DEATH
“The Sound Of Perseverance”

Visto ciò che ci ha riservato la Storia con la prematura scomparsa di Chuck Schuldiner, potrebbe sembrare quasi inevitabile e doveroso parlare di “The Sound Of Perseverance” come di una sorta di canto del cigno o di testamento spirituale dell’artista e della sua creatura. Invece l’ultima fatica dei Death è qualcosa di diverso, non fosse altro per l’essere stata inizialmente concepita come prima uscita del nuovo progetto Control Denied.

“The Sound Of Perseverance” è quindi qualcosa di molto più che l’epitaffio dei Death, è un album che travalica il monicker sotto cui avrebbe dovuto uscire e trascende i suoi interpreti, con l’ovvia eccezione del suo creatore, per porsi in quella ristretta cerchia di composizioni che vivono di vita propria al di fuori del tempo. Anche ascoltato a più di 10 anni di distanza, “The Sound Of Perseverance” continua infatti a presentare quella freschezza compositiva e quella capacità di stupire ed emozionare che solo pochi lavori riescono a conservare. E poco importa se si conosce a memoria ogni singola nota, perché ogni ascolto porta con sé una nuova epifania che proietta in un mondo immutabile dove il tempo si è anch’esso fermato, ammaliato da così tanta magnificenza. Inutile dunque fermarsi ad analizzare ogni singolo brano o a sviscerarne i punti salienti, “The Sound Of Perseverance” è un album che regala un’esperienza che nessuna analisi potrà mai cogliere perché è un lavoro che va ascoltato prima di tutto con l’orecchio interno, il solo in grado di poter percepire una voce che parla direttamente all’anima.

“Open my eyes wide to see a moment of clarity
Confusion gone, it’s in your hands
Your turn to ask why

Life is like a mystery
With many clues, but with few answers
To tell us what it is that we can do to look
For messages that keep us from the truth”

BRIEF COMMENT: “The Sound Of Perseverance” is much more than Death‘s epitaph, it’s an album that has gone beyond its performers, obviously except for its mastermind Chuck Schuldiner, putting itself into a inner circle of works that live out of time, with its riffs that still amaze and thrill listener’ soul.

Etichetta: Nuclear Blast
Anno di pubblicazione: 1998
TRACKLIST: 01. Scavenger Of Human Sorrow; 02. Bite The Pain; 03. Spirit Crusher; 04. Story To Tell; 05. Flesh And The Power It Holds; 06. Voice Of The Soul; 07. To Forgive Is To Suffer; 08. A Moment Of Clarity; 09. Painkiller (Judas Priest Cover)
Durata: 56:13 min.

Autore: Iconoclasta

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