TETRARCHATE
“With The Sole Acquiescence To Lead Us”

I Tetrarchate sono una vecchia conoscenza per Hypnos Webzine, visto che la ex-collega Alonewalksfaster si occupò ben sette anni fa del loro EP “Symposium Of The Tetrarchs”. Da quel lontano 2014, di acqua sotto i ponti ne è passata tantissima, ed in questo lungo lasso di tempo la band marchigiana è riuscita a pubblicare il loro full-lenght di debutto, “Drakon Particles Worming In Our Bodies” del 2017, a cui fa seguito questo “With The Sole Acquiescence To Lead Us”, licenziato in autoproduzione lo scorso maggio. Lo stile proposto dai Tetrarchate è stato ben descritto nella già citata recensione dell’EP, e vede grandi dosi di Thrash Metal di chiara matrice Kreator, a cui vengono aggiunte anche piccole dosi di puro e scintillante Heavy Metal, capace di dare anche un tocco di epicità e sontuosità alle intricate e velocissime ritmiche imposte dalla band. La produzione mi piace molto, ha un suono asciutto che fa tanto primi anni Novanta e ben lontana dalle plasticosità odierne. Anche a livello di composizione, pur attingendo ad un patrimonio ben consolidato, i Tetrarchate sanno il fatto loro, mostrando anche un minimo di personalità in fase di songwriting, cosa al giorno d’oggi assolutamente non scontata. Continua a leggere

TOFUSTAGGERBUSH
“Astro-9”

Dietro il curioso nome di Tofustaggerbush si nasconde un musicista di stanza a Berlino appassionato di musica classica ed elettronica, capace di rilasciare nel corso di un quindicennio, e quasi sempre sotto forma di autoproduzione, una sessantina di pubblicazioni, mostrando una capacità produttiva da fare invidia ai Njiqahdda dei tempi d’oro. Il qui recensito “Astro-9” è il primo delle quattro uscite rilasciate in questo 2021 ormai in scadenza, e mostra quindici tracce strumentali che spaziano senza soluzione di continuità dalla Chillwave all’Outrun, da partiture più vicine all’Ambient fino ad una elettronica di chiara discendenza kraftwerkiana. Tra l’altro, forse sono io che ho le traveggole, ma ogni tanto riesco anche a percepire qualcosa dei Depeche Mode, trovando il caso più evidente nella linea di synth iniziale di “Footsteps”, che sembra quasi voler fare il verso alla famosissima “Behind The Wheel”.  Comunque sia, a parte le varie influenze che possiamo scovare all’interno della musica di Tofustaggerbush, “Astro-9” è un disco senza dubbio piacevole, rilassante nei suoi suoni retro, probabilmente troppo lungo, ma il suo vero problema è che i suoi brani sembrano rimanere un po’ fini a sé stessi. Continua a leggere

TIMECOP1983
“Faded Touch”

E’ da diverso tempo che mi gira in testa l’idea di inserire in maniera estemporanea qualche recensione dedicata al mondo della Synthwave, un genere a cui mi sono appassionato da qualche anno e presenza fissa durante le mie sessioni di corsa domenicali. Purtroppo, il tempo è sempre tiranno e riuscire anche solo a stare dietro alle richieste giornaliere che riceviamo, diventa sempre più difficile e complicato. Tuttavia, visto lo schifo di giornata di quest’ultimo primo maggio, ho trovato modo di scrivere questa recensione dedicata all’attesissimo come-back di Jordy Leenaerts, o più comunemente conosciuto come Timecop1983, creando l’occasione perfetta per buttare dentro il nostro archivio una prima recensione di questo genere. Non so quanti di voi bazzichino la Synthwave e generi affini, ma per me l’ascolto del suo precedente “Nightdrive” è stata una vera e propria epifania, per non dire uno di quei dischi che ti cambiano la vita. Sembra davvero esagerato, ma effettivamente dopo l’ascolto di quel disco, la Synthwave e la sua sorella malvagia Dark Synthwave, sono entrati pesantemente nella mia vita per non uscirne mai più. Il motivo credo sia da ricercare in una sorta di nostalgia verso i ricordi della mia infanzia, avvenuta nei goduriosi anni ’80 e di cui questi generi si nutriscono senza alcuna remora, seppur filtrati con occhi e tecnologie attuali. Continua a leggere

THE SCALAR PROCESS
“Coagulative Matter”

Finita questa piccola appendice dedicata ai Njiqahdda, possiamo tornare alle recensioni ordinarie, dando inizio finalmente all’anno corrente, e dopo i multiversi dei Fractal Generator, torniamo ad occuparci di Technical Death Metal attraverso il debutto assoluto di questi francesi chiamati The Scalar Process. Questo “Coagulative Matter” ci fa decisamente ben sperare, almeno dal punto di vista prettamente musicale su questo 2021, vista la sua estrema ricercatezza ed una discreta dose di originalità. Capitanati dal chitarrista Eloi Nicod, questi The Scalar Process riescono a coniugare in maniera piuttosto intelligente, la macinazione di note a tutta velocità tipica dei Necrophagist a passaggi maggiormente rilassati ed atmosferici di chiara derivazione Cynic, capaci di aggiungere un sapore quasi mistico e trascendentale alla release. Inoltre, a vantaggio della band c’è anche un vocalist veramente dotato come Mathieu Lefevre, che alza ulteriormente il livello qualitativo schierato in campo. Continua a leggere

TOBLAKAI
“Puritans Hand”

La scelta di un moniker come Toblakai, preso da una delle razze più assurde uscite dalla penna di Steven Erikson nella sua lunghissima saga dei Malazan, mi ha portato subito a ripensare agli stupendi Caladan Brood ed al loro unico lavoro “Echoes Of Battle”, incredibile copia americana dei Summoning ma totalmente immersa nei mondi e nelle storie dello scrittore canadese. Tuttavia, appena si preme play e parte questo “Puritans Hand”, si capisce fin dalle prime note quanto il campo di gioco tra le due band sia totalmente distante, dal momento che il trio austriaco in questione si propone in uno sporco e ruvido mix di Heavy e Black, vagamente contornato da un alone di epicità. Continua a leggere