DRUZHINA
“Third Henosis”

Nati nel 2006 su iniziativa di quattro musicisti di diversa nazionalità ma residenti tra la Svizzera e la Danimarca, i Druzhina (traslitterazione del cirillico Дружина, nome di antichi guerrieri d’élite) hanno alle spalle una discografia piuttosto ampia, avendo già potuto rilasciare due album, “Echoes Of Distant Battles” e “Kosmonoetika”, ed un EP, “Опричник”, pubblicati tra il 2008 e il 2011. Pur trattandosi di lavori tutto sommato apprezzabili, queste uscite non riuscivano però mai a piazzare la zampata in grado di farle diventare ascolti imperdibili, cosa che invece accade con questo loro nuovo “Third Henosis”. Saranno i quattro anni di gestazione, sarà la maggior esperienza alle spalle o chissà che altro, fatto sta che questa volta i Druzhina sembrano aver raggiunto la piena maturazione compositiva, sfornando un album che è molto più di un passo avanti rispetto alla loro precedente produzione, forte com’è di una consistenza e di una intensità che non vanno scemando di ascolto in ascolto, ma anzi spingono a premere il tasto “play” più e più volte.

Rispetto agli esordi, i Druzhina hanno sostanzialmente messo da parte le contaminazioni Folk e acustiche che caratterizzavano il loro Black Metal per enfatizzare maggiormente il ruolo delle tastiere, vero fil rouge che collega tra loro le otto tracce di “Third Henosis”. Etichettarli come Melodic o Symphonic Black è però quanto di più sbagliato si possa fare, dato che nei quasi cinquanta minuti a disposizione i nostri mettono in mostra un repertorio che spazia tra più sottogeneri, sfiorando accidentalmente l’ambito “melodico”. Ma andiamo con ordine. L’album si apre con “The Messenger” e “Breath Of Kronborg”, un uno-due a cui è difficile resistere e che mi ha riportato alla mente i fasti di certi lavori di Drudkh, Hate Forest ed Astrofaes, grazie a dei riff anche abbastanza semplici ma altamente evocativi, impreziositi nella seconda traccia anche da brevi interventi di lead guitar. Neppure il tempo di pensare di essere di fronte ad una band che si rifà alle sonorità del Black di matrice est europea che arriva “Three Headed Lion”, un pezzo che, al pari di “Eclipse Of Mankind”, flirta con ritmiche che a tratti svelano un volto Death oriented, ma rimanendo comunque sempre caratterizzate dalle onnipresenti tastiere, mai invadenti e sempre pronte a donare maggiore profondità ed atmosfera ai brani. Nel mezzo trova posto “Ascension I (Timeless Monument)” che, assieme alla sua controparte “Ascension II (Sabbath)”, segna i momenti strumentali dell’album, utili per spezzare la tensione e ridare fiato all’ascoltatore prima di inghiottirlo nuovamente nel vortice musicale creato da pezzi come “Rid The Shackles Of Reality”, forse il brano più “ordinario” ma non per questo meno coinvolgente. La chiusura di questo intenso viaggio spetta invece a “Pslam Of The Void”, che con i suoi oltre tredici minuti di sonorità orientaleggianti a là Darkestrah, interrotte soltamente da un breve ma ferale assalto all’arma bianca a base di doppia cassa e riff al fulmicotone, rappresenta nel migliore dei modi il grado di perizia compositiva raggiunto dal quartetto. Insomma, credo sia inutile tirarla ancora per le lunghe, questo “Third Henosis” è un lavoro di tutto rispetto che proietta i Druzhina tra i candidati più seri per un posto nella top 5 di fine anno. Vedete voi se farvelo scappare, io vi ho avvisato.

BRIEF COMMENT: Formed in 2006 by four musicians of different nationality, Druzhina‘ve just released their third full length “Third Henosis”, a stunning and mesmerizing album in which Black Metal influenced by Drudkh and Hate Forest is combined with the majestic use of keyboards. The final result is an album way better than most of nowadays releases, so there’s no reason why you should miss it.

Contatti: Sito Ufficiale
Etichetta: Gateway Music
Anno di pubblicazione: 2015
TRACKLIST: 01. The Messenger; 02. Breath Of Kronborg; 03. Three Headed Lion; 04. Ascension I (Timeless Monument); 05. Eclipse Of Mankind; 06. Rid The Shackles Of Reality; 07. Ascension II (Sabbath); 08. Pslam Of The Void
Durata: 49:53 min.

Autore: Iconoclasta

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