DRUDKH
“Eternal Turn Of The Wheel”

A due anni dal precedente, e forse sottovalutato, “Handful Of Stars”, nel quale la band ucraina si mostrava alle prese con un sound fortemente virante verso i lidi Shoegaze e Post-Rock tanto cari ad Alcest e Les Discrets, i Drudkh ritornano sulle scene con questo nono lavoro dall’emblematico titolo “Eternal Turn Of The Wheel”. Un nuovo giro di ruota che, a detta dei proclami della Season Of Mist, avrebbe riportato la band verso sentieri sonori più grezzi e ferali, tipici della prima epoca del gruppo. Se al livello di produzione e scrittura dei brani confermiamo tale ritorno al passato. ed il cui risultato finale è formato da un quartetto di tracce, che a discapito dell’elevato minutaggio, mostrano delle evoluzioni molto lineari, ed a cui viene accoppiato una produzione decisamente più grezza e zanzarosa. Eliminate quasi in toto le struggenti melodie del precedente lavoro e gli estenuanti assoli di chitarra di Saenko, “Eternal Turn Of The Wheel”, vuole essere, almeno nelle intenzioni, un disco notturno e ferale, quasi che la band sentisse le necessità di dover dimostrare al proprio pubblico di non esserci ammorbidita nel corso degli ultimi anni.

Il risultato finale di questo ritorno al passato è purtroppo estremamente deludente e dominato completamente dalla prevedibilità, nel quale i Drudkh mostrano di possedere un briciolo di sostanza solamente nei momenti più melodici (si ascolti in questo caso la prima parte di “Farewell To Autumn’s Sorrowful Birds”). Segno che forse la svolta shoegaze/melodica di “Handful Of Stars” non era dovuta solo a mere questioni monetarie, ma che dentro alla composizione di quel album c’era proprio una ferma volonta della band di distaccarsi dalle proprie origini Black. Insomma, i Drudkh mancano clamorosamente il bersaglio con questo “Eternal Turn Of The Wheel”, toccando probabilmente il punto più basso della propria carriera, e da cui speriamo che la band possa riscattarsi nel più breve tempo possibile. Flop dell’anno.

BRIEF COMMENT: In this ninth Drudkh‘s record, titled “Eternal Turn Of The Wheel”, the Ukrainian master totally failed an unexpected come back to the rough sound of their begininngs. Left aside the melanchonic melodies and shoegaze influences experimented in the previous “Handful of Stars”, Drudkh try to simplify the structures of their long songs, roughing the production, but the only discrete result of this operation is the opener “Breath Of Cold Black Soil”, although nothing is really new in this track, while the rest is completely boring. Flop of the year.

Etichetta: Season Of Mist
Anno di pubblicazione: 2012
TRACKLIST: 01. Eternal Circle (intro); 02. Breath Of Cold Black Soil; 03. When Gods Leave Their Emerald Halls; 04. Farewell To Autumn’s Sorrowful Birds; 05. Night Women of Snow, Winds And Grey-Haired Stars
Durata: 37:14 min.

Autore: KarmaKosmiK

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