DARKTHRONE
“A Blaze In The Northern Sky”

Svaniti i colori resta solo il forte contrasto del bianco sul nero. Svanita la produzione pulita a scapito di suoni grezzi e ruvidi. Svaniti i volti ora nascosti sotto un face painting inquietante che rivela tre nuovi demoni risorti: Nocturno Culto, Fenriz e Zephyrous. I Darkthrone che si presentano alla scena metal di inizio anni ’90 sono profondamente differenti da quelli che poco tempo prima si erano fatti conoscere con il valido debutto “Soulside Journey”. Una forza malvagia muove i loro cuori, una furia iconoclastica avvelena le loro menti, e tutto questo viene trasposto in una pietra miliare a nome “A Blaze In The Northern Sky”.

Un lento e inquietante salmodiare funge da incipit al primo brano, quella “Kathaarian Life Code” che esplode con tutta la sua aura negativa con il ghigno malefico di Nocturno Culto. I lancinanti riff delle chitarre, il pulsare ossessivo del basso e la devastante batteria di Fenriz, che permeano l’intero lavoro, trasportano l’ascoltatore in una dimensione a se stante, dove suggestioni e paure lo avviluppano e lentamente si impossessano dell’animo. Non vi sono interruzioni in questo oscuro viaggio negli abissi; prova ne siano le telluriche conclusioni di “Kathaarian Life Code” e della successiva “In The Shadow Of The Horns”, dove una ritmata parte iniziale lascia il posto ad un vorticoso assalto dettato da chitarre gelide, che fendono l’aria come lame di ghiaccio, e da un drumming in crescendo che sfocia in una cavalcata di pura devastazione nella quale si insinua mirabilmente un arpeggio di chitarra che conferisce maggior atmosfera al brano. La successiva “Paragon Belial”, caratterizzata da una forte carica ipnotica dovuta al continuo richiamo di un semplice ma efficace riff, lascia invece il tempo di rifiatare e di focalizzare maggiormente l’attenzione sulla voce di Nocturno Culto, ruvida e sgraziata ma perfetta in questo contesto e in grado di trasmettere quella sensazione di sofferta oppressione e malvagità che trasuda dalla musica stessa. Quando erompono con violenza le note iniziali di “Where Cold Winds Blow” si è immediatamente avvolti dal suono delle chitarre, da cui sembra sgorgare, senza pietà, quel senso di gelido vento invernale che permea l’intero brano. Ma è con la successiva “A Blaze In The Northern Sky” che i Darkthrone confermano la loro innata capacità di produrre capolavori; in essa vengono sublimati tutti gli stilemi del Black Metal a venire, e significativo a tale proposito è il testo, una sorta di manifesto del Black Metal in cui compaiono parole come “storm”, “fog”, “pagan”, che si conclude con il monito “The next thousand years are ours”. A “The Pagan Winter” viene invece affidato il compito di portare a termine questa peregrinazione nei recessi dell’oscurità; un alternarsi di sfurianti accelerazioni e momenti più calmi dettati da un riffing malinconico, che riassumono quello che è stato l’intero album. Il finale, e non poteva esserci conclusione migliore, sfocia nell’invocazione che costituiva il preludio della prima traccia, conferendo così una simbolica ciclicità all’opera, quasi ad indicare che una volta iniziati a questo nero culto non se ne potrà mai più uscire.

Concludendo, “A Blaze In The Northern Sky” è stato, è e sarà in eterno uno dei più fulgidi esempi del cosiddetto True Norwegian Black Metal. Un album carico di aura nera, malvagità e rabbia, ma che allo stesso tempo è in grado di ricreare un pathos che solo i veri capolavori sanno trasmettere. Un lampo nel cielo del nord, niente di meno…

“We are a blaze in the northern sky
The next thousand years are ours”

BRIEF COMMENT: Though keeping some bonds with the Death Metal of their early works, “A Blaze In The Northern Sky” is an astonishing album that, introducing Darkthrone into Black Metal, already shows all the typical elements that will become their trademark.

Etichetta: Peaceville Records
Anno di pubblicazione: 1992
TRACKLIST: 01. Kathaarian Life Code; 02. In The Shadow Of The Horns; 03. Paragon Belial; 04. Where Cold Winds Blow; 05. A Blaze In The Northern Sky; 06. The Pagan Winter
Durata: 42:05 min.

Autore: Iconoclasta

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