DARKTHRONE
“Dark Thrones & Black Flags”

Puntuali come un orologio svizzero, i Darkthrone ritornano, ad un anno di distanza dal meraviglioso e dissacrante “F.O.A.D.”, con questo nuovo opus intitolato sarcasticamente “Dark Thrones & Black Flags”. Un titolo che gioca sia con il proprio nome che con quello dei Black Flags, storico gruppo Punk americano. Se rimaneva ancora qualcuno a nutrire qualche piccola speranza verso un possibile ritorno alle sound delle origini, Fenriz e Nocturno Culto mettono quindi subito le cose in chiaro sia dal titolo che dalla copertina, raffigurante nuovamente lo zombie punk di “F.O.A.D.”, quasi a voler dare un senso di continuità tra questo ed il precedente lavoro. Potete chiamarlo Black ‘n’ Roll o Black Punk, fatto sta che i Darkthrone proseguono imperterriti nella propria “involuzione” artistica sfornando brani ancor più minimali e “cazzoni”.

Rispetto a “F.O.A.D.”, c’è da segnalare come in questo lavoro Fenriz & Nocturno Culto si siano divisi equamente sia il songwriting che le vocal. Si parte subito alla grande con “The Winds They Called The Dungeon Shaker”, il brano più “lavorato” del disco, naturale continuazione del discorso musicale del precedente lavoro. Condito dalla voce da ubriacone di Fenriz e costruito su alcuni riff davvero catchy, il brano si dimostra come uno degli high-light di turno. Si continua con la successiva “Death of all Oaths (Oath Minus)”, che inzozzisce ulteriormente il già marcio sound del duo norvegese. Brano molto spedito che all’improvviso si stoppa in un bellissimo break rallentato con chitarre armonizzate dal sapore molto sabbathiano. Arriviamo poi al vero capolavoro del disco, “Hiking Metal Punks”, un vero anthem da cantare a squarciagola. Quattro accordi e forte attitudine Punk ed il processo di involuzione totale del gruppo è finalmente concluso. Le due tracce successive “Blacksmith Of The North (Keep That Ancient Fire)” e “Norway in September” sono decisamente più Metal, con un riffing massiccio che trasuda di birra ed alcool. “Hanging Out In Haiger” è invece un tributo ai Motorhead più luridi ed alcoolizzati, mentre la title-track è una stranissima e brevissima strumentale composta da Fenriz con soli due riff. Le restanti tracce continuano poi il viaggio negli 80s del duo norvegese.

Devo dire la verità, inizialmente non ero stato molto preso da questo nuovo lavoro dei Darkthrone, troppo minimalista e cazzone, quasi una presa in giro. Poi, a forza di ascolti, ecco che lentamente diversi riff s’insinuano nella mente, ed ecco che ti ritrovi a canticchiare questo o quel pezzo. Questi sono i Darkthrone, che, come dei novelli Motorhead, sono in grado di tirarti giù un pezzo con poche note stracariche di groove. Ormai di oscuro e satanico non è rimasto nulla, ma se non altro Fenriz e Nocturno Culto credono fermamente in quello che suonano, e “Dark Thrones & Black Flags” ne è un’ulteriore conferma.

BRIEF COMMENT: In this record, Motorhead‘s influence starts to influence heavily the music composed by Fenriz and Nocturno Culto, and it resolves in a series of very simple and ultra-dynamic tracks. All the songs smells of beer and sweat, and some songs have become true Heavy Metal hymns. Another great album from the Norwegian master.

Contatti: Sito Ufficiale
Etichetta: Peaceville Records
Anno di Pubblicazione: 2008
TRACKLIST:01. The Winds They Called The Dungeon Shaker; 02. Death Of All Oaths (Oath Minus); 03. Hiking Metal Punks; 04. Blacksmith Of The North (Keep That Ancient Fire); 05. Norway In September; 06. Grizzly Trade; 07. Hanging Out In Haiger; 08. Dark Thrones And Black Flags; 09. Launchpad To Nothingness; 10. Witch Ghetto.
Durata: 38:58 min.

Autore: KarmaKosmiK

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