DARKESTRAH
“Epos”

Dopo il maestoso “Sary Oy”, opera prima che univa alla perfezione Black Metal e sonorità della loro terra d’origine, e il non esaltante e prevedibile “Embrace Of Memory”, album troppo accademico e con pochi spunti degni di nota, i Darkestrah giungono con ”Epos” al fatidico terzo album. E lo fanno mettendosi in gioco e rischiando, dando alle stampe un lavoro composto da un’unica traccia di oltre 30 minuti, per l’appunto “Epos”, un racconto incentrato sulla figura del lago Issyk-Kul e della città che la leggenda vuole sia celata dalle sue acque.

Se le tematiche segnano dunque un ritorno ai miti e al folklore della terra natia, narrati ancora una volta da un’ottima Kriegtalith, anche a livello musicale si ha un riavvicinamento alle sonorità che resero unico e indimenticabile il loro debutto. Su un iniziale sciabordare di onde si insinua infatti la prima parte del brano, un riuscito connubio di chitarre e tastiere che tessono una struttura dai tempi dilatati che lascia progressivamente il passo ad un’impetuosa cavalcata impreziosita da precisi interventi di violoncello (che rimandano al suono delle onde, vero leitmotiv del brano), per poi dissolversi infine nel rumore di una lieve pioggia che annuncia l’arrivo di un temporale che si fa sentire in lontananza. Questo rallentamento, che segna di fatto l’inizio della seconda parte, viene interrotto da un arpeggio di chitarra acustica e dal suono ipnotico del temir komuz, strumento già ampiamente usato in “Sary Oy”, per poi sfumare in un nuovo crescendo di chitarre che, dipanandosi tra atmosfere evocative ed eteree, porta all’ultima sfuriata che, fragorosa ed impetuosa come un’onda, si infrange e viene lentamente assorbita dalle acque fino a confondersi nuovamente nel loro respiro. La ciclicità che si viene così a creare conferisce all’opera una completezza esemplare, cui indubbiamente concorre una buona produzione in grado di mettere in risalto ogni singolo strumento, valorizzando altresì la migliorata perizia dei musicisti. Tirando le somme, questo “Epos” ci propone quindi un gruppo ormai maturo che, conscio dei propri mezzi, non ha paura di fare un passo indietro per riprendere un cammino abbandonato troppo presto e che, di lì a poco, li porterà a percorrere la grande via della seta.

BRIEF COMMENT: After the not so exciting “Embrace Of Memory”, an album that had forsaken the perfect mix between Black Metal patterns and tunes of their homeland, Darkestrah retrace their steps with “Epos”, a bold work that, in a single track of over 30 minutes, brings back all the mesmerizing and dreamy atmospheres of their magnificent debut “Sary Oy”.

Contatti: Sito Ufficiale
Etichetta: No Colours Records
Anno di pubblicazione: 2007
TRACKLIST: 01. Epos
Durata: 33:33 min.

Autore: Iconoclasta

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