LIVE REPORT – KING CRIMSON
Auditorium Conciliazione (Roma) – 12/11/16

Senza parole. Veramente non ho alcun aggettivo per rendere perfettamente l’esperienza sonora, visiva e sensoriale che ho vissuto con questo concerto. Che Robert Fripp e le sue innumerevoli versioni dei King Crimson fossero di livello superiore si sapeva, ma mai mi sarei potuto immaginare un concerto di tale portata. Eppure, i presupposti c’erano già, i vari commenti letti in giro sul web sulle precedenti date erano tutti strapositivi, parlando di una delle incarnazioni live più riuscite della band. Pur non avendo comparazioni precedenti per giudicare, se non alcuni live visti su Youtube, probabilmente è così. La scelta stramba di piazzare ben tre batteristi davanti sul palco non solo amplifica il senso di spettacolo, vedere quei tre passarsi rullate o incastrarsi tra vari fillers è un piacere per gli occhi, ma permette a noi poveri mortali di poter entrare dentro tutti i meccanismi che regolano il Re Cremisi. Continua a leggere

KVALVAAG
“Malum”

Quante band Black Metal sono nate da fine anni ottanta ad oggi? Davvero tante, anzi forse decisamente troppe. Come in ogni genere, quelle in grado di lasciare però un segno indelebile non sono state in proporzione poi così numerose, con tutte le altre che possono essere messe in prima battuta o nel calderone dei gruppi che non sono altro che una copia carbone degli originali o in quello che si trova a metà strada tra questi antipodi, formato quindi da tutte quelle band che si ispirano sì ai mostri sacri del genere, ma che riescono comunque a mettere, chi meglio chi peggio, almeno un briciolo di personalità nella propria proposta. Continua a leggere

KRIGERE WOLF
“Infinite Cosmic Evocation”

Tra i tanti gruppi italiani che in questi quattro anni si sono succeduti sulle nostre pagine, i Krigere Wolf sono uno di quelli che mi ero ripromesso di non perdere troppo di vista, perciò eccomi qua a parlarvi del loro nuovo album, “Infinite Cosmic Evocation”. Se, come alcuni dicono, il terzo lavoro è una sorta di punto di non ritorno che può decretare la piena maturità di un gruppo o, al contrario, il suo definitivo letargico torpore nella mediocrità, nel caso del combo siciliano non poteva esserci migliore risposta per ribadire e rafforzare quanto di buono messo in mostra in passato. In questa loro nuova fatica sulla lunga distanza i nostri in effetti non stravolgono di certo il loro modus operandi ma, mettendo quasi del tutto da parte i rigurgiti Thrash che affioravano qua e là dai solchi del precedente “Sacrifice To Valaskjàlf”, riescono a sfornare un Black/Death ancora più di qualità, confermandosi mai banali o prevedibili. Continua a leggere

KORPSE
“Unethical”

Dopo quello ospitato la settimana scorsa, eccoci all’altro album che mi è stato mandato dalla Rising Nemesis. A differenza dell’altro lavoro rilasciato dalla label tedesca, questo “Unethical”, secondo full length per gli olandesi Korpse (un plauso per la fantasia), non posso neanche etichettarlo come totalmente noioso, semplicemente è il classico platter Brutal come ce ne sono tanti, tantissimi altri in giro, senza infamia e senza lode. A voler essere sincero, mi spiace dover dare un’altra volta un giudizio abbastanza netto, ma due sono le cose: primo, non troverei giusto dover tessere le lodi o parlar bene di un album solo perché me ne è stata inviata una copia; secondo, anche se mi trovo molto più a mio agio con altre sonorità, non mi sono fatto preconcetti di sorta e come al solito ho lasciato che fosse la musica a parlare, andando ad usare come metro di valutazione principalmente la sua capacità di coinvolgere. Continua a leggere

AZAGHAL / KRIEG
“Krieg / Azaghal”

A cavallo tra il non del tutto convincente full “Perkeleen Luoma” e la successiva ed inaspettata svolta moderna intrapresa con “Codex Antitheus”, gli Azaghal trovano il tempo per sfornare un eccellente 10” in compagnia dei Krieg. Distribuito dalla From Beyond in sole 666 copie, questo split presenta un’unica traccia firmata Azaghal e due brani portati dagli americani, a cui spetta l’apertura del lavoro con due ottimi pezzi scritti durante le sessioni per la stesura del loro full-lenght “The Black House”. Il primo, intitolato “Every Wound Burned”, è una track molta veloce e violenta, ulteriormente esaltata da una grande prestazione vocale di Lord Imperius e da una produzione grezza ma allo stesso tempo ben efficace nel esaltare la dinamicità della batteria e nel definire la compattezza del wall-of-sound delle chitarre. Continua a leggere

KATAVASIA
“Sacrilegious Testament”

Devo ammetterlo, quando è arrivata questa richiesta e sono andato a leggermi la biografia dei Katavasia, ero piuttosto scettico sulla loro proposta, soprattutto perché aveva l’aria di essere una specie di super gruppo (con tutti i rischi che questo comporta) formato da membri di Varathron, Aenaon e altre band greche che, per non farsi mancare proprio niente, si era pure avvalso della collaborazione di alcune guest star non da poco (Sakis dei Rotting Christ e Sotiris Vayenas dei Septicflesh). Se a questo aggiungiamo il fatto che la scena ellenica non è esattamente la mia preferita e che i nostri debuttavano, almeno come progetto, senza aver niente alle spalle, credo che le mie perplessità siano state quantomeno sensate. Continua a leggere

INTERVISTA KORRIGANS – Torc & Spiorad

E’ capitato in diverse occasioni di aver menzionato un mio forte attaccamento e vissuto per tutto il territorio pontino, ragion per cui mi è sembrato estremamente naturale dover andare più a fondo con l’interessante full length di debutto dei Korrigans che, in mezzo ad un panorama ultimamente alquanto affollato come quello del Folk Metal, sono riusciti a catturare la mia attenzione grazie ad un lavoro ricco di storia locale, oltre che di energia. Ad accompagnarci alla scoperta di questo “Ferocior Ad Rebellandum” ci penseranno quindi le parole del chitarrista Torc ed del tastierista/fisarmonicista Spiorad. Continua a leggere

KORRIGANS
“Ferocior Ad Rebellandum”

Come ho già espresso in qualche passata recensione, il Folk Metal non è propriamente il sottogenere del Metal che maggiormente preferisco. Anzi, a dirla proprio tutta, spesso considero le commistioni tra musica popolare e Metal talmente forzate da scadere nel ridicolo. Eppure, pur partendo sempre con questo briciolo di pregiudizio, ci sono delle band che riescono nonostante tutto a far breccia in esso, e credo che questo sia anche il caso dei Korrigans. Nonostante un nome che rimanda alle forti influenze della musica celtica presente nella loro musica, il sestetto è originario dalle italianissime pianure Pontine, da me più che ben conosciute e vissute, ed i loro testi sono fortemente ancorati alla storia e alle tradizioni di codesti luoghi. Continua a leggere

KAL-EL
“Pakal”

Con lo Stoner ho sempre avuto un rapporto particolare, nel senso che amo talmente tanto questo genere che, paradossalmente, cerco di non approfondirlo o di non ascoltarlo troppo al fine di non perdere quella scintilla di meraviglia mista a coinvolgimento che ancora possiedo. Eppure, se prendiamo in esame il debutto da parte di questo quartetto norvegese chiamato Kal-El, il cui nick è preso dal nome kryptoniano di Superman, non sembra esserci molto di cui stupirsi, dal momento che lo Stoner proposto dalla band viene travasato direttamente da mostri sacri come Kyuss e Monster Magnet, per non dire anche i Corrosion Of Conformity, riservando un sound robusto, ricco di tinte blues ed arricchito con qualche spunto psichedelico da manuale. Continua a leggere

KROWOS / MYSTICA NOX / MORS SPEI
“Under The Veil Of Death”

Interessante iniziativa da parte della Black Orgon Records, che con questo 3-way split va’ a riunire tre promettenti realtà underground del Black Metal italiano. “Under The Veil Of Death” si presenta già molto bene sin dal packaging, curato in maniera a dir poco ottimale da Bheltregus, autore anche dell’artwork di “Ars Hemetica” dei catanesi Arcanum Inferi, interessante Black Metal band già trattata sulle pagine virtuali della nostra webzine, e contenente tutte le varie info e contatti dei tre progetti coinvolti. Continua a leggere

KING BONG
“PINNG Or The Underwater Adventures Of A Young Cthulhu”

Un’unica traccia strumentale nella quale riversare tutto il proprio amore per il Doom, lo Stoner e la Psichedelia più acida, ecco cosa è contenuto in questo EP dall’ alquanto strambo titolo di “PINNG Or The Underwater Adventures Of A Young Cthulhu” proposto dal trio milanese King Bong. Forti di una collaudata line-up composta dal chitarrista Andrea Ferrari, dal bassista Alberto Trentanni e dal batterista Teo HeavyDrum Ravelli, i King Bong sono in attività dal 2008 e nel corso di questi anni non si sono certo risparmiati tra importanti esibizioni live, anche di spalla a nomi blasonati come Karma To Burn e Stoner Kebab, e ben tre full-lenght, l’ultimo dei quali, “Space Shanties”, uscito nel 2012. Continua a leggere

KRIGERE WOLF
“Sacrifice To Valaskjàlf”

I siciliani Krigere Wolf, nati nel 2009 per volontà di Riccardo Costantino, giungono al secondo full length dopo diversi cambi di line up e avendo alle spalle il debutto “The Ancient Culture To Kill” e il singolo “Victory Of Satan’s Warriors”. Rispetto agli esordi, la proposta della band si sta sempre più radicalizzando su lidi Black Metal, pur continuando a presentare rimandi ed elementi Death o Thrash, senza per questo risultare derivati o scontati. Continua a leggere

KATATONIA
“Dead End Kings”

Ne è davvero passata di acqua sotto i ponti per i Katatonia, non è da tutti riuscire a raggiungere l’invidiabile traguardo dei vent’anni di attività, restando ancora sulla cresta dell’onda. Dagli esordi Black di “Jhva Elohim Meth” e “Dance Of December Souls“, passando per quel pilastro del Gothic-Doom che risponde al nome di “Brave Murder Day”, fino ad arrivare alla svolta modernista del precedente “Night Is The New Day”, l’unico punto di riferimento in una discografia così ricca e variegata è il continuo rinnovarsi ed il cercare sempre nuove strade, mantenendo una certa coerenza stilistica di fondo, che permette di riconoscere il sound dei Katatonia al primo ascolto. Continua a leggere

KREATOR
“Phantom Antichrist”

Accompagnato da un’attesa spasmodica da parte di fans ed addetti ai lavori, e supportato da un imponente battage pubblicitario, questo tredicesimo album firmato dai Kreator si è candidato fin da subito ad essere uno degli high-lights del 2012 in ambito thrash metal. Le aspettative createsi intorno a questo “Phantom Antichrist” sono giustamente elevate, sopratutto considerando l’enorme riscontro di pubblico e critica ricevuto dal precedente “Hordes Of Chaos”, lavoro che ha portato la band capitanata dal carismatico chitarrista\singer Mille Petrozza a ritornare su livelli di popolarità assolutamente non indifferenti e che non si registravano dalla fine degli anni ’80. Continua a leggere

KREATOR
“Hordes Of Chaos”

Nonostante la smisurata importanza che i Kreator rivestono nell’ambito del Thrash, ma non solo, anche loro han dovuto mangiare la classica polvere per diversi anni. Infatti, l’evoluzione tentata con il controverso “Renewal”, proseguita con i dimenticabili “Cause For Conflict” ed “Outcast”, e culminata in una improbabile evoluzione Gothic\Thrash (“Endorama”), ha quasi affossato il mito che circondava da sempre la band del buon Mille Petrozza. E’ stata dura per la band riuscire a rimettersi in sella, ma “Violent Revolution” ed “Enemy Of God” hanno lentamente riportato i Kreator sulla retta via del Thrash. Sebbene questi due lavori hanno di fatto annullato e resettato tutti i tentativi di evoluzione tentati nella seconda metà degli anni novanta, e certo che la solidità del gruppo ne abbia giovato e la qualità crescente dei due lavori è decisamente tangibile. Eppure, questo non prospettava assolutamente un botto di dimensioni nucleari per questa nuova uscita “Hordes Of Chaos”. Continua a leggere

KRISIUN
“Southern Storm”

La disfatta dei Sepultura, avvenuta alla fine degli anni novanta, ha lasciato ormai da tempo un vuoto enorme nel cuore dei brasiliani, e nei sudamericani in generale, ma non solo. “Southern Storm” è il disco giusto per far rivendicare ai Krisiun quel trono lasciato vuoto da quasi dieci anni. Gruppo sempre coerente con se stesso e riguardo la propria direzione musicale, distruttivi ed animaleschi in sede live, il nome Krisiun si è conquistato il rispetto e l’ammirazione di molti grazie ad una perizia tecnica che aumentava esponenzialmente di release in release ed a lavori, che sebbene notassero una ripetitività di fondo, trapanavano decisamente le orecchie dell’ascoltatore. Continua a leggere