DARKTHRONE
“Land Of Frost”

Era il dicembre del 1986, nel piccolo sobborgo di Tårnåsen, nei pressi di Oslo, quando tre giovani ragazzini appassionati di tape trading decisero di mettere su una piccola band chiamata Black Death. Il batterista e vocalist di questa improvvisata band era il giovane ed imberbe sedicenne Gilve Nagell, colui che qualche anno più tardi rivoluzionerà il concetto di musica estrema con il nome di Fenriz. Nonostante la pochissima esperienza strumentale ed i “capelli troppo corti”, i Black Death pubblicano due demo l’anno successivo, contenenti pezzi dagli improbabili titoli come “Ambulance Trashcore” o “Pizza Monsters”, dotati di una forte influenza Punk. In seguito, Gylve si trasferisce a Vinterbro, decretando di fatto la fine della piccola band, ma nello stesso tempo conosce Dag Nilsen e Ivar Enger, alias Zephyrous. Questo trio, insieme al chitarrista aggiunto Anders Risberget, registrerà, nel febbraio del 1988, il demo d’esordio “Land Of Frost”, il primo mattone della lunga saga dei Darkthrone.

Messo da parte il Punk/Metal dei Black Death, i nuovi Darkthrone si gettano alla folle rincorsa degli Hellhammer, proponendo in poco meno di mezz’ora cinque brani che mostrano una band ancora molto acerba sia dal punto di vista tecnico/strumentale che compositivo. Esempio lampante è la title-track, un pastone confuso di accelerate in stile primi Bathory, rallentamenti al limite del Doom ed un intermezzo semi-Folk, le cui note sembrerebbero riecheggiare fortemente la melodia di “The Unforgiven” (peccato che i Metallica la comporranno solo qualche anno dopo). Le vocal di Gylve sono dei latrati ultra-effettati messi un pò a casaccio. Molto meglio, l’abbozzo Death/Doom di “Winds Of Triton”, che anticipa il sound futuro di “Soulside Journey”. Stesso discorso per l’asfissiante “Forest Of Darkness”, pura imitazione degli Hellhammer e dotata di brevi inserti vocali effettati dal risultato quasi comico, o per i continui stop’n’go di “Odyssey Of Freedom”, nella quale si nota una discreta tecnica di Gylve alla batteria.

Nonostante l’importanza storica come prima testimonianza musicale dei Darkthrone, “Land Of Frost” è ben lontano dall’essere qualcosa di seminale o quantomeno importante dal punto di vista musicale. La band era ancora un cantiere aperto, ma era anche giusto che fosse così vista anche la bassissima età media dei componenti. I primi semi che porteranno all’ottimo “Soulside Journey” si intravedono già, ma tutto ciò non basta ad elevare questo demo, che rimarrà sempre e solo la prima testimonianza di un band che cambierà le sorti del Black Metal.

BRIEF COMMENT: “Land Of Frost”, the first release under the name of Darkthrone, shows a very young band totally devoted to Hellhammer‘s sound. The tracks are very rough and not very interesting, but the first seeds of what will become “Soulside Journey” are already present. A pure historical testimony.

Etichetta: Self-Released
Anno di Pubblicazione: 1988
TRACKLIST: 01. Land Of Frost; 02. Winds Of Triton; 03. Forest Of Darkness; 04. Odyssey Of Freedom; 05. Day Of The Dead
Durata: 19:11 min.

Autore: KarmaKosmiK

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