VOID 00
“Dopo Un Lungo Silenzio”

L’esordio dei Void 00 è stato un lavoro veramente da incorniciare, non solo perché la band mi aveva mandato un vinile vero e proprio da recensire, ma anche perché risultava essere un lavoro nero e sofferto, capace di inglobare diverse forme musicale per dare origine ad uno stile sporco, ruvido, ma tremendamente d’effetto. Ora, a cinque anni di distanza, il quartetto ritorna in scena con un seguito dall’emblematico titolo “Dopo Un Lungo Silenzio”. Sin dall’iniziale “I Whisper To The Sky”, la band mette subito in chiaro le cose tramite una lunga traccia dai suoni pachidermici e dissonanti, un ideale ponte di collegamento con l’esordio. Le cose si complicano invece con la successiva “We Don’t Know”, un piccolo gioiellino Post-Hardcore, dove le accelerazioni schizofreniche riescono in qualche modo a convivere con sporadici accenni melodici e brutali rallentamenti Sludge. Come al solito, il fulcro dei Void 00 è il chitarrista Marco, una vera e propria fucina di riffs e melodie, che trova il giusto supporto ritmico dal batterista MattiaContinua a leggere

VAN HALEN
“Live: Right Here, Right Now”

Sono stato diversi giorni indeciso sul fare o meno questa recensione quale personale tributo all’appena scomparso Eddie Van Halen. Onestamente non sono mai stato un grande fan della band, anzi se devo proprio essere onesto fino in fondo, l’unico disco ascoltato in vita è stato proprio questo live del 93, che ascoltai da giovanissimo, in un periodo in cui avevo ero stato appena fulminato dall’ascolto di “For Whom The Bell Tolls” da parte di un mio cugino più grande. Prima di questo vera e propria epifania, non ero molto interessato alla musica, e lo scoprire qualcosa come i Metallica, e successivamente Guns ed Iron Maiden, può essere visto come una vera e propria rinascita. Continua a leggere

VERTHEBRAL
“Abysmal Decay”

Avevo già parlato dei paraguaiani Verthebral circa un paio di anni fa a proposito del loro debutto presso Satanath Records ed intitolato “Regeneration”, descrivendo il loro Death Metal come un cantiere aperto, nel quale dominavano le influenze di Morbid Angel e Death. Passati sotto la protezione di una label esperta come la Trascending Obscurity, il quartetto originario di Ciudad Del Este inserisce nella propria line-up un nuovo batterista nella figura di Denis Viveros e ritorna in piesta con questo nuovo “Abysmal Decay”. Corredato da una immagine di copertina piuttosto brutta, i Verthebral sin dall’opener “Ancient Legion” mostrano di aver compiuto notevoli passi in avanti a livello di padronanza strumentale, con il nuovo drummer che si dimostra decisamente più vario e preciso del suo predecessore. Continua a leggere

VEUVE
“Fathom”

Sono ormai diversi mesi che sto ascoltando questo secondo lavoro a firma dei friuliani Veuve e dal titolo “Fathom”, e mai come in questo caso risulto piuttosto confuso sulle mie sensazioni riguardanti questo loro nuovo lavoro. Per coloro a cui il nome Veuve dice poco e niente, permettetemi di rinfrescarmi un attimo la memoria, soprattutto nei riguardi del precedente “Yard”. Se avete tempo potete andarvi a rileggere la mia recensione del periodo, ma tenete comunque presente che quel disco a distanza di tre anni staziona ancora regolarmente sul mio stereo, grazie alla sua capacità di unire un classico sound Stoner ricco di fuzz ad una vena malinconia che abbraccia in più punti il Post-Rock. Da questo mio breve excursus sul loro passato, potete ben comprendere il perché di tutto questo dedicato ad un lavoro ormai uscito in quel di marzo. Continua a leggere

VARGRAV
“Reign In Supreme Darkness”

Sul finire dell’anno scorso mi era capitato di sentire qualche brano del disco d’esordio del progetto a nome Vargrav, una one man band finlandese dietro il cui monicker troviamo V-Khaoz, una vecchia conoscenza della scena della terra dei mille laghi per avere alle proprie spalle diverse militanze in vari gruppi, tra cui spiccano gli Azaghal. Come sia approdato a mettere in piedi questa nuova esperienza musicale non mi è dato saperlo, ma il fine ultimo credo forse di poterlo indovinare, dal momento che “Netherstorm” e il qui presente “Reign In Supreme Darkness” sono due full length emblematici di un modo di intendere il Black Metal che si rifà totalmente alle sonorità dei primi anni novanta. Continua a leggere