CORPSEFUCKING ART
“Splatterphobia”

È davvero impossibile per me poter parlare in termini negativi dei Corpsefucking Art, veri e propri alfieri del Brutal Death italiano. Mi pare di averli visti dal vivo più volte quand’ero un giovane studente universitario e mi capitava di frequentare piuttosto assiduamente serate Metal e concerti. Se non ricordo male, un paio di volte mi capitò anche di scambiare qualche chiacchiera con Andrea, e farmi dare anche qualche dritta su gruppi da ascoltare e cose di questo genere. Certo, ammetto che l’unico lavoro che possiedo della band è “War Of The Toilet Gear” targato 2005, ma questo non diminuisce il rispetto che possiedo per questo gruppo storico romano. “Splatterphobia” arriva a quasi quattro anni dal precedente “Quel Cimitero Accanto Alla Villa”, e vede l’innesto di Mario Di Giambattista proveniente dai Devangelic alla seconda chitarra e di Southern Bastard, già nei Southern Drinkstruction, in qualità di nuovo vocalist. Invece, a dar man forza allo storico bassista Marco De Ritis alla sezione ritmica, troviamo il batterista dei Devangelic Marco Coghe. Chi conosce la band da parecchio tempo, è ben conscia del fatto che non ci saranno molte sorprese in un disco dei Corpsefucking Art. (Brutal) Death Metal di stampo americano, con forti richiami ai Cannibal Corpse, è quanto i romani propongono da ormai vent’anni, in una formula ormai ben consolidata, fatta anche di tanto humor e di citazionismo cinematografico. Tuttavia, questo “Splatterphobia” è un disco che, pur guardando con ostinazione ad uno stile “old school”, scorre in maniera decisamente convincente. In un periodo dove tra Death Metal o Brutal Death si fa a gara per chi inserisce il maggior numero di riff in minor tempo, i Corpsefucking Art sono davvero un bel ritorno al passato, soprattutto per chi come il sottoscritto è cresciuto con tali sonorità. In più, i brani e la produzione sono estremamente solidi, con “Nightmare City” e “Black Sheep Terror” in cima alle mie preferenze, sebbene la vera chicca del lotto è rappresentata dalla riproposizione di un vecchissimo brano degli Enthralment, primissima incarnazione dei Corpsefucking Art nelle cui fila insieme ad Andrea Cipolla trovavamo Fabio Fraschini (Novembre ed ex-Degenerhate e Riti Occulti) al basso, Max Varani (rimasto nella band fino al primo EP “A Puzzle Of Flesh” ed anch’esso ex-Degenerhate) alla voce e Marco De Pascale (ex-Settimo Arcano) alla batteria, e che rimasero attivi per un paio di anni prima di cambiare nome in Corpsegod e poi definitivamente in Corpsefucking Art. Insomma, se a questo aggiungiamo poi la cover della mitica “Staring Through The Eyes Of The Dead”, opening track di “The Bleeding”, direi proprio che il nostro banchetto sonoro è decisamente completo e pronto per essere divorato famelicamente da noi ascoltatori. Bentornati.

BRIEF COMMENT: A lethal dose of old school Brutal Death Metal, this is what Italian veterans Corpsefucking Art give us with their brand new “Splatterphobia”, a very good full length and a must have for every fan of the genre.

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Etichetta: Comatose Music
Anno di pubblicazione: 2018
TRACKLIST: 01. Splatterphobia; 02. Satanic Barbecue; 03. Black Sheep Terror; 04. Tomator; 05. Nightmare City; 06. Robocorpse II; 07. Devoured By The Sauce; 08. Beyond The Holy Grounds (Tomato Version); 09. Staring Through The Eyes Of The Dead (Cannibal Corpse Cover); 10. Blood, Knife, Mirror
Durata: 33:57 min.

Autore: KarmaKosmiK

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