STRATO’S
“Lo Sbirro, La Liceale, Il Maniaco”

Difficile dare un giudizio oggettivo netto sulla particolarità di questa proposta proveniente dal quintetto originario di Parma denominato Strato’s. Non tanto per le capacità strumentali e compositive dei nostri, che son infatti a dir poco impressionanti per la loro capacità di ricostruire in maniera assolutamente credibile il mood generato dalle colonne sonore dei tipici film italiani degli anni settanta, attingendo in particolare dal filone poliziesco (lo sbirro), commedia sexy (la liceale) e thriller (il maniaco). Infatti, gli stessi Strato’s si definiscono una sorta di tribute band che, a partire dalle cover di diversi temi sonori, sono arrivati poi a crearne di propri in maniera talmente filologicamente perfetta che potrebbero essere tranquillamente scambiati per degli originali dell’epoca. Continua a leggere

SCUORN
“Parthenope”

Anche se è andata smarrendosi sempre più per strada con l’esplosione del genere e la sua “globalizzazione”, una tra le peculiarità che rendeva per certi versi unico il Black Metal primigenio era l’esaltazione dei luoghi natii e della cultura e delle tradizioni ad essi legati. In tal senso, se già il titolo, il monicker ed il logo (ma anche l’artwork) lasciavano davvero ben pochi dubbi, ci pensa l’etichetta di “Parthenopean Epic Black Metal” a darci la certezza che questo debutto sulla lunga distanza della one man band Scuorn affondi le proprie radici nel culto di tutto ciò che ruota attorno a Napoli ed al Vesuvio. Nonostante si tratti, come detto, sostanzialmente di un esordio, “Parthenope” sembra essere stato covato sotto le ceneri decisamente a lungo, se è vero com’è vero che il factotum Giuliano Latte (alias Giulian) aveva dato vita alla forma germinale di alcuni pezzi già quasi otto anni or sono con il demo “Fra Ciel’ E Terr'”. Continua a leggere

SUNTERRA
“Reborn”

Ad ascoltare questo EP degli austriaci Sunterra, avrei certamente immaginato di aver a che fare con una band alle prime armi ed ancora alla ricerca di un proprio stile musicale. Invece, questi Sunterra hanno dalla loro una lunga esperienza decennale, fatta di ben tre full-lenght, e una discreta attività live. Come evidenziato dal suo titolo, “Reborn” è il risultato della reunion avvenuta nel 2015 dopo un lungo silenzio durato ben nove anni. Ritornando a quanto ho scritto ad inizio recensione, lo stile proposto dai Sunterra è il classico Gothic Metal che piace tanto ai tedeschi, con il growl di Carlos ad alternarsi alle voci eteree di Lilly, i chitarroni squadrati alla Rammstein e, per non farsi mancare niente, pure qualche deragliamento in ambito puramente danzereccio (vedasi la tamarrissima “This Is W.A.R.”). Continua a leggere

SØNDAG
“Bright Things”

Dopo il Punk melodico dei Let It Slide, torno a parlarvi di una nuova release uscita per Overdub Recordings, ovvero il debutto di questo quartetto piacentino chiamato Søndag. Accompagnati dalla curiosa definizione di Low Tuned Rock, indicativa del fatto che entrambi i chitarristi utilizzano chitarre ad otto corde, i Søndag sono giunti al qui presente “Bright Things” dopo relativamente poco tempo dalla loro fondazione. Infatti, i primi incontri tra il batterista Riccardo Lovotti ed il chitarrista Marcello Lega risalgono a metà 2015, provenendo entrambi da un altro gruppo chiamato Edema. Perciò, il tempo di sistemare la line-up con il secondo chitarrista Marco Benedetti ed il bassista Riccardo Demarosi, che prenderà anche il posto di lead vocalist, ed i Søndag sono stati praticamente pronti per entrare in studio per registrare il loro disco di debutto. Continua a leggere

INTERVISTA SOLITVDO – D.M.

“Immerso In Un Bosco Di Querce” era stato un fulmine a ciel sereno nel panorama dell’Atmospheric Black italiano. Ora, il progetto Solitvdo torna sulle scene con il nuovo “Hieràrkhes”, un lavoro che mostra un lato musicale più scarno rispetto al passato, ma decisamente più complesso per quanto riguarda la parte lirica. A chiarire ed esplicitare tutto il concept lirico di questo nuovo album ci pensa il mastermind D.M., che si dimostra ancora una volta estremamente loquace nell’andare nei meandri più nascosti dell’universo Solitvdo. Ecco cosa ci ha raccontato. Continua a leggere

SOLITVDO
“Hieràrkhes”

Il precedente album di debutto “Immerso In Un Bosco Di Quiete” non solo aveva mancato per mere ragioni un posto nella mia top 5 del 2014, ma soprattutto aveva messo in luce in modo definitivo il nome Solitvdo come uno dei progetti emergenti più interessanti all’interno del panorama Atmospheric Black italiano. Ora, a distanza di un paio d’anni, il buon DM ritorna alla carica con questo nuovo “Hieràrkhes”, una uscita che sembra mostrare sin dalla stessa copertina un deciso cambio d’approccio sia per le tematiche delle liriche da parte del suo mastermind, che per la musica stessa. In realtà, DM continua però a livello di testi la propria analisi del suo rapporto interiore con la natura e la società attuale, utilizzando questa volta come termine di paragone alcuni dei valori e delle virtù insite nella storia e nella mitologia dell’antica Roma. Continua a leggere

SAOR
“Guardians”

Anche se le sempre numerose richieste che ci arrivano mi permettono di avere un discreto spaccato di quel che c’è in circolazione nell’affollato panorama Metal, di tanto in tanto non mi dispiace perdermi nei meandri di quello sterminato mondo che è Bandcamp. Questa volta voglio portare alla vostra attenzione il nome del progetto Saor, una one man band scozzese in cui sono incappato più o meno un annetto fa e che mi ero ripromesso di tenere d’occhio in attesa della pubblicazione del suo terzo full length. Essendo arrivato colpevolmente in ritardo per parlarvi dei due ottimi predecessori “Roots” e “Aura”, l’uscita di questo “Guardians” rappresentava una perfetta occasione per rimediare a questa mia mancanza, e già dal primo ascolto è impossibile non rendersi conto come Andy Marshall abbia fatto per l’ennesima volta centro mettendo in mostra una qualità compositiva di quelle che non si vedono poi così tanto spesso in giro. Continua a leggere

LIVE REPORT – UNCLE ACID & THE DEADBEATS + SCORPION CHILD
Quirinetta (Roma) – 24/10/2016

Ultimamente mi capita spesso di iniziare una recensione ammettendo la mia ignoranza relativa alla conoscenza di un determinato gruppo o disco, ma d’altronde non sono più lo studente adolescente o post-adolescente con molto tempo libero da dedicare all’ascolto o alla ricerca di nuovi gruppi. Tra l’altro, le numerose richieste che riceviamo qui in redazione occupano quasi la totalità dei miei ascolti, e quindi il tempo per cercare altra nuova musica è estremamente limitato. Tutto sto cappello introduttivo serve per dire semplicemente che, fino a qualche mese fa, questi Uncle Acid & The Deadbeats non sapevo nemmeno dove fossero di casa, avendoli scoperti per caso dando una scorsa al programma dei concerti autunnali del Quirinetta, che da qualche anno sta proponendo gruppi indie davvero di buon livello (vedi il memorabile live dei Public Service Broadcasting della scorsa primavera), rimanendone colpito dal nome. Potete capire come mi sia poi caduta la mascella quando ho scoperto che facevano parte del rooster della Rise Above di sua maestà Lee Dorian. Non ci ho pensato su due volte ed ho iniziato ad ascoltarmi la loro discografia su Spotify ma, pur essendomi piaciuti abbastanza, è stato soltanto dopo questo concerto che il loro ultimo “The Night Creeper” rischia seriamente di finire diritta nella top 5 di fine anno. Ma andiamo con ordine. Continua a leggere

SKOLL
“Of Misty Fire We Are”

Davvero instancabile M., che dopo i progetti Darkness e The True Endless, mi manda da recensire anche gli Skoll, una band che potrebbe rappresentare da un certo punto di vista un po’ il suo lato musicale più melodico ed atmosferico grazie a un sound che mescola suggestioni Pagan Black dei primi Drudkh con spunti epici derivati da Bathory e Graveland. Nata col nome di Ragnarok nel 1994, la band ha poi virato rapidamente sull’attuale Skoll, attraversando i successivi due decenni tra lunghi momenti di pausa e l’alternarsi tra progetto solista di M. a vera e propria band, rilasciando comunque una discreta quantità di materiale, tra cui una manciata di demo ed EP, diverse antologie e ben quattro full length compreso questo recensito “Of Misty Fire We Are”. Insomma, una nutrita discografia che conferma ulteriormente l’alto grado di prolificità del suo mastermind M., che anche in questo nuovo lavoro, uscito a tre anni di distanza dal precedente “Grisera”, conferma la presenza al suo fianco di Mayhem, già con lui anche nei Darkness, alla batteria, e di Lunaris (famoso ex-Opera IX) alla tastiere, a cui si va ad aggiungere Marcello Bovio al basso. Continua a leggere

INTERVISTA SOJOURNER – Mike L. & Emilio

Quando si tratta di un genere ormai sin troppo abusato come l’Atmospheric Black Metal, presentarsi con un album in grado di fare subito la differenza non è certo una cosa da tutti. Hypnos Webzine non poteva perciò lasciarsi scappare l’occasione di scambiare qualche parola con i Sojourner, che con il loro “Empires Of Ash” hanno subito saputo ritagliarsi un consenso pressoché unanime. Continua a leggere

INTERVISTA SOJOURNER – Mike L. & Emilio (ENG)

When it comes to a genre so overexploited as Atmospheric Black Metal, it’s not that easy to show up with a debut album so good as Sojourner have done with “Empires Of Ash”. Being always looking for new promising bands, Hypnos Webzine has taken the chance to know something more about them. Continua a leggere

SVARTELDER
“Pyres”

I miei ascolti di questo agosto appena passato, eccetto i vari lavori dei Therion recensiti per lo speciale estivo, si sono praticamente limitati a soli tre gruppi: Ade, Stilla e quindi questi Svartelder. Tenete conto che quasi tutti i miei dopo pranzo consistevano nel godermi il panorama del monte che sovrasta il paesino dove di solito risiedo durante le ferie avendo in cuffia quasi sempre gli ultimi due gruppi di cui parlavo sopra. Ringraziando il mio fiuto ancora parzialmente funzionante, sono riuscito a trovare due band in grado di dare ancora un senso forte alle due parole Black Metal. Se gli Stilla di “Skuggflock” mostravano un background fortemente legato alla propria terra natia, che vedeva in Satyricon ed Ulver un bel punto di riferimento, questi Svartelder, pur essendo in apparenza meno complessi, riescono a creare un ibrido tra un Black Metal fortemente dissonante, anche qui vengono in soccorso i Satyricon più recenti o i Khold, e momenti nei quali la musica scorre in una modalità decisamente più melodica e capace di creare scenari sonori quasi onirici. Continua a leggere

SÜLFÜR ENSEMBLE
“I (4 Songs About Dystopia, Satan, Ghouls & Marilyn Monroe)”

Nome fighissimo quello scelto dai Sülfür Ensemble, e copertina che richiama esplicitamente quella di “Violet Art Of Improvisation”. Basterebbe anche solo questo per farmi andare fuori di testa con questo EP di debutto di questi quattro giovani turchi di Istanbul. In realtà, pur non potendo che apprezzare senza particolari riserve il loro Stoner Doom di chiara derivazione Electric Wizard pieno di chitarre grasse e fangose e di fraseggi solistici ricchi di acido Blues, credo che il gruppo debba ancora lavorare un pochino per ottenere una propria personalità compositiva, riuscendo così ad annullare completamente l’effetto cover-band della band inglese che in effetti un po’ tende a presentarsi durante l’ascolto di questo lavoro. Continua a leggere

SGUAGUARAHCHRISTIS
“Ground”

Ormai dei fedeli frequentatori delle nostre pagine virtuali, i Sguaguarahchristis tornano a farsi sentire a distanza di due anni dal loro full-lenght “Der Nacht” con questo nuovo EP contenente tre brani ed intitolato “Ground”. Prima di andare a parlarne più nel dettaglio, ritengo sia opportuno specificare come per il sottoscritto questa sia la prima volta che ho a che fare con la band capitanata da Pesten Antilight Sg666, e che quindi quello che dirò non è basato sul confronto con le precedenti uscite della band ma sulle sensazioni direttamente generate dall’ascolto di questo “Ground”. Questo premesso, il sound presentato dagli Sguaguarahchristis è un Black Metal ostinatamente ortodosso, dotato di chitarre gelide, uno screaming tagliente e batteria terremotante. Continua a leggere

STILLA
“Skuggflock”

Era dall’acclamato esordio “Till Stilla Falla”, uscito nel 2013, che i miei radar avevan captato segnali parecchio interessanti provenienti dalla band guidata dal chitarrista e tastierista P. Stille, anche se poi, per i soliti vari motivi, non sono mai andato fino in fondo con un ascolto serio ed approfondito della loro proposta. Questa possibilità si è finalmente concretizzata grazie alla richiesta giunta da parte della label svedese Nordvis Produktion di andar a recensire quest’ultimo lavoro intitolato “Skuggflock”. Saltando qualsiasi preambolo dedicato alla loro biografia, parto subito col dire che il Black Metal degli Stilla trasuda fisicamente richiami legati alla nobile tradizione Norvegese, con le atmosfere di “The Shadowthrone” dei Satyricon che emergon prepotentemente dalle note di questo lavoro, sebbene un notevole e chiaro contributo venga pure dall’immortale “Bergtatt”, basti ascoltarsi la bellissima title-track. Continua a leggere

LIVE REPORT – SONISPHERE 2016
Ippodromo delle Capannelle (Roma) (24/07/2016)

PREMESSA

C’era molta attesa e tanta curiosità per questa nuova calata dei Maiden in quel di Roma, a cui poi è stato costruito attorno il Sonisphere di quest’anno con l’aggiunta di nomi importanti quali Sabaton, Saxon ed Anthrax. L’uscita di “The Book Of Souls” è stato oggetto di numerose discussioni la scorsa estate, nonchè c’era anche la speranza che il nostro Bruce fosse perfettamente ristabilito dopo l’annus horribilis che aveva vissuto per la sua inaspettata malattia. Per questi motivi, all’annuncio della presenza degli Iron Maiden al Rock In Roma non ho saputo dire di no, ed insieme a quattro amici ho prontamente acquistato il biglietto. Difficilmente qui su Hypnos Webzine diamo risalto alle uscite discografiche di gruppi importanti quali i Maiden, però due parole su “The Book Of Souls” vorrei spenderle. Premetto, che dalla reunion con Bruce, ho seguito con molta attenzione le varie mosse della band, ritenendo che, sempre a mio personalissimo avviso, eccetto un “Dance Of Death” non pienamente riuscito, sono sempre riusciti a mantenersi su dei livelli quantomeno accettabili, tirando fuori anche un quasi capolavoro come “A Matter Of Life & Death”. Quindi, potete ben capire, che alle prime reazione strapositive apparse sul web all’ascolto di questo doppio album, non ho potuto fare a meno di buttarmi a scatola chiusa sull’acquisto della versione digibook. Tuttavia, nonostante abbia ascoltato il disco con buona costanza per parecchi mesi, continuo a non esserne pienamente convinto, trovando diversi brani dei filler francamente evitabili, e che forse il buon Bruce avrebbe avuto bisogno di un po’ di tempo in più per rimettersi in forma con la voce. Diventa quindi evidente come questo concerto risultasse anche un modo per chiarirmi maggiormente le idee anche sull’effettiva qualità del disco. Comunque sia, basta chiacchiere e veniamo al concerto. Continua a leggere

Live Report – BLACK MOUNTAIN & SOVIET SOVIET
Villa Ada (Roma)
04/07/2016

A distanza di alcuni mesi dal concerto degli Amorphis all’Orion, torno ad assistere ad un evento live, questa volta nella splendida e fresca cornice di Villa Ada. Ad esibirsi in questo contesto estivo ci sono i canadesi Black Mountain, con l’inattesa ma gradita presenza del gruppo Post-Punk pesarese Soviet Soviet come supporting act. Fortunatamente, l’organizzazione, tenendo presente che era un lunedì sera, ha scelto un ottimo orario per il concerto, le 21.30, permettendomi di arrivare con tutta calma dandomi così la possibilità di poter ascoltare anche i Soviet Soviet. Continua a leggere

SOJOURNER
“Empires Of Ash”

A quasi un mese dal primo ascolto, finalmente mi sono deciso a parlarvi di questo “Empires Of Ash”, il debutto sulla lunga distanza dei Sojourner, un act sui generis che vede tra le proprie fila quattro musicisti provenienti da Spagna, Inghilterra e Nuova Zelanda. Al contrario di quanto potreste pensare, la mia remora a scriverne non è da attribuirsi all’inconsistenza del lavoro ma nasce dal fatto che fin da subito mi sono reso conto di trovarmi di fronte ad un mezzo capolavoro, e proprio da qui nasce il mio cruccio: “Empires Of Ash” è “solo” un ottimo album o qualcosa di più? Per cercare di capirlo forse è però utile fare un passo indietro e prenderla un po’ larga, iniziando col dire che i Sojourner propongono un Black a tinte Epic corredato da qualche spunto Folk e da aperture al limite del sinfonico. Continua a leggere