DARKESTRAH
“Embrace Of Memory”

Ricordo ancora oggi come all’epoca rimasi piuttosto scettico e parzialmente deluso da questo “Embrace Of Memory”, secondo lavoro firmato Darkestrah, non credendo che dopo il poco riuscito mini “The Way To Paganism” la band kirghisa decidesse di continuare su quella strada, ma confidando invece in un ritorno verso il Folk Black del loro stupendo debut album “Sary Oy”. I nostri invece tirano dritto e propongono una serie di brani che espandono quanto mostrato nell’EP e anzi, non soddisfatti, si spingono fino a riprodurre nel full tutte le tracce presenti in “The Way To Paganism” (“Black Cathedral”, “Human Hopes” e la cover dei Pagan, “Marching Of The Hordes”). La produzione, curata da Jens Bachmann insieme ai Darkestrah presso il Blue House Studio, risulta sicuramente superiore a quella realizzata da Kanwulf sull’EP, mentre sul fronte compositivo la band continua a tenere da parte le proprie influenze Folk, in favore di un suono più grezzo ma dotato di diverse venature sinfoniche, dove un buon esempio del nuovo corso stilistico della band può essere la lunghissima “Sign Of War”, costruita su riff molto semplici e basilari. Il risultato finale non è proprio dei migliori, anzi un po’ di noia serpeggia durante i quasi dieci minuti di durata della traccia, mentre un decisivo aumento della qualità avviene con “Akyr Raman”, altra lunga suite del lavoro, dove la componente Black Metal riesce a ricreare immagini e visioni di battaglie ancestrali, grazie ad un riffing molto incisivo e a tratti melanconico nelle melodie portanti. Da segnalare l’apparizione, nel finale, di alcune parti di viola ad opera dell’ospite Alexander Wegelin. L’altro brano inedito del lavoro è la bellissima “Primitive Dance”, un brano anch’esso molto lungo, basato su tempi medi e riff in tremolo dalle melodie molto evocative. Molto bello il finale dove ricompare il violino di Wegelin, pronto ad elevare ulteriormente il pathos del brano. Dei brani già comparsi su “The Way To Paganism” non c’è molto da dire, sono sicuramente registrati in maniera migliore, e questo permette loro di poter avere qualche marcia in più.

Pur essendo un disco godibile, “Embrace Of Memory” non riesce tuttavia minimamente a reggere il confronto con il precedente “Sary Oy”. Personalmente ritengo che la band abbia fatto una scelta stilistica più improntata su un immagine e suoni più tradizionalmente Black, che forse prova ad andare oltre al Folk sperimentato nel debut album. Come si è visto in seguito, tale scelta si rivelò non proprio azzeccatissima, con la band che riuscì infine a trovare i giusti dosaggi per mettere insieme queste due anime diverse.

BRIEF COMMENT: “Embrace Of Memory” confirms the change of route towards a traditional Black Metal, as already shown in the previous EP “The Way To Paganism”. The producer Jens Bachman does a better work respect to the one made by Ash in the EP, underlining some symphonic aspects of their new sound. The final result of this new transformation is quite not bad, though I’d have loved a continuation of the path walked in their magnificent debut “Sary Oy”.

Contatti: Sito Ufficiale
Etichetta: No Colours Records
Anno di Pubblicazione: 2005
TRACKLIST: 01. Embrace Of Memory; 02. Black Cathedral; 0c3. Sign Of War; 04. Akyr Zaman; 05. Human Hopes; 06. Primitive Dance; 07. Marching Of The Hordes (Pagan Cover)
Durata: 49:24 min.

Autore: KarmaKosmiK

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