NASTY SURGEONS
“Exhumation Requiem”

Nipotini bastardi dei Carcass. Potrei tranquillamente non aggiungere altro e chiudere qui la recensione, avendo la certezza di avere già inquadrato e descritto nel migliore dei modi il debutto di questo giovane quartetto spagnolo che risponde al nome di Nasty Surgeons. Eppure, se ci si ferma ad ascoltare con maggiore attenzione i dieci brani proposti in questo “Exhumation Requiem”, non sono nemmeno così rari ed ininfluenti dei rallentamenti e dei passaggi più melodici che vanno a pescare a piene mani nella migliore tradizione del Death di matrice svedese. Certo, i Carcass e i loro diretti discendenti come Exhumed e Impaled, ma mettiamoci anche i primi Haemorrhage visto che siamo in Spagna, sono senza alcun dubbio la fonte di ispirazione primaria per i Nasty Surgeons, con il pedale dell’acceleratore sempre ben premuto per tramandare in piena coerenza il sacro verbo del Grind Death. Continua a leggere

NERAVENDETTA
“Magnum Chaos”

Prima di archiviare in modo definitivo l’anno musicale da poco passato devo segnalarvi che, tra le ultime release che sto ascoltando durante questo periodo, i cagliaritani Neravendetta sono senza alcun dubbio gli autori di un debutto veramente molto interessante e che spero non passi inosservato tra gli ascoltatori ed addetti ai lavori. Completamente autoprodotto, ed al momento distribuito solamente tramite la loro pagina Bandcamp, “Magnum Chaos” è un intelligente crocevia di molteplici influenze, che si riversano in un Melodic Black Metal mai scontato e banale. Infatti i Neravendetta, pur partendo da sonorità accostabili a quelle dei primissimi Naglfar, ossia chitarre molto compresse, riescono comunque a tirar fuori dei riff sempre distinguibili e ad abbinarli con tempi ad alto BPM. Continua a leggere

NECROWRETCH
“Satanic Slavery”

C’è poco da fare. Quando hai una band feticcio, è quasi impossibile che ti possa riservare qualche delusione. E questo anche, o soprattutto, se con il passare degli anni continua a proporre più o meno sempre lo stesso tipo di sonorità. Ecco, basterebbero già queste poche righe per illustrare compiutamente questa terza fatica sulla lunga distanza dei francesi Necrowretch, un gruppo del quale ormai posso scrivere con il pilota automatico e per cui rimangono sempre valide le parole spese in occasione delle recensioni dei precedenti “Putrid Death Sorcery” e “With Serpents Scourge”. Continua a leggere

NUCLEAR CTHULHU
“Desecration”

Andando a setacciare la rete alla ricerca di informazioni relative a questi Nuclear Cthulhu, salta fuori che dietro i particolari nomi di questo terzetto ci sono praticamente nascosti tutti i membri dei ben più conosciuti blackster russi Blackdeath, che han messo in piedi questo side project con lo scopo di esplorare i confini esistenti tra la lentezza del Doom e la brutalità del Black. Dotato di una splendida cover che si adatta molto bene alle tematiche da incubo di H.P. Lovecraft che sono al centro dei loro testi, ed edito in sole 300 copie dalla piccola label tedesca Black Bunker Productions, il qui presente “Desecretion” è un tentativo parzialmente riuscito di innestare su un’unica matrice questi due generi piuttosto distanti fra loro. Continua a leggere

NULLA+
“Stornelli Distopici”

Coniugare le sonorità low-fi ed efferate tipiche del Black Metal con la violenza fisica e la concretezza dei testi del Hardcore degli anni ’90, questo è quello che ha portato il cantante e chitarrista Paolo Lombardi a metter in piedi il qui presente progetto chiamato Nulla+. Unite le forze insieme al batterista Riccardo Mencarelli, i due hanno lavorato tutto l’anno passato scrivendo e perfezionando i brani che andranno poi a comporre questo loro debutto intitolato “Stornelli Distopici”. Un titolo che già da solo spiega il senso intero di quest’opera prima, ossia mettere in scena situazioni ordinarie, ma tremendamente attuali, ed affrontarle con un piglio vagamente satirico, come è poi nello spirito tradizionale degli stornelli, con uno stile musicale violento e distruttivo. Continua a leggere

NERODIA
“Vanity Unfair”

Pur cercando sempre di non farmi troppo influenzare da monicker, titolo e copertina di un lavoro da recensire, è quasi sempre inevitabile che tali elementi finiscano per creare un minimo di aspettative in un senso o nell’altro. Nel caso dei Nerodia, quartetto romano che giunge con questo “Vanity Unfair” al secondo full length in dodici anni di attività, se il loro nome e il titolo che hanno scelto non mi suscitavano particolari suggestioni, a bruciapelo l’artwork mi aveva fatto pensare di essere alle prese con uno dei tanti anonimi gruppi Death o Thrash che ci mandano richieste che puntualmente finisco per scartare già al primo ascolto. Se però state leggendo queste righe vuol dire che i nostri qualcosa da dire ce l’hanno e che l’album in questione poi tanto male non è, tanto che devo proprio ammettere che gli undici pezzi qui proposti mi han saputo coinvolgere fin da subito grazie ad un songwriting diretto Continua a leggere

NEOHERESY
“Potop”

Quando ho scelto di recensire questo disco del progetto polacco Neoheresy, non avevo minimamente idea che dietro a tutto ci fosse F degli Hellveto e che questa one man band ne fosse la diretta prosecuzione. Nel 2014, F. ha infatti deciso di mettere la parola fine al suo storico progetto principale per dare vita a questa nuova creatura chiamata per l’appunto Neoheresy, monicker tra l’altro preso dall’omonimo full-lenght degli Hellveto del 2008, in maniera da poter essere più libero di sviluppare nuovi percorsi musicali meno legati al suo passato Black Metal. “Potop” è il terzo full-lenght in tre anni di questa incarnazione del polistrumentista polacco e mostra un suono che, pur lambendo in diversi momenti il tipico Black Metal di stampo epico di scuola Graveland, e mantenendo comunque sempre delle atmosfere in bilico tra l’epico ed il marziale, cerca una particolare commistione tra richiami sinfonici, Folk tradizionale e particolari agganci alla Dark Wave tramite l’utilizzo della clean guitar ultra-effettata. Continua a leggere

NECHOCHWEN
“Heart Of Akamon”

Anche se ne avevo già sentito parlare in termini più che positivi, per un motivo o per l’altro non ero mai andato a sentirmi i Nechochwen ed il rischio, anzi l’errore, stava per ripetersi di nuovo dato che sono venuto a sapere di questa uscita non più di un paio di settimane fa a quasi un anno dalla sua pubblicazione. A differenza delle altre occasioni, questa volta, chissà poi perché, non ho tirato dritto e sono andato ad ascoltare qualcosa, finendo così inevitabilmente irretito nelle pieghe di questo “Heart Of Akamon”, un lavoro che, anticipandovi subito le considerazioni finali, merita un posto tra le migliori uscite, Black e non solo, del 2015 in virtù delle molteplici emozioni che riesce ad evocare grazie ad un songwriting non certo innovativo ma maledettamente ammaliante. Continua a leggere

NOCTURNAL STREAMS
“Leaden”

Nato nel 2010 in quel di Latina come una one man band portata avanti da Drake Thrim e solo di recente divenuto un duo con l’ingresso in line up di Dubnòs, il progetto a nome Nocturnal Streams si è da poco affacciato sulle scene rilasciando il proprio debutto. “Leaden”, questo il titolo del lavoro, è un EP di tre pezzi più una cover che, stando ai suoi autori, affonda le sue radici in un suono con ascendenze Death, Doom e Black Metal. Detto che la componente Black è molto meno presente delle altre, quel che troviamo in questi venti minuti scarsi è in effetti un Death/Doom di discreta fattura e personalità che mi ha ricordato i primi Katatonia e Paradise Lost, questi ultimi credo non a caso omaggiati con una cover di “Eternal”. Continua a leggere

NONSUN
“Black Snow Desert”

Approcciarsi ad una uscita come questo “Black Snow Desert” del duo ucraino Nonsun equivale a lasciarsi andare ad un lungo flusso di coscienza musicale in cui la struttura delle canzoni, i riff o i testi non hanno alcun significato reale. La musica stessa sembra trasfigurarsi in un susseguirsi di paesaggi desolati e privi di qualsiasi presenza umana, con la durezza di questa natura ostile che sembra riversarsi in modo potente sull’ascoltatore. Per quel che mi riguarda, ho subito associato il tutto alle descrizioni di alcuni scenari ideati e raccontati dallo scrittore Steven Erikson nella sua famosa saga de “The Malazan Book Of The Fallen”, di cui sto attualmente terminando il settimo libro “Venti Di Morte”. Ebbene, in alcuni passaggi del romanzo ci sono diverse ambientazioni che si sposano perfettamente con quanto emerge da questo lavoro. Si, ma in sostanza, che cosa dovete aspettarvi da questo disco? Continua a leggere

NOTT
“Immaculate Eclipse”

Era ormai un po’ di tempo che non ricevevo più notizie da parte di Mortifero e di Noctuaria, con il cui progetto Nebrus inaugurammo praticamente la webzine. Ora, a distanza di quasi due anni dal loro ultimo contatto, ecco arrivare una mail di Mortifero, intenzionato a mandarmi questo “Immaculate Eclipse”, un nuovo lavoro del suo progetto solista Nott. Supportato dall’americana Razed Soul Productions, Mortifero torna a pestare duro con nove brani di Black Metal puramente distillato. In questa opera non c’è spazio per aperture melodiche o tappeti di synth di contorno, perché tutto ruota intorno alla chitarra e al drumming pulsante della batteria. I riferimenti sono gli stessi del suo precedente lavoro, ma d’altronde era sempre stato nelle sue intenzioni mantenersi saldo alla tradizione norvegese, eppure sul qui presente “Immaculate Eclipse” si trovano notevoli miglioramenti rispetto all’esordio. Continua a leggere

NEID
“Atomoxetine”

Dopo averli già ospitati qualche tempo fa con l’EP “Non Repetere Est Hereditas” e con lo split coi leggendari Agathocles, torna sulle nostre pagine virtuali il quintetto viterbese dei Neid, questa volta con il loro nuovo lavoro fresco fresco di pubblicazione. Anche se si tratta di un full length, questo “Atomoxetine”, in puro stile Grind, ci offre poco meno di venti minuti di musica, con tutti i pro ed i contro che una tale scelta può comportare. Per quel che mi riguarda, avrei apprezzato una durata maggiore, non fosse altro che per aver più materiale a disposizione per tracciare un’analisi un po’ più precisa dei Neid in versione 2016, ma d’altro canto non si può negare che è molto meglio un album corto e tirato piuttosto che un lavoro con qualche filler di troppo messo lì giusto per aumentare il minutaggio. E in effetti, andando a sentire le quattordici tracce proposte, questo deve essere stato anche il pensiero dei laziali, che non vanno tanto per il sottile e sfruttano al massimo questo poco tempo a disposizione piazzando una serie di bordate davvero niente male. Continua a leggere

NACHTLIEDER
“The Female Of The Species”

Anche se quando ascolto un potenziale nuovo lavoro da recensire tento sempre di non farmi influenzare da titolo, artwork o monicker, nel caso del progetto Nachtlieder e di questo suo “The Female Of The Species”, di primo acchito ho temuto di trovarmi di fronte alla richiesta di un qualche band Symphonic Black o peggio ancora Gothic. Per mia fortuna, invece, una volta fatto partire l’album ho potuto constatare che così non era ed anzi, andando a cercare qualche info in più, è venuto fuori che la tipa in copertina non è la classica belloccia di turno messa li per attirare qualche attenzione in più ma Dagny Susanne, ovvero la sola mente dietro a questa one man band. Non che la cosa mi abbia impressionato particolarmente, d’altronde i gruppi Metal con elementi femminili non sono poi così rari neanche in ambito Black, penso ad esempio agli ottimi Darkened Nocturn Slaughtercult e Darkestrah, ma bisogna riconoscere che questa svedese sa il fatto suo e fa mangiare la polvere a parecchi colleghi, non soltanto in termini di songwriting ma anche di versatilità con gli strumenti, con la sola batteria affidata al session Martrum, già suo compagno d’armi ai tempi della loro militanza nei Wicked. Continua a leggere

NEVER AGAIN
“Death Metal Tsunami”

Breve EP di debutto quello di questo giovane quintetto originario di Busto Arsizio, che con il presente “Death Metal Tsunami” si pone in tutto e per tutto in piena scia agli At The Gates e ai loro vari figli e figliastri. Questa recensione sarebbe praticamente da chiudere qui viste le sole tre tracce proposte, se non fosse per il fatto che questi Never Again si presentano davvero molto bene, adottando una produzione praticamente perfetta, oltre che mettendo in mostra una manciata di idee davvero dal buon tiro, come accade per esempio in “Immobility And Trauma”. Continua a leggere

NERIJ
“Comatose Metamorphosis”

Avevamo lasciato Nerij alla deriva nello spazio profondo col precedente “Alignment Condition”, ed ecco che, a distanza di soli sei mesi, ritorna fra noi poveri terrestri col nuovo e ambizioso “Comatose Metamorphosis”. Infatti, il musicista pugliese ha deciso di estremizzare ulteriormente il già ostico sound del precedente lavoro con lo scopo di poter scavare ulteriormente nei meandri del proprio subconscio. Il risultato finale di questa sua nuova opera è una sfiancate unica traccia lunga un’ora, nella quale l’ascoltatore viene investito da un continuo divenire di spettrali suoni ambientali, dai quali vengono esclusi ogni traccia di vita e calda umanità. Continua a leggere

NEUTRA
“Music For An Exhibition”

Un titolo come “Music For An Exhibition” non poteva che riportarmi subito alla mente la meravigliosa opera di Mussorgsky “Pictures At An Exhibition”, una suite in dieci movimenti composta nel 1874 per omaggiare una mostra celebrativa dell’amico, artista e architetto Viktor Hartmann, morto l’anno precedente per un aneurisma. La struttura dell’intera opera venne creata in modo tale da accompagnare il visitatore in una sorta di tour ideale dell’intera esposizione. E’ quindi evidente che, pur molto lontani nel tempo e nello stile, ci sia comunque un qualcosa che accomuna l’immortale composizione del musicista russo e il progetto creato dal musicista ascolano Francesco Maria Narcisi, il quale, raccolta la sfida del collettivo di artisti Eterogenea, si è cimentato nella composizione di cinque brani a cavallo tra l’Ambient ed Elettronica, ben scanditi da interessanti melodie per pianoforte. Continua a leggere

NAMELESS ONE
“Thousand Memories And Nameless Sword”

Piatto del giorno: Extreme Power Metal alla giapponese, altresì detto Nameless One. Preparazione: prendere il Power degli Helloween dell’indimenticabile “Walls Of Jericho”, prediligendo soprattutto i tempi accelerati e gli incastri elaborati tra le due chitarre. Fare bollire per una ventina di minuti ed infine aggiungere uno screamer a la Alexi Laiho. Spruzzare abbondantemente il tutto con la tamarraggine dei Dragonforce e, per finire, farcire con delle tutine simili ai Power Rangers. Servire caldo. Continua a leggere

NID
“A Fair Masquerade”

Era davvero da un bel po’ di tempo che non mi capitava tra le mani qualcosa di totalmente inatteso, capace di sorprendermi sin dai primi ascolti ed allo stesso tempo in grado di rapirmi completamente grazie alle atmosfere celate nei solchi del disco. Tutto questo è stato possibile grazie al quartetto pugliese dei NID, che ha realizzato lo scorso anno questo stupendo lavoro di Neofolk intitolato “A Fair Masquerade”, uscito per la label La Esencia. Ma andiamo con ordine e riavvolgiamo per un momento il nastro. I NID si formano nel settembre del 2011 per opera di Luca Attanasio (voce e synth), Cosimo Barbaro (basso), Luca Mazzotta (chitarra) e Alessandro Mangione (computer programming), e le loro primissime composizioni, raccolte nell’EP “Nature In Disguise”, mostrano una solida base Neofolk che si allarga fino ad inglobare atmosfere Industrial, Dark e persino momenti di World Music. L’EP ha un buon riscontro tra gli addetti ai lavori e permette al quartetto di poter girare l’Italia con diverse date live, ed allo stesso tempo di poter iniziare la composizione del loro primo full-lenght, ovverosia il qui recensito “A Fair Masquerade”. Continua a leggere