DARKTHRONE
“Ravishing Grimness”

Diciamocela tutta, “Ravishing Grimness” non ha mai generato un grosso entusiasmo da parte dei fan del duo norvegese, anzi all’epoca della sua uscita ancora ricordo la caterva di insulti e smadonnamenti rivolti verso quello che per molti era un tradimento totale nei confronti del Black Metal. In realtà, i Darkthrone non hanno mai tradito niente e nessuno, anzi a livello di riff questo “Ravishing Grimness” è quanto di più ortodosso e devoto ai Celtic Frost la band potesse fare, ma nello stesso tempo è facilmente percepibile una netta variazione rispetto al proprio passato musicale. Probabilmente i Darkthrone avevano compreso la necessità che era tempo di dover variare in qualche modo il proprio sound, ma tale cambiamento sicuramente non si concretizzo’ in questo lavoro ed a mio avviso nemmeno negli anni successivi. D’altronde, se ripensiamo a cosa stava accadendo in quel periodo, notiamo che il 1999 fu un anno di grosse variazioni di stile da parte dei grossi act del Black Metal. I Satyricon cambiarono completamente pelle con l’allucinato “Rebel Extravaganza”, “666 International” dei Dodheimsgard impose nuovi standard moderni per il Black Metal, gli Enslaved iniziavano a giocare con il Progressive nei due controversi “Blodehmn” e “Mardraum”, mentre gli Immortal orfani di Demonaz inauguravano il periodo Heavy-Thrash con “At The Heart Of Winter”. Insomma, c’era un aria di completa rivoluzione, a cui anche i Darkthrone volenti o nolenti dovevano rispondere. A mio modesto giudizio la vera svolta e rinascita della band avvenne con il Black’n’Roll di “The Cult Is Alive”, ma di questo ne riparleremo in futuro. Era chiaro anche a loro che il periodo d’oro degli anni novanta era finito, e che tutte le chiacchiere ed il teatro macabro dell’epoca aveva lasciato il passo ad una notevole visibilità internazionale.

Tornando a questo “Ravishing Grimness”, quello che all’epoca fece più scalpore fu sicuramente la sua produzione pulita e dai suoni compatti, decisamente lontana anni luce dalla sporcizia di “Under A Funeral Moon” o “A Blaze In The Northern Sky”, e motivo principale per il quale molti gridarono al tradimento. Si sa, con i Darkthrone non ci sono state mai mezze misure, e comunque con il senno di poi, almeno per me, quello che davvero non andava in questo lavoro era dovuto più alla qualità non molto alta delle singole tracce, che ad una produzione migliorata e più rifinita, sebbene comunque poco convincente. Infatti, quello che trasmette questo disco è una forte sensazione di staticità, con riff stanchi e prevedibili che pescano a piene mani dai Celtic Frost (tutti i pezzi sono opera di Nocturno Culto) e condito da vocal quasi anonime. La cosa strana di questo “Ravishing Grimness” è sicuramente il fatto che la band, pur non avendo cambiato una virgola del proprio sound, sembra voler suonare qualcosa di notevolmente diverso. Infatti non abbiamo più il nero pece di “Under A Funeral Moon” o il malinconico abbandono di un “Transylvanian Hunger”, a parte qualche piccola sfumatura in “The Claws Of Time” (di fatto la traccia migliore del disco), ma solo uno sbiadito rifacimento dei Celtic Frost/Hellhammer. Insomma, un ne carne ne pesce che poco sembra lasciare all’ascoltatore. Nonostante uno sbiadito ricordo del passato con la già citata “The Claws Of Time”, qualche riffone a là Celtic Frost dell’opener “Lifeless”, ed un intermezzo vagamente orientaleggiante di “Across The Vacuum”, c’è ben poco altro da ricordare di questo “Ravishing Grimness”.

BRIEF COMMENT: In a period in which many important Black Metal bands were changing their style for surviving the begininning of the new century, Darkthrone published an album totally devoted to Celtic Frost‘s sound but provided with a refined production, very far from the dirt of their golden age. The songs are very static and there are very few interesting parts worth to be quoted like “The Claws Of Time”, which brings back the malinchonic sadness of “Transylvanian Hunger”, some smashing riffs of the opener “Lifeless” and a strange intermezzo of “Across The Vacuum”.

Etichetta: Moonfog Productions
Anno di Pubblicazione: 1999
TRACKLIST: 01. Lifeless; 02. The Beast; 03. The Claws Of Time; 04. Across The Vacuum; 05. Ravishing Grimness; 06. To The Death
Durata: 37:40 min.

Autore: KarmaKosmiK

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