DAMNATION GALLERY
“Broken Time”

Dopo la scorpacciata natalizia di Njiqahdda è tempo di ritornare alla nostra routine settimanale, andando a parlare del nuovo lavoro dei Damnation Gallery. Quattro anni fa il loro EP di debutto “Transcendence Hymn” mi aveva regalato buone sensazioni, mostrando in una manciata di brani la capacità di mescolare in un calderone ribollente Death SS, Mercyful Fate ed Opera IX. Certo, forse non tutto era ancora al suo posto, ma le qualità della band era già molto evidenti. Questo nuovo lavoro dal titolo “Broken In Time”, che arriva a due anni dal loro primo full-lenght “Black Stains”, di cui ho mancato colpevolmente l’uscita, giunge a dare una precisa risposta a tutto quello che era rimasto in sospeso nel corso della mia precedente recensione. La line-up è rimasta essenzialmente la stessa, con Scarlet dietro il microfono, Lord Edgard alla chitarra, a cui si aggiunge il nuovo arrivato alla seconda chitarra Lord Of Plague, mentre la sezione ritmica vede costante la presenza al basso di Low, mentre dietro le pelli si siede il batterista Coroner, subentrato già in occasione del precedente “Black Stains”. La proposta del quintetto è rimasta assolutamente fedele ai loro esordi e alle influenze sopra citate, ma ne risulta abbastanza cambiato il contesto. Infatti, i suoni sono diventati decisamente più ripuliti e modernizzati, dando anche una buona visibilità alle belle linee di basso di Low, guadagnando sicuramente in potenza, ma perdendo qualcosina in termini di atmosfera. Scarlet continua imperterrita nel suo modo di cantare estremamente debitore al suo mentore Steve Sylvester, tra l’altro presente come guest nell’ottima “The Unnamed”, con delle linee vocali molto acide ed al limite. Se ci sono degli scogli da superare per poter apprezzare appieno di questo “Broken In Time”, la voce di Scarlet è certamente uno di questi. Anche io all’inizio storcevo un po’ il naso su alcuni passaggi, ma alla fine la considero più una particolarità della proposta piuttosto che un difetto. A livello di brani, su questo lavoro c’è decisamente molta varietà, poiché su una solida ossatura di Heavy Classico, la band non si fa scrupoli ad inserire passaggi decisamene in antitesi tra di loro. Per esempio, su “Eclipse Of Mind”, si passa da un riffone alla Machine Head ad una tirata quasi Death Metal, per poi scaricarsi su un chorus più melodico. Potete ben capire da soli che “Broken In Time” è un disco che necessita di diversi ascolti prima di svelarsi appieno all’ascoltatore, ma che alla fine darà diverse soddisfazioni. Tanto per dirne una, io mi sono ritrovato a canticchiare il chorus di “Inferno”, andando in scooter una mattina mentre andavo a lavoro. Un altro brano che spinge parecchio è la già citata “The Unnamed” con il cameo del buon Steve, dotata di ritmiche adrenaliniche ed un bel tiro nelle melodie. Senza stare troppo a ripetermi, questo “Broken In Time” ha bisogno del suo tempo per farsi apprezzare, ma posso assicurarvi che si tratta di un bel disco. Non sono pienamente convinto della produzione, che carica molto le frequenze basse, generando ogni tanto un piccolo effetto mappazzone sulla resa finale delle chitarre. Sono comunque piccoli difetti, che non pregiudicano la qualità presente all’interno del lavoro. Solidi.   

Contatti: Bandcamp
Etichetta: Facebook
Anno di Pubblicazione: 2010
TRACKLIST: 01. Edge Of A Broken Time; 02. Hunting Night; 03. Nbaya; 04. Eclipse Of Mind; 05. Inferno; 06. The Unnamed; 07. Angoscia; 08. White Lines; 09. Iceberg
Durata: 49:40 min.

Autore: KarmaKosmiK

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