DARKTHRONE
“The Underground Resistance”

Giunti alla fine di questi nostri speciali dedicati alla lunga discografia dei Darkthrone, è tempo quindi di occuparci anche dell’ultimo lavoro sfornato dal duo norvegese, ed intitolato “The Underground Resistance”. Il sentore di una ulteriore variazione del sound è già evidente sin dalla copertina a sfondo epico-guerriero, ad opera di Jim Fitzpatrick, un artista irlandese noto per la sua lunga collaborazione con i Thin Lizzy e con altri artisti del suo paese. Infatti, Fenriz e socio decidono di abbandonare l’esplorazione più o meno casuale e caotica delle proprie passioni musicali di gioventù, per approdare in territori di puro ed incontaminato Heavy Metal. Dei suoni di chitarra gonfi e poderosi, una epicità che, seppur velata, resta una costante di fondo del disco, ed una ritrovata ispirazione (personalmente il precedente “Circle The Wagons” mi aveva infatti abbastanza annoiato), fanno di questo nuovo “The Underground Resistance” una delle migliori uscite dei Darkthrone degli ultimi dieci anni.

Ad aprire le danze questa volta tocca a Nocturno Culto con la irresistibile “Dead Early”, nella quale un ottimo Heavy-Speed di annata viene praticamente assorbito e reinterpretato in pieno stile darkthroniano. La successiva “Valkyrie”, primo pezzo dell’album scritto da Fenriz, trasporta invece i Darkthrone in pieno territorio Epic Metal. Aperto da una breve intro di chitarra pulita arpeggiata, il brano si divide tra momenti maggiormente tirati ed altri più cadenzati, per poi sfociare nell’intensissimo finale, un vero tocco di genio del buon Fenriz. Su “Lesser Men”, Nocturno Culto spinge nuovamente il pedale dell’accelleratore per una nuova traccia dall’alto tasso adrenalinico, mentre la seguente “The One You Left Behind” ci riporta direttamente ai Darkthrone carichi di birra e superalcolici vari tramite un simpatico miscuglio di Punk ed Heavy Metal dai toni cadenzati. Fenriz è perfetto nella sua interpretazione da ubriacone da pub ed il pezzo raggiunge il suo culmine nel fantastico assolo di chitarra. Dopo averci scaldato a sufficienza, i Darkthrone decidono di passare a cose molto più serie ed ecco quindi arrivare “Come Warfare, Entire The Doom”, un lungo e fantastico pezzo che frulla insieme Black Sabbath, Celtic Frost e qualche bel riff stile NWOBHM. Ma il vero colpo da maestro della band norvegese è senza dubbio “Leave No Cross Unturned”, una traccia che definire perfetta è un eufemismo. Il main riff iniziale ci cola addosso tonnellate di metallo fuso, per poi rallentare in un lungo e fangosissimo intermezzo dai toni più cadenzati e ricchi dei bending tipici di Nocturno Culto, per poi ritornare sul main riff iniziale e chiudere alla grande il pezzo.

Sei tracce per poco più di quaranta minuti di durata complessiva, tanto basta ai “nuovi” Darkthrone per porsi prepotentemente in cima alle migliori uscite discografiche di questo 2013 ormai alle spalle. “The Underground Resistance” è infatti un lavoro che trasuda passione e vitalità, elementi che, insieme ad una maggiore coerenza stilistica, ne fanno un piccolo gioiellino da tramandare ai posteri.

BRIEF COMMENT: “The Underground Resistance” is the perfect arrival point for Darkthrone after a long period of pilgrimage in the search for their musical roots. This new opus celebrates the Heavy Metal of the 80s, obviously re-interpreted by the Norwegian duo, with a bunch of tracks full of energy and vitality, and at least two real masterpieace, “Valkyrie” and the epic hymn “Leave No Cross Unturned”.

Contatti: Sito Ufficiale
Etichetta: Peaceville Records
Anno di Pubblicazione: 2013
TRACKLIST: 01. Dead Early; 02. Valkyrie; 03. Lesser Men; 04. The One That You Left Behind; 05. Come Warfare, Enter The Doom; 06. Leave No Cross Unturned.
Durata: 41:40 min.

Autore: KarmaKosmiK


Eroi o traditori? Cinici calcolatori o ultimi paladini del “vero” Metal? Questo lo scontro che ormai da anni contrappone, ad ogni loro nuova uscita, detrattori e fanatici dei Darkthrone, che dal canto loro se ne fregano altamente di queste stucchevoli diatribe e tirano dritti per la propria strada. “The Underground Resistance” continua infatti a sfuggire ad ogni moda o tendenza, proponendoci un Fenriz ed un Nocturno Culto sempre più volti alla ricerca e al recupero delle proprie radici musicali. Quel che ne risulta è un album che spazza via le ultime prove opache con una prestazione che a pezzi “canonici” sa alternare spunti dannatamente catchy (le imperdibili “Valkyrie” e “Leave No Cross Unturned”), ribadendo ancora una volta che i Darkthrone non se ne sono mai andati. Perché non sarà un album imprescindibile o un lavoro che rimarrà indelebile come i loro indiscussi capolavori, ma questo “The Underground Resistance” è il perfetto emblema di chi, nonostante le numerose concessioni, non cede del tutto e che, proprio per questo, mi fa condividere appieno questo commento: “Quando non mi piacerà più questa roba sarà davvero finita”.

Autore: Iconoclasta


Con questo nuovo “The Underground Resistance” i Darkthrone raggiungono l’apice compositivo di quella che possiamo definire la seconda parte del loro cammino musicale. Roccioso e dannatamente epico in “Valkyrie”, quasi un tributo a Bathory, incazzato e travolgente nella Thrash oriented “Leave No Cross Unturned”, il sedicesimo full lenght delle leggende norvegesi è una dichiarazione d’amore al Metal anni’80 e, per la sua longevità e validità in termini di songwriting, può rappresentare un punto di arrivo e di ri-partenza nell’inarrestabile peregrinare musicale della premiata ditta Fenriz e Nocturno Culto.

Autore: Nivehlein


“The Underground Resistance” percorre con vigore e convinzione una strada intrapresa dai Darkthrone ormai un decennio fa e ne risulta essere l’evoluzione vincente. La caratteristica dell’intero album è un’estrema versatilità delle influenze, dai Celtic Frost al più classico Thrash tedesco passando attraverso i Mercyful Fate (con Nocturno Culto che in “Leave No Cross Unturned” sembra ricordare King Diamond), versatilità accompagnata comunque da una coerenza di fondo tipica del duo norvegese. Album ben strutturato e realizzato, il cui suono risulta perfettamente adeguato allo stile e con brani che non lasceranno deluso l’ascoltatore. Che dire, mi ha convinto al primo ascolto e continua a piacermi sempre di più.

Autore: alonewalkfaster

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