W O L F C L U B
“Just Drive – Part 1”

Siete ancora contrariati dall’insuccesso dei nuovi lavori di Timecop1980 o The Midnight e state attendendo con ansia il successore di “Dark All Day” dei Gunship come rimedio a queste delusioni? Ebbene, anche se siete semplicemente amanti di quel ramo della Synthwave più tendente al Pop e velata di quel manto nostalgico, allora non dovete farvi scappare questo “Just Drive – Part 1” del progetto W O L F C L U B, rilasciato lo scorso marzo dalla onnipresente NewRetroWave Records, e la cui seconda parte è stata rilasciata i primi di Agosto e di cui mi occuperò più avanti. Infatti, i due producer inglesi Steven Wilcoxson e Chris Martin, tirano fuori dal loro cilindro dodici brani zuccherosissimi che guardano senza ritegno al Pop anni ’80, ma di cui non riuscirete più a staccarvi. Almeno tre quarti del lavoro sono composti da vere e proprie hit che vi ritroverete a canticchiare nei momenti più impensati, come è capitato al sottoscritto che si è svegliato una mattina ed ha avuto in testa “Promise” per tutto il giorno. La capacità dei W O L F C L U B è quella di tirar fuori delle melodie appiccicosissime, ma sempre mantenendo forte quel legame sonoro e concettuale con la Synthwave, dove nostalgia e malinconia svolgono un ruolo predominante. Continua a leggere

WITCHER
“Néma Gyász”

Piccola premessa, dopo una piccola pausa per casini lavorativi, con questa recensione facciamo una piccola infrazione dalla nostra solita policy riguardante il periodo di pubblicazione dei lavori da recensire, per andare a parlare di questo “Néma Gyász” del duo ungherese dei Witcher, pubblicato sul finire del 2020, ma che, in seguito a varie sfighe postali, è riuscito a giungere tra le mie mani solo recentemente. Se proprio dobbiamo essere precisi, l’uscita di questo lavoro risale originariamente 2012, e questa di cui parlo in codesta sede è la ristampa effettuata dalla Filosofem Records, etichetta di cui dovrebbero essere proprietari gli stessi membri della band, che, oltre ad avere una copertina leggermente diversa, viene aggiunto anche un brano inedito intitolato “Keresztúton”. Tralasciando questi dettagli tecnici, posso subito dire che sarebbe stato davvero un peccato se questo cd non fosse mai arrivato, poiché questi Witcher sono veramente interessanti. Non ho informazioni sul fatto che il loro nome e la loro proposta sia influenzata dall’opera di Sapkowski, fortunato autore della saga fantasy omonima, ma è certo che ogni singola nota di questo “Néma Gyász” è profondamente immersa in un immaginario fantasy. Continua a leggere

WITCHRIDER
“Electrical Storm”

Pur avendo sbaragliato la concorrenza per il premio di peggior copertina dell’anno con questo “Electrical Storm”, primo lavoro per l’etichetta dei Truckfighters, ossia la Fuzzorama Records, questi Witchrider sono stati una vera e propria scoperta per il sottoscritto. Inizialmente adocchiati per l’orribile cover con il lupo aviatore, ma soprattutto per il fatto che il promoter li spacciasse come un gruppo Stoner ed in quel momento avevo sinceramente voglia di ascoltare qualcosa del genere. In realtà, sin dalle prime note dell’opener “Shadows”, risulta subito chiaro come questi baldi austriaci centrino ben poco con lo Stoner, eccetto qualche assonanza con i Queens Of The Stone Age più melodici. Infatti, le distorsioni delle chitarre sono ben addomesticate e decisamente lontana dalla distorsione grassa e colante tipica del genere, ed il centro di tutte le loro composizioni è relativo alla stupenda voce del cantante, dal timbro caldo ma non scevra di una certa nota malinconica. È quindi chiaro di trovarci davanti ad un sound piuttosto soft, per non dire radiofonico, dove in alcuni passaggi è possibile anche azzardare qualche similitudine con i Foo Fighters dei primi due dischi, come per esempio nella meravigliosa title-track. Continua a leggere

WINDSWEPT
“The Onlooker”

Come ogni anni quando si avvicina l’ora di stilare la classifica delle uscite che a nostro avviso più hanno lasciato il segno, ecco che anche questa volta sono saltati puntualmente fuori dei recuperi last minute che, per un motivo o per l’altro, non erano ancora finiti tra le mie mani. A costo di svelare già il mio giudizio finale, non posso che iniziare questa carrellata con quel che è l’ascolto che ha monopolizzando queste mie ultime settimane, ovvero il secondo lavoro dei Windswept, un monicker che quasi sicuramente non vi dirà molto ma che raccoglie idealmente in spiritu il testimone della tradizione Black Metal est-europea. La cosa non deve stupire più di tanto dal momento che la line up è composta da tre quarti di quella dei Drudkh, con il testa il buon Roman Saenko a garanzia della qualità del progetto, anche se poi la miglior risposta arriva dalla musica, un furioso e ammaliante Black Metal che, a dire il vero, mi ha ricordato più quello di altre realtà legate alla scena est-europea e anche ai Drudkh, come gli Hate Forest e gli Astrofaes. Continua a leggere

WANDERING VAGRANT
“Get Lost”

I Dream Theater e gli Opeth sono considerati un po’ da tutti i fari all’interno del panorama del Progressive Metal, e certamente non serve stare qua a spendere tante altre parole sulla loro carriera o sui loro personali capolavori. Tuttavia, lasciatemi spazio per una breve considerazione, ossia che entrambe le band sono in piena caduta da ormai diversi anni, con i newyorkesi che si sono ritrovati da tempo in difficoltà nel riuscire ad uscire dai loro stessi schemi, mentre il buon Mikael Åkerfeldt rimane perso nella sua smania di voler rinverdire l’epoca d’oro del Progressive Rock degli anni ’70. Ma perché iniziare la recensione di questi giovani Wandering Vagrant parlando (male) di Opeth e Dream Theater? La risposta è semplice, il gruppo perugino capitanato dal vocalist e chitarrista Alessandro Rizzuto ha come suoi personali totem di riferimento proprio questi due gruppi. Continua a leggere