SETH
“La Morsure Du Christ”

Dopo l’ottimo lavoro dei Nanga Parbat, è giunto il tempo di parlare di quello che molto probabilmente sarà il disco che finirà in cima alle mie preferenze di fine anno, ossia “La Morsure Du Christ”, incredibile colpo coda degli storici blackster francesi Seth. Non credo che Heimoth e soci abbiano bisogno di una qualche presentazione da parte del sottoscritto, ma nel caso andatevi a ripescare quell’incredibile debutto che fu “Les Blessures De L’âme”, probabilmente uno dei migliori lavori Black Metal usciti dalla Francia. Peccato, che dopo il discreto “The Excellence”, la band abbia preso una piega discendente, culminata poi in un temporaneo scioglimento di alcuni anni, e ritornare in pista con l’album “The Howling Spirit”, avente i soli Heimoth e Alsvid come unici membri superstiti. Onestamente, non li ho più seguiti dai tempi di “The Excellence”, più che altro poiché associo a quel disco un evento piuttosto nefasto della mia vita, che mi ha portato inconsciamente ad allontanarmi dalla loro discografia successiva. Continua a leggere

SARDONIC WITCHERY
“Moonlight Sacrifice Ritual”

Chi continua a seguire costantemente le mie povere fatiche letterarie su questa webzine, ricorderà quanto poco sono colpito ed interessato dall’attuale situazione del Black Metal. Ho cercato tante volte di ragionare su quanto questo sia dovuto all’avanzare dell’età o ad una qualità, o anche stile, che poco stimola il mio interesse. Evito di riandare su discorsi già trattati, ma questo mi serve ad introdurre questo “Moonlight Sacrifice Ritual” del progetto portoghese dei Sardonic Witchery, vera e propria sorpresa arrivata quasi fuori tempo massimo dal maledetto 2020 da poco conclusosi. Il gruppo capitanato dal tuttofare King Demogorgon, ma qui affiancato da un manipolo di musicisti, non è proprio di primo pelo, visto che il progetto sta per compire i vent’anni di attività e che si ritrova alle spalle una discografia discretamente nutrita, con questo “Moonlight Sacrifice Ritual” che dovrebbe rappresentare il terzo full-lenght del progetto. Continua a leggere

SUICIDE NATION
“Hall Of Violence”

Con un nome quale Suicide Nation è praticamente impossibile evitare una associazione diretta con l’omonima traccia di quel capolavoro senza tempo che è “Slaughter Of The Soul”. Eppure, nel caso di questo quintetto cileno, l’assonanza con gli At The Gates è alquanto distante, vista la loro totale dedizione verso il Thrash, ma non proprio fuori luogo in termini assoluti. Infatti, la Svezia riesce comunque ad entrare nella loro proposta, vista la decisa influenza da parte di band quali Hatesphere o Carnal Forge, sebbene il loro numi tutelari rimangano in primis gli Slayer, ed in seconda battuta qualcosa dei Testament e Kreator, questi ultimi forse chiamati in causa più dalle vocals urlate di Felix Arto, una specie mix fra Mille Petrozza e Tom Araya. Per il resto, in questo “Hall Of Violence” assistiamo ad un discreto revival, ben suonato anche se poco fantasioso in fase di songwriting, e che alla lunga tende ad annoiare. Continua a leggere

SPIDKILZ
“Threads Are Breaking”

Dopo l’iperproduzione degli Inno, un lavoro sanguigno e ruspante come questo “Threads Are Breaking” ci stava tutto. Infatti, questo secondo lavoro a firma dei torinesi Spidkilz è un bel salto all’indietro nel passato, dove si pesca a piene mani dalla NWOBHM, mettendo al centro della loro proposta dei solidissimi riffs di puro Heavy Metal, con giusto qualche una spruzzatina di Thrash ogni tanto, ed una vocazione retrò, che fortunatamente, non è uno una mera riproposizione del passato. Certo, gli Spidkilz non saranno degli innovatori, ma credo che nemmeno sia loro intenzione esserlo, ma la loro proposta possiede nonostante tutto una forte personalità. La band ci crede testardamente in quello che fa, e la produzione, deliziosamente scarna e quasi live, amplifica ulteriormente questa sensazione. Continua a leggere

SUOMI FINLAND PERKELE
Aegrus – Sarastus – Sargeist

Ed eccoci, come promesso, alla prima parte di una carrellata che andrà a mettere sotto la lente d’ingrandimento tutta una serie di uscite che, colpevolmente, non sono riuscito ad ascoltare o a proporvi al momento della loro uscita ma che, d’altra parte, non potevo non prendere in considerazione. Continua a leggere