CRIMINAL ELEMENT
“Criminal Crime Time”

Attingendo dal voluminoso promo pack inviatomi dalla slovacca Metal Age Productions, non potevo che iniziare i miei ascolti con questi Criminal Element. D’altronde avere una copertina così tamarra, ma allo stesso tempo fieramente Metal per via di tutti quei piccoli dettagli che si possono trovare al suo interno, non poteva certo non attirare sin da subito la mia attenzione. Solo in seguito, andando un attimo a spulciare la bio allegata al lavoro, ho scoperto che dietro questi quattro aspiranti gangster da bassifondi newyorkesi, si celava un progetto messo insieme nel 2001 da due ex Dying Fetus, ovverosia John Voyles, chitarrista sul capolavoro “Destroy The Opposition” e poi passato negli altrettanto grandiosi Misery Index insieme a Jason Netherton, e Vince Matthews, vocalist sul successivo “Stop At Nothing”, che per varie ragioni non furono in grado di concretizzare veramente il tutto se non dal 2005. Attorno a questo nucleo si sono poi radunati una serie di musicisti della zona, tra cui nomino giusto Adam Jarvis, il motore propulsore dei Misery Index, che ha suonato nella band fino al 2010, registrando così ben quattro EP ed il full-lenght di debutto “Guilty As Charged”. I Criminal Element hanno poi registrato un secondo lavoro intitolato “Modus Operandi”, uscito nel 2013, seguito da un ulteriore EP, “Maiden Brooklyn”, dell’anno successivo, per poi giungere al qui recensito “Criminal Crime Time”, che vede una line-up di nuovo rinnovata. Infatti, il fondatore John Voyles ha lasciato il posto ad un altro pezzo grosso del Death americano, niente meno che Terence Hobbs dei Suffocation, che si è anche portato dietro un bassista di grosso livello come Derek Boyer (ex-Decrepit Birth, Deeds Of Flesh e Disgorge), assieme allo sconosciuto Maliq Emmanuel a fare da seconda chitarra. Un’altra caratteristica strana che ho notato di questo “Criminal Crime Time” è che sembrerebbe essere uscito postumo. Infatti, su Metal Archives la band risulta definitivamente sciolta, cosa in parte confermata dal fatto che il loro sito internet è off-line, ed il loro Facebook non aggiornato dalla scorsa estate. Tuttavia, di tutto questo non vi è menzione nella bio allegata, se non che il disco è uscito lo scorso maggio, quindi è probabile che sia successo qualcosa in estate e che ciò abbia portato allo scioglimento della band.

Comunque sia, passiamo a parlare in dettaglio di cosa propone (o proponeva) questa sorta di all-star band del Death americano. Sin dai primi ascolti, che, sottolineo, fatti come mio solito senza aver dato una letta alla biografia della band, si carpiva una discreta somiglianza sia con i Dying Fetus che con i Misery Index, ma il tutto inserito in un contesto più stradaiolo e cazzone, nonché meno legato alla tecnica, con anche qualche passaggio Thrash ed Hardcore a far capolino. La produzione è sporca il giusto, con il basso di sempre ben in evidenza e con la voce di grintosa ed incazzata al punto giusto. Proseguendo con l’ascolto, i nostri tendono tuttavia a deviare sempre di più da questa strada, facendo emergere la tecnica in loro possesso, ma in una modalità che a mio avviso stona un po’ con l’atmosfera del disco, e mi riferisco soprattutto a quei link di chitarra solista che, a lungo andare, mi sono risultati un pochino fastidiosi. Infatti “Criminal Crime Time”, pur partendo molto bene con un uno-duo molto promettente fatto da “Gang Related” e la title-track, ottima per rappresentare i bassifondi sporchi e corrotti raffigurati in modo ironico in copertina, a lungo andare tende a stancare. Insomma, il livello è quantomeno sufficienti, ma alla fine della fiera rimane un senso di delusione, dettato più che altro dal fatto che siamo alle prese con una line-up formata da musicisti di grande esperienza e da cui sarebbe lecito aspettarsi un lavoro ben più solido e personale, piuttosto che una sorta di versione più tamarra dei Dying Fetus o dei Misery Index. Tuttavia, il disco dura solo una mezzora scarsa e, nonostante i problemi descritti poc’anzi, si lascia ascoltare, anche se, purtroppo, la sensazione di avere a che fare con un’occasione mancata non svanisce.

BRIEF COMMENT: “Criminal Crime Time” is the third full length by Criminal Element, a band that has changed line up very often throughout the years, being at first more a side project of two (ex) members of Dying Fetus, an act that has surely influenced its releases alogside Misery Index. As far as I know, the band has split up recently, so this is the last chance to get in touch with them. However, to be honest the album is way too predictable for musicians with such experience, so it’s a kind of missed opportunity for a farewell.

Contatti: Facebook
Etichetta: Metal Age Productions
Anno di pubblicazione: 2015
TRACKLIST: 01. Gang Related; 02. Criminal Crime Time; 03. Dissociative; 04. Rampage; 05. Jails, Institutions & Death; 06. Falling Down; 07. Justice Denied; 08. “The Bitch Set Me Up”
Durata: 30:57 min.

Autore: KarmaKosmiK

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