DARKENHÖLD
“Echoes From The Stone Keeper”

Formatisi nel 2008 per volontà del chitarrista, bassista nonché tastierista Aldébaran (già negli Artefact) a cui si sono affiancati Cervantes alla voce e Aboth alla batteria, i francesi Darkenhöld giungono alla pubblicazione del secondo full-length avendo alle spalle una serie di uscite (per la precisione tre split e l’interessante debutto “A Passage To The Towers”) che ne hanno messo in mostra le buone doti compositive.

Mantenendo fede alle promesse, questo “Echoes From The Stone Keeper” affina ulteriormente le idee e lo spirito che aleggiava nei precedenti lavori, continuando a percorrere la strada fatta di un Black Metal medievaleggiante caratterizzato da spiccati riferimenti alla corrente sinfonica di metà anni ’90. Ascoltando pezzi come la title-track o “March Of The Sylvan Beasts” è infatti impossibile non avvertire l’influenza degli Emperor di “In The Nightside Eclipse”, ed in generale lungo tutto l’ascolto l’impressione è di veder far capolino dietro ogni nota la maestosità dei primi Satyricon e dei Dimmu Borgir di “Stormblast” o l’epicità degli Enslaved, potendo anche ravvisare nei momenti più tirati rimandi ai Godkiller di “The Rebirth Of Middle Ages”. I Darkenhöld sono quindi dei meri emuli, degli amanuensi del Black Metal? No, e nel modo più assoluto, perché pur ispirandosi alle band succitate, i transalpini riescono a donare un tocco di originalità ad ogni brano, creando riff coinvolgenti e trascinanti che si fondono alla perfezione con intermezzi acustici altamente evocativi che conferiscono ancor più profondità alle composizioni, come accade ad esempio nella pregevole “Wyvern Solitude Chant”. E lo stesso discorso si può estendere alle tastiere, onnipresenti ma mai invadenti e sempre pronte a enfatizzare i vari passaggi e a costruire un melodico e oscuro tappeto sonoro su cui si innestano gli altri strumenti, regalandoci tracce di ottima fattura come “Under The Sign Of Arcanum” e “Mesnie Hellequin”, tra le migliore del lotto.

A perfetta cornice di questo viaggio tra castelli e città fortificate troviamo inoltre una prestazione tecnico/compositiva di tutto rispetto e una produzione ben bilanciata in grado di dare il giusto spazio ai singoli strumenti, senza mai sfociare in un suono impastato o caotico. Insomma, un lavoro che merita l’attenzione non solo degli appassionati del genere o dei nostalgici, ma anche di tutti colore che cercano lavori di qualità in una scena sempre più asfittica.

BRIEF COMMENT: Born in France in 2008, Darkenhöld achieve their second full-length with “Echoes From The Stone Keeper”, a valuable album that combines medieval tones with influences from symphonic Black Metal bands of mid ’90s, creating enchanting and bewitching songs full of evocative atmospheres.

Etichetta: Those Opposed Records
Anno di pubblicazione: 2012
TRACKLIST: 01. Subterranean Corridor; 02. Under The Sign Of Arcanum; 03. Wyvern Solitude Chant; 04. Echoes From The Stone Keeper; 05. March Of The Sylvan Beasts; 06. Interlude; 07. Mesnie Hellequin; 08. Chasm Of Asylake; 09. Nightfall And The Fire Doom; 10. Castle Ruins Anthem
Durata: 42:23 min.

Autore: Iconoclasta

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.