esordi fino all’EP “Gråtoner”, nel corso di questi anni non ho mai smesso di seguire la creatura di Kim Carlsson e la sua evoluzione che, a cavallo tra “Gråtoner” e “Skogens Hjärta”, lo ha visto addentrarsi sempre di più in territori Post-Rock. Proprio per questa mia forte passione per il progetto svedese, sono stato a lungo incerto se parlarvi di questo “Svartkonst”, temendo in buona sostanza di darne un giudizio più di pancia che di testa. Se ho cambiato idea e state leggendo queste righe è perché mi sono accorto che, con il passare del tempo, l’uscita infatti è di maggio, non ho avvertito un drastico calo di interesse nei suoi confronti in seguito all’evanescenza dell’euforia iniziale di poter ascoltare del materiale inedito. Continua a leggere

HORNA
“Hengen Tulet”

Anche se la sincera stima che nutro nei loro confronti mi spingerebbe ad attendere ogni nuova uscita degli Horna con una bella dose di aspettative, nel corso degli anni ho imparato a mie spese che Shatraug e compari possono essere fin troppo imprevedibili, alternando anche in poco tempo lavori estremamente validi ad altri meno ispirati. Dopo le ultime prove tutto sommato convincenti, “Askel Lähempänä Saatanaa” in primis, “Hengen Tulet” era quindi l’ideale banco di prova per testare la tenuta ad alti livelli del gruppo finlandese, capacità venuta meno in più di qualche occasione. In questo senso, l’apertura affidata ad “Amadriada”, perfetto esempio del loro inconfondibile sound, sembrava deporre a favore di una band in buona salute ma, purtroppo, già con le seguenti “Ajan Päättyessä” e “Nekromantia” mi sono sorte più di qualche perplessità, prova ne sia che la successiva “Saatanalle”, un pezzo di fatto abbastanza ordinario per i loro standard, si rivelerà uno degli episodi più riusciti dell’album. Continua a leggere

HORNWOOD FELL
“Yheri”

Anche se, colpevolmente, mi ero perso il loro omonimo debutto uscito l’anno scorso, questa volta sarebbe stato davvero imperdonabile non spendere qualche parola per questo nuovo lavoro degli Hornwood Fell, un trio laziale di recente formazione i cui membri hanno già alle spalle diverse esperienze in varie altre band, Kailash in primis. Se però nel loro ottimo esordio i nostri si cimentavano in un Black Metal totalmente devoto alla scuola norvegese, pur se rielaborato con un piglio personale, è con questo “Yheri” che l’esperienza maturata con i precedenti progetti inizia a farsi prepotentemente sentire, permettendo loro di ampliare il proprio spettro sonoro fino ad inglobare movenze in odore di Avantgarde, ma non solo. Continua a leggere

HARROW
“The River”

Dopo averli ospitati poco tempo fa con l’entusiasmante “Fallow Fields”, tornano sulle nostre pagine i canadesi Harrow che, come già anticipato in quella circostanza, sono freschi di pubblicazione del qui presente EP “The River”. Se due uscite così a stretto giro potrebbero far pensare a dei lavori se non connessi quantomeno molto simili, ciò in effetti appare evidente fin dalle prime note dell’iniziale title track, un bellissimo pezzo acustico che riprende il discorso esattamente dov’era stato interrotto nel precedente lavoro, evidenziando come gli Harrow siano una band che ha una facilità di scrittura su alti livelli davvero impressionante, come confermato anche dai successivi brani, “Stream Enterer” e “Return” Continua a leggere

HARROW
“Fallow Fields”

Sempre attenta a scandagliare nei recessi dell’universo Black Metal, l’attivissima Avantgarde Music questa volta ci propone i canadesi Harrow ed il loro terzo full length “Fallow Fields”, uscito originariamente come tape per Broken Limbs Recordings a metà febbraio pur essendo stato ultimato fin dall’anno precedente, circostanza che spiega la pubblicazione a ridosso dell’EP “The River” di cui ci occuperemo in una delle prossime recensioni. Anche se finire sotto l’egida dell’etichetta italiana è una sorta di certificato di garanzia, il fatto che l’infosheet distribuito dal promoter etichettasse i nostri come “Atavistic Folk Black Metal” qualche perplessità me la aveva fatta venire. Se l’aggettivo “atavistic” poteva infatti voler dire tutto e niente, l’accostamento tra Folk e Black non mi lasciava del tutto tranquillo perché, al netto di lodevoli eccezioni, il più delle volte non si va poi troppo distanti da sonorità degne delle peggiori feste della birra. Continua a leggere

INTERVISTA HATE & MERDA – Unnecessary 1 & Unnecessary 2

Autori di un disco, “L’Anno Dell’Odio”, che si è rivelato come una spietata ed impotente critica ai comportamenti e paranoie del mondo attuale, Hypnos Webzine non poteva che andare ad approfondire le tematiche apparse sul lavoro d’esordio degli Hate & Merda. Sempre nascosti sotto spesse calze nere, i due membri della band si sono mostrati ben disposti verso la nostra webzine, regalandoci un’interessante intervista, nella quale viene perfettamente fuori tutta la loro profondità di pensiero, unita ad una divertente vena ironica e ad una inaspettato grande senso di umiltà nei riguarda della propria musica e dei propri ascoltatori. Ma lasciamo spazio ai due “non necessari”… Continua a leggere

HELKA WU?
“Parallel Play”

L’inizio di questa recensione è stato problematico per il sottoscritto, dal momento che riuscire ad inquadrare il bordello sonoro generato da questi tre pazzoidi toscani riuniti sotto lo strano nome di Helka Wu? si è rivelato un’impresa decisamente ardua e complicata. Seppur di breve durata, questo EP intitolato “Parallel Play” ha messo in seria difficoltà i miei organi auditivi, e vista la mia lunga esperienza sia di recensore che di fruitore di qualsiasi genere musicale, già questo è di per se stesso un aspetto da non sottovalutare. Comunque, cercando di mettere un po’ d’ordine in questa recensione, che già in queste poche righe inizia ad assomigliare alla musica espressa dal terzetto, gli Helka Wu? nascono nel 2013 dalle ceneri degli Uncontrollable Urge, band con una belle esperienza alle spalle, con una formazione a tre elementi comprendente Mr Far (tastiere e urla), Lexo (chitarra e noise) e Tomas (batteria). Continua a leggere

HAND OF GOD
“Time To Die”

Nati nell’ottobre del 2008 dalle ceneri di una precedente cover band chiamata Apple’s Thief, in cui militavano il chitarrista Nello Sica ed il vocalist Sedrik Ciucci, con l’intenzione di seguire un percorso musicale dedito ad un Heavy Metal classico, in seguito all’innesto di nuovi elementi gli Hand Of God si sono diretti verso territori sempre più vicini al Thrash made in USA. Nonostante diversi anni di attività, la discografia della band è rimasta piuttosto scarna, comprendendo un primo demo uscito nel 2010 “H.O.G. …Demo 2010”, un DVD live autoprodotto nel 2014 (“Anyway”) ed il qui presente EP “Time To Die”, uscito nel febbraio di questo anno. La band, dopo un periodo funestato da diversi cambi di line-up, sembra aver trovato da circa un anno una propria stabilità con un quartetto che vede il leader Nello Sica alla chitarra solista, Francesco Saragazzo alla voce e alla chitarra, Gabriele Catasca al basso e Simone Checconi alla batteria. Continua a leggere