NASTY SURGEONS
“Infectious Stench”

A poco più di un anno e mezzo dal loro interessante esordio con “Exhumation Requiem”, ecco ritornare i quattro macellai di Burgos che rispondono al nome di Nasty Surgeons. “Infectious Stench” è il loro nuovo attacco sonoro, fatto di undici tracce che confermano il loro totale amore per il Carcass sound. In effetti, c’è davvero ben poco di aggiungere a quanto già scrissi in occasione del loro precedente lavoro, se non il fatto che la band ha compiuto il passo definitivo verso la completa Carcass-izzazione del proprio sound, mettendosi ormai in piena scia di gruppi come Exhumed o Impaled, perdendo quasi completamente quelle piccole incursioni nel Death di scuola svedese che avevo tanto apprezzato in “Exhumation Requiem”. Ovviamente non sto dicendo che il disco sia brutto o quant’altro, e comunque un clone dei Carcass non si rifiuta mai a prescindere, ma più che altro si potrebbe dire il disco ruoti intorno alle sonorità di “Symphony Of Sickness” riviste sotto gli occhi degli Exhumed, dove le tonnellate di riffs riversate da Raul Weaver e Gonzalo Dalle vengono spesso e volentieri riempiti con brevi assoli di discreta fattura. Continua a leggere

NIHILTRONIX
“Homesongs”

Non sono propriamente un esperto di Industrial, anzi come scrissi in qualche recensione passata, fino a qualche anno fa ne ero completamente a digiuno. Nessun preconcetto, ma semplicemente ritengo che per ogni tipo di musica ci sia bisogno di quell’artista o di quel disco chiave che ti faccia scattare il famoso “clic” necessario per portarti ad approfondire un genere piuttosto che un gruppo in particolare. In maniera specifica, per l’Industrial tutto questo non mi è ancora accaduto, sebbene qualcosa di Industrial Metal mi è comunque capitato di sentirlo. Nel caso di questo ensemble francese chiamato Nihiltronix, ho accettato di scrivere la recensione di questo loro “Homesongs”, più che altro perché incuriosito dalla sua copertina. Continua a leggere

NERATERRÆ
“The NHART Demo[n]s”

Dopo l’ottimo album d’esordio del solo project La Tredicesima Luna, autore d’un affascinante Dark Ambient dai toni fiabeschi, passiamo a parlare di una altra realtà nostrana sulla carta decisamente interessante, i Neraterræ. Dietro questo monicker altrettanto evocativo, si cela anche in questo caso un’unica mente che risponde al nome di Alessio Antoni. Sebbene “The NHART Demo[n]s” sia a tutti gli effetti l’esordio discografico del progetto, tra l’altro disponibile gratuitamente al download su Bandcamp, in realtà i brani in essi contenuti provengono da tre diversi demo mai pubblicati, registrati tra il 2009 ed il 2010 sotto il nome Nhart. Possiamo quindi vedere questo lavoro come una sorta di antologia, o meglio ancora un percorso sonoro, che Alessio ha percorso nel corso di questi ultimi anni. Continua a leggere

NECROPHOBIC
“Mark Of The Necrogram”

Anche se magari non sono tra i primi nomi che mi vengono in mente quando si parla del panorama estremo svedese, i Necrophobic sono un gruppo che è in giro ormai da davvero tanto tempo e che, per quel che mi riguarda, è riuscito a ritagliarsi un meritato spazio con “The Nocturnal Silence” e “Darkside” prima di iniziare a perdersi un po’ per strada con i successivi album. Questa loro ottava fatica sulla lunga distanza intitolata “Mark Of The Necrogram” non era quindi magari una di quelle uscite che attendevo con chissà quale impazienza o aspettative, in particolare dopo l’anonimo “Womb Of Lilithu”, ma l’ascolto era quantomeno obbligatorio visto anche il ritorno in formazione degli storici Sebastian Ramstedt e Anders Strokirk, pronti ad affiancare nuovamente il buon Joakim Sterner. Continua a leggere

NEVERMORE
“Dreaming Neon Black”

Non e’ passato molto tempo dall’enorme tragedia relativa alla morte di Chris Cornell, che oggi mi ritrovo qui su Hypnos Webzine a scrivere un’altra recensione tributo al grandissimo Warrel Dane. Una perdita assolutamente enorme per il mondo del Metal, dal momento che per molti metallari della mia generazione, la sua unica ed inimitabile voce e’ stata la compagna dei nostri periodi più oscuri e sfumati anche dalla depressione. Warrel e’ stato in grado di prendere una band dalle doti tecnice incredibili, i Nevermore, e trascendere il loro Power Thrash, se cosi’ possiamo banalmente etichettarlo, in un qualcosa di totalmente anomalo e personale, rendendo la sua voce un mezzo unico per incanalare tutti i nostri demoni interiori. I Nevermore non sarebbero mai stati i Nevermore senza la sua voce, anzi sono sempre piu’ convinto che l’unicità interpretativa di Warrel e’ stato ciò che ha reso i Nevermore una band totalmente avulsa dal resto. Continua a leggere

NEID
“Noise Treatment”

A dieci anni dalla loro formazione i viterbesi Neid, ormai delle vecchie conoscenze per chi bazzica da queste parti già da un po’ di tempo, stanno per rilasciare un EP celebrativo che fin dal suo titolo, “Noise Treatment”, riflette molto bene lo spirito e l’attitudine che la band ha messo nella propria musica nel corso di tutti questi anni di onorata carriera. I cinque inediti (più una cover dei Crash Box) proposti sono altrettante schegge impazzite che sembrano uscire da una ideale jam session tra i Napalm Death e i Cripple Bastards dell’ultimo periodo, lanciate come sono a folle velocità con l’unico scopo di colpire dritto sui denti l’ascoltatore. Continua a leggere

NECANDI HOMINES
“Da’at”

Formati per metà da due membri dei ben più noti Infernal Angels, i Necandi Homines riassumono la loro proposta musicale presente in questo loro debutto “Da’aT” per conto di Vacula Productions con un sintetico Black Doom. In realtà, quanto si ascolta in questo loro primo lavoro sulla lunga distanza è certamente qualcosa di più complesso e di complicata definizione. Solamente l’iniziale e spettrale “Memento”, che vede la partecipazione alle vocal di Federica Priscilla Nicodemo, affonda le proprie radici in un suono gelido e minimale, a cavallo tra un desolato Dark Ambient e vaghissimi spunti di Dark Wave, da rintracciarsi nelle scheletriche melodie di una chitarra ultra effettata. Continua a leggere

NIAMH
“Corax”

Difficile dare una precisa collocazione di genere a questo quartetto originario di Vercelli che risponde al nome di Niamh. Infatti, se l’attacco Djent della iniziale “Putting The Fun In Funeral” di questo loro debutto intitolato “Corax” potrebbe far pensare ad un ennesimo clone dei Meshuggah, già fin dalla successiva “The Wow Factor”, un brano con delle notevoli finiture melodiche, si intuisce subito come questa sia solo una delle numerosa influenze che il gruppo ha cercato di riversare nel disco. La band sembra quasi galleggiare in una ipotetica zona di confine tra Metalcore, Nu Metal e Post-Hardcore, alternando parti muscolari, caratterizzate da un’accordatura ribassata, ai più tipici breakdown del genere, con il chorus cantato quasi sempre in pulito dal vocalist Mike. Continua a leggere

NASTY SURGEONS
“Exhumation Requiem”

Nipotini bastardi dei Carcass. Potrei tranquillamente non aggiungere altro e chiudere qui la recensione, avendo la certezza di avere già inquadrato e descritto nel migliore dei modi il debutto di questo giovane quartetto spagnolo che risponde al nome di Nasty Surgeons. Eppure, se ci si ferma ad ascoltare con maggiore attenzione i dieci brani proposti in questo “Exhumation Requiem”, non sono nemmeno così rari ed ininfluenti dei rallentamenti e dei passaggi più melodici che vanno a pescare a piene mani nella migliore tradizione del Death di matrice svedese. Certo, i Carcass e i loro diretti discendenti come Exhumed e Impaled, ma mettiamoci anche i primi Haemorrhage visto che siamo in Spagna, sono senza alcun dubbio la fonte di ispirazione primaria per i Nasty Surgeons, con il pedale dell’acceleratore sempre ben premuto per tramandare in piena coerenza il sacro verbo del Grind Death. Continua a leggere

NERAVENDETTA
“Magnum Chaos”

Prima di archiviare in modo definitivo l’anno musicale da poco passato devo segnalarvi che, tra le ultime release che sto ascoltando durante questo periodo, i cagliaritani Neravendetta sono senza alcun dubbio gli autori di un debutto veramente molto interessante e che spero non passi inosservato tra gli ascoltatori ed addetti ai lavori. Completamente autoprodotto, ed al momento distribuito solamente tramite la loro pagina Bandcamp, “Magnum Chaos” è un intelligente crocevia di molteplici influenze, che si riversano in un Melodic Black Metal mai scontato e banale. Infatti i Neravendetta, pur partendo da sonorità accostabili a quelle dei primissimi Naglfar, ossia chitarre molto compresse, riescono comunque a tirar fuori dei riff sempre distinguibili e ad abbinarli con tempi ad alto BPM. Continua a leggere

NECROWRETCH
“Satanic Slavery”

C’è poco da fare. Quando hai una band feticcio, è quasi impossibile che ti possa riservare qualche delusione. E questo anche, o soprattutto, se con il passare degli anni continua a proporre più o meno sempre lo stesso tipo di sonorità. Ecco, basterebbero già queste poche righe per illustrare compiutamente questa terza fatica sulla lunga distanza dei francesi Necrowretch, un gruppo del quale ormai posso scrivere con il pilota automatico e per cui rimangono sempre valide le parole spese in occasione delle recensioni dei precedenti “Putrid Death Sorcery” e “With Serpents Scourge”. Continua a leggere

NUCLEAR CTHULHU
“Desecration”

Andando a setacciare la rete alla ricerca di informazioni relative a questi Nuclear Cthulhu, salta fuori che dietro i particolari nomi di questo terzetto ci sono praticamente nascosti tutti i membri dei ben più conosciuti blackster russi Blackdeath, che han messo in piedi questo side project con lo scopo di esplorare i confini esistenti tra la lentezza del Doom e la brutalità del Black. Dotato di una splendida cover che si adatta molto bene alle tematiche da incubo di H.P. Lovecraft che sono al centro dei loro testi, ed edito in sole 300 copie dalla piccola label tedesca Black Bunker Productions, il qui presente “Desecretion” è un tentativo parzialmente riuscito di innestare su un’unica matrice questi due generi piuttosto distanti fra loro. Continua a leggere

NULLA+
“Stornelli Distopici”

Coniugare le sonorità low-fi ed efferate tipiche del Black Metal con la violenza fisica e la concretezza dei testi del Hardcore degli anni ’90, questo è quello che ha portato il cantante e chitarrista Paolo Lombardi a metter in piedi il qui presente progetto chiamato Nulla+. Unite le forze insieme al batterista Riccardo Mencarelli, i due hanno lavorato tutto l’anno passato scrivendo e perfezionando i brani che andranno poi a comporre questo loro debutto intitolato “Stornelli Distopici”. Un titolo che già da solo spiega il senso intero di quest’opera prima, ossia mettere in scena situazioni ordinarie, ma tremendamente attuali, ed affrontarle con un piglio vagamente satirico, come è poi nello spirito tradizionale degli stornelli, con uno stile musicale violento e distruttivo. Continua a leggere

NERODIA
“Vanity Unfair”

Pur cercando sempre di non farmi troppo influenzare da monicker, titolo e copertina di un lavoro da recensire, è quasi sempre inevitabile che tali elementi finiscano per creare un minimo di aspettative in un senso o nell’altro. Nel caso dei Nerodia, quartetto romano che giunge con questo “Vanity Unfair” al secondo full length in dodici anni di attività, se il loro nome e il titolo che hanno scelto non mi suscitavano particolari suggestioni, a bruciapelo l’artwork mi aveva fatto pensare di essere alle prese con uno dei tanti anonimi gruppi Death o Thrash che ci mandano richieste che puntualmente finisco per scartare già al primo ascolto. Se però state leggendo queste righe vuol dire che i nostri qualcosa da dire ce l’hanno e che l’album in questione poi tanto male non è, tanto che devo proprio ammettere che gli undici pezzi qui proposti mi han saputo coinvolgere fin da subito grazie ad un songwriting diretto Continua a leggere

NEOHERESY
“Potop”

Quando ho scelto di recensire questo disco del progetto polacco Neoheresy, non avevo minimamente idea che dietro a tutto ci fosse F degli Hellveto e che questa one man band ne fosse la diretta prosecuzione. Nel 2014, F. ha infatti deciso di mettere la parola fine al suo storico progetto principale per dare vita a questa nuova creatura chiamata per l’appunto Neoheresy, monicker tra l’altro preso dall’omonimo full-lenght degli Hellveto del 2008, in maniera da poter essere più libero di sviluppare nuovi percorsi musicali meno legati al suo passato Black Metal. “Potop” è il terzo full-lenght in tre anni di questa incarnazione del polistrumentista polacco e mostra un suono che, pur lambendo in diversi momenti il tipico Black Metal di stampo epico di scuola Graveland, e mantenendo comunque sempre delle atmosfere in bilico tra l’epico ed il marziale, cerca una particolare commistione tra richiami sinfonici, Folk tradizionale e particolari agganci alla Dark Wave tramite l’utilizzo della clean guitar ultra-effettata. Continua a leggere

NECHOCHWEN
“Heart Of Akamon”

Anche se ne avevo già sentito parlare in termini più che positivi, per un motivo o per l’altro non ero mai andato a sentirmi i Nechochwen ed il rischio, anzi l’errore, stava per ripetersi di nuovo dato che sono venuto a sapere di questa uscita non più di un paio di settimane fa a quasi un anno dalla sua pubblicazione. A differenza delle altre occasioni, questa volta, chissà poi perché, non ho tirato dritto e sono andato ad ascoltare qualcosa, finendo così inevitabilmente irretito nelle pieghe di questo “Heart Of Akamon”, un lavoro che, anticipandovi subito le considerazioni finali, merita un posto tra le migliori uscite, Black e non solo, del 2015 in virtù delle molteplici emozioni che riesce ad evocare grazie ad un songwriting non certo innovativo ma maledettamente ammaliante. Continua a leggere

NOCTURNAL STREAMS
“Leaden”

Nato nel 2010 in quel di Latina come una one man band portata avanti da Drake Thrim e solo di recente divenuto un duo con l’ingresso in line up di Dubnòs, il progetto a nome Nocturnal Streams si è da poco affacciato sulle scene rilasciando il proprio debutto. “Leaden”, questo il titolo del lavoro, è un EP di tre pezzi più una cover che, stando ai suoi autori, affonda le sue radici in un suono con ascendenze Death, Doom e Black Metal. Detto che la componente Black è molto meno presente delle altre, quel che troviamo in questi venti minuti scarsi è in effetti un Death/Doom di discreta fattura e personalità che mi ha ricordato i primi Katatonia e Paradise Lost, questi ultimi credo non a caso omaggiati con una cover di “Eternal”. Continua a leggere

NONSUN
“Black Snow Desert”

Approcciarsi ad una uscita come questo “Black Snow Desert” del duo ucraino Nonsun equivale a lasciarsi andare ad un lungo flusso di coscienza musicale in cui la struttura delle canzoni, i riff o i testi non hanno alcun significato reale. La musica stessa sembra trasfigurarsi in un susseguirsi di paesaggi desolati e privi di qualsiasi presenza umana, con la durezza di questa natura ostile che sembra riversarsi in modo potente sull’ascoltatore. Per quel che mi riguarda, ho subito associato il tutto alle descrizioni di alcuni scenari ideati e raccontati dallo scrittore Steven Erikson nella sua famosa saga de “The Malazan Book Of The Fallen”, di cui sto attualmente terminando il settimo libro “Venti Di Morte”. Ebbene, in alcuni passaggi del romanzo ci sono diverse ambientazioni che si sposano perfettamente con quanto emerge da questo lavoro. Si, ma in sostanza, che cosa dovete aspettarvi da questo disco? Continua a leggere