DARKTHRONE
“Soulside Journey”

Prima di diventare tra gli esponenti di spicco della scena Black Metal e di rinnegare, almeno per un certo periodo, il proprio passato, i Darkthrone iniziarono la loro carriera dedicandosi ad un Death Metal ispirato per certi aspetti (per stessa ammissione di Nocturno Culto) a quel “Scream Bloody Gore” dei Death, che già iniziavano a fare scuola. La fortuna di essersi fatti notare dalla Peaceville e di averne strappato un contratto sembrò però improvvisamente tramutarsi in beffa quando giunse il momento della pubblicazione, avvenuta nel gennaio del 1991. “Soulside Journey” si trovò infatti di fronte ad una concorrenza spietata, con uscite del calibro di “Human”, “Blessed Are The Sick” e “Necroticism – Descanting the Insalubrious”, giusto per citare quelle degli act più blasonati, che finirono inevitabilmente per spedirlo, se non nel dimenticatoio, quantomeno in quella zona d’ombra che tanto si avvicina all’oblio.

Eppure questo full-length, frutto dei primi anni di lavoro del gruppo (vi si trovano infatti brani provenienti dai demo “Cromlech” e “Thulcandra”), era molto più di un semplice debutto di comprimari, distinguendosi per un approccio personale al genere, privo di timori reverenziali e forte di un avveniristico connubio, almeno per l’epoca, tra Death Metal ed interventi di synth. L’album è infatti caratterizzato dall’utilizzo, in quasi ogni traccia, delle tastiere, centellinate ma sempre evocative e in grado di donare ulteriori sfumature ai pezzi, come accade in “Neptune Towers” o nell’ammorbante e ipnotico inizio di “Grave With A View”. Le canzoni risultano poi tutte di eccellente fattura e ben strutturate, costruite su di un riffing corposo fatto di accelerazioni repentine che si alternate a parti più lente e claustrofobiche al limite del Doom, che riescono a conferire un ancor più opprimente senso di soffocamento e di oscurità ai vari brani. Il raggiungimento di uno standard elevato lungo tutto l’album permette così alle composizioni di non annoiare mai, ma anzi di ritagliarsi un proprio spazio ascolto dopo ascolto, soprattutto in momenti di grande intensità e bellezza come “Cromlech”, “Sunrise Over Locus Mortis”, “Sempiternal Sepulchrality” e “Iconoclasm Sweeps Cappadocia”.

Insomma, questo “Soulside Journey” fu snobbato troppo in fretta ed è solo merito della successiva storia dei Darkthrone se ha ricevuto una gloria postuma o, al contrario, merita a prescindere? La verità sembra stare, anche questa volta, nel mezzo: le indubbie qualità compositive messe in luce dal quartetto non si discutono, come pure le buone intuizioni disseminate lungo un pò tutto il disco, eppure senza l’affermazione del gruppo difficilmente sarebbe riuscito a riaffiorare, finendo desolatamente per subire la stessa sorte di tanti altri album che, seppur meritevoli, rimangono ancora oggi inspiegabilmente dimenticati.

BRIEF COMMENT: Even if it was almost unnoticed at the time, Darkthrone‘s first full-length shows a skilled band that, mixing Death Metal riffs with brief but incisive synth parts, created brillant and enthralling songs. An album worth a listen not only for die hard fans but also for those who want high quality music.

Etichetta: Peaceville Records
Anno di pubblicazione: 1991
TRACKLIST: 01. Cromlech; 02. Sunrise Over Locus Mortis; 03. Soulside Journey; 04. Accumulation Of Generalization; 05. Neptune Towers; 06. Sempiternal Sepulchrality; 07. Grave With A View; 08. Iconoclasm Sweeps Cappadocia; 09. Nor The Silent Whispers; 10. The Watchtower; 11. Eon
Durata: 41:44 min.

Autore: Iconoclasta

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