SUPER FAT GINGER CAT
“Maw”

Nati (forse) nel 2016 in uno scantinato ammuffito di Bologna dove si riunivano per interminabili jam sessions, i Super Cat Ginger Fat escono alla luce del sole solamente alcuni anni dopo grazie alla Grandine Records che li invita a partecipare alla “Grandine Live Session”, e che li porterà immediatamente dopo ad entrare in studio per registrare di questo loro album di debutto intitolato “Maw”. Rilasciato nel 2021 sempre grazie alla Grandine Records, questo loro album di debutto è stato una piacevole scoperta per il sottoscritto. Pur non facendo niente di così veramente innovativo, i Super Cat Ginger Fat riescono con il loro Stoner ricco di fuzz e bello ricco di psichedelia a farti stare bene. Se si riesce ad entrare in questo mood positivo, “Maw” riesce a darti ben più di quello che effettivamente ha. Continua a leggere

SOLITVDO
“Hegemonikon”

E’ un piacere per il sottoscritto vedere come il tenace DM sia riuscito, attraverso un lungo e duro lavoro, ad ottenere quel minimo di ribalta che il progetto Solitvdo si merita sin dall’ottimo esordio “Immerso In Un Bosco Di Quiete”. Infatti, ancora prima che mi arrivasse la fatidica richiesta di recensione, ho visto il suo nome circolare con insistenza su altri siti, con giudizi tutti estremamente favorevoli riguardo questo nuovo “Hegemonikon”, la cui versione fisica esce per conto della rinomata ATMF. Insomma, davvero un bel traguardo per il musicista sardo, che per anni ha mantenuto un profilo estremamente underground, inizialmente fatto addirittura esclusivamente di tape, e che noi di Hypnos Webzine possiamo dire di aver supportato ben prima di molte altre e più quotate zine. Si, lo so, non c’entra niente con la recensione, ma un minimo di orgoglio personale concedetemelo. Chiusa questa parentesi, parlando seriamente di “Hegemonikon”, possiamo dire che prosegue in maniera estremamente coerente quanto fatto sul secondo “Hieràrkhes”, purtroppo il precedente “Militia” me lo sono colpevolmente perso per strada, ossia un Black Metal ad alto tasso epico ed enfatico. Continua a leggere

STRIBORG
“Ghostwoodlands”

Ricordo bene ancora oggi, quanto vent’anni fa il progetto Striborg fosse oggetto di accanite discussioni, divisi tra chi ne esaltava le atmosfere morbose ed orrorifiche e chi invece lo riteneva semplicemente un totale incapace. Inoltre, la sua notevole prolificità nel produrre nuovo materiale non ha certamente aiutato a diradare la questione sulle reali capacità del misterioso Sin Nanna. Personalmente, non ho mai approfondito troppo la sua musica, ho certamente ascoltato qualcosa pescando a caso dalla sua sterminata discografia, e se non sbaglio capitai probabilmente su “Embittered Darkness / Isle de Morts”, che comprendeva anche un demo della primigenia incarnazione chiamata Kathaarian, e certamente lo split con Xasthur, vista la mia estrema dipendenza dalla loro musica che avevo a quel tempo. Di questi pochi ascolti non credo di averne ricevuto chissà quale beneficio o interessa, ed il nome Striborg era finito nel mio oblio personale fino a quando non ho ricevuto lo scorso autunno la proposta di scrivere qualcosa a proposito della ristampa da parte della Satanath Records di “Ghostwoodlands”, lavoro originariamente pubblicato nel 2007 dalla Displeased Records. Questa richiesta ha riacceso in me la curiosità verso il progetto tasmano, ed effettivamente il suo ascolto è risultato piacevolmente sorprendente. Continua a leggere

SENTENCED “Amok”

Dopo “Passage” dei Samael, prendo spunto da questa nuova ristampa firmata MDD Records per parlare delle mie personali sensazioni relative a quel capolavoro che risponde al nome di “Amok”, non solo per farne una piccola celebrazione, ma anche per raccontarvi del mio vissuto contradditorio con i Sentenced. Allora, per farla breve, la situazione è questa, io adoro “Amok” ed il successivo ed ancora più strabiliante EP “Love & Death”, vero e proprio canto del cigno dell’era Taneli Jarva, ma non ho la più pallida idea di come suonino i lavori precedenti e non sono mai riuscito a sopportare più di tanto lo scarto stilistico avvenuto con l’entrata in formazione di Ville Laihiala e la pubblicazione di “Down”. Per quanto riguarda i lavori pre-“Amok”, ho un vaghissimo ricordo di aver ascoltato millenni fa “North From Here” e non mi era piaciuto, anche se probabilmente il mio giudizio era stato in qualche modo condizionato dal compare di università che mi passò “Amok”, il quale considerava inascoltabili i primi due lavori della band finlandese. Continua a leggere

SAMAEL
“Passage”

Non so se siete d’accordo, ma il bello di queste reissue, considerando il mio punto di vista privilegiato da scribacchino, è la possibilità di poter parlare di opere fondamentali del passato mettendo insieme le proprie esperienze di vita vissuta con il numeroso bagaglio di recensioni fatte in quasi vent’anni di onorato e “gratuito” servizio. Un giochino tutto sommato intellettualmente stimolante, tanto più se viene applicato ad una band decisamente unica e particolare come i Samael. Dico subito che non sono un profondo conoscitore degli svizzeri, anzi l’unico cd che posseggo è proprio “Passage”, anche se è da una vita che mi dico di voler approfondire la loro discografia, cosa che ovviamente difficilmente farò per la mia cronica mancanza di tempo. Il motivo di questo mia scarsa conoscenza è proprio da riferirsi a questo disco, che comprai dopo aver visto da qualche parte il video di “Jupiterian Vibe” e successivamente stregato dalla splendida luna schiaffata in copertina. Non ho idea di come un tale brano abbia potuto far breccia dentro il me ragazzetto, anche perché “Jupiterian Vibe” è quanto di più distante dal tipico suono Black Metal dell’epoca. Basta sentire le percussioni tribali che danno il via alla traccia, per capire quanto i Samael arrivassero veramente da un altro pianeta. Continua a leggere