TSJUDER
“Antiliv”

Parliamoci chiaro. Anche se non nego che all’epoca del loro scioglimento un po’ ci rimasi male, non fosse altro che per gli ottimi album fin lì sfornati, con il passare del tempo mi resi sempre più che gli Tsjuder avevano fatto la scelta più corretta fermandosi nel loro momento di massimo fulgore, soprattutto alla luce dei successivi e non troppo esaltanti lavori a nome Krypt e Tyrann. La notizia della loro reunion non mi entusiasmò poi molto e l’uscita di “Legion Helvete”, un disco che, a parte un paio di episodi, scorreva via abbastanza anonimo, non fece altro che confermare quel che temevo, ossia che i nostri avessero veramente ben poco di interessante da aggiungere a quanto già fatto vedere nella prima parte di carriera. Da questo “Antiliv” non mi aspettavo perciò niente di che, ed in effetti anche dopo vari ascolti posso dire che, pur non essendo una ciofeca colossale, di sicuro non è neppure uno di quegli album imperdibili come alcuni colleghi scribacchini vorrebbero far credere. Continua a leggere

TSJUDER
“Legion Helvete”

Dopo essersi sciolti e aver dato vita con due terzi della formazione ai non propriamente imprescindibili Krypt, a sorpresa gli Tsjuder tornano sulla scena con un album che riprende il discorso esattamente da dove era stato interrotto nel 2004, con tutti i limiti e i pregi che questo comporta. “Legion Helvete” è infatti uno di quei lavori che fa sì il suo dovere, con brani spesso trascinanti e a prova di headbanging, ma che allo stesso tempo non riesce quasi mai a convincere appieno, vittima com’è di un intimo ed ininterrotto richiamo a “Desert Northern Hell” (imbarazzante come il riffing di “Dauðir” rimandi a quello di “Ghoul”), la cui ombra aleggia su tutti i pezzi impedendone di staccarsi del tutto dal suo retaggio per brillare di luce propria. Continua a leggere