HOTEL POOLS
“Palmscapes”

Prima di cedere il passo all’ennesima valanga di recensioni dedicate ai Njiqahdda e progetti paralleli, era mio assoluto dovere parlare di questo “Palmscapes”, quarto lavoro del misterioso progetto americano Hotel Pools, che per quanto mi riguarda è senza alcun dubbio il mio disco dell’estate 2021. Per farvi capire perché questo disco si è fissato così bene nel mio immaginario, proverò a descrivervi alcune delle immagini che mi vengono in mente durante il suo ascolto. Bene, sedetevi comodi, chiudete gli occhi ed immaginate di trovarvi in una assolata Miami Beach, in vesti oltremodo sgargianti, mentre siete intenti a sorseggiare un Bloody Mary nel bar della piscina di un enorme albergo con piscina, osservando dietro i vostri occhiali scuri le belle ragazze presenti. Ad un certo punto, ecco arrivare un inserviente dell’hotel per dirvi che la vostra auto è pronta. Andate nella hall pronti a far rombare la vostra Lamborghini Diablo rossa fiammante, che aspetta solo di essere guidata. Continua a leggere

HIGH PRIESTESS
“Casting The Circle”

“Casting The Circle” è il secondo lavoro di questo trio americano tutto al femminile, composto dalla chitarrista e cantante Katie Gilchrest, la bassista e cantante Mariana Fiel, ed infine dal supporto ritmico di Megan Mullins alla batteria. La musica delle High Priestess rispecchia perfettamente il loro nome e quello della cover in calce al disco, ossia un avvolgente Doom Metal fortemente debitore ai Black Sabbath, ma a cui si aggiunge una vena acidamente psichedelica estratta direttamente dai 70s, e capace di trasportare l’ascoltatore al centro di un vero sabba. Se la title-track è praticamente una intro con il quale settare le atmosfere, mentre la successiva “Erebus” è praticamente “Black Sabbath”, l’immortale brano, con voce femminile, la vera natura delle tre sacerdotesse esce fuori in tutto il suo splendore oscuro con l’incredibile “The Hourglass”. Continua a leggere

HOTH
“Astral Necromancy”

Se tentare di decifrare un gruppo dal nome scelto è un po’ come cercare di farsi un’idea di un libro basandosi solamente sul titolo, è anche vero che alcuni monicker più di altri possono orientare e, in un certo qual modo, svelare le intenzioni di una band. Nel caso degli Hoth, un duo nato dalle menti di Eric Peters e David Dees, l’uso di un nome che rimanda apertamente all’universo di Star Wars, ed in particolare al gelido pianeta su cui si trovano i nostri prodi all’inizio de “L’Impero Colpisce Ancora”, di sicuro indirizza verso tematiche sci-fi. A differenza di quanto erroneamente pensavo accingendomi a sentire questo “Astral Necromancy”, loro terza fatica sulla lunga distanza che segue il tutt’altro che disprezzabile “Oathbreaker”, musicalmente i nostri non sono però vicini ai territori esplorati dai Voivod o dai Vektor, muovendosi piuttosto in quella zona d’ombra che è a metà strada tra il Black Metal ed il Melodic Death. Continua a leggere

HYENA RIDENS
“La Corsa”

Credo che la Overdub Recordings ci stia proprio prendendo gusto a mettermi in difficoltà, perché dopo i particolarissimi Cento Scimmie recensiti lo scorso luglio, ora tocca agli Hyena Ridens farmi mettere mano al dizionario per scovare i termini adatti per descrivere questo loro stranissimo mix musicale. Infatti, scherzi a parte, il trio capitanato da Gennaro Davide alla voce e basso, dopo un primo lavoro autoprodotto suonato in una classica line-up a 5 elementi, decide di mettersi in discussione, optando per una nuova forma più snella a soli 3 elementi, sacrificando completamente la chitarra elettrica. Una scelta estremamente rischiosa la loro, soprattutto per il fatto che gli Hyena Ridens non sono una band particolarmente sperimentale. Continua a leggere

HEAVENBLAST
“Stamina”

Tra i vari generi che sono solito ascoltare tutti i giorni, il Power è forse quello che meno passa nel mio stereo. Certo, ogni tanto mi prende la mania di rimettere l’intera discografia dei bardi di Kleferd per giorni e giorni ma, eccetto questo dettaglio, non sono proprio un grande fan del genere. Più che altro, ho smesso ormai da parecchio tempo di seguire gli sviluppi del genere. Questo preambolo serve un po’ a giustificare il mio umile commento relativo a questa terza fatica a nome Heavenblast avente il titolo di “Stamina”. Ma andiamo con ordine. Gli Heavenblast non sono proprio dei novellini, anzi, ridendo e scherzando hanno alle spalle più di venti anni di esperienza, sebbene lo split avvenuto nel 2008 abbia portato a tre anni di stop forzato. Continua a leggere