ORION (Chile)
“Mysterivm Cosmographicvm”

Dopo lo Swedish Thrash dei Suicide Nation e quello più di stampo Bay Area dei Metalriff, torno a parlare di una band cilena con questi Orion, da non confondere con l’omonima band indiana recensita ormai diversi anni fa, autori di questo interessante debutto dal titolo “Mysterivm Cosmographicvm”. A differenza dei loro concittadini sopra menzionati, questi Orion puntano su una deriva più estrema del Thrash, dove sopra una solida base di Slayer, vengono innestati richiami a quel proto-qualcosa, Death o Black che sia, che caratterizzava i seminali debutti di Sepultura o Sarcofago. Nonostante non siano un gruppo di primo pelo, la cui nascita sembra risalire al 2002, gli Orion riescono ad evocare un genuino recupero di tali sonorità, non solo in termini di suoni, sporchi e cafoni come difficilmente se ne trovano al giorno d’oggi, ma anche di reale coinvolgimento in quello che fanno. Continua a leggere

OAKS OF BETHEL
“The Graves Of Our Fathers Will Not Be Lost Or Forgotten”

Penultimo lavoro di questa annata per gli Oaks Of Bethel, e nuovamente mi ritrovo in estrema difficoltà nel giudicare una loro opera. Un titolo pomposo (“The Graves Of Our Fathers Will Not Be Lost Or Forgotten”) ed una cover diversa dalle precedenti non bastano ad alzare l’asticella della qualità delle loro produzioni, che continuano ad essere insensatamente lunghe e registrate con una qualità sonora che definire pessima è un eufemismo. Tuttavia, l’inizio di questa lunga monotraccia non è nemmeno da buttare via con quel suo andamento vagamente Depressive ed al quale si aggiunge anche un senso di psichedelia dovuta più che altro alla bassa qualità della registrazione. Poi, all’improvviso il brano si blocca lasciando spazio ad un tempo infinito fatto solamente da feedback e rumori vari, per poi riprendere quel tipico muro di suono informe, sul quale il duo americano ha cercato di caratterizzare questo progetto. Ricordo che tutta questa robba qua dura quasi cinquanta minuti, quindi, capite bene che la cosa difficilmente può funzionare. Per fortuna ne rimane solo un altro da recensire per questo 2010.

Contatti: Bandcamp
Etichetta: E.E.E. Recordings
Anno di Pubblicazione: 2010
TRACKLIST: 01. The Graves Of Our Fathers Will Not Be Lost Or Forgotten
Durata: 48:00 min.

OAKS OF BETHEL
“Plague Upon Plague”

Francamente questo è l’ottavo lavoro che ascolto e recensisco del progetto Oaks Of Bethel, e confesso che non riesco proprio a capirne il senso. A parte “Starfire, Chasms And Enslavement” e qualche spunto che compare qua e la nei precedenti lavori, è sempre più difficile riuscire a trovare qualcosa da scrivere. Infatti, i difetti di questo “Plague Upon Plague” sono i medesimi degli altri: produzione oscena, tempi tirati all’infinito, ed una sensazione di non avere ben chiaro il senso di dover vogliano andare a parare con queste lunghe suite, se così vogliamo elegantemente chiamarle. Anzi, una idea ce l’avrei pure, ma evito di scriverla. E’ un peccato, in mezzo a questo mare di distorsioni, qualche spunto interessante si trova. La prima traccia “You Forgive Nothing as Death Grows Close” ha un bel feeling malinconico, ma non puoi certo portarla avanti per oltre quindici minuti, soprattutto con quel cantato alquanto stonato. Cose simili potrei scrivere per la lunghissima ed infinita title-track, ma vi risparmio del tempo prezioso. Passate oltre e buon capodanno in lockdown.

Contatti: Bandcamp
Etichetta: E.E.E. Recordings
Anno di Pubblicazione: 2010
TRACKLIST: 01. You Forgive Nothing as Death Grows Close; 02. Plague Upon Plague
Durata: 51:24 min.

Autore: KarmaKosmiK