DROWNING THE LIGHT
“An Alignment Of Dead Stars”

Il 2009 si è chiuso con il decimo full length di Azgorh pubblicato per Avantgarde Music e, come di consueto, rilasciato in diversi formati audio. Questo lavoro è a mio avviso nettamente superiore alle ultime uscite che mi avevano lasciato con un po’ di amaro in bocca, a cominciare da “The Serpent’s Reign”, che dopo l’ “euforia” iniziale mi aveva convinta sempre meno col passare del tempo.

Andrò subito al sodo dal momento che ritengo inutile perdermi in dettagliate descrizioni riguardo al sound di Drowning The Light vista la popolarità che il progetto, pur ancorato in ambiente Underground, si è guadagnato nel corso degli anni. “An Alignment Of Dead Stars” è dotato di una tensione emotiva alle stelle e di brani meno ripetitivi rispetto al passato. Il mastermind australiano sembra aver nuovamente ritrovato l’ispirazione che aveva contraddistinto i lavori del periodo 2007-2008, spingendo notevolmente sulla dimensione più melodica ed evanescente del suo Black Metal e ricorrendo anche a intermezzi strumentali toccanti e di grande impatto, come la mesta opener “Distant Autumn Rain” e la crepuscolare “The Flame”, tanto per citarne alcuni. A spezzare le movenze lugubri e malinconiche che caratterizzano questo lavoro ci sono pezzi come “Drinking The Sacrament Of Eternity (Revenge Of The Impaler)”, marcio, diretto e dalle movenze Black’n’Roll (un caso a sé stante all’interno dell’album) e la possente title-track, che si snoda abilmente tra momenti riflessivi e passaggi ricchi di veemenza. La “vocazione” atmosferica e intimista dell’album è contaminata da un sentore di disagio esistenziale di fondo ed ineluttabile decadenza del tutto; sensazioni palpabili nell’accoppiata “Crippled Lies And A Fallen Prophet” e “Dragged To An Ocean Grave”, dove pulsioni nichiliste e autodistruttive raggiungono l’apice.

Mi sembra pressoché inutile dilungarmi ulteriormente: “An Alignment Of Dead Stars”, nonostante una durata molto elevata (un’ora) per un disco Black Metal, risulta coinvolgente grazie a quel sapiente ricettacolo di negatività, ferocia e drammaticità pervaso da una crudezza disumana. Un album che gli amanti del progetto australiano acquisteranno ad occhi chiusi ma che sento di consigliare anche a chi dovesse affrontare per la prima volta il demoniaco universo di Azgorh.

BRIEF COMMENT: In “An Alignment Of Dead Stars”, tenth full-length by Drowning The Light, mastermind Azgorh shows an inspiration that seemed to be lost in his last works, such as “The Serpent’s Reign”, creating an astonishing album in which can be found painful and desolate atmospheres and morbid and insane melodies enriched by solid and racking guitars.

Etichetta: Avantgarde Music
Anno di pubblicazione: 2009
TRACKLIST: 01. Distant Autumn Rain; 02. The Cult Of Shadows; 03. An Alignment Of Dead Stars; 04. The Flame; 05. Sound The Battle Horn; 06. Drinking The Sacrament Of Eternity (Revenge Of The Impaler); 07. A Call To Arms; 08. Dragged To An Ocean Grave; 09. Crippled Lies And A Fallen Prophet; 10. Gone… ; 11. Drifting Away In A Sea Of Sorrow; 12. In A Time Of Honour; 13. Vampyre (The Broken Dirge Of Aristocracy); 14. Nocturne Batracien
Durata: 60:09 min.

Autore: Nivehlein

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