DARKSPACE
“III I”

Quante sono le band che hanno saputo esplorare nuovi orizzonti sonori e, allo stesso tempo, rimanere immuni da derive avanguardistiche fin troppo sperimentali? E tra queste, quante quelle che hanno alzato sempre di più l’asticella, uscita dopo uscita, non perdendo un briciolo della propria originalità e rimanendo coerenti con quanto portato avanti fin dagli esordi? Uno dei gruppi che meglio risponde a tali caratteristiche è senza ombra di dubbio il progetto Darkspace che, senza tanti inutili proclami od operazioni di merchandising e promozioni eclatanti come ormai da tempo se ne vedono anche nel panorama del metal estremo, torna a farsi sentire ad un lustro dall’ultimo lavoro con questo “III I”. Il titolo, che riprende solo parzialmente la numerazione progressiva a cui gli elvetici ci avevano abituati, sembra quasi suggerire che questo disco rappresenti una sorta di appendice, o se volete una stretta discendenza, del precedente album, ed in effetti fin dai primi minuti dell’opener “Dark 4.18” si sente che le coordinate stilistiche di questo nuovo viaggio interstellare sono rimaste pressoché immutate, circostanza questa che non vuol certo dire che ci si troverà di fronte ad una copia carbone delle precedenti release, anzi. Uno dei punti di forza dei Darkspace è infatti l’innata capacità di riuscire a creare sempre nuove sensazioni e scenari siderali mischiando di fatto un limitato numero di ingredienti, e anche in questo nuovo capitolo della loro discografia si ha fin da subito l’impressione, che diventa via via certezza con il passare dei minuti, che ancora una volta Wroth, Zhaaral e Zorgh abbiano saputo mettere perfettamente a punto la nuova miscela, fatta di un sound cangiante ed ermetico in cui chitarre e synth sono in grado di passare abilmente da sonorità evanescenti e ariose a sferzate granitiche e arcigne avvolte da una patina plumbea e claustrofobica. Istante dopo istante, minuto dopo minuto, una pioggia di note incalzanti e affilate sostenute da un blast beat incessante erompe così dai solchi di “III I” per crollare su di noi con tutta la sua fragorosa potenza in una tortura angosciosa che si interrompe solo a tratti per lasciar posto ad incursioni marziali arricchite da pattern vorticosi e mefitici che inghiottono tutto in una spirale di annichilamento totale da cui è impossibile fuggire. Alla fine dell’ora abbondante di ascolto, quando improvvisamente il segnale si interrompe e le comunicazioni dei tre cosmonauti elvetici terminano lasciando di nuovo spazio ai suoni e ai rumori a cui siamo quotidianamente abituati, la sensazione prevalente è che le sonorità maestose e conturbanti che ci trasmettono non vogliano far altro che lasciar trasparire la superiorità infinita del cosmo e la sua apparente indifferenza e immutabilità di fronte alla caducità dell’essere umano e alla frenesia della vita, perché alla fin fine, per quanto possiamo essere presi dalle nostre incombenze da non accorgerci o scordare quanto esse siano nulle di fronte all’immensità spazio-temporale dell’universo, questo è il ruolo marginale che ricoprono. E i Darkspace sono qui a ricordarcelo.

BRIEF COMMENT: Dark, obscure and with chilling atmospheres. “III I”, fourth full length by Darkspace, is all these things and, at the same time, much more; an endless journey beyond space and time that, once again, shows us how fragile and swift our lives are compared to the stiffness of the universe. A combination of a wide range of mesmerizing emotions that only a listening can disclose.

Contatti: Sito Ufficiale
Etichetta: Avantgarde Music
Anno di pubblicazione: 2014
TRACKLIST: 01. Dark 4.18; 02. Dark 4.19; 03. Dark 4.20
Durata: 64:19 min.

Autore: Nivehlein, Iconoclasta

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.