SPELLBLAST
“Of Gold And Guns”

Parlare della miticia epoca del Far West avendo un nome quale Spellblast, potrebbe sembrare ai più una mossa azzardata, se non addirittura un controsenso. Soprattutto se hai alle spalle già tre album quasi tutti incentrati su tematiche dal gusto tipicamente fantasy. Eppure, se pensiamo che il precedente “Thirteen” era ispirato alla serie de “La Torre Nera” di Stephen King, allora questo innamoramento per pistoleri e saloon non risulta più così campato in aria. inoltre, c’è anche da dire che la band capitanata dal chitarrista Luca Arzuffi ha evitato di rendere una macchietta la sua visione del Western, mantenendo le proprie coordinate musicali su un robusto Power Metal, che strizza l’occhio sia alla Germania, un certo gusto barocco delle orchestrazioni non possono non rimandare che agli ultimi Blind Guardian, sia oltreoceano verso gli Iced Earth di mister Jon Schaffer. Continua a leggere

SACRO ORDINE DEI CAVALIERI DI PARSIFAL
“Heavy Metal Thuderpicking”

Un nome come Sacro Ordine Dei Cavalieri Di Parsifal, accorciato dagli stessi musicisti in Sacro Ordine, non poteva assolutamente passarmi sotto il naso senza suscitarmi un minimo di curiosità. Sebbene questo “Heavy Metal Thunderpicking” sia il loro esordio sulla lunga distanza sotto l’egida dell’etichetta italiana Sliptrick Records, la storia di questi paladini del Metal parte decisamente più indietro nel tempo. Infatti, la band risulta essere stata creata intorno al 2001 dal cantante Paolo Fumis e dal chitarrista Carlo Venuti, ma nonostante questa lunga anzianità di servizio alle spalle, la fortuna non deve aver arriso molto ai Sacro Ordine. Continua a leggere

SADISTIK FOREST
“Morbid Majesties”

Ricordo perfettamente che venni a conoscenza di questi Sadistik Forest diversi anni fa, quando un mio amico mi disse di ascoltare due gruppi che a loro modo considerava una buona riproposizione del tipico Swedish sound. Le band in questione erano ovviamente proprio i Sadistik Forest, che in quel periodo avevano appena pubblicato il loro omonimo album d’esordio, e i Tribulation, freschi di debutto col loro acclamatissimo “The Horror”. Anche se rimasi più attratto verso i secondi, nonostante poi smisi di seguirli già dal successivo “The Formula Of Death”, il debutto del quartetto finnico mostrava già una totale dedizione alla causa ed una serie di pezzi tutto sommato abbastanza godibili. Continua a leggere

SOJOURNER
“The Shadowed Road”

A neanche due anni di distanza dal sorprendente esordio con “Empires Of Ash”, non posso certo nascondere che ero piuttosto curioso di andare a sentire se il progetto Sojourner sarebbe stato in grado di ripetersi ancora a così alti livelli. Ampliata ulteriormente l’internazionalizzazione con l’arrivo in line up dell’italiano Riccardo Floridia dietro le pelli, i nostri si sono subito rimboccati le maniche e, come detto, in breve tempo hanno dato vita a questo “The Shadowed Road”. Se già la copertina tra il Fantasy e l’onirico lascia suggerire più di una vicinanza con il precedente full length, bastano già le prime note dell’opener “Winter’s Slumber” per dissipare ogni altro eventuale dubbio, con i Sojourner che sembrano non essere mai usciti dallo studio di registrazione. Continua a leggere

夢遊病者 (SLEEPWALKER)
“5772”

Inizialmente pubblicato sul finire 2016 in maniera autonoma dalla stessa band, questo “5772” è poi stato successivamente ristampato su tape e vinile nel novembre dell’anno scorso da Sentient Ruin Laboratories, con la collaborazione della etichetta italiana Annapurna per la distribuzione europea. Bisogna quindi ringraziare la label americana, che dopo l’incredibile canto del cigno dei Buioingola riesce a scovare questo misterioso trio il cui nome è rappresentato dagli ideogrammi 夢遊病者, la cui traduzione è Sleepwalker, e che risulta formato da musicisti provenienti da tre diversi angoli del pianeta, ossia Stati Uniti, Giappone e Russia. Continua a leggere

SPECTRALE
“▲”

Se pubblico questa recensione diversi mesi dopo la data d’uscita di questo “▲”, non è tanto perché la richiesta è arrivata tardi o perché mi sono preso indietro ma, molto più semplicemente, perché ho avuto bisogno di molto più tempo rispetto ad altri album per entrate in sintonia con esso. Anche se fin da subito mi è stato chiaro che, prima o dopo, avrei voluto parlarvi di questo lavoro del progetto Spectrale portato avanti dal francese Jeff Grimal, il guaio è che ogni volta che cercavo di buttare giù qualche riga finivo per perdermi in discorsi inconcludenti. Un po’ come adesso, del resto, visto che ancora non so come iniziare. Continua a leggere

SECTESY
“In The Secretion Of Upcoming Days”

Iniziamo questo nuovo anno di lavoro, tra l’altro incominciato subito con la rottura del mio fedele stereo, con questo simpatico gruppetto di origine ceca, che potrebbe essere stato tranquillamente formato dopo l’ennesima maratona televisiva di “The Walking Dead”. Infatti, questi Sectesy si presentano abbigliati nei loro cd e video vestiti da veri e propri zombi. Se il loro “sobrio” outfit e le copertine ricche di sbudellamenti vari potrebbero far pensare all’ennesimo gruppo slam di serie Z, ci pensa già l’opener di questo “In The Secretion Of Upcoming Days”, intitolata non a caso “Eaten Alive”, a sparigliare completamente le carte. Continua a leggere

STRATO’S
“Lo Sbirro, La Liceale, Il Maniaco”

Difficile dare un giudizio oggettivo netto sulla particolarità di questa proposta proveniente dal quintetto originario di Parma denominato Strato’s. Non tanto per le capacità strumentali e compositive dei nostri, che son infatti a dir poco impressionanti per la loro capacità di ricostruire in maniera assolutamente credibile il mood generato dalle colonne sonore dei tipici film italiani degli anni settanta, attingendo in particolare dal filone poliziesco (lo sbirro), commedia sexy (la liceale) e thriller (il maniaco). Infatti, gli stessi Strato’s si definiscono una sorta di tribute band che, a partire dalle cover di diversi temi sonori, sono arrivati poi a crearne di propri in maniera talmente filologicamente perfetta che potrebbero essere tranquillamente scambiati per degli originali dell’epoca. Continua a leggere

SCUORN
“Parthenope”

Anche se è andata smarrendosi sempre più per strada con l’esplosione del genere e la sua “globalizzazione”, una tra le peculiarità che rendeva per certi versi unico il Black Metal primigenio era l’esaltazione dei luoghi natii e della cultura e delle tradizioni ad essi legati. In tal senso, se già il titolo, il monicker ed il logo (ma anche l’artwork) lasciavano davvero ben pochi dubbi, ci pensa l’etichetta di “Parthenopean Epic Black Metal” a darci la certezza che questo debutto sulla lunga distanza della one man band Scuorn affondi le proprie radici nel culto di tutto ciò che ruota attorno a Napoli ed al Vesuvio. Nonostante si tratti, come detto, sostanzialmente di un esordio, “Parthenope” sembra essere stato covato sotto le ceneri decisamente a lungo, se è vero com’è vero che il factotum Giuliano Latte (alias Giulian) aveva dato vita alla forma germinale di alcuni pezzi già quasi otto anni or sono con il demo “Fra Ciel’ E Terr'”. Continua a leggere

SUNTERRA
“Reborn”

Ad ascoltare questo EP degli austriaci Sunterra, avrei certamente immaginato di aver a che fare con una band alle prime armi ed ancora alla ricerca di un proprio stile musicale. Invece, questi Sunterra hanno dalla loro una lunga esperienza decennale, fatta di ben tre full-lenght, e una discreta attività live. Come evidenziato dal suo titolo, “Reborn” è il risultato della reunion avvenuta nel 2015 dopo un lungo silenzio durato ben nove anni. Ritornando a quanto ho scritto ad inizio recensione, lo stile proposto dai Sunterra è il classico Gothic Metal che piace tanto ai tedeschi, con il growl di Carlos ad alternarsi alle voci eteree di Lilly, i chitarroni squadrati alla Rammstein e, per non farsi mancare niente, pure qualche deragliamento in ambito puramente danzereccio (vedasi la tamarrissima “This Is W.A.R.”). Continua a leggere

SØNDAG
“Bright Things”

Dopo il Punk melodico dei Let It Slide, torno a parlarvi di una nuova release uscita per Overdub Recordings, ovvero il debutto di questo quartetto piacentino chiamato Søndag. Accompagnati dalla curiosa definizione di Low Tuned Rock, indicativa del fatto che entrambi i chitarristi utilizzano chitarre ad otto corde, i Søndag sono giunti al qui presente “Bright Things” dopo relativamente poco tempo dalla loro fondazione. Infatti, i primi incontri tra il batterista Riccardo Lovotti ed il chitarrista Marcello Lega risalgono a metà 2015, provenendo entrambi da un altro gruppo chiamato Edema. Perciò, il tempo di sistemare la line-up con il secondo chitarrista Marco Benedetti ed il bassista Riccardo Demarosi, che prenderà anche il posto di lead vocalist, ed i Søndag sono stati praticamente pronti per entrare in studio per registrare il loro disco di debutto. Continua a leggere

INTERVISTA SOLITVDO – D.M.

“Immerso In Un Bosco Di Querce” era stato un fulmine a ciel sereno nel panorama dell’Atmospheric Black italiano. Ora, il progetto Solitvdo torna sulle scene con il nuovo “Hieràrkhes”, un lavoro che mostra un lato musicale più scarno rispetto al passato, ma decisamente più complesso per quanto riguarda la parte lirica. A chiarire ed esplicitare tutto il concept lirico di questo nuovo album ci pensa il mastermind D.M., che si dimostra ancora una volta estremamente loquace nell’andare nei meandri più nascosti dell’universo Solitvdo. Ecco cosa ci ha raccontato. Continua a leggere

SOLITVDO
“Hieràrkhes”

Il precedente album di debutto “Immerso In Un Bosco Di Quiete” non solo aveva mancato per mere ragioni un posto nella mia top 5 del 2014, ma soprattutto aveva messo in luce in modo definitivo il nome Solitvdo come uno dei progetti emergenti più interessanti all’interno del panorama Atmospheric Black italiano. Ora, a distanza di un paio d’anni, il buon DM ritorna alla carica con questo nuovo “Hieràrkhes”, una uscita che sembra mostrare sin dalla stessa copertina un deciso cambio d’approccio sia per le tematiche delle liriche da parte del suo mastermind, che per la musica stessa. In realtà, DM continua però a livello di testi la propria analisi del suo rapporto interiore con la natura e la società attuale, utilizzando questa volta come termine di paragone alcuni dei valori e delle virtù insite nella storia e nella mitologia dell’antica Roma. Continua a leggere

SAOR
“Guardians”

Anche se le sempre numerose richieste che ci arrivano mi permettono di avere un discreto spaccato di quel che c’è in circolazione nell’affollato panorama Metal, di tanto in tanto non mi dispiace perdermi nei meandri di quello sterminato mondo che è Bandcamp. Questa volta voglio portare alla vostra attenzione il nome del progetto Saor, una one man band scozzese in cui sono incappato più o meno un annetto fa e che mi ero ripromesso di tenere d’occhio in attesa della pubblicazione del suo terzo full length. Essendo arrivato colpevolmente in ritardo per parlarvi dei due ottimi predecessori “Roots” e “Aura”, l’uscita di questo “Guardians” rappresentava una perfetta occasione per rimediare a questa mia mancanza, e già dal primo ascolto è impossibile non rendersi conto come Andy Marshall abbia fatto per l’ennesima volta centro mettendo in mostra una qualità compositiva di quelle che non si vedono poi così tanto spesso in giro. Continua a leggere

LIVE REPORT – UNCLE ACID & THE DEADBEATS + SCORPION CHILD
Quirinetta (Roma) – 24/10/2016

Ultimamente mi capita spesso di iniziare una recensione ammettendo la mia ignoranza relativa alla conoscenza di un determinato gruppo o disco, ma d’altronde non sono più lo studente adolescente o post-adolescente con molto tempo libero da dedicare all’ascolto o alla ricerca di nuovi gruppi. Tra l’altro, le numerose richieste che riceviamo qui in redazione occupano quasi la totalità dei miei ascolti, e quindi il tempo per cercare altra nuova musica è estremamente limitato. Tutto sto cappello introduttivo serve per dire semplicemente che, fino a qualche mese fa, questi Uncle Acid & The Deadbeats non sapevo nemmeno dove fossero di casa, avendoli scoperti per caso dando una scorsa al programma dei concerti autunnali del Quirinetta, che da qualche anno sta proponendo gruppi indie davvero di buon livello (vedi il memorabile live dei Public Service Broadcasting della scorsa primavera), rimanendone colpito dal nome. Potete capire come mi sia poi caduta la mascella quando ho scoperto che facevano parte del rooster della Rise Above di sua maestà Lee Dorian. Non ci ho pensato su due volte ed ho iniziato ad ascoltarmi la loro discografia su Spotify ma, pur essendomi piaciuti abbastanza, è stato soltanto dopo questo concerto che il loro ultimo “The Night Creeper” rischia seriamente di finire diritta nella top 5 di fine anno. Ma andiamo con ordine. Continua a leggere

SKOLL
“Of Misty Fire We Are”

Davvero instancabile M., che dopo i progetti Darkness e The True Endless, mi manda da recensire anche gli Skoll, una band che potrebbe rappresentare da un certo punto di vista un po’ il suo lato musicale più melodico ed atmosferico grazie a un sound che mescola suggestioni Pagan Black dei primi Drudkh con spunti epici derivati da Bathory e Graveland. Nata col nome di Ragnarok nel 1994, la band ha poi virato rapidamente sull’attuale Skoll, attraversando i successivi due decenni tra lunghi momenti di pausa e l’alternarsi tra progetto solista di M. a vera e propria band, rilasciando comunque una discreta quantità di materiale, tra cui una manciata di demo ed EP, diverse antologie e ben quattro full length compreso questo recensito “Of Misty Fire We Are”. Insomma, una nutrita discografia che conferma ulteriormente l’alto grado di prolificità del suo mastermind M., che anche in questo nuovo lavoro, uscito a tre anni di distanza dal precedente “Grisera”, conferma la presenza al suo fianco di Mayhem, già con lui anche nei Darkness, alla batteria, e di Lunaris (famoso ex-Opera IX) alla tastiere, a cui si va ad aggiungere Marcello Bovio al basso. Continua a leggere

INTERVISTA SOJOURNER – Mike L. & Emilio

Quando si tratta di un genere ormai sin troppo abusato come l’Atmospheric Black Metal, presentarsi con un album in grado di fare subito la differenza non è certo una cosa da tutti. Hypnos Webzine non poteva perciò lasciarsi scappare l’occasione di scambiare qualche parola con i Sojourner, che con il loro “Empires Of Ash” hanno subito saputo ritagliarsi un consenso pressoché unanime. Continua a leggere

INTERVISTA SOJOURNER – Mike L. & Emilio (ENG)

When it comes to a genre so overexploited as Atmospheric Black Metal, it’s not that easy to show up with a debut album so good as Sojourner have done with “Empires Of Ash”. Being always looking for new promising bands, Hypnos Webzine has taken the chance to know something more about them. Continua a leggere